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[nonsolograndi] ArchiChato

scritto da
Simarillon (Davide)

Nuovo appuntamento con la francese Djeco a nonsolograndi: eccoci a parlare di ArchiChato, gioco di osservazione e abilità in cui due giocatori si sfidano nella costruzione della torre corretta. Autore è Smahane Girardet ed è illustrato dal gruppo Babayaga. Si può giocare a partire dai 6 anni in partite di una quindicina di minuti massimo.


I MATERIALI
Nella scatola del gioco si trovano:
  • due set di nove coni, di cui tre piccoli e sei grandi;
  • trenta carte sfida.
Gioco che fa la sua figura a vedersi, materiali nel complesso buoni, con le carte spesse e i disegni sui coni astratti e carini.

IL GIOCO...OVVERO ECCOVI PER REGOLE
Ogni giocatore riceve un set di nove coni che dispone davanti a sé.
Una carta viene girata al centro del tavolo. I giocatori giocano contemporaneamente e provano a riprodurre il più velocemente possibile la piramide di questa carta con i loro coni.
Il primo giocatore a riprodurre la piramide, se questa è esattamente identica, vince la carta, altrimenti ne cede una già conquistata; il primo giocatore che conquista 5 carte vince la partita!!!

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
I materiali sono buoni, come ho scritto sopra, ma forse per il prezzo che ha il gioco mi sarei aspettato almeno sei coni piccoli e soprattutto qualche carta sfida in più. Infatti trenta carte sfida non sono tante e non garantiscono un’elevata rigiocabilità.

Carina l'idea dei miniconi che modificano il disegno del cono grande impilandosi: questo è il vero quid del gioco e quello che dà un qualcosa in più al gioco stesso.

Il gioco è piacevole da giocare e pone i piccoli giocatori in una modalità sfida uno vs uno che non è consueta nei giochi per i più piccoli. Il gioco tra due piccoli giocatori è interessante, perché si innestano dinamiche particolari che porteranno, eventualmente, uno dei due giocatori a sbagliare nella fretta di essere il più veloce nella costruzione della torre. Si può giocare anche nongrande contro nonpiccolo e la vittoria del giocatore nongrande aiuterà all’affermazione di sé e all’aumento della propria autostima.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il gioco è la medicina più grande”, Lao Tze.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) ha imparato giocando al gioco ArchiChato o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • mobilità fine per la costruzione in equilibrio della torre;
  • confronto diretto e serrato con l’avversario;
  • allenare il colpo d’occhio e i riflessi.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Gli schemi sono semplici e la ricostruzione delle piramidi richiede colpo d’occhio, ma i singoli lati dei coni non sono così complicati da mettere in difficoltà persone un po’ più adulte (anche l'innesto del cono pù piccolo da varietà, ma non aumenta di troppo la difficoltà). È un gioco che si esaurisce con la scuola primaria, almeno questa è la mia impressione.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Oggi si gioca o con mamma o con papà, visto che è un gioco da due giocatori, e il motivo per giocare con la mamma e il papà e che è davvero un piacere battere mamma e/o papà nella costruzione della torre. E poi se il gioco piace ci sono innumerevoli party game che basano tutto sul colpo d’occhio e sulla velocità di esecuzione, mischiando pattern simili per confondere i giocatori a partire da Jungle Speed per finire al recente...


Il gioco è una delle novità Djeco per il 2018 e sarà possibile provarlo a Modena Play.

1 commenti:

  1. giocato a essen...e comprato... ottimo anche per i più grandi!!!
    tex

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