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[nonsolograndi] Faraon

scritto da
Simarillon (Davide)

Classico Ravensburger: oggi a nonsolograndi si parla di Faraon (Ramses II), titolo del 1997 (!) che è ancora possibile trovare (anche) sugli scaffali della grande distribuzione. Ne è autore Gunter Baars, mentre alle illustrazioni abbiamo un team composto da Chris Mitchell, Walter Pepperle e Peter Rauter. Possono giocare da due a cinque giocatori, dai sei anni in su, in partite della durata di una trentina di minuti circa.

Nel corso della sua vita l’illustre e ricchissimo Faraone ha raccolto piccole e grandi ricchezze portandole con sé nella piramide. Pronti a girare tra i corridoi della piramide alla ricerca del tesoro giusto... e/o della mummia?


I MATERIALI
Ecco cosa contiene la scatola:
materiali in gioco
  • quarantasette piramidi, sedici dorate, sedici rosse, quindici blu;
  • trenta carte obiettivo;
  • il piano di gioco con quarantotto fori;
  • dodici tessere del tesoro;
  • ventuno gettoni divisi in cinque scarabei, tre maledizione della mummia, tredici esploratori;
  • uno stand-up in cartoncino della mummia.
Le illustrazioni del gioco sono simpatiche (la mia preferita è il computer egiziano con la candela…), anche se, in generale, si vede che ‘hanno una certa età’, mentre le piramidi, nei tre diversi colori, restituiscono un bel colpo d’occhio, pur non essendo il massimo per ergonomia: quando si spingono, se non si fa attenzione, c’è il rischio concreto che si accavallino e mostrino parte del percorso che invece dovrebbe rimanere coperta.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il primo giocatore, al suo turno, gira la carta obiettivo in cima al mazzo che sarà il tesoro da trovare. Dopodiché spinge una piramide a scelta nello spazio disponibile (ci sono quarantotto spazi e quarantasette piramidi); il giocatore spingerà piramidi sino a quando non troverà un tesoro: a questo punto, se il tesoro è quello indicato sulla carta, si prenderà la stessa e si scoprirà un nuovo obiettivo; se, invece, il tesoro è diverso non si potranno fare altre mosse. In entrambi i casi il turno termina e passa al giocatore successivo.
Nei mazzi di carte obiettivo marcate con il numero due e il numero tre entrano in gioco alcune azioni speciali, che vanno dal ruotare la scatola alla difesa del tesoro dallo Scorpione, ovvero ognuno sposta una piramide sino a quando non compare un tesoro e in questo caso dovrà regalare una delle sue carte obiettivo al giocatore alla sua destra.

Variante per esperti
In questa variante i giocatori ricevono ognuno un gettone scarabeo, mentre i gettoni maledizione della mummia ed esploratore vengono posti sotto le piramidi dorate.
Con il gettone scarabeo si può semplicemente continuare a giocare anche qualora si trovi il tesoro errato; risulta invece più interessante la variante relativa alle piramidi dorate che, qualora vengano mosse, si può decidere se rovesciare o meno. Se si trova la mummia si prende la sagoma mummia e ci si ferma immediatamente perdendo anche il turno successivo; i gettoni esploratore sono invece dei bonus che aggiungeranno punteggio alla fine della partita, in base al numero di cappelli esploratore che ogni giocatore avrà. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Quando arriva un Gioco da Tavolo a casa sono sempre pronto al peggio: c’è chi non sa che a casa i giochi non mancano e, oltre al piccolo concreto rischio di regalare un qualcosa che c’è già, c’è il rischio ancora più grande che quanto regalato si riveli una delusione assoluta, soprattutto in rapporto a tutti i giochi che abbiamo giocato. Faraon si distingue in questo, ritagliandosi un piccolo spazio e facendosi, comunque, giocare volentieri; e anche per quest’anno con i regali di compleanno siamo a posto!
paperetta egizia
Il tema del gioco è per i più piccoli sicuramente affascinante, così come il mondo egizio racchiude misteri e curiosità anche per gli adulti, quindi è un’ambientazione che permette di avvicinare i più piccoli al gioco, attraendoli per materiali e tema. 

La caratteristica più interessante, o se si preferisce il twist, è nelle carte con gli effetti, che aggiungono un po’ di sapore al gioco che, altrimenti, avrebbe rischiato di essere un po’ monotono; tanto più interessante  il fatto che sono proprio questi effetti a garantire il rapportarsi con gli altri giocatori, in particolare nella sfida a due, con la scelta di quale carta mettere in palio. 
Positivo il fatto che si possa modulare la difficoltà, aggiungendo alcune piccole varianti per giocatori esperti (in effetti il termine fa sorridere!), anche se mi sembra sia quasi sempre conveniente rischiare per trovare i cappelli esploratore, dal momento che perdere un turno non è così punitivo nell’intero flusso di gioco. Positivo anche il set-up variabile, che permette di dare più longevità al gioco, anche se la cosa migliore sarebbe avere qualcuno che prepara il piano di gioco senza prendere successivamente parte alla partita.

Il regolamento indica il gioco come 7+ e mi sembra un’età ampiamente sovrastimata: il gioco, infatti, è principalmente basato sulla memoria come meccanica di gioco, che è una delle migliori per i nongrandi e in cui i piccoli sono competitivi tanto quanto i grandi, se non di più, .


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente, aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “L'uomo saggio dubita spesso e cambia la sua opinione; lo stupido è ostinato e non ha dubbi; egli conosce tutte le cose, ma non la sua stessa ignoranza”, attribuita al Faraone Akhenaton.

Ecco quindi l'elenco delle cose che Lorenzo (o chi l’ha giocato) ha imparato giocando a Faraon:
  • stare concentrati sul gioco, anche nel turno degli avversari, per costruirsi la mappa mentale completa del labirinto per essere pronti a ritrovare poi l’oggetto richiesto dalla carta;
  • valutare quale sia la carta migliore da mettere in palio nelle sfide a due, considerando piccoli dettagli come il valore della carta e la posizione dell’oggetto nel labirinto;
  • il primo concetto di rischio legato alla scelta se alzare o meno la piramide dorata.

i gettoni
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sempre difficile definire la longevità di un gioco per i più piccoli, ma in questo caso lo è anche un po’ di più; la meccanica di base è quella del movimento su plancia sfruttando le informazioni acquisite, quindi entra in gioco la memoria, il comparto grafico è sicuramente dedicato ai più piccoli, quindi il tutto lascia presagire una longevità limitata, mentre, se si superano questi aspetti, il gioco è piacevole anche in età più adulte, ma credo che rimanga soprattutto un gioco per bambini o, al più, per ragazzi. 

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Chi non trova mai niente e viene sgridato che non sa cercare? Ovviamente gli uomini di casa! Questa potrà essere una piccola rivincita su mamma, trovando più cose di quante non riesca a trovare lei; poi per continuare a giocare nell’antico Egitto, magari con papà, si può prendere (un po’ da più grandi) Egizia e continuare a giocare, che ne vale la pena!

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