[Riparliamone] Saint Petersburg

scritto da cogo71 (Andrea)

Perché parlare oggi, nel 2018, di un gioco uscito 14 anni fa, quando le case editrici continuano a sfornare nuovi titoli ed è già difficile districarsi in questo mare magnum di novità? Perché leggere una recensione di un gioco che è stato già analizzato sulle pagine di questo blog? Vi do almeno 3 motivazioni per riscoprire Saint Petersburg, di Bernd Brunnhofer (Stone Age), edito da Hans im Glück (2004), per 2-4 giocatori, da 45 minuti in su, età 10+, indipendente dalla lingua:
  1. perché il padrone di casa di questo blog, Pinco11, lo ha omaggiato nella sua review con un "Bello, bello, bello!", è nella top100 di GSNT (occupa il 22° posto) e può considerarsi a tutti gli effetti un classico intramontabile;
  2. perché ha ricevuto un numero di premi e menzioni d'onore, che sarebbe troppo lungo e noioso elencare, e vanta tutt'ora un onorevole 7,3 nella classifica di BGG a fronte di quasi 13.000 voti e 3.200 commenti;
  3. perché ha segnato il mio personalissimo ritorno al gioco da tavolo e mi ha fatto riscoprire questa fantastica passione.
Si tratta di un gestionale che definirei entry level, nel senso che può tranquillamente essere proposto a dei novizi che vogliano alzare l'asticella rispetto a un party game o a un family, ma richiederà sicuramente qualche partita per poter essere padroneggiato a pieno.
L'ambientazione non è certamente il punto di forza di questo titolo, tuttavia nel regolamento si fa riferimento a una data ben precisa in cui collocare gli avvenimenti di cui saremo protagonisti durante il gioco: il 16 maggio 1703, giorno in cui lo zar Pietro posò la prima pietra del primo edificio a San Pietroburgo. Nei panni di imprenditori edili dell'epoca dovremo contribuire all'espansione della città, assumendo lavoratori e costruendo palazzi per attrarre facoltosi nobili e dare lustro alla famiglia degli Zar.


I MATERIALI
In questa recensione farò riferimento esclusivamente alla prima edizione, ma è bene ricordare che ne esiste una più recente la quale, oltre a una grafica rinnovata e a componentistica in linea con i giochi più recenti, comprende anche un'espansione che consente di aggiungere il quinto giocatore e una serie di carte per aumentare la variabilità e la longevità del gioco.
Questo è sostanzialmente un gioco di carte e infatti nella scatola ce ne sono 120:

  • 31 Carte Artigiani (dorso verde);
  • 28 Carte Palazzi (dorso blu);
  • 27 Carte Aristocratici (dorso arancione);
  • 30 Carte Scambio (dorso multicolore, 10 per ognuno dei tipi precedenti);
  • 4 carte Primo Giocatore.
A queste si aggiungono 4 indicatori Primo Giocatore color oro, 8 segnalini (2 rossi, 2 blu, 2 verdi, 2 gialli tutti di legno), dei rubli di carta di vario taglio e una plancia di gioco. Le carte sono sufficientemente robuste e anche la plancia di cartone è di ottima qualità. La grafica di questa prima edizione è un po' retrò, ma secondo me dà un certo tocco vintage al gioco, che ben si sposa sia con il tema che con l'anzianità del titolo. In ogni caso risulta molto chiara e facilmente leggibile. Nella seconda edizione, come scritto sopra, è stata completamente rivista, è decisamente più moderna e colorata, ma in certi casi risulta meno immediata.
Da segnalare che esistono due espansioni:
  • Saint Petersburg: The Festival (nota anche come The Banquet), una mini-espansione che consiste in solo 12 carte aggiuntive, distribuita in occasione di fiere di settore;
  • Saint Petersburg: The New Society, un'espansione più consistente che aumenta il numero di giocatori da 4 a 5 e aggiunge 35 carte di vario tipo (commercializzata in una confezione contenente anche la precedente).

COME SI GIOCA
Sicuramente la forza di Saint Petersburg sta tutta nelle meccaniche: lineari ed eleganti, ma non banali. Il setup è molto veloce: dopo aver mescolato separatamente i 4 mazzi di carte, questi vengono posizionati a faccia coperta negli appositi spazi sul tabellone, quindi ogni giocatore riceve, oltre ai segnalini del colore prescelto, 25 rubli e un numero di carte "primo giocatore" dipendente dal numero di persone al tavolo, infine viene predisposto il mercato delle carte che ne prevede sempre 8 disponibili.
Ogni round di gioco è diviso in 4 fasi, che si svolgono sempre nel medesimo ordine:
  1. la fase artigiani;
  2. la fase di costruzione palazzi;
  3. la fase aristocratici;
  4. la fase di scambio carte.
Alla fine di ogni fase, dopo che tutti hanno passato, si calcolano le rendite (possono essere punti vittoria, soldi o entrambi) delle carte inerenti la fase corrente. Il calcolo non avviene esclusivamente alla fine della fase di scambio delle carte, durante la quale vengono scartate tutte le carte rimaste nella riga inferiore della plancia ed eliminate dal gioco. Quelle della riga superiore vengono spostate in basso e vengono ripristinate le 8 carte pescandone dal mazzo di carte artigiani. Quando uno dei 4 mazzi di carte termina, il gioco prosegue per l'ultimo round alla fine del quale si calcolano i punteggi finali.
Senza addentrarsi nei dettagli del regolamento, segnalo che c'è qualche regola aggiuntiva e qualche carta speciale che possono spostare gli equilibri del gioco, che però rimane estremamente lineare e fluido.

Carte e indicatori Primo Giocatore
IMPRESSIONI
L'abilità dei giocatori sarà quella di predisporre una strategia che consenta di produrre sia punti sia denaro, stando attenti a quale potrebbe essere la mossa degli avversari e magari fare scelte per impedire loro di realizzare qualche combo che potrebbe consentire un importante balzo in avanti nella tabella dei punti.
L'interazione, l'avrete capito, è esclusivamente indiretta come per ogni "german" che si rispetti, ma è sorprendente quanti sgambetti ci si possano fare durante una partita. La fortuna è ovviamente presente ed è legata all'uscita delle carte in relazione al proprio ordine di turno, infatti capita sovente che la carta che vi sarebbe servita per la "combo perfetta" arrivi a disposizione quando sarete gli ultimi a scegliere e gli altri giocatori difficilmente la lasceranno a vostra disposizione. Pur non essendo un gioco dove la pianificazione è fondamentale, non ci si può affidare esclusivamente alla dea bendata e ogni giocatore, fin dai primi turni, dovrà programmare un po' il suo gioco, decidendo se puntare maggiormente sulle carte edificio o sulle carte degli aristocratici. Nel primo caso si accumuleranno punti durante l'intera partita; nel secondo si punterà tutto sullo sprint finale.
I rubli vanno gestiti con molta attenzione: infatti ce ne sono pochi a disposizione (specialmente a inizio partita) e potrebbe succedere di non averne abbastanza in una delle fasi, proprio sul più bello, rischiando di non riuscire ad accaparrarsi una delle carte in gioco; se a questo aggiungiamo che gli artigiani sono fondamentali per progredire nella partita, è chiaro che bisogna curare un po' tutte le risorse senza concentrarsi su una sola per accumulare punti.

Prima edizione vs seconda edizione
(il tizio ritratto a destra è l'autore del gioco)
CONCLUSIONI
Il delicato equilibrio tra tutte le componenti e la necessità di dedicarsi a sviluppare tutti i "motori di produzione" del gioco è il succo di Saint Petersburg. Al tavolo si alternano momenti di sconforto ad altri di esaltazione e si avverte la giusta tensione nella speranza che, la carta appena pescata dal mazzo e posizionata sul tavolo, possa arrivare al vostro turno.
La competizione tra i giocatori si mantiene a un buon livello per tutta la durata della partita che si attesta tranquillamente attorno all'ora di gioco pure in quattro. La variabilità è garantita dall'ordine di pescata delle carte e di conseguenza se ne avvantaggia anche la longevità. Il gioco gira molto bene pure in 2, ma ovviamente in 4 dà il meglio di sé per via di una maggiore interazione. Non mi fa impazzire invece la partita a 3 giocatori, in quanto l'incidenza della fortuna aumenta sensibilmente.
Le regole abbastanza semplici ne fanno un gioco veloce da spiegare e dopo qualche partita di rodaggio, anche i giocatori meno esperti saranno in grado di padroneggiarle al meglio, dando vita a sfide avvincenti e dal divertimento assicurato. In poche parole Saint Petersburg è un grande classico assolutamente da avere e da proporre a chi si sta avvicinando al nostro hobby preferito, perché farà sicuramente proseliti.

Per chi volesse fare qualche partita di prova in ottica di un futuro acquisto, può trovare la trasposizione online (presente già dal 2007) sulla piattaforma Yucata.
Poi potete andare su Egyp e metterlo nel carrello ;)

-- Le immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

6 commenti:

  1. amore mai sbocciato, un bel gioco ma è sempre mancata per me la scintilla

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    1. Succede... a me è capitato con titoli ben più acclamati di questo. D'altronde conosco persone a cui non piacciono le lasagne al forno, o i tortellini!

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  2. preso a ottimo prezzo all'ultima Essen . Un gioco che fa colpo su ogni tipo di giocatore . Forse alla lunga può risultare ripetitivo , ma come dice l'autore é un gioco che merita il suo posto in ogni ludoteca .

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  3. E' un gioco lineare, ma nello stesso tempo che richiede un ragionamento. Periodicamente rispunta ed un anno ci ho giocato davvero tante partite, girando benissimo anche per due. Ho la versione nuova, molto più curata graficamente, ma alla fine la vecchia gode di un migliore colpo d'occhio immediato. Bel titolo da riscoprire.

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  4. Salve, l'idea del gioco e' molto bella. Il problema che ho riscontrato, dopo molte partite all'attivo, e' che gia' alla fine del primo turno si capisce chi e' il vincitore. Capita SEMPRE che un giocatore sia avvantaggiato nella scelta iniziale delle carte da acquistare. Tale vantaggio non e' recuperabile se il giocatore in vantaggio gioca 'normalmente', ovvero si limita a controllare la situazione.

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  5. Salve Luca, sinceramente nella mia esperienza di gioco a questo titolo, non ho riscontrato che chi è in vantaggio al primo turno, risulti sempre il vincitore alla fine. Certo la fortuna gioca il suo ruolo nell'uscita delle carte, ma non la trovo così decisiva ai fini della vittoria finale.

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