nonsolograndi Report

[Report] Play Kids 2018

scritto da
Simarillon e F/\B!O P.

Nel fine settimana appena passato si sono aperte le porte dell'edizione 2018 di Modena Play e nell'occasione del decennale la fiera ha inaugurato il padiglione "Play Kids" con 2.500 metri quadri destinati esclusivamente a giochi, laboratori e attività interattive per far conoscere ai più piccoli (e soprattutto ai loro genitori) le proposte, nuove e meno nuove, dei giochi da tavolo per i nongrandi. Naturalmente, anche un po' per deformazione quasi professionale, ho buttato un occhio a quest'area, pur essendo venuto da solo e pur avendo come scopo quello di provare alcuni titoli il cui appeal non era sicuramente per i nongrandi.
La decima edizione della fiera è stata per me la quarta, però la prima con la famiglia. Pertanto, ho lasciato perdere in partenza i giochi da grandi per dedicare completamente la nostra permanenza a far giocare Ambra e a salutare gli amici ludici, virtualmente vicini ogni giorno, ma di fatto incontrabili soltano in tali occasioni. Una conseguenza di questa scelta di fondo è stata quella di vivere la giornata con i ritmi di una (quasi) quattrenne: partenza alle 9:00 da Treviso, ingresso verso mezzogiorno, pranzo al sacco subito (ancora prima di entrare nella struttura!), incontrollabile alternanza tra "dai, vieni papà!" e "papà, in braccio!", batterie scariche alle 17:30 e ripartenza. Me la sono goduta pure così ^_^


Vivendo il giro a Play Kids da osservatore esterno ho potuto notare alcune cose e parlare un pochetto con persone conosciute sul Web (mi piace sempre associare una faccia a un nome). In quest'area tutto era davvero perfetto per i più piccoli, con tavoli, sedie e allestimenti a misura di bambino, con i giochi in versione gigante e un'atmosfera ludica unica per i più piccoli, in cui giocare con mamma e papà, ma anche con cortesissimi dimostratori, e vivere a pieno l'esperienza del gioco.
Attraversato il padiglione B, siamo entrati nell'F dalla porta tra i giochi in legno e i laboratori attivi. L'area Kids si presentava come una tensostruttura con pavimentazione in legno, quindi simile allo scorso anno. Lo spazio tuttavia era molto maggiore, più denso e organizzato meglio, come un padiglione dei grandi. Un edificio in mattoni probabilmente avrebbe attutito di più i rumori, ma come dice Topo Tip: «Come facciamo a divertirci se non possiamo urlare?» Prima impressione assolutamente positiva, la bimbella intanto era già sparita alla vista...

Nel padiglione Kids gli stand di Chicco, Djeco, HABA, Schmitd hanno fatto bella mostra di sé e agli stand hanno fatto da contorno la pista di trottole più lunga d'Italia, quella di quindici metri delle biglie a ciclotappo, le costruzioni in legno e i giochi di una volta che attirano ed affascinano sempre. I riscontri degli operatori sono stati i più diversi: chi si è detto entusiasta di questa nuova esperienza e parimenti chi, invece, si è sentito penalizzato per la localizzazione del padiglione F, che, in effetti, doveva essere un po' cercato ed era al di fuori del centro nevralgico della fiera.
Ai calcio balilla ho lanciato solamente uno sguardo con gli occhi a cuore, poi mi sono buttato all'inseguimento. Per fortuna si è fermata poco oltre, calamitata dai grandi giochi del Ludobus. Quelli a terra li ha provati più o meno tutti due volte, tentando continuamente la fuga con il monopattino. Evitato incredibilmente il cambio d'abito alla vasca dei pesci, siamo riusciti a convincerla che ci aspettavano ancora tre quarti delle cose da vedere. Abbiamo ripreso il corridoio centrale o, meglio, noi ci siamo incamminati per il corridoio mentre lei faceva lo slalom tra i vari tavoli degli espositori: Giochi Uniti, HABA, Edizioni Centro Studi Erickson (giochi educativi pensati per promuovere un apprendimento giocoso e divertente), Cocai Design (materiale educativo per l'infanzia ispirato al metodo Montessori), IKEA. C'è stato un momento da occhioni grandi quando ha visto Il frutteto sul tavolo e ha capito che non è lei l'unica ad amarlo. Personalmente invece mi ha sorpreso il tempo che ha trascorso negli spazi della multinazionale svedese, su cui io non avrei scommesso un centesimo e che invece aveva sempre bambini presenti.

I giochi che mi hanno colpito di più sono stati Niwa alla Djeco (anche se forse non è proprio per i più piccoli) e Little Arrow alla Chicco. Per HABA ho avuto poco modo di provare le novità, mentre mi ha colpito un gioco storico come Kayanak (e chissà che per tutti e tre questi giochi non arrivi una recensione qui sul blog prima o poi).
Dopodiché siamo arrivati ai palloncini e a Palloncini (a.k.a. Balloons) e non ce n'è stato più per nessuno. Dadi grandi come teste, tessere delle dimensioni di un tavolino LACK: per la prima volta non si trattava di giocare a un gioco da tavolo, bensì di esserci dentro :O
Mi scuso con gli altri stand, ma se i grandi possono sforzarsi di dedicare a tutti la stessa attenzione, i bambini vanno dove vogliono e l'esordiente Chicco (la linea Family Games è nata solo pochi mesi fa), con i suoi 300 metri quadri di gigantografie, copie demo e palloncini colorati per tutti, ha catturato la mia piccola giocatrice per una fetta significativa del tempo trascorso nel padiglione F.

Culmine dell'euforia al successivo angolo dell'area: era stato allestito – pure lui gigante – il suo gioco preferito, ovvero Cassetti (a.k.a. Playroom). Solo che in quei cassetti ci stava anche Ambra XD Momento topico quando ha conosciuto il signore che l'ha inventato (sì, lo so, sono due: vogliate perdonare una bambina se si confonde quando entrambi di nome fanno Luca, benedetti loro!).
Sollecitata a non fermarsi soltanto sul già noto, la nana ha puntato diretta a Christmas Gift e al suo albero di Natale fuori stagione (in seguito, da uno scambio con la product manager, ho appreso che è proprio un prodotto stagionale e sarà sugli scaffali solo ad ottobre). Nel frattempo Monica si era innamorata di Fantastory, gioco narrativo 3+ :O
Io ho colto l'attimo per allungare il passo e sono andato in casa Djeco, della quale mi ero appuntato mentalmente di dare un occhio a Niwa e devo dire che pure dal vivo fa la sua figura. Non sono riuscito a provarlo: ringrazio comunque Roberto per la cordialità e i minuti che mi ha dedicato.


Quello che in generale mi ha ben impressionato è che ci fosse uno spazio per i giochi dei più piccoli e che i giochi partissero anche per bambini molto piccoli (sia da Djeco sia da Chicco c'erano scatole con l'indicazione 2+). Ho visto tantissime mamme giocare con i propri figli – chissà, magari i papà erano nel padiglione A a giocare a uno dei giochi che si erano segnati sul foglio postato da GSNT – e il vedere le mamme far compagnia ai figli, a insegnar loro a giocare, mi ha fatto davvero molto piacere e mi ha confermato che il gioco è il modo migliore per mettersi in sintonia con i propri figli.
Abbiamo assistito a un generatore che si autoalimenta: più i figli si divertono, più i genitori sono felici di averli portati; più si divertono i grandi con loro, più ai bimbi piacerà giocare da tavolo. Sarà un'ulteriore occasione per sperimentare l'amore di mamma e pappà e togliersi al contempo la soddisfazione di batterli in uno scontro onesto, nonché per vincere contro fratelli e amici, sviluppando competizione/collaborazione/socializzazione o superamento degli insuccessi già da piccolissimi. Mi piace pensare che gli adulti presenti abbiano trovato un modo per passare del tempo di qualità con i loro figli – bastano davvero pochi minuti per godere di una partita tutti assieme – e per evitare che i loro bambini si isolino eccessivamente, trascorrendo ore e ore davanti a un black mirror.

L'esperienza di Play Kids la definirei come interessante, ma sicuramente migliorabile: d'altronde questa è stata la prima edizione. Alcune idee che mi vengono in mente sono una migliore collocazione e visibilità degli editori con giochi per i più piccoli, dal momento che non era troppo visibile dove fosse l'area Kids. Una bella idea poi sarebbe quella di accorpare la parte Kids e la parte Family, anche se questo creerebbe degli ovvi problemi di logistica, però vedere giocare famiglie con genitori e figli a Flaggy di CreativaMente o a SOS Dino di Mancalamaro nel padiglione B – giochi assolutamente Kids e con un potenziale molto simile a quello di alcuni giochi HABA oppure di Djeco – sarebbe impagabile. Una sinergia tra questi due aspetti del gioco rafforzerebbe ancora di più l'idea del giocare come attività ludica per tutta la famiglia.
L'unico appunto che posso aggiungere io è che l'area autoproduzione centrava come i dadi a Puerto Rico. Di sicuro è stato bello passare una giornata in famiglia (giocando insieme e trasmettendoci la nostra passione), ascoltare quello che aveva da dirci Ambra, vedere la fiera con i suoi occhi e – perché no? – conoscerci meglio anche attraverso il gioco da tavolo. Per questo ringrazio chi l'ha resa possibile: organizzatori, autori, editori, dimostratori, associazioni, tutti. Vi lascio con le parole che la maestra ha trascritto nel quaderno di classe durante i racconti del lunedì:
«Sono andata alla fiera dei giochi a Modena. C'erano i monopattini, le macchine e le biciclette. Ho giocato con i pesci a pescarli, col gioco delle api con le tessere con la mamma e il papà. E ho giocato anche con le verdure, con la cucina e anche coi cassetti che hanno delle tessere grandi.»

Chiudo augurandomi di vivere la mia prossima Play con la famiglia (leggendo il racconto di F/\B!O ne vale certamente la pena!) e – soprattutto – facendo i complimenti agli organizzatori di Modena Play 2018, sia per aver pensato a un'area Kids sia per la parte di comunicazione, che a più riprese ha sottolineato la presenza di quest'area Kids e riportando le parole di Andrea Ligabue, direttore artistico di Play: «La forza di Play è proprio questo, offrire a tutta la famiglia la possibilità di scoprire la bellezza di stare insieme giocando. Il gioco qui diventa momento di socializzazione, di svago, d'intrattenimento, spesso con risvolti educativi».

2 commenti:

  1. Pensa che la Family Arena (40 tavoli) è gestita ogni anno dalla Tana dei Goblin di Imperia che si assume sempre con zelo e responsabilità questo compito.

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    1. Speravo proprio che qualcuno scrivesse un commento a riguardo, perché con Ambra non l'ho potuta provare, ma mi è sembrata un'area ben organizzata... a livello delle ludoteche dei grandi! Grazie ^_^
      Com'è che questo è un compito storico dei pelleverde imperiesi?

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