recensione

[Recensione] Santa Maria

scritto da Fabio (Pinco11)

Il titolo di cui ci occupiamo oggi è Santa Maria, del duo Svensson-Østby, prodotto dalla Aporta Games (1-4 giocatori, 45' a partita – ottimistici – 12+ di età) e distribuito in Italia, giusto a partire dalla recente Play di Modena, da parte della Dal Tenda.
Sullo sfondo della colonizzazione del nuovo mondo, i giocatori sono chiamati ad espandere le proprie colonie (rappresentate dalle schede personali quadrettate) costruendo su di esse i vari edifici, che poi nel corso della partita andranno ad attivare, il tutto cercando di ottimizzare l'utilizzo dei denari guadagnati e dei dadi disponibili.
Le meccaniche sono quelle tipiche da gestionale, con spunti di gestione dadi, altri di piazzamento tessere e altri da puzzle game.


L'EDITORE
La Aporta Games è un editore norvegese emerso sul mercato giusto pochi anni fa, il quale, pur proponendo un catalogo non troppo nutrito, è riuscito a farsi notare, producendo titoli come Automania, Doodle City, Capital Lux, che hanno conquistato tutti una certa notorietà. A questo giro, con Santa Maria, ha ottenuto rapidamente ad Essen il soldout, tanto che l'attuale ristampa era davvero molto attesa tra gli appassionati.
Il macrogenere di appartenenza dei titoli proposti dalla casa è quello tipicamente german e le meccaniche sono risultate nei precedenti titoli sempre piuttosto ben oliate.

GLI AUTORI
Il duo di autori è a sua volta di quelli rodati, perché sotto il loro nome, a volte insieme e a volte singolarmente, compaiono diversi titoli che si sono conquistati una certa notorietà. Tra di essi ricordo, per esempio, oltre ai tre sopra citati, editi dalla Aporta, anche Mangrovia, Escape from the Cursed Temple, Hotel Samoa, Perfect Alibi.
La loro produzione, come attestano i titoli citati, rientra nei canoni degli eurogame, con diversi livelli di difficoltà, collocandosi Santa Maria, che pure resta un peso medio, tra le loro ideazioni più elaborate.

LE REGOLE IN SINTESI
Ogni giocatore riceve una propria scheda personale, la quale raffigura una griglia quadrettata 6x6 su cui sono prestampate alcune caselle (la scheda è double-face, con un lato uguale per tutti e l'altro personalizzato, per un gioco asimmetrico). Ognuno riceve un proprio dado blu, che rolla e piazza a fianco della propria scheda, e 3 dadi bianchi per giocatore sono invece rollati insieme e messi a fianco del tabellone principale, a formare un pool comune per tutti.
L'idea è che al proprio turno il giocatore a cui sta possa: 1) attivare una o più delle proprie caselle produttive, pagando in denaro o utilizzando uno dei dadi. Nel primo caso sarà attivato solo un edificio (il costo è crescente con le attivazioni successive), mentre nel secondo si attiva l'intera riga o colonna corrispondente al valore del dado, che poi è piazzato sull'ultimo edificio attivato, bloccandolo per il resto del round; 2) comprare una tessera (polimini da 2 o 3 caselle) piazzandola sulla propria scheda; 3) passare, incassando i vari bonus di fine turno.
In corso di partita, muovendosi su appositi percorsi a caselle, è possibile acquisire un paio di dadi extra personali (blu) e/o attivare obiettivi di fine partita, ottenere risorse immediate, punti (c'è anche un bonus maggioranze su di una traccia) o abilità speciali.
Il gioco si svolge su tre round, al termine dei quali, attribuiti i bonus finali, la vittoria va a chi assomma più punti.

IL GENERE DI APPARTENENZA
Ci sono i dadi da utilizzare per produrre effetti e gli edifici produttivi, per cui il settore è sicuramente quello dei gestionali classici, ma il sottogenere è sicuramente quello dei titoli che definisco come Puzzle Game, ovvero giochi che propongono la sfida di ottimizzare il piazzamento di oggetti su di una griglia (quadrettata o esagonale) e quindi il loro sfruttamento, restituendo sensazioni similari a quelle dei giochi di enigmistica.
In Santa Maria questa natura è assolutamente ben presente, perché sin dal primo turno è essenziale saper organizzare una catena di azioni, acquisendo rapidamente tessere aggiuntive, da collocare sulla propria scheda e da attivare subito dopo, studiando con attenzione la migliore sequenza da utilizzare affinché ciascuna singola attivazione produca il massimo degli effetti e affinché ogni edificio sia, possibilmente, sfruttato il maggior numero di volte possibile nell'arco del round.
Non ci sono, invece, grosse filiere produttive, visto che le poche merci presenti (le risorse sono di 4 tipi, oltre all'oro, che funge da jolly) possono essere accumulate in misura limitata (3 al massimo stoccabili) e sono poi utilizzare solo per acquistare tessere (due di esse) e/o per soddisfare i contratti presenti (tipicamente restituisci da 1 a 3 tipi di merci per punti vittoria e bonus di fine turno).
La difficoltà complessiva è media, risultando un titolo che offre una moderata difficoltà iniziale per arrivare ad essere pienamente padroneggiato, con una curva di apprendimento che porta però rapidamente a padroneggiarlo senza troppi dubbi o difficoltà. Un giocatore esperto, mediamente, alla fine della prima partita possiede già il gioco senza grandi dubbi.

COME SI PRESENTA
Diciamo che la componentistica si rivela classicamente adeguata allo scopo, senza strapparsi i capelli. Graficamente, infatti, i materiali sono ben caratterizzati, anche se talvolta risultano un attimo spogli e sin troppo lineari: globalmente questo comporta una buona leggibilità delle informazioni, anche a colpo d'occhio, ma nel contempo nulla spicca in modo particolare, cosicché il gioco, apparecchiato sul tavolo, risulta accattivante, ma non troppo spettacolare. Le risorse sono in legno sagomato, mentre le monete, non troppo grandi, in cartoncino.
Uniche piccole doglianze sono quelle legate ai dischetti contapunti (piccini picciò) e ai disegnini degli edifici, tutti a sfondo verde e non troppo grandi, ma devo riconoscere che poi, giocata la prima partita, nelle successive grosse difficoltà nel reperire le informazioni sulla scheda non ne emergono.

COME GIRA?
Bene: è il classico gioco solido e piacevole, che i miei vari commensali, con i quali l'ho sinora condiviso (almeno tre gruppi diversi) hanno in genere gradito, con gradazioni tra il carino e il 'mi è piaciuto davvero', passando attraverso il classico 'me lo lasci da provare' che fa sì che mentre vi scrivo la mia copia sia ospitata a casa del buon Sergio, in attesa, immagino, di migrare da altri prima di tornare (quando ne avranno avuto abbastanza) a casa mia. In genere il fatto che qualcuno mi chieda di prestare la copia significa (per un gruppo ludicamente bulimico di novità come il nostro) che il titolo è piaciuto tanto da volergli dedicare diverse sessioni addizionali ed è quindi un buon segno complessivo.
A livello pratico, come premettevo, tutto sta nel saper massimizzare gli effetti di ogni singola mossa, costruendo delle catene di azioni idonee a sfruttare al meglio il piazzamento delle tessere che si vanno ad acquisire nel corso del gioco sulla propria scheda.
Per capirci una classica mossa con la quale si esordisce è quella di acquistare una delle tesserine da due caselle e di piazzarla in modo tale l'edificio su di essa ritratto finisca in una riga o colonna nella quale se ne possiedono già due. Quindi al turno seguente, magari, si va ad acquisire un dado che attivi tutti e tre gli edifici. A quello ancora successivo, avendo (per esempio) acquisito in tal modo altri due legni, si va ad acquistare una tessera ulteriore e piazzare ancora in quella colonna e così via, riempiendo poi gradualmente l'intera scheda (auspicabilmente) o quasi. Magari poi è presente un potere speciale che consente di muovere il dado e lo si è ottenuto proprio nell'attivare gli altri edifici della famosa colonna: spendendo un soldo lo si muove, poi si preleva un altro dado e si vanno ad attivare i quattro edifici presenti sulla colonna in questione. Tutto questo ci porterebbe ad aver già mosso il gioco in modo significativo e saremmo neanche a metà del primo round di gioco.
Ogni edificio, a livello pratico, ha i suoi effetti, ma si tratta in genere di cose intuitive, che vanno da produci una risorsa di un certo tipo a procedi in una delle tracce o consegna merci e così via, per cui la maggior parte delle proprie risorse (mentali, nel senso di tempo di riflessione) è assorbita proprio dal tentativo di ottenere da ogni dado il massimo effetto possibile, senza sprechi, per cui è per questo che ho sottolineato l'etichetta di puzzle game che appiccico a questo gioco. In effetti l'uso dei dadi disponibili, per attivare le righe o colonne, rappresenta il focus del gioco, ma sono presenti anche regole (es. l'attivazione a pagamento dei singoli edifici, che poi rimangono però bloccati per il resto del round) utili a mitigare l'elemento fortuna (es. paghi monete per modificare il valore sul dado), in modo tale da risultare tutto sommato non troppo avvertita nell'arco della partita.
C'è anche, a ben vedere, una certa interazione, pur restando sempre assolutamente indiretta, sotto forma di competizione per acquisire per primi componenti (le tessere disponibili sono sempre e solo una decina a round, per cui le migliori vanno via presto) ed è stato inserito anche un piccolo bonus di punti che premia chi è più avanti nella traccia militare, giusto per dare un attimo di vivacità sotto questo lato. Questi aspetti, comunque, non variano la natura proprio del gioco, che è quella che ognuno combatte primariamente con sé stesso, ovvero gioca sulla propria plancia personale, dalla quale deve ottenere il meglio, rimanendo l'interazione, in senso assoluto, non troppo elevata.
L'effetto collaterale, quindi, può essere quello di un certo tempo di attesa tra una mossa e l'altra, quando al tavolo sieda qualche pensatore seriale o semplicemente nei momenti nei quali il gioco propone delle scelte difficili al giocatore di turno. Per questo motivo, ragionevolmente, la versione a 2-3 giocatori, grazie alla contrazione dei tempi di gioco, resta più godibile, almeno per le prime partite, ovvero sino a quando i giocanti non abbiano acquisito il classico ritmo accellerato di gioco tipico di quando oramai si padroneggiano le meccaniche. È solo in 4 giocatori, però, che si inizia ad avvertire pienamente il concetto che i materiali non sono inesauribili, visto che in quella conformazione le tessere polimini e gli ordini tendono ad esaurirsi assai più velocemente, con scelte che vanno a ridursi molto più rapidamente che in 2 o 3.
La rigiocabilità, infine, è garantita sia dalle plance asimmetriche, sia dagli obiettivi e poteri speciali variabili presenti (ci sono, poi, anche regole aggiuntive per il gioco avanzato e per il solo play).

COM'È STATO ACCOLTO?
Direi che, complice la scarsa reperibilità iniziale, mentre tutti ne parlavano bene, ha ottenuto, in una stagione non eccelsa come è stato il 2017, ottimi riscontri di pubblico, tanto che attualmente, con un migliaio di voti, gode di un lunsinghiero 7,8 di voto medio su BGG, che è sinonimo di un gradimento complessivo piuttosto buono.
A Modena l'edizione italiana, proposta dalla Dal Tenda, è stata a sua volta ben accolta, tanto che nelle classifiche dei feedback dei visitatori, che ho visto sabato durante la mia visita in fiera, era costantemente sul podio dei titoli più graditi.

CONCLUSIONI
Santa Maria è un gestionale di complessità media, che propone ai giocatori la sfida di massimizzare l'assemblaggio di una propria colonia, acquisendo nel corso del gioco tessere che vanno ad essere collocate nelle schede personali (griglie quadrettate) dei giocatori. Pur non troppo innovativo nelle logiche di fondo, in realtà tutto (con una interazione sufficiente, ma non esasperata) gira talmente bene e liscio da lasciare un'ottima impressione di sé e i riscontri che ho avuto sono stati generalmente positivi, propostolo a diverse fasce di giocatori, tanto da poter essere proponibile anche a gruppi misti di gamer  e poco più che occasionali (non lo proporrei, forse, solo a chi sia alle primissime esperienze nel mondo dei boardgame).
Solido e ben costruito, può restituire quindi ottime sensazioni. Un salutone a tutti e resto in attesa di commenti da parte di chi lo abbia magari già provato :)

Ringrazio l'editore italiano per la copia di review concessa e ricordo che il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.

5 commenti:

  1. Ho visto anche il tutorial ma devo dire che per materiali e grafica mi ha deluso molto...

    RispondiElimina
  2. Ogni anno escono 1000 giochi, la prima selezione la fanno i materiali, questi onestamente sono proprio poca cosa... Sembra un gioco di 10 anni fa.

    RispondiElimina
  3. La cura grafica non è mai stata la punta di diamante dell'editore (Aporta), mentre lo stesso è stato apprezzato per le buone meccaniche, anche per i suoi precedenti titoli. Diciamo che, gastronomicamente, il paragone può essere ai dolcetti 'brutti ma buoni'. Alla fine, comunque, tutto è piuttosto funzionale e grossi problemi di colpo d'occhio, grazie alla linearità, non ce ne sono.

    RispondiElimina
  4. L'ho provato al Play, ma a causa della fretta non me lo sono gustato bene. Ci sono davvero tante cose da fare a Santa Maria, indubbiamente è da giocare e rigiocare.
    E poi si: graficamente è orrendo, ma pazienza XD

    RispondiElimina
  5. Condivido le impressioni di chi mi ha preceduto sulla grafica (i dischetti "felicità" non si possono proprio vedere).
    In realtà l'ho acquistato a scatola chiusa proprio perché ho adorato un altro gioco sulla falsa riga: Dice City. Spero che restituisca esperienze analoghe e sufficientemente diverse.
    A Essen era inavvicinabile, anche dal punto di vista del prezzo (ma qui ormai si potrebbe aprire una lunghissima discussione). L'ho poi trovato a meno qualche mese dopo...

    RispondiElimina

Powered by Blogger.