Vetust Games

[Vetust Games] Stop Thief (1979)

scritto da MagoCharlie

Sembra quasi magico” dicevano…

Immaginate di portare in scatola il classico gioco “guardie e ladri”, una competizione tra giocatori che cercano di acciuffare quelli che scappano. Magari la rivalità tra ladri e polizia può essere attualizzata come un “caper movie” molto in voga in quegli anni.

Queste sono le premesse di “Stop Thief” gioco elettronico di società edito da Parker Brothers nel 1979 e arrivato in Italia lo stesso anno grazie ad Editrice Giochi.

La magia è tutta nella componente computerizzata dello “scanner” elettronico che si sostituisce a un giocatore, muovendo in maniera invisibile il ladro sul tabellone di gioco.


UN INSOSPETTABILE AUTORE

Il gioco è stato creato da Robert O. Doyle, fisico e filosofo americano.
È sempre molto interessante indagare su chi crea un gioco che poi è diventato cult: abbiamo visto assieme come molti giochi “vetust” sono stati ideati non solo da professionisti del settore, ma anche da improvvisati inventori o veri e propri professionisti in altre discipline; Robert Doyle fa parte di quest’ultima categoria.

Prende la laurea in fisica nel 1958 e consegue nel 1968 un dottorato in astrofisica. Dal 1969 fino al 1972 diventa segretario della NASA Astronomy Mission Board subito dopo l’allunaggio.
Per un breve periodo dal 1977 al 1979 si dedica a inventare giochi; non giochi da tavolo tradizionali, ma ibridi elettronici che un po’ rivoluzionano il mercato.
Certo che se pensate a qualche gioco in scatola elettronico, pensate subito alla leggendaria “Dark Tower” del 1981 o alla classica “Battaglia navale elettronica” del 1977: ecco proprio questa è stata la prima creazione di Robert Doyle per Parker.
Il brevetto del minicomputer di Stop Thief

L’idea di simulare in maniera più complessa di come si faceva prima (di solito con dischi o nastri pre-registrati) un giocatore fantasma al tavolo, risultò vincente e grazie a Doyle abbiamo le prime scatole gioco con “computer” integrato. La sua ludografia è corta, ma corredata da ottimi titoli:
  • Electronic Battleship (1977)
  • Code Name: Sector (1977)
  • P.E.G.S. (1978)
    (compendio di giochi elettronici giocabili su un'unica plancia, tra gli altri autori figura anche Sid Sackson)
  • Merlin (1978)
  • Stop Thief (1979)
Dopo aver laciato il segno nel mondo del gioco, si dedica alla sua amata filosofia: nel 2003 apre il principale portare enciclopedico sulla filosofia (InformationPhilosopher.com) che raccoglie oltre 200 biografie di filosofi e scienziati.

Scusate se sono troppro prolisso quando si parla della storia di un gioco o del suo autore: mi perdo sempre a indagare sulla storia di ogni singolo gioco di cui scrivo!


IL GIOCO
La scatola di gioco si presenta massiccia, 50 x 26 cm, ma leggera con pochi materiali dentro: il peso è dato dal computer, vero protagonista del gioco. Il resto dei materiali è:
  • 1 tabellone;
  • 2 dadi;
  • 4 pedine detective;
  • 8 carte licenza detective;
  • 10 carte ricercato;
  • 32 carte “dell’inseguitore”;
  • mazzetto di banconote;
  • libretto delle istruzioni.
Il gioco è presto detto: il tabellone raffigura un quartiere quadrettato di una città visto all’alto. Nel quartiere ci sono 4 luoghi in cui può esserci stata una rapina: Pellicceria, Gioielleria, Antiquario e la Banca.
Su alcune caselle vi è un numero, che servirà per tracciare i movimenti del ladro e alcune caselle rosse in cui il ladro può effettuare il colpo.

Quando inizia la partita si imposta il computer per iniziare una nuova partita, si sentrià una sirena e sul display comparirà il numero in cui il ladro ha colpito, quindi il suo punto di partenza per la fuga.

Durante il proprio turno il giocatore deve ricevere un indizio (Clue) dal computer che potrà emettere diversi suoni:
  • Rumore di passi: il ladro si è mosso su una casella numerica adiacente a quella precedente;
  • Porta che si apre: il ladro ha cambiato stanza;
  • Rumore di vetri rotti: il ladro ha rotto una finestra della stanza ed è fuggito da lì;
  • Rumore della Metro: il ladro ha raggiunto una fermata della Metro e si è spostato rapidamente da un punto all’altro del tabellone.
Sapendo quali sono le regole di spostamento del ladro, i giocatori al lancio di dadi dovranno cercare di acciuffare il ladro: per farlo a fine turno possono inserire nel computer il numero della caselle in cui si trovano così da controllare se lo hanno arrestato o meno.


Durante la partita si guadagnano soldi, le taglie dei ladri, e se ne spendono richiedendo indizi al computer o facendo falsi arresti.

Il primo giocatore ad arrivare a 2500 dollari è il vincitore.

… E MISTER X?
Come ampiamente spiegato sopra, siamo di fronte a un deduttivo fino a 4 giocatori: tracciare i movimenti, ipotizzare la posizione e richiedere indizi personalizzati sono la chiave del gioco.

Detto così ricorda molto Scotland Yard e da un primo momento si può pensare che si tratti di una versione “pimpata” del classico Ravensburger con computer… e invece è esattamente il contrario.
Il gioco della caccia a Mister X è successivo a Stop thief, di fatti ha visto la luce solo nel 1983, quattro anni dopo.

Nel 1980 Stop Thief è stato anche inserito nei titoli raccomandati dello Spiel des Jahres di quell’anno; mentre nel 1983 Scontland Yard vinse proprio quel premio.

Osservando il gameplay è innegabile che Stop Thief abbia avuto una grande influenza sullo sviluppo del titolo Ravensburger; il cugino tedesco però risolve l’utilizzo del costoso computer rimpiazzandolo con un giocatore, che però porta il gioco a un minimo di 3 giocatori (Stop Thief parte da 2).


RITORNO AL FUTURO: 1979 ↔ 2017
La voglia di retrogame in scatola inizia nei primi anni 2016: forti di molti sentimenti di riscoperta dell’archeologia ludica nasce negli stati uniti la Restoration Games. L’azienda conta al suo interno diversi sviluppatori e creatori di classici giochi Milton Bradley, Hasbro e Parker Brothers che si pongono l’obiettivo di rinfrescare vecchie glorie.
Per i suoi progetti più ambiziosi la Restoration Games si affida a Kickstarter per avere il “polso” del reale interesse di un titolo e per non rischiare troppo (basti pensare l’incredibile sforzo per ripubblicare la cara e vecchia L'Isola di Fuoco nel recente Kickstarter di cui vi ho parlato in precedenza in un mio articolo).

Il loro primo Kickstarter è stato proprio la riedizione di Stop Thief, rinfrescata e supervisionata dall’autore storico Doyle assieme al team della casa editrice.
Ad oggi ogni aggeggio elettronico può essere facilmente rimpiazzato da un'app sul cellulare, con i costi di sviluppo molto più contenuti e con la possibilità di aggiornare le modalità di gioco, mantenendo cartacei i materiali più importanti.
Il gioco è pressoché identico, ma snellito dai dadi per il movimento (si utilizza un proprio set di carte) e nella riprogettazione del tabellone (diminuiti gli spazi di movimento dei detective).

Con la nuova grafica e con l'app sempre aggiornata il gioco risulta godibilissimo tutt’oggi, tornando ai vecchi sfarzi e a intrattere molte serate ludiche, sia dei nostalgici sia dei giocatori casuali odierni.
L’app introduce nuove modalità di gioco competitivo e cooperativo: una delle cose più interessanti è dopo la cattura vedere il “replay” di tutti i movimenti fatti con un filmato che utilizza il tabellone e gli spostamenti eseguiti dal ladro.


CRASH… STEP-STEP-STEP… AU AU AU… ovvero la CONCLUSIONE
Analizzando il gioco del 1979 si trovano diverse pecche: il tabellone troppo dispersivo per i detective e l’ingestibile lancio dei dadi portano a lungaggini di gioco che rischiano di incasinare il tutto.
Prima si arriva nella casella voluta e meno movimenti farà il ladro.
Al tempo il computerino era miracoloso: simulava perfettamente un giocatore al tavolo, ma come ogni tecnologia pioneristica aveva contro dei difetti legati ai limiti tecnologici dell'epoca. Lo schermo era una stringa a led che cercava di dare più informazioni possibili: per lo più mostrava acronimi che parole ed era necessario controllare più volte sulle istruzioni quale fosse il vero significato.
Proprio le istruzioni sono il punto più dolente: 20 pagine in tutto (la nuova edizione se la cava con 4 facciate scarse) principalmente impiegate a spiegare come utilizzare il computerino e come settarlo correttamente.

Il gioco del 2017 risolve praticamente tutti i problemi del suo predecessore: le carte al posto dei dadi, lo snellimento del tabellone e l’app rendono il gioco più fluido e piacevole.

Due plance a confronto: 1979 - 2017
Lo consiglio? Assolutamente sì! È un buon gioco deduttivo per i casual gamer, senza troppi fronzoli, con poche e semplici regole. Intavolarlo è sempre un piacere e per chi non è un “gamer duro” rimane sempre affascinato dalla commistione gioco da tavolo/app.

Stop Thief è l’esempio virtuoso di come rimordenizzare un gioco da tavolo cult: si lavora assieme a professionisti del settore per snellire e attualizzare il regolamento, si sfruttano le tecnologie del nostro tempo per ridurre i costi di produzione e di sviluppo, ma soprattutto viene coinvolto l’autore storico del gioco con cui confrontarsi sulle modifiche da fare, così da mantenere intatta la “verve” del gioco senza snaturarlo. Un po’ come stanno facendo con L’Isola di Fuoco.

Ma anche gli spagnoli hanno lo stesso approccio da 4 anni con HeroQ… ah… no… scusate… ho sbagliato.

La Restoration Games sta percorrendo una strada virtuosa, attualmente segnata da successi e buoni incassi (l’ultimo Kickstarter ha sfiorato i 2 milioni di dollari): si attende già quale può essere il prossimo titolo da restaurare.
Anche se io qualche soffiata ce l’ho… diciamo che come visto l’app risolve i problemi dei device elettronici… quale altro gioco iper-famoso aveva un device ingombrante e costoso?
Dai sbizzarritevi nei commenti sotto…vediamo se indovinate!

La nuova edizione di Stop Thief potete anche trovarla su Egyp. :)

AH! Dimenticavo! 
Non c’è l’edizione italiana!
Viste alcune limitazioni sulla licenza del gioco, si trova solo in inglese: i componenti hanno pochissime scritte in lingua e sono molto semplici da seguire o tradurre, non vedo grosse limitazioni se si mastica un po’ la lingua d’oltre oceano.


-- Tutte le immagini sono tratte da BGG e da eBay (postate da Onlyonesolution, RolldaDice, gameongamer), dal sito Restorationgames.com e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

2 commenti:

  1. Articolo bello e interessante. Complimenti. Soprattutto è bello leggere la storia di un gioco e del suo autore. Sarebbe bello e originale avere certe informazioni anche per le recensioni dei giochi più recenti.

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