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[nonsolograndi] Dancing Fish

scritto da
Simarillon (Davide)

Dopo i primi titoli della linea Family Games (Under the Sea, Bee Happy, Playroom, Balloons, Zero), ecco la seconda tornata dei giochi per i più piccoli pubblicati con il marchio Chicco. Oggi è il turno di Dancing Fish, sempre della coppia Luca Bellini e Luca Borsa ed ora con le illustrazioni a cura di Fabio Rodaro

Il gioco, come è facilmente intuibile, si può fruire sin da molto piccoli (sulla scatola compare il 2+) e si può giocare da due a quattro giocatori in partite che dureranno cinque/dieci minuti a seconda di quanto renderete difficili le regole, che possono crescere nel tempo con i bambini.


I MATERIALI
Nella scatola di Dancing Fish possiamo trovare:
  • il tabellone con stagno rotante;
  • due dadi, di grosse dimensioni, con sei colori per ogni dado;
  • quattro gettoni pesce con corona, nei colori blu, rosso, giallo, verde;
  • nove gettoni ninfe (con i pesci così ripartiti: due nei colori rosso, blu, giallo, bianco e uno di colore nero);
  • quattro tessere segnapunti double-face, una per la versione più semplice e una per la versione più difficile.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco ha due regolamenti: un primo livello base e un secondo livello avanzato. Tralascio le regole
per il memory di base e vi parlo di quelle del gioco avanzato, che è a partire dai quattro anni.

Si prendono i nove gettoni ninfea e li si posizionano coperti mischiati nello stagno. Al proprio turno il giocatore tira i due dadi e dovrà trovare i pesci del colore corrispondente, ma prima girerà la ruota dello stagno sino a che la lucciola (che è disegnata sull'acqua) non sarà in corrispondenza di un animaletto a riva di uno dei due colori usciti sui dadi (a sua scelta). Una volta girati due gettoni, in caso si siano trovati entrambi i colori dei dadi si avanzerà di tre spazi, in caso si sia trovato un solo pesce giusto si avanzerà di uno spazio, a meno che l’altro pesce sia quello nero, in questo caso non si avanzerà di nessuna casella.
Il gioco termina quando un giocatore arriva a nove punti.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il primo vantaggio del gioco è che si può giocare sin da piccoli, abituando i piccoli al gioco e al relazionarsi con i propri genitori. Anche su Dancing Fish (come già per tutti gli altri titoli della serie Chicco Family Games) appare il bollino dell’ANPE sul bordo della scatola. Per chi non lo sapesse, l’ANPE è l'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, associazione scientifico-professionale alla quale possono aderire i laureati in Pedagogia o Scienze dell’Educazione e che si occupa dell'educazione e della formazione, anche dei più piccoli, nelle società contemporanee… insomma, diciamo che dopo l’ottima partenza si confermano le impressioni positive, vista l’attenzione della prospettiva educativa che può fornire il gioco.

Il fatto che ci siano due livelli di accesso al gioco permette sia di far giocare bimbi anche molto piccoli (senza difficoltà) sia di far giocare, piacevolmente, bimbi anche un pochetto più grandi e questo è sempre positivo, in questo caso poi i due anni sono davvero un’età molto bassa e le regole sono così semplici che nessun bambino ha avuto problemi a giocarci sin dalle prime partite. Anche il gioco di livello avanzato è comunque davvero semplice e si può giocare da molto piccoli.

In Dancing Fish la meccanica principale è quella della memoria, una delle meccaniche più usate e abusate nei giochi per i nongrandi, e quindi quando apro una scatola in cui la meccanica unica e quella della memoria devo subito trovare qual è il twist del gioco. In questo caso lo stagno che ruota è la piccola trovata che lo modifica da un semplice memory. Il gioco in sé è carino e proprio molto semplice, ma il twist è davvero minimo e mi sembra un po’ poco per elevarlo rispetto alla massa di titoli che si basano principalmente sul memory. Dancing Fish è il gioco Chicco, tra quelli che ho provato, che meno mi ha intrigato.

A mio giudizio ci sono anche un paio di problemi di ergonomia dei materiali: lo stagno inclinato è carino ma non dà nessun valore aggiunto al gioco e anzi mette in difficoltà i giocatori più piccoli; inoltre non mi piace il fatto che lo stagno non riesca a contenere tutte le tessere ninfea, ma queste si debbano sovrapporre una all’altra  [NOTA: sono stato informato da Chicco che la prossima edizione dovrebbe risolvere alcuni dei problemi segnalati relativi allo stagno].

La scatola indica un 2+ per accedere al gioco nella sua modalità semplificata e un 4+ in quella completa; direi che il 2+ è un target corretto data l’assoluta semplicità delle regole, anche per il target successivo dei quattro anni devo dire che mi sembra essere stata individuata con esattezza l’età da cui si può iniziare a giocare.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che: “i giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie“, da Michel De Montaigne.

Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando Dancing Fish:
  • il primo insegnamento è quello del concetto di turno e del rispetto dell’ordine di gioco vista l’età da cui si può iniziare a giocare;
  • il gioco in scatola, e questo in particolare come tutta la serie dei Chiccco Family Games, si può approcciare in molte maniere differenti, con una difficoltà via via crescente, pur con un impianto di gioco analogo. Letizia quindi ha imparato che lo stesso gioco può essere giocato in modalità differenti e che richiedono un impegno e una concentrazione differenti.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Questo gioco non mi sembra possa avere una grande longevità: mi viene difficile pensare che possa essere giocato da bambini che non frequentino più la primaria, dal momento che sfrutta una meccanica consolidata e molto usata, ma non ha quel quid che lo possa far durare un po’ più nel tempo.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi sono belli/divertenti da giocare con mamma e papà: eccovi un paio di motivi in più per giocarli insieme. 

Se la coinvolgiamo già a partire dai due anni entrerà anche lei nella spirale del gioco e sarà sempre più difficile anche per la mamma uscirne! E poi i pesciolini sono così puccettosi. Poi allenare la memoria è un esercizio che fa bene ai bambini, ma fa bene – soprattutto – ai papà e ancora di più alle mamme... e poi, come ho già scritto in molti altri articoli basati sul memory, ai nonni.

Se avete trovato il gioco interessante lo potete trovare su Egyp.

Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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