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[nonsolograndi] Fantastory

scritto da F/\B!O P.

Questa è la giornata perfetta in cui tornare a scrivere per nonsolograndi: è il compleanno di Ambra!!!
Non solo non lo ritenevo possibile quando l'ho visto, ma l'idea che qualcuno potesse provare a realizzarlo non mi aveva mai lambito le meningi. Eppure ci sono riusciti: uno story-telling per bambini :-O
Il gioco, ribattezzato Fantastorie dalla mia bimbella, è stato ideato da Luca Bellini e Luca Borsa, quindi presentato in anteprima da Chicco alla Play 2018. Le illustrazioni sono di Erika Signini, come molti altri titoli della serie Family Games dell'editore. È un collaborativo che dura 5-10 minuti a seconda del set di regole utilizzato: base (età 3+, da 2 a 4 giocatori) o avanzato (età 5+, da 2 a 6 giocatori).
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Si ringrazia Chicco per la copia di review.

Ogni carta apre un mondo, quello di Fantastory. Inventa storie sempre nuove, divertenti ed emozionanti che dovrai essere bravo a ricordare.


I COMPONENTI
La scatola, di dimensioni 199x94x20mm, contiene:
  • il regolamento in 14 lingue (IT, ES, PT, EN, FR, PL, EL, RU, UK, RO, BG, DE, NL, AR);
  • 42 carte Story deliziosamente illustrate.
La scatola, invece della solita superfice liscia, ha un piacevole effetto telato/satinato che si sposa perfettamente con le illustrazioni fumettose dai colori vivaci. Il volume è poco più grande del mazzo di carte che contiene. Il regolamento è chiaro e la grafica ordina i contenuti in modo da facilitarne la comprensione anche ai babbani. Le carte (formato tarocco 70x120mm) non sono né telate né plastificate, però abbastanza resistenti lo stesso. A dirla tutta Ambra ne ha morsa una ("Perché mi piaceva!"), ma a parte quest'azione deplorevole, dopo una quarantina di partite sono prese molto bene. Materiali semplici e adatti allo scopo, con un'entusiastica promozione delle illustrazioni.

"Mi piaceva!"
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Livello base: Mischiate il mazzo e disponete scoperte le prime 10 carte sul tavolo. Il narratore racconterà una storia ispirandosi ad alcune di quelle carte (potreste iniziare con 5 su 10, per poi aumentare progressivamente). Appena i giocatori identificano la carta a cui il narratore sta facendo riferimento in quel momento (in caso di errore si ritenta, eventualmente dopo nuovi dettagli), la indicano e costui la sposterà davanti a sé, formando così poco alla volta una sequenza di immagini che rappresenta il progredire della storia. Al termine del racconto, il narratore prende tutte e 10 le carte, le mischia e le rimette sul tavolo, poi sposta davanti a sé la carta iniziale e chiede a un giocatore con quale illustrazione proseguiva la vicenda: se è corretta viene aggiunta alla sequenza, altrimenti il narratore può aiutarlo o chiedere a un altro giocatore. La partita finisce quando viene ricostruita l'intera storia.
Livello avanzato: Mischiate il mazzo e disponete scoperte le prime 4 carte sul tavolo. Il giocatore di turno assume il ruolo di narratore e racconta un piccolo pezzo di storia ispirato all'immagine presente su una delle carte visibili: questa carta sarà la prima della sequenza. Il ruolo di narratore passa al giocatore successivo, che gira una nuova carta in modo da averne sempre 4 a disposizione. Fa la stessa cosa di chi lo ha preceduto, cercando di proseguire il racconto in modo coerente e aggiungendo una carta alla sequenza. Si prosegue così finché non saranno state scelte 10 carte: a questo punto giratele a faccia in giù. Le 3 carte scoperte non scelte nell'ultimo turno faranno da bonus in caso di errore. Il giocatore di turno deve provare a ricordare il pezzo di storia riferito alla prima carta coperta della sequenza o almeno l'illustrazione di questa carta. Se sbaglia deve girare una delle carte bonus; poi in ogni caso il turno passa al giocatore successivo. Se i giocatori riescono a ricostruire tutta la storia – o quantomeno a ricordare la corretta sequenza delle immagini – tutti vincono. Se un giocatore commette un errore e non ci sono più carte bonus da girare, il libro di Fantastory si richiude e... siete pronti per iniziare una nuova storia ;)
Le videospiegazioni complete le potete trovare qui.

Provate a giocare con Ambra! Questa è la storia che mi ha raccontato ieri mattina:
1) una farfalla di nome Riven volava nel soggiorno, le piacevano molto i colori;
2) anche ai suoi amici Mono e Fuffi piaceva molto colorare;
3) insieme andarono in una stanza blu da Ono e Stella;
4) decisero di fare merenda con 5 ciambelle, perché erano in 5;
5) dopo la merenda uscirono insieme a giocare sotto il grande albero da frutta.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Questa volta non vi snocciolo numeri, vi basti questo: ha sostituito i libretti ed è diventato il gioco della buona notte. Al livello base, visto che Ambra è forte sul fronte mnemonico, noi lasciamo che sia lei a ritrovare l'intera sequenza dopo che è stata rimescolata, compresa la prima carta. Dopo una trentina di partite, una sera, ci ha chiesto se poteva raccontare lei la storia. Monica ed io ci siamo guardati, abbiamo visto il rispettivo luccichio negli occhi e ci siamo preparati ad ascoltare con meraviglia e stupore. Ovviamente il suo racconto è stato stringato e molto aderente alle illustrazioni, però meno sconclusionato di quel che era plausibile aspettarsi. Dopo qualche altra partita abbiamo tentato il livello avanzato e anche quel passo è andato bene: noi facciamo che pure in questa modalità chi ascolta deve individuare l'immagine, senza che sia il narratore ad aggiungere una carta alla sequenza.
A onor del vero, la modalità base è al limite della definizione di gioco da tavolo, perché non c'è modo di perdere. Tuttavia la bellezza delle storie che nascono mette in secondo piano questo aspetto, inoltre è particolarmente adatta a partite di un adulto con un bambino che prende dimestichezza con le carte e l'abbiamo utilizzarla anche con più bambini che ascoltano contemporaneamente il racconto. Nella modalità avanzata corale il colpo di scena è dietro l'angolo e se qualcuno ha paura di non essere un gran narratore, be', ci penseranno i bambini a chiedere: come si chiama? perché è lì? cosa sta facendo? dove sta andando? come ha fatto?
A livello di regolamento non ci sono stati punti difficili da assimilare. Parte del merito va alle storie affascinanti, perché parliamo di bambini piccoli e le storie sono fondamentali per coinvolgerli e farli immedesimare nelle illustrazioni del gioco, disegnate dalla giovanissima e bravissima Erika Signini. L'altra parte va naturalmente ai Luca, Borsa e Bellini, i due grandi autori di giochi da tavolo che hanno firmato tutti i prodotti della linea Family Games, nata solo pochi mesi fa con 5 titoli e già raddoppiata, capace sia di attrarre ai gdt i tradizionali clienti Chicco sia di entusiasmare i gamer che sognano di crescere i propri figli alla loro stessa passione fin da piccoli.
Come ultima cosa risottolineo la presenza dei due set di regole, che consentono al gioco di crescere con il bambino e al genitore magari di introdurre gradualmente le novità per accompagnare fianco a fianco i passi evolutivi dei nongrandi di casa. Data la meccanica cooperativa si possono avere partite con un numero di giocatori superiore a quello dichiarato, fintantoché tutti vedono le carte. Infine è possibile una regolazione davvero fine del grado di difficoltà del gioco: quando i giocatori saranno più esperti, potrete rendere maggiormente impegnativa la sfida creando storie più lunghe (entrambi i livelli) o decidendo che le carte scelte dai giocatori per raccontare la storia vengano messe in sequenza coperte sin da subito (livello avanzato).
Sugli aspetti negativi posso dire che dopo un po' 42 carte sono poche, almeno al ritmo con cui ci giochiamo noi. Non so se esistano espansioni per i giochi dei nongrandi, ma magari nella prossima ondata di Family Games potrebbe starci un nuovo mazzo. C'è comunque da dire che Ambra questo limite non lo sente minimamente, anzi, ha selezionato un sottoinsieme di 18 carte preferite e se fosse per lei utilizzeremmo sempre quelle ^_^

Anche qui (come già sugli altri Family Games) appare il bollino dell'ANPE sul bordo della scatola. Per chi non lo sapesse, l'ANPE è l'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, associazione scientifico-professionale alla quale possono aderire i laureati in Pedagogia o Scienze dell'Educazione e che si occupa dell'educazione e della formazione, anche dei più piccoli, nelle società contemporanee... insomma, si confermano le impressioni positive, vista l'attenzione della prospettiva educativa che può fornire il gioco.
Una prova di questa attenzione si ha ad esempio nel paragrafo Impariamo a giocare insieme: "Come prima cosa divertitevi con il vostro bambino a scoprire i materiali del gioco. Guardate con lui le carte e se serve spiegategli cosa rappresentano. La modalità di gioco Base è propedeutica al prendere confidenza con le illustrazioni e a comprendere che le stesse sono lo spunto per raccontare una storia che tutte le volte può cambiare."



COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (4 anni oggi!) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Fantastory:
  • ad ascoltare con attenzione chi sta parlando, per capire quel che dice, cogliere indizi e individuare la carta;
  • dopo aver ascoltato, bisogna anche esercitare la memoria, per ricordarsi la sequenza nell'ordine corretto;
  • una stessa immagine può essere utilizzata in storie anche molto diverse tra loro, a seconda del dettaglio che se ne usa;
  • un particolare può essere estrapolato dal contesto e impiegato a proprio piacere (il frigorifero non dev'essere per forza al Polo Nord e con un orso che lo abbraccia);
  • fare il narratore non è affatto facile... però può regalare grosse soddisfazioni;
  • che tra una carta e l'altra si può raccontare quel che si vuole;
  • il concetto di turno, perché non è facile aspettare che tocchi di nuovo a te quando hai già in mente come prosegue la vicenda;
  • che la narrazione di gruppo ha svolte e arrivi inaspettati;
  • la cooperazione, ovvero si gioca con un obiettivo comune e si vince o si perde tutti insieme.

FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
Il regolamento riporta 3+ per il livello base e 5-99 per quello avanzato. Direi che il 99 è vero se considerato come età dei nonni che giocano con i nipoti, altrimenti credo che il gioco perda attrattiva attorno ai 10-11 anni. Degli adulti non giocheranno mai una partita da soli (a loro consiglio iCartonauti), ma dei ragazzi delle medie – appassionati di storie o in cerca di uno strumento creativo per generare un canovaccio – potrebbero trovare ancora interessante queste carte.



MIA MOGLIE DICE COSE
«Ho adorato Fantastory appena ho visto scatola e titolo alla Play. Poi ho visto le carte ed è stato ancora più amore. Ambra ha preso il gioco benissimo: le piace tanto e quello che mi ha stupito è che adesso le storie le racconta anche lei, basandosi sulle carte. Sembra una cosa da nulla, ma, per una bambina di quattro anni, cercare di seguire un filo logico attenendosi alle immagini non è facile. A volte non lo è per gli adulti. Sono felice, perché sono sicura che le servirà in futuro, sia per la scuola, sia come stimolo per la creatività.»

MIA FIGLIA DICE COSE
«Possiamo giocare a Fantastorie prima di andare a letto?»

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Lo trovate anche nel negozio online Egyp.

-- Le immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

6 commenti:

  1. bella recensione e ... auguri ad Ambra!

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  2. Una copia di Dixit per più piccoli?

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    1. Decisamente no: Dixit non è un gioco di story-telling, sebbene BGG lo categorizzi come tale, contraddicendo la definizione che il sito stesso ne dà. Infatti i giocatori non devono né muoversi (con le loro scelte) tra i paragrafi di una storia forniti dall'autore né creare una storia di loro invenzione. Fantastory invece sì e lo fa sorprendentemente bene per essere indirizzato a un pubblico 3+.

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  3. Mi aggiungo anche io agli auguri per Ambra (anche se in ritardo) e ho una domanda: fino a che età è giocabile, al di là delle indicazioni della scatola?

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    1. L'ho scritto nella sezione "Fino a quando ci si può giocare", ma mi dilungo un po' qui allora: secondo me funziona bene fino a tutte le elementari. Alle medie potrebbe essere ancora interessante se il ragazzo:
      - è poco avvezzo al gioco da tavolo o almeno agli story-telling;
      - ha bisogno di generare una qualche traccia da sviluppare (tipo per una tesina di scuola o un lavoro di gruppo);
      - è appassionato di storie e racconti, per cui la meccanica sfonda una porta aperta.
      In altri casi a quell'età credo che la parte mnemonica sia una sfida da poco o del tipo che non interessa, mentre le illustrazioni potrebbero essere etichettate come "Disney da bambini". Se il dubbio è per le tue figlie, prendi un mazzo di Dixit e prova con quello mantenendo le meccaniche di questo: le immagini dovrebbero piacere di più.
      Grazie degli auguri!

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