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[nonsolograndi] Flaggy

scritto da
Simarillon (Davide)

In un tempo lontano, lontano arrivò Dobble con la sua scatola rotonda di metallo e le carte ugualmente tonde, sdoganando il formato per i giochi di questo tipo, con il tempo, poi, sono cresciute esponenzialmente le scatoline tonde (e non solo) di metallo, che spopolano oramai tra gli editori di giochi.

Oggi per il formato tondo è il turno di CreativaMente con il suo Flaggy, un simpatico gioco basato sulle bandiere, che permette di giocare da due a dieci giocatori, a partire dai cinque anni, in partite, come da tradizione, molto veloci.



I MATERIALI
Scatola di metallo, comoda da trasportare che contiene:
  • quarantotto carte, ciascuna con il disegno di una bandiera su di un lato e sull’altro alcune informazioni di quello Stato come popolazione, superficie e capitale;
  • due dadi a sei facce di colore blu con simbologia specifica;
  • un dado a sei facce di colore rosso con il nome dei cinque continenti più un mondo rappresentato sulla sesta faccia.
Materiali adeguati al gioco, con il piccolo merito della scatola in metallo, resistente e facilmente trasportabile, nel complesso quindi tutto ok!


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Evidentemente le carte rotonde permettono una molteplicità di giochi, anche con Flaggy, infatti,
materiali in gioco
vengono proposte diverse modalità di gioco; cercherò quindi di fare una veloce carrellata su ognuno dei giochi.

Si parte con TROVAMI, il gioco forse più intuitivo fra il set di giochi proposti. Le carte vengono disposte a faccia scoperta sul tavolo. Si lanciano i dadi ed il giocatore che per primo mette il dito sulla carta con le caratteristiche indicate dai due dadi ne diventa il possessore, mettendola coperta davanti a sé. Se la carta non è visibile sul tavolo perché già presa ci si può prenotare per dire chi ha la carta, in caso si abbia ragione la carta viene rubata, in caso di errore, invece, si perde una delle proprie carte e la si rimette scoperta sul tavolo, ci si deve prenotare, eventualmente, anche per confermare la propria carta. Vince il primo che raggiunge un numero prefissato di carte (ad esempio sei carte in due giocatori, come suggerito dal regolamento).

Per secondo UN DUE TRE, tutte le quarantotto carte vengono mischiate e ne vengono distribuite undici a ciascun giocatore, al proprio turno un giocatore sceglierà quanti dadi tirare da uno a tre, poi può scartare una carta per ciascuno dei dadi che ha lanciato rispettandone per ognuno la caratteristica, più una ulteriore carta per ogni combinazione di due dadi; se non riesce a scartare almeno tante carte quanti sono i dadi che ha lanciato, allora deve pescare dal mazzo tante nuove carte quanti dadi ha lanciato.

Il terzo gioco è METTI IN ORDINE! il giocatore di turno prende la prima carta in cima al mazzo e, senza leggere le informazioni sul retro della carta, la mette sul tavolo a fianco delle altre carte già presenti. Nel posizionarla deve decidere se metterla a sinistra (la superficie più piccola di tutte), oppure a destra (la superficie più grande tra tutte) oppure in mezzo alla fila di carte, in una precisa posizione, poi qui il piccolo twist del gioco se il giocatore sbaglia esce dalla gara, a meno che lanciando il dado rosso ottenga il continente della propria carta (oppure il jolly/mondo). In ogni caso poi la carta viene messa al posto giusto. Il gioco prosegue finché rimane in gara un solo giocatore, che vince il turno di gioco e conquista l’ultima carta giocata.

Eccoci a QUESTO E QUELLO (ovvero come ti re-interpreto il domino con le carte tonde) il giocatore di turno può giocare una carta se la stedssa si attacca ad una qualunque carta già sul tavolo, perché la carta dello stato da giocare appartiene allo stesso continente oppure ha almeno uno stesso simbolo. Una carta si può attaccare a due altre carte, invece che solo a una, quando ha un elemento in comune (continente o simbolo) con entrambe. In questo caso come premio  si continua il turno, giocando una seconda carta. La partita finisce quando un giocatore piazza la sua ultima carta.

Per ultimo URLA, il mazziere gira davanti a tutti i giocatori una carta scoperta, quando si viene a creare una corrispondenza tra le carte create si deve dire il nome dello stato rappresentato da chi ha la corrispondenza.  Il primo che dice il nome dello stato dell’altro giocatore gli prende due carte. La partita finisce quando tutte le carte sono state girate. Vince chi ne ha conquistate di più.

Ho scritto le regole dei giochi nel mio ordine di preferenza, a questo link il regolamento completo con gli esempi.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Appena ho visto il gioco ho avuto una sensazione di deja-vu, a partire da Dooble, naturalmente, ma anche Smiley Games della stessa CreativaMente, entrambi mi avevano restituito sensazioni analoghe, sia per il gioco sia per il divertimento. Il gioco però è molto più di una semplice ritematizzazione, strizza l’occhio ai predecessori sopra citati ma lo fa in maniera saggia, creando nuove e interessanti meccaniche, aggiungendo spesso piccoli twist interessanti a meccaniche consolidate, porto come esempio quello positivo che più mi ha colpito con il tiro di salvataggio in METTI IN ORDINE! che aggiunge una dinamica ad un gioco che altrimenti poteva rischiare di essere un po’ ingessato e piacere troppo poco ai giocatori non grandi.
i dadi

Il fatto di presentare cinque giochi differenti permette di andare incontro alle preferenze di diverse tipologie di piccoli giocatori, così che ognuno potrà scegliere il gioco che preferisce. Quello che più mi ha colpito di questo gioco è che ci sia una spolverata di varie meccaniche in vari giochi dal push-your-luck di UNO, DUE, TRE al domino di QUESTO E QUELLO per finire al colpo d’occhio sapientemente mescolato con il memory di TROVAMI.

Di fronte a Flaggy mi sono sentito piccolo piccolo, a parte le bandiere, che ben conosco dal momento che ne sono sempre stato appassionato (ricordo ancora la prima ricerca alla scuola elementare proprio sulle bandiere) ma che comunque sono discretamente difficili da riconoscere, la vera presa di coscienza di quanto poco conosciamo il nostro mondo è stata nel piazzare gli stati in base alla propria superficie, davvero molto difficile nelle prime partite (ne sapevo davvero pochi!).
 L’unico piccolo dubbio sulla longevità di alcuni giochi (soprattutto METTI IN ORDINE), a forza di giocarci, probabilmente, sarà molto più facile, ad esempio, collegare i vari stati in base alla superficie, ma se arriverete a questo punto Flaggy avrà assolto due volte al suo compito, il primo di farvi imparare qualcosa, il secondo di divertirvi con uno svariato numero di partite.  

Una piccola nota simpatica nel segnalare che due bimbi di 8 e 5 anni (amici di Lorenzo) hanno sbaragliato i grandi nel riconoscere le bandiere e nel gioco in generale. Quando i nongrandi hanno una marcia in più!

La scatola segnala varie età per iniziare a giocare e direi che sono corrette, poi ogni giocatore ha la sua sensibilità e quindi mettere un numero è piuttosto difficile per un gioco, figuriamoci per cinque :D; ma di questo prima o poi ne parlerò con un articolo di approfondimento.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che con una bandiera si può portare la gente dove si vuole, Theodor Herzl.
queste sono proprio difficili

Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando Flaggy:
  • a giocare con la geografia, una materia che in qualche modo è ostica per molti a qualsiasi età;
  • tutti i giochi richiedono attenzione costante sulla partita e colpo d’occhio;
  • ci sono (o meglio ci possono essere) modi di giocare differenti, con obiettivi differenti, con le stesse carte, che stimolano anche capacità differenti, dalla memoria ai riflessi alla percezione visiva;
  • a giocare con la propria fortuna. 

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE 
Sulla scatola compare il classico 5-99 e direi che come indicato già sulla scatola Smiley Games è un gioco che si può giocare, divertendosi, a qualsiasi età, senza aver paura di aver comperato solo un gioco per bimbi, ma che saprà divertire i giocatori già a partire dai cinque anni. Gioco quindi che può entrare senza problemi e senza sfigurare, considerando la tipologia di gioco che è, sia nella collezione di papà sia in quella dei figli. Un gioco per la famiglia a tutto tondo!


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi sono belli/divertenti da giocare con mamma e papà, eccovi un paio di motivi in più per giocarli insieme.

Papà la conosci quella bandiera? … beh se non la conosci tu magari la conosce mamma quindi la obblighiamo a giocare con noi.

un mondo di bandiere
E poi finalmente noi papà potremo far fare il giro del mondo alle mamma e le faremo conoscere anche angoli remoti del nostro paese davvero con pochi Euro!


Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa. -

3 commenti:

  1. Ho fatto un balzo indietro di 40 anni, quando a casa dei nonni giocavo con un vecchissimo atlante geografico e avevo imparato a riconoscere le bandiere dei vari stati. Mi sai dire se nel gioco c'è la bandiera della Paua Nuova Guinea? Era la mia preferita allora (dopo quella italiana) ^_^

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  2. Il gioco perfetto per Sheldon! Davvero qui ci si diverte con le bandiere...

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