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[nonsolograndi] Geomemorix

scritto da
Simarillon (Davide)

Overdose Djeco in questo periodo (dopo l’ottimo esordio di LucaCiglione della scorsa settimana e l’articolo di F/\B!O P. è il mio turno), ma non posso esimermi dal recensire il gioco più giocato sotto il mio ombrellone quest’anno.
Si tratta di Geomemorix, giocabile da 2 a 4 giocatori (anche se poi in spiaggia in un paio di partite eravamo in 6), dagli 8 anni in su, in partite di una decina di minuti circa. È stato creato dal gruppo Babayaga e illustrato dal gruppo Barbouille

Pronti a leggere per scoprire il motivo per cui il gioco è stato il più giocato sotto l’ombrellone?!?


I MATERIALI
La scatola contiene:
  • otto carte tonde di dimensioni un po’ più grandi del normale, con rappresentato sopra ognuna
    tre figure geometriche;
  • cinquanta carte rettangolari di dimensioni normali.
Le illustrazioni sono colorate e psichedeliche, funzionali al gioco, con il comparto grafico nella norma. Materiali anche questi nello standard Djeco, con la scatola che io amo sempre molto nella sua versione grande (peccato per la chiusura!) e le carte forse un po’ leggerine, come prassi Djeco, sufficienza piena comunque raggiunta.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
La preparazione del gioco consiste nel distribuire le otto carte rotonde in mezzo ai giocatori, in due file, con le facce coperte. Le altre carte vengono impilate a fianco, con le facce coperte.
Le carte centrali costituiscono la base delle figure che si dovranno trovare ogni volta che viene voltata una carta rettangolare.
Se la carta ha una o più figure bianche, il giocatore dovrà ritrovare tra le carte rotonde il numero di simboli della stessa forma (indipendentemente dal colore) presenti sulla carta girata. Mentre se ci sono due simboli colorati si dovrà trovare uno dei simboli, uguale sia per forma sia per colore. Se il giocatore gira la carta esatta, vince la carta rettangolare e rigioca.
In caso contrario, lascia la carta sul piatto e la mano passa al giocatore successivo. La carta o le carte rotonde vengono girate di nuovo a facce coperte nello stesso posto. Il giocatore successivo può decidere di provare a vincere la carta sul piatto (se presente) o di girare una nuova carta rettangolare

Variazioni sul tema
Se sentite il bisogno di rendere il gioco più difficile, si possono trovare i due simboli colorati e non solo uno dei due (considerando che talvolta i due simboli appaiono su di un’unica carta). 

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Eccoci qua a un’ennesima variante del memory, che ha il suo piccolo punto di interesse nella gestione, lasciata al giocatore, se provare a scegliere o meno la carta quando il giocatore che lo precede sbaglia. I simboli non sono troppo semplici da memorizzare, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, e trovare i disegni, specie quelli colorati, non è immediato, soprattutto nei primi turni quando le carte non saranno ancora state girate troppe volte (a dire il vero se non si sta attenti non lo sarà nemmeno negli ultimi turni!). Anche il fatto di avere simboli bianchi introduce una piccola varianza sul meccanismo di gioco e lo eleva leggermente rispetto ad altri concorrenti.

Il fatto di avere la base centrale condivisa con le otto carte mitiga un po’ la fortuna, che si sente comunque molto, dal momento che è molto differente pescare una carta con un simbolo bianco piuttosto che quella con i due simboli colorati, ma la velocità delle partite fa sì che questo aspetto non diventi troppo frustrante, anzi ci si possa scherzare su positivamente.
Tutto questo insieme, evidentemente, piace e spesso sotto l’ombrellone gli amici del mare di mio figlio venivano a chiedermi di giocare al gioco della memoria con i simboli, quindi gioco che raggiunge il suo scopo (piace al target di riferimento), anche se personalmente gli preferisco altro… ma almeno i mazzi di Uno stavano imprigionati nelle borse!

Il gioco è un 8+, target abbondantemente sovrastimato dal momento che il gioco è molto semplice ed è un memory con due piccolissime varianti. 

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che “il modo migliore affinché i bambini siano buoni è renderli felici”, da Oscar Wilde. 
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Geomemorix:
  • questo gioco richiede una particolare attenzione anche quando non è il proprio turno di gioco, dal momento che le informazioni che si acquisiscono sono (o meglio possono essere) di assoluta importanza per la gestione futura del proprio turno;
  • auto-valutare qual è la giocata migliore tra la scelta della carta non indovinata e quella di una nuova carta;
  • l’importanza della fortuna/sfortuna in certi giochi per la determinazione della vittoria;
  • una nota, finale, per i genitori, che impareranno a perdere da chi è più piccolo e ne sa molto di meno, ma ha molta più capacità di memoria visiva.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare il classico 8-99 age. Il gioco, ovviamente, si presta bene ad essere giocato da nongrandi, (anche meglio di quanto non avrei creduto) e magari dai nonni per tenere la memoria allenata, sicuramente non è un gioco che affascinerà nel periodo di adolescenza e maturità.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Perché il gioco è molto semplice e mamma non potrà esentarsi dal giocare con noi e poi vediamo se la memoria di queste mamme funziona ancora (e funziona meglio di quella dei papà!).
Come ho scritto sopra può essere una bella idea quella di giocare con i nonni, proprio per tenere la loro memoria allenata.

Si ringrazia Djeco per la copia di review concessa.

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