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[Anteprima?] Keyforge: Call of the Archons


scritto da Interesse Ludico (Diego)

Cioè premetto a lor signori: non ho fatto alcuna partita e non è nemmeno una prima impressione su come gira il gioco, eccetera... e quindi non saprei come chiamarlo, senza usare a tutti i costi un titolo acchiappa-click come "Keyforge: Richard Garfield rivoluzionerà di nuovo il mercato?"


In un lungo, ma interessante, post su Facebook Richard Garfield, acclamato autore di Magic: The Gathering e Android: Netrunner, affrontava il tema dei giochi mobile free to play (come Heartstone o Clash of Clans) e del loro business model basato sul mungere le balene (ovvero quella piccola parte di utenza disposta a spendere sul gioco), ponendo l’accento su quanto questo tipo di industria possa generare un tipo di dipendenza nel giocatore, tipica nei giochi d’azzardo e quindi potenzialmente dannosa. Tutto bello, senonché era impossibile scorgere un velo di ipocrisia: ma come? Proprio tu, che hai fatto fortuna con un gioco dove per essere il migliore occorre avere un mazzo costosissimo, vieni a farci la filippica?


Mi piace pensare che quello scritto sia propedeutico alla sua nuova creatura: Keyforge, gioco di carte competitivo per 2 giocatori “alla Magic”, molto dipendente dalla lingua, durata stimata 15-45 minuti. L’intento è tornare alle origini, quando nessuno pensava che Magic sarebbe diventato una mania e la gente avrebbe comprato un mazzo e al massimo qualche busta, creando un gioco dove non si spende di più per avere più probabilità di vincere o, meglio, dove non è possibile – proprio materialmente – inserire nuove carte nel mazzo e usarlo per i tornei ufficiali. Con Keyforge l’obiettivo è stato raggiunto. Ogni giocatore compra un mazzo da dieci dollari e gioca con quello: nessun mazzo sarà mai uguale grazie a un algoritmo che garantisce la possibilità di 104.000.000.000.000.000.000.000.000 mazzi diversi. Riuscite a pronunciare a voce questa cifra?


UN GENERE TUTTO NUOVO: IL RANDOM DECK GAME O UNIQUE DECK GAME

Fantasy Flight Games ha messo in piedi un algoritmo che compone mazzi sempre diversi, scegliendo da un pool di 350 carte. Il trucco per rendere ogni mazzo diverso dall’altro, oltre alle carte in sé ovviamente, è avere un dorso diverso: l’algoritmo genera infatti anche un nome casuale per il mazzo e un avatar, che verranno riportati nel dorso (facile pensare, a questo punto, che nel competitivo verranno permesse solo bustine trasparenti per le carte o quelle ufficiali studiate da FFG, se mai usciranno). Sono previste 7 fazioni, ognuna ha 50 carte e ogni mazzo contiene carte per 3 fazioni, quindi è facile prevedere che ogni mazzo avrà 12 carte di tre fazioni diverse. 


L’algoritmo stesso provvede a non inserire carte inutilizzabili nel mazzo: se ad esempio in una carta c’è scritto che serve l’abilità o un oggetto contenuto in un’altra carta, quella carta verrà sicuramente inclusa nel mazzo. Altre variabili dell’algoritmo, oltre a carte ripetute nel mazzo, possono essere i Maverick, questi sono personaggi che solitamente appartengono a una fazione che però sono presenti all’interno di altre fazioni. Il regolamento (che trovate qui) suggerisce che sono dei "traditori" entrati nelle vostre fila, carte considerabili alla stregua di Super Rare, dato che l’eventualità che il vostro mazzo le contenga è bassa. La trentasettesima carta altro non è che un QR code che, una volta scansionato, mostra la lista delle carte presenti nel mazzo. Facile pensare che la lista possa determinare la presenza o meno di handicap (o addirittura l’esclusione) nei tornei ufficiali, per appianare le disparità di forza tra i vari mazzi.

Se siete fan di Magic o di altri TCG starete già storcendo il naso, perché mancano alcuni elementi che probabilmente vi piacciono. Innanzitutto manca il deck-building: certo, potrete comporvi il mazzo che volete nell’intimità delle vostre mura domestiche, ma il gioco non è pensato in quel modo e non sarà permesso utilizzare mazzi modificati nei tornei ufficiali. Oltre al deck-building sparisce del tutto anche il meta: non ha senso comprare carte singole che non potrete poi utilizzare e se un wiki/database esisterà mai (ma certo che esisterà, che domande), sarà consultabile solo a scopo di ampliare la propria conoscenza, più che a fini ludici in senso stretto, tanto chi vi dice che troverete in vendita proprio la vostra combinazione di carte ideale?

Insomma, l’elemento spremi-portafogli sembra isolato all’intero mazzo. Per cui al massimo potremo vedere solo singoli mazzi in vendita a cifre importanti, ma con così tante variabili è difficile poter dire di aver comprato il mazzo migliore in assoluto. Solitamente nei TCG si guarda ai mazzi più potenti dei tornei ufficiali e qualcuno cerca di costruirsi un mazzo identico o simile, ma in questo caso non è possibile, dato che il mazzo che avrà vinto il torneo mondiale sarà più unico che raro. Addio net-decking quindi.

OK, MA IL GIOCO?

Il gioco non si concentra sull’abbattimento dell’avversario a suon di botte che vanno a intaccare i suoi punti ferita, ma sul forgiare 3 chiavi. Per forgiare una chiave bisogna spendere 6 token Æmber, che si ottengono durante la partita e vengono riposti sulla propria carta identità. Il gioco si compone di sei turni, di seguito spiegati, con qualche piccola considerazione personale.

Step 1: Forgiare una chiave. Se si possiedono 6 Æmber si può forgiare una chiave. Può essere forgiata solo una chiave durante il primo turno.

Il fatto che la chiave può essere forgiata solo a inizio turno aggiunge un pizzico di tattica, perché durante il suo round l’avversario può giocare carte e/o effetti per diminuirli.


Step 2: Scegliere una casa. Ogni mazzo è composto da tre differenti case/fazioni. La prima cosa da fare nel secondo turno è dichiarare con quale casa si intende giocare per il resto del round in corso. In questo round possono essere giocate, scartate dalla propria mano e usate solo carte di quella casa. La seconda cosa da fare è scegliere di recuperare carte dagli archivi.


Questo passo è fondamentale, perché durante ogni turno solo una delle tre case del proprio mazzo sarà attiva! La fase di pesca avviene alla fine del proprio round, ma durante la partita, per qualche effetto di una o più carte, è possibile posizionare carte negli archivi, un posto dove poter immagazzinare carte dalla propria mano per ritovarsele in turni successivi o semplicemente si possono scartare carte per avere più spazio in mano durante la fase di pesca.

Step 3: Gioca, scarta e/o usa carte della fazione scelta. Se 36 carte possono sembrare poche, l’escamotage è che in Keyforge non esiste il mana e ogni carta può essere giocata da subito. Una carta può avere uno (o più) Æmber sotto l’icona della casa: in quel caso, quando viene giocata, si guadagna quel numero di Æmber. Ogni carta può essere di quattro tipi: azione, artefatto, creatura o miglioria. Gli artefatti e le creature entrano in gioco tappati (quindi difficilmente potranno essere giocati fin da subito).

Sulle carte azione c’è poco da dire: sono istantanee, si usano e si scartano. Gli artefatti hanno abilità di due tipi: azione e omni. Le abilità azione possono essere attivate solo se si è scelta la casa a cui appartiene, quella omni invece con qualsiasi delle tre case. Le creature possono essere usate in tre modi diversi: raccolta, combattimento o azione. Raccolta permette di ricevere un Æmber e azionare l’abilità raccolta se presente. Combattimento permette di attaccare una creatura avversaria (ma anche la creatura attaccante prende danni, pari al potere della creatura avversaria meno la propria armatura) e, se rimane in vita, azionare l’abilità combattimento, inoltre se la creatura sconfitta aveva Æmber su di sé, si prendono anche quelli. Azione, si spiega da sé: si applica l’abilità azione. 

Come si può notare il gioco è semplice, ma come al solito, la profondità viene data dagli effetti nelle carte, dalla possibilità di concatenare combo e abilità, dal saper prevedere il corso della partita secondo le carte in gioco e l’abilità dell’avversario. Tutte caratteristiche già presenti in Magic, tuttavia il fatto che l’obiettivo sia diverso spinge a giocare diversamente, quindi mi aspetto che l’esperienza sia abbastanza differente da Magic anche sul fattore gameplay.

Step 4 e 5: Rendi pronte le carte e pesca. Questi ultimi due passi rendono pronte per il prossimo round le carte tappate e permettono di pescare tante carte fino a ripristinare la propria mano. Dopo aver passato bisogna far notare all’avversario se si posseggono abbastanza Æmber per poter forgiare una chiave al prossimo round, dichiarandolo.

CONSIDERAZIONI SPARSE



Il character design strizza l’occhio ad Heartstone. In futuro sarà possibile giocare online e magari il QR code nel mazzo permetterà di avere lo stesso mazzo anche online. Mie supposizioni. Non potendo aumentare la potenza del proprio mazzo, ne consegue che è indispensabile saperlo giocare innanzitutto, quindi il focus del gioco sta tutto qui. Lo starter pack, al prezzo di circa 40 dollari, contiene due mazzi starter pre-costruiti, con carte selezionate appositamente per imparare i primi rudimenti (ed equilibrati tra loro per una partita onesta), e due mazzi unici. Non è ancora chiaro come si svilupperà il competitivo: è facile pensare che ci sarà un formato Sealed Deck, in cui ogni partecipante comprerà un mazzo e giocherà con quello, senza avere la possibilità di conoscerlo prima, ma dato che l’obiettivo che aveva in mente Richard Garfield era proprio quello di diventare bravi col proprio mazzo, è facile che i tornei prevedano una maniera per livellare gli scontri.

L’accorgimento suggerito dal manuale è sotto forma di Chain (è possibile ottenerne durante le partite usando certe carte o scegliere di partire con un certo numero di chain per aiutare un avversario neofita o che sta giocando con un mazzo che non conosce), più se ne hanno, meno carte è possibile pescare durante il quinto step. A questo proposito è bene capire che “random deck game” è un po’ fuorviante come definizione: sarebbe più corretto dire che i mazzi sono generati proceduralmente, anziché casualmente. Ci saranno ovviamente mazzi più forti di altri, insomma, ma mai mazzi completamente inutili e inutilizzabili, perché Richard e il suo team hanno provveduto a scartare determinati mazzi, che a prescindere dalla potenza, non fossero divertenti da giocare.

Come giocatore quindi mi chiedo se Keyforge possa interessarmi personalmente e crearsi una nicchia tra i giochi competitivi, ma come amante della materia ludica mi sorprende anche il modello di produzione (quando è nato Magic non sarebbe stato possibile produrre un gioco con “generazione procedurale”), segno di un’evoluzione del settore davvero notevole. Vediamo come verrà accolto dal pubblico e, sopratutto, vediamo se Richard Garfield & co. riusciranno a mantenere la promessa di un gioco sempre fresco e dai mazzi sempre nuovi. Ma per vedere se un concetto così innovativo si è trasformato in qualcosa di tangibile, dovremo aspettare, probabilmente novembre per l'edizione americana, mentre per l'edizione in italiano, a cura di Asmodee, non abbiamo ancora indizi, ma saremo lieti di scendere in profondità appena possibile... voi continuate a seguirci :)


I termini utilizzati sono stati tradotti da me per comodità e facilità di comprensione e non è detto corrispondano alla localizzazione ufficiale futura. Tutte le immagini e video sono di proprietà di Fantasy Flight Games, la foto della partita è presa da BoardGameGeek ed è a opera di Defeldus.

10 commenti:

  1. Ne avevo sentito parlare in alcuni video ma non avevo compreso a pieno la dinamica del gioco e la costruzione/produzione dei mazzi. È stato un articolo molto chiaro, hai spiegato così bene l'unicità del titolo che non posso far altro che inserirlo nel radar da pre-wishlist!

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    1. Mi fa un gran piacere e grazie dei complimenti ^ ^

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  2. Io sono super super interessato. A breve lo proverò con uno dei mazzi proxy che girano in rete, in attesa dell'uscita italiana...sperando in Play 2019!

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    1. Io sono curioso anche di vedere il gioco organizzato e se si creeranno delle crepe in quello che sembra essere un sistema abbastanza chiuso e controllato. Garfield ha creato Magic, e poi è diventato qualcosa di diverso una volta che i giocatori ci hanno messo su le mani. Stavolta FFG sembra avere il controllo, ma sarà davvero così?

      In ogni caso supportiamo l'uscita italiana appena disponibile :D e vediamo :D

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    2. anche io seguo con interesse.. da giocatore sia di magic che di netrunner mi vien da dire che quasi sicuramente si scatenerà la caccia al deck forte... con tanti soldini da spendere... e stavolta tutti vanno in tasca all' editore. Ma ci sta... mi piacerebbe che il qr code avessa la possibilità non solo di dare la lista delle carte, ma anche un "voto" al mazzo, tipo una sorta di rank. Non vedo l' ora che esca... lo prenderò di sicuro

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  3. Io seguo questo gioco con entusiasmo, non vedo l'ora che esca, mi è partita la scimmia e sono sia sul gruppo italiano sia su quello americano su facebook e, ancora qualche giorno, so già che lo proverò su Tabletop simulator :D
    Ero un assiduo giocatore di Magic fino a Ravnica, ero bravo, mi piaceva e seguivo con passione il meta. Poi alla luna questa cosa del meta e della costante ricerca delle carte migliori per costruire mazzi competitivi mi ha stancato (ho sentito qualcuno dire "avevi finito i soldi"? esattamente :D ). Poi sono arrivati i Planeswalker e lì mi è venuto il latte alle ginocchia e ho abbandonato..anche se considero ancora Magic il gioco di carte più bello che abbia mai giocato.
    Quando ho sentito di questo gioco mi sono subito letto il regolamento e ne sono rimasto colpito; non solo e non tanto dalle regole di gioco ma da due cose fondamentali: l'unicità del mazzo e il meccanismo delle chain.
    Il fatto che virtualmente si possa andare in negozio, prendersi un mazzo a X euro (credo anche non tantissimi) e con quello imparare a giocarci così bene da essere competitivo mi ha fatto quasi commuovere.
    A questo si aggiunge la questione Chain.
    Al di là del fatto che il meccanismo delle chain si innesca durante la partita penso che, più ci saranno dati di gioco, più si evolverà l'accuratezza dell'handicap da applicare ad inizio partita e questo livella decisamente il gioco rendendo possibile anche ad un mazzo intermedio giocarsi le proprie carte per una papabile vittoria.
    Ricordo che quando giocavo a Magic c'era un mazzo, di cui non ricordo assolutamente il nome, dove l'avversario poteva fare la qualunque ma ad un certo punto una volta che avevi tre particolari carte in mano partiva una combo micidiale e non c'era niente da fare venivi clamorosamente abbattuto da draghi immondi che ti spazzavano via tutti i punti, anche quelli dell'appendicite e della patente.
    Sì ok in Magic ci sono le carte bannate e il fatto che escano tante espansioni fa invecchiare i mazzi che poi muoiono (e giù a spendere soldi per prenderne di nuovi).

    Poi non trascuriamo una cosa: Magic non è assolutamente al passo coi tempi rispetto al mondo APP.
    E questo Keyforge invece ho idea che raderà al suolo, o quasi, gli altri giochi on line.
    Ai ragazzi di oggi piacerà anche il deckbuilding ma dategli la possibilità di scaricare una app, magari anche pagando qualcosina, e dopo cinque minuti trovarsi di fronte un'arena di giocatori da tutto il mondo contro cui sfidarsi e...booom, è fatta!
    E, lo ammetto, questa possibilità affascina anche me che con una figlia di 4 anni di tempo per fare deckbuilding, seguire il meta ed incontrarmi con gli amici coetanei (che sono nella mia stessa situazione) per giocare non ce n'è così tanto.
    Scusate il post lunghissimo!

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    1. Da vecchio giocatore di Magic (e come genitore), mi ritrovo completamente con le tue parole. E' un gioco stupendo ma negli anni ha preso una deriva, economica principalmente, che ha stravolto il concetto stesso di Magic. Secondo me si è persa quella purezza, quel sano divertimento che si riscontrava nelle prime edizioni, quando anche fare draft (con un numero limitato di carte) era divertente e rilassante.
      A mio avviso Keyforge vuole riprendere quel filone di semplice scontro tra due mazzi, più o meno performanti uguali, dove l'abilità del giocatore (e non del portafogli) la fa da padrona.
      In ogni caso aspetto con ansia la prova su strada di questa nuova creatura di Garfield.

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    2. Non ho mai giocato a Magic, ma sono stato vicino all'ambiente, e concordo con entrambi. A mio avviso Keyforge può benissimo riempire "il vuoto" che sentono i giocatori che non possono più seguire la scena competitiva (anche a livelli medi-bassi). Vorrei avere la macchina del tempo e vedere come si evolve il tutto già adesso, per sapere se stiamo assistendo alla nascita di qualcosa di epocale come sembra e poter dire "beh io c'ero, ci ho anche scritto su" :D

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  4. Da giocatore di magic e giochi da tavolo di lungo tempo, appena ho sentito dell'idea l'ho trovato spettacolare. Poi ho provato i mazzi demo... e devo dire che si annovera tra i peggiori giochi di carte mai provati nella mia vita. Le carte in se sono fatte senza una logica adeguata SIA alle meccaniche SIA all'idea della generazione procedurale. Non parliamo nemmeno del fattore fortuna estremo.. Si possono trovare tattiche come aggro, tempo, control e varie combo ... tutte inutili visto che con sciame hai creature che fanno tutte le tattiche assieme e spesso quando entrano in gioco, le giochi gratis e se ti puliscono il tavolo? refilli a fine turno quindi prendi il vantaggio solo a giocarle. Pessimo.... Prendete il brutto di Magic, di Yugioh e aggiungete altro...

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    1. Il gioco può essere provato online adesso andando qui: https://thecrucible.online

      Io trovo, contrariamente ad altri tcg dove ti crei il mazzo, che al giocatore sia richiesta una capacità di adattamento diversa da mazzo a mazzo e che la complessità delle tattiche possa anche variare di molto.

      Al contempo, chi gioca tanto a magic e simili tende a giocare in maniera più aggressiva perdendo il focus, che non è quello di abbattere creature ma di ottenere amber da convertire in chiavi.

      Da questo punto di vista è facile "scornarsi" con l'idea dietro al gioco.

      Forse può aiutare una spesa di gruppo: comprare mazzi assieme, provarli, e solo dopo sceglierne uno (o giocarseli in caso di indecisione)

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