recensione

[Recensione] Attack of the Jelly Monster


scritto da LucaCiglione


Mia figlia era nata da 4 giorni e a Pegli era in programma la Con di Giochi sul Nostro Tavolo. Mia moglie mi aveva dato il permesso di partecipare, ma solo per mezza giornata. Data la quantità di giochi presenti e la facilità con la quale si poteva giocare, al momento dell’asta ero davvero indeciso se partecipare o continuare a provare nuovi boardgame.
Mentre il dilemma mi stava dilaniando sentii la voce di Charlie urlare: “questo è bello e divertente, compratelo e non rompete i maroni.”

A un tal siffatto invito, senza neanche sapere che gioco fosse all’asta, decisi semplicemente di alzare la mano e accaparrarmelo qualsiasi cosa fosse. E con la fantasmagorica cifra di ben 8 euro me lo trovai presto in mano.

Attack of the Jelly Monster è un gioco edito da Asmodee Italia per 3-5 giocatori di Antonin Boccara.

Un mostro di gelatina ha invaso i quartieri della città ed è necessario raccogliere più campioni di gelatina possibili per studiarli e liberarsi della minaccia.


COMPONENTI

Il gioco presenta un tabellone centrale (che cresce al crescere del numero di giocatori) e delle tessere quartiere da agganciarvi (anch’esse aumentano di numero al crescere dei giocatori). Esse presentano un segnalino e diverse possibili ricompense.

Vi sono poi delle tessere gelatina (ognuna con il suo bel numero) e delle tessere jellypod (ossia tessere ricompensa su cui è scritto quante gelatine prendere).

Ogni giocatore riceverà infine 7 dadi e un cartoncino lancia dadi.

MECCANICHE DI GIOCO

Durante il turno i giocatori lanciano contemporaneamente i propri dadi e li piazzano nei quartieri cercando di avere la somma di dadi più alta, in modo da “conquistarli” e accaparrarsi così la ricompensa quartiere corrispondente.

I valori dei dadi, oltre a garantirci un certo punteggio e quindi permetterci, se abbiamo il totale più alto, di conquistare il quartiere, possono avere anche altri due effetti: l’1 e il 2 ci permettono di prendere un dado di un avversario, eliminarlo dal quartiere e spostarlo nel centro città, il 3 e 4 di cambiare la ricompensa del quartiere.

Possiamo giocare i dadi come meglio crediamo, eventualmente rilanciandoli, con l’unica regola che se a fine turno abbiamo più dadi con lo stesso valore nello stesso quartiere essi non verranno conteggiati nel totale per aggiudicarselo.

Il giocatore con più dadi rimossi potrà pescare un jellypod alla fine del turno.

VALUTAZIONI

MagoCharlie non mentiva: il gioco è davvero divertente. Benché a una prima occhiata e anche spiegando il regolamento sembri quasi sciocco, nasconde invece moltissime sorprese.

La componente che rende tutto molto godibile è il tempo: chi è al tavolo gioca contemporaneamente agli altri, mette dadi, toglie dadi velocemente e addirittura il primo che finisce causa la fine del turno, facendo scattare il countdown finale di 5 secondi.

Questo impedisce di avere strategie troppo elaborate, in quanto ogni cosa può cambiare in qualsiasi momento.

Il fatto che ogni quartiere abbia poi diverse ricompense, anch’esse variabili mediante la giocata di alcuni dadi, aumenta ancora di più l’imprevedibilità.

Metto dei dadi in un quartiere e son sicuro di conquistarlo? Be', potrebbe capitare che a fine turno scopra che tutti i miei dadi sono stati rimossi.

Ho messo molti dadi in un quartiere e nessuno può fregarmelo? Be', può darsi cambi la ricompensa e magari mi arrivi un malus invece di un bonus.

Insomma l’imprevedibilità è davvero molto forte. Questo impedisce di fatto qualsiasi strategia e rende il gioco casuale? Assolutamente no: diciamo che dopo alcune partite si può iniziare a capire il meccanismo e cercare di elaborare dei piani, sfruttando al meglio i pochi secondi di gioco e cercando di intuire le strategie degli avversari.

Personalmente ho adorato il gioco da subito, perché costringe a pensare alla velocità della luce, cercando di mantenere alta l’attenzione e cambiando in pochi secondi la propria strategia.

Chi ha pensato il gioco ha voluto tenere alto il numero di quartieri disponibili rispetto ai giocatori. Con cinque giocatori abbiamo ad esempio sette quartieri. Questo permette di mantenere alta l’aleatorietà, ma nelle prime partite porta i giocatori a giocare in modo prossimale nei quartieri vicini.

Per superare questo problema consiglio, prima di cominciare, di guardare insieme i vari quartieri e spiegare bene le possibili ricompense, in modo che anche qualcuno magari svantaggiato dalla posizione al tavolo possa competere per tutti i quartieri.

Trovo molto intelligente il meccanismo compensativo per cui chi ha molti dadi rimossi riceve comunque una ricompensa: questo rende il gioco ancora più equilibrato e quindi divertente.

I pensatori seriali (mia moglie è una di queste) se da una parte saranno portate a superare per forza la loro paralisi, per quanto detto sopra difficilmente riusciranno a portare a casa molti punti e potrebbero quindi non gradire eccessivamente il gioco. (Ma obbligateli a giocare: è una terapia d’urto…)

Per tutti gli altri il gioco rispetta quanto promette: confusione, partite veloci e divertimento.

La longevità è alta: le partite sono ovviamente tutte diverse e sarà possibile anche variare i quartieri (ogni cartoncino presenta due facce). Un titolo che in 20 minuti può scaldare la serata.

Il gioco si trova nei principali store a un prezzo variabile intorno ai 25 euro.

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