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[nonsolograndi] La Sfida del Coding

scritto da
Simarillon (Davide)

Che mestiere fa Simarillon … uno che c’entra poco (oppure no?) con il mondo del gioco, ovvero l’analista programmatore informatico; quando mi si è presentata l’opportunità di recensire La Sfida del Coding, ovviamente, non me la sono fatta scappare, attratto da quel nome e da quella promessa di poter introdurre al mondo della programmazione. Il gioco appena menzionato è un gioco Clementoni, a firma dell'amico Francesco Berardi, che si può giocare da uno a quattro giocatori in partite di durata molto variabile a seconda della stratificazione di complessità che si vuole dare al gioco. Nota finale per la firma delle illustrazioni dei robot, che sono dell'ottimo Alan D'Amico.


I MATERIALI
La scatola, di dimensioni davvero importanti (forse anche un po’ troppo), ricca di materiale, contiene:
  • 4 robot di plastica, nei colori viola, verde, rosso, blu;
  • 4 tabelloni doble face, con una griglia 6*6, ognuno con un lato con caselle solo vuote e con
    materiali in gioco
    l’altro con muri e caselle speciali;
  • 4 plance giocatore;
  • 1 set di 33 carte per ogni giocatore;
  • 24 tessere speciali;
  • 12 gettoni danno;
  • 13 coppe;
  • 1 stand-up primo giocatore con un robot disegnato;
  • 24 schede di allenamento.
Il giudizio sui materiali è generalmente positivo, di sicuro non vi lascerà a bocca aperta né vi farà gridare al miracolo, ma lo stile grafico è ampiamente giustificato dal tentativo di tematizzare il gioco con la programmazione informatica. Personalmente avrei preferito una scelta diversa, ma anche così il gioco ha un suo appeal. 
Da segnalare, sicuramente, i bei robottoni in plastica, che sono il punto di forza dei materiali del gioco. Apprezzabile anche che la componentistica sia in cartoncino molto spesso prevenendo usura e danneggiamenti se non dopo un numero cospicuo di partite. 


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Scopo del gioco è, dopo aver preparato il percorso, portare il proprio robot sulla casella di destinazione. I percorsi si possono preparare di lunghezza e difficoltà variabile, ma di questo ne parliamo successivamente.

un po' di carte
Per muovere il proprio robot si ha a disposizione un mazzo di carte personale che contiene i vari movimenti (avanza di una casella, ruota a destra, ruota a sinistra, x2, x3). Lo stesso mazzo di carte ha anche delle carte speciali che arricchiscono il gioco, ci saranno ad esempio spara, ripara i danni, metti una tessera, esegui routine…
Prima di iniziare i giocatori prendono 7 carte dal proprio mazzo che costituiscono la dotazione iniziale. Al proprio turno ogni giocatore programma sulla propria plancia tre movimenti, eventualmente con il moltiplicatore; nel caso ci siano anche le carte speciali si può programmare o il movimento o l’esecuzione di una delle carte speciali.
Quando tutti i giocatori hanno programmato le tre azioni (con eventuali moltiplicatori) a partire dal primo giocatore si eseguono le indicazioni della prima carta per tutti i giocatori, poi della seconda carta e infine della terza. Viene passata la pedina primo giocatore e tutti, dopo aver riportato la propria mano a 7 carte, riprogrammano le tre azioni da eseguire. Il primo giocatore a raggiungere la casella di destinazione con la coppa sarà proclamato vincitore.
Nel caso che durante il movimento ci si muova su una casella occupata da un altro robot questo verrà spostato su una casella adiacente. Qualora gli spari colpiscano un altro robot in gioco questo aggiungerà alla propria plancia personale un gettone danno, e, nell’eventualità che si arrivi a tre danni, il giocatore salterà il turno successivo per riparare i danni accumulati.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Parto dalla prima considerazione ovvia per chi ha conoscenza di questo mondo, La Sfida del Coding ha un papà nobile in Roborally; c’è una evidente ispirazione con una interessante modernizzazione portata sia da una minore complessità di partenza, sia da una possibilità di stratificazione delle difficoltà che rendono il gioco ampiamente fruibile nel tempo e non rischiano di farlo cadere nell’oblio dei giochi già troppo giocati rispetto all’esperienza che il gioco regala

Molto interessante che la difficolta sia aumentabile in diverse maniere anche combinabili tra di loro:
Risolvimi!
si parte dal percorso con le tappe intermedie (ovvero tutti i robot devono passare da delle tappe prima di arrivare alla casella di destinazione), per arrivare al set di carte che si possono usare, per finire con le tessere che si possono aggiungere nel percorso in modo da rendere il tutto sempre maggiormente complicato. Saranno i giocatori a decidere quando/come/se introdurre una o più di queste stratificazioni di complessità. Molto positivo, a mio giudizio, il fatto che si possa (si debba ad un certo punto) creare un proprio percorso personalizzato che se allunga i tempi di set-up, pone anche i giocatori di fronte ad una consapevolezza sulle modalità di gioco già prima di iniziare a giocare; inoltre questo garantisce una certa variabilità alle partite.
Da ultimo, sempre in questa prospettiva, faccio notare come la difficoltà moduli la lunghezza del gioco; quindi se si vorranno partite veloci si faranno o percorsi più brevi (non rinunciando alla stratificazione di complessità introdotta con le carte speciali piuttosto che con le plance con i vari simboli) oppure in alternativa si rinuncerà a parte della complessità del gioco, fermandosi alle regole base, ma con un percorso eventualmente un po' pi lungo.

Punti forti del gioco sono il fatto che, nella modalità con tutte le carte, c’è interazione fra i giocatori, evitando di giocare a un solitario di gruppo, rischio che si poteva correre per la tipologia di gioco. Altro aspetto interessante il fatto che i giocatori risultino essere sempre tutti in corsa, anche chi sembra tagliato fuori con un paio di turni fortunati può tranquillamente rientrare in gioco. Molto intriganti le ‘Schede Solitario’ di difficoltà crescente: forniscono gli strumenti per imparare a giocare al meglio tramite l’allenamento e danno anche la possibilità di giocare da soli o in cooperazione con gli amici per la risoluzione della scheda e hanno anche il vantaggio di essere propedeutiche per il gioco!

programmazione
I difetti maggiori che vedo nel gioco sono un regolamento lacunoso e da interpretare: è vero che le casistiche sono molte, ma ci sono davvero pochi esempi e in più di una situazione ci siamo chiesti “e adesso che facciamo?”. Sicuramente il target del gioco è il compratore non avvezzo al gioco in scatola (e quindi non avvezzo a leggere un certo tipo di regolamento), quindi un regolamento semplice da leggere è un vantaggio in relazione al target dell’utenza del gioco, ma, personalmente vedo due problemi: il primo che se il gioco finisce nelle mani di giocatori abituali, avranno la sensazione di incompletezza nella lettura del regolamento e poi, forse, educare ad un certo tipo di lettura anche chi non è completamente dentro al mondo ludico potrebbe essere utile e interessante.
Se questo è un peccato veniale molto più grave il fatto che, a mio giudizio, il target di età del gioco sia completamente sbagliato.
Sul gioco viene indicata la scritta 5-10 anni, ma mi lasciano perplesso sia il 5 sia il 10; forse un bimbo di 5 anni potrà risolvere le schede più semplici, ma di sicuro non sarà in grado di giocare una partita completa (del resto, le stesse istruzioni indicano che le modalità con più giocatori sono rivolte a bambini dai 6 anni in su); inoltre nelle varie esperienze il gioco è stato spesso (anche se non sempre) più apprezzato dai genitori che dai bambini, confermandomi che quel 10 è un numero troppo basso; sono sempre stato critico con le indicazioni inadeguate per l’età, e in questo caso lo sono anche un pochino di più.
Altra cosa da far notare è che il gioco può rischiare di essere un po’ lungo come tempistiche rispetto all’esperienza di gioco, problema questo ampiamente superabile con un set-up adeguato
Per la nota nostalgia, invece, aggiungo una ulteriore idea del perché si può parlare di programmazione: un carissimo amico dopo la partita mi ha detto “sono tornato bambino, quando impostavo i diversi movimenti con la macchina radiocomandata e questa eseguiva le routine come da me indicato”.

In sintesi questa Sfida del Coding è un bel gioco, interessante e che pone i giocatori proprio davanti a una bella sfida di abilità: ha qualche difetto sicuro, ma i pregi li superano ampiamente ed è un gioco che mi sento di consigliare qualora si voglia far imparare a ragionare i propri figli attraverso il gioco e il marchio STEM - acronimo di Scienza (Science), Tecnologia (Technology), Ingegneria (Engineering) e Matematica (Mathematics) - gli conferisce quella dignità che oggi è tanto ricercata nei giochi che regaliamo e facciamo giocare ai nostri piccoli.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che se i costruttori costruissero come i programmatori programmano, il primo picchio che passa potrebbe distruggere la civiltà; Seconda legge di Weinberg, Arthur Bloch. 

Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a La Sfida del Coding:
verso le meta
  •  innanzitutto si impara il movimento e l’orientamento nello spazio e a ragionare sulla posizione del robot (e vi assicuro che non è facile: abbiamo sbagliato tutti almeno una volta, adulti compresi, perché il riferimento è sempre il robot e non la posizione in cui siamo seduti al tavolo);
  • gestione della mano ed ottimizzazione delle risorse che si hanno, ma anche consapevolezza che, in un mazzo, prima o poi le carte di un certo tipo arriveranno;
  • qualche prima parola di programmazione come ruotine e qualche primissimo concetto di programmazione;
  • a sparare ai nemici avversari e che a giocare i robot è figo;
  • allenare la capacità di problem solving;
  • fare il setting di un gioco, che può richiedere un minimo di tempo e un po’ di logica.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Bella domanda questa! Sulla scatola compare (come già scritto in precedenza) 5-10 per l’indicazione di età. Questo è un gioco che a mio modesto parere, può tranquillamente essere giocato da adulti, anzi probabilmente se si è un po’ più grandicelli lo si apprezzerà sicuramente maggiormente.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Mamma dai giochiamo a La Sfida del Coding… si sa che la sfida a botte e spari laser di robottoni è tipicamente femminile (ah no!) si sa che il mondo della programmazione è tipicamente e riccamente femminile (ah no!) si sa che questo non è il tuo gioco preferito, ma alla fine vinci sempre tu, quindi vieni a giocare!!!


Si ringrazia Clementoni per la copia di review concessa.







la soluzione

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