Punti di vista

[Punti di Vista] Dopo Lucca ed Essen, due parole sull'annata 2018

scritto da Fabio (Pinco11)

Il maltempo è stato quest'anno ospite non invitato dell'evento, ma il fatto di svolgersi su più giorni ha aiutato la fiera a raggiungere, alla fine, la bella cifra di 251.296 biglietti venduti, che non è affatto male.
Il giorno in assoluto più affollato è risultato essere (come previsto, anche perché era il giorno migliore come clima) sabato con 70.000 biglietti ed il padiglione games, dopo aver visto una certa penuria di presenza nel primo giorno (23.000 biglietti venduti), si è progressivamente rivitalizzato e giovedì 1°, quando sono andato in fiera, la tensostruttura era piena, con tutti i tavoli occupati, anche se non la vivibilità era ancora discreta.

Mentre al rientro dalla fiera di Lucca mi apprestavo a cimentarmi nella stesura del mio classico report dell'evento, ho realizzato, rapidamente, che oramai non ha più molto senso una mia descrizione di cosa ho visto in fiera, dopo aver predisposto un mese prima dell'evento, come sempre facciamo per gli eventi principali (Lucca e Modena) del panorama ludica di casa nostra, una maxilista dei titoli che ci attenderanno tra gli stand
Alla fine i report  tradizionali si possono rivelare per chi ha già letto l'elenco delle uscite (qui quello di Lucca Games 2018) online da più di un mese prima della fiera, una mera ripetizione e l'unica novità può essere rappresentata dalle foto scattate in fiera.
Ho quindi pensato di proporvi gli scatti realizzati in fiera e di lasciare al nostro valido Cogo (Andrea) il compito di proporvi di seguito le sue sintetiche sensazioni sulla fiera. Personalmente, invece, mi sono riservato uno spazio, subito dopo, per proporvi, di seguito,  alcune mie impressioni sul raccolto ludico di quest'anno, ad esito di Essen e Lucca.
Vediamo se sarò capace di attirare la vostra attenzione e/o di stuzzicarvi ad aprire nei commenti un piccolo dibattito.

Cuzco
LA FIERA (Cogo - Andrea)
Breve ma doverosa premessa: quella del 2018 è stata soltanto la mia seconda presenza a Lucca a fronte di numerose partecipazioni a Play, inoltre ho dedicato la sola giornata di venerdì 2 novembre al padiglione Carducci che anche quest’anno ospitava i giochi da tavolo.
Partiamo da qualche numero: la giornata di venerdì è stata la seconda per affluenza  stando al dato del numero di tagliandi venduti complessivamente, ma parlando con gli operatori di settore, erano tutti concordi sul fatto che sia stata la giornata con la maggiore affluenza nella tensostruttura che ospitava i giochi da tavolo, forse anche a causa della pioggia che ha flagellato la cittadina toscana a partire da metà mattina. Nonostante queste premesse, devo dire di essere riuscito a provare qualche titolo, e tra una partita e l’altra sono riuscito anche a salutare qualche amico e a far visita agli stand di diversi editori, segno che l’organizzazione è ormai oliata alla perfezione e ha fatto tesoro delle problematiche emerse negli anni precedenti. Ovviamente si può sempre migliorare e mi permetto di annotare due aspetti negativi: dopo aver fatto la fila (molto scorrevole per la verità) per ritirare il braccialetto, all’ingresso del padiglione l’hostess ha chiesto di visionare i biglietti (che ovviamente avevo già riposto nello zaino) per poi non controllarli con attenzione… mah! Altro neo, per cui però non vedo obiettivamente facili soluzioni, sono i servizi igienici: alle 11 del mattino erano già inutilizzabili.
Come detto nonostante la numerosa affluenza di pubblico, sono riuscito a provare diverse anteprime, anche se qualche titolo di quelli presenti nella mia personalissima lista non era presente: uno su tutti Gugong, che non era disponibile nemmeno in demo ancora una volta per il “solito” problema con la dogana. Discorso simile per Teotihuacan che poteva essere provato ma che non poteva essere acquistato. Di seguito vi presento alcune impressioni sui titoli che ho potuto gustare meglio, fermo restando che si tratta di una sola partita e per di più giocata in una fiera super affollata.
Allo stand Mancalamaro ho provato 8bit Box e Downforce. Trovo che il primo titolo sia un’idea davvero geniale: la simulazione di una vecchia console per videogiochi è senz’altro originale e la realizzazione con materiali adeguati è ben riuscita. Ci sono alcuni dettagli anche inutili al fine del gioco ma che rivelano una realizzazione curata e molto attenta. Nella scatola base sono presenti tre giochi, quello provato rievoca l’arci noto Pac Man. In estrama sintesi direi che siamo di fronte ad un buon family game anche se mi rimane qualche dubbio sulla longevità (d’altro canto una sola partita non è un test probante) ma alle mie figlie è piaciuto parecchio. 
Il secondo è una riedizione di Top Speed. Sono riuscito a fare una partita completa grazie ad un regolamento e a meccaniche piuttosto semplici, ma non banali. Il gioco è molto divertente e si presta anche a qualche dispetto tra avversari. La scatola base ha un tabellone double face con 2 diversi circuiti, ma ne arriveranno sicuramente altri con prossime espansioni. In definitiva una piacevole sorpresa. Devo dire che il giovane editore (festeggiava il primo anno di attività proprio a Lucca) sta lavorando molto bene: allo stand ho trovato dimostratori preparati e competenti e tanta gentilezza e cortesia che non guastano mai. I titoli presentati sin qui hanno riscontrato tutti una buona risposta di pubblico che dire avanti così. Prima che qualcuno gridi allo scandalo, non si tratta di una “marchetta” ma di un giusto plauso ad un editore che si sta mettendo in luce e che sta raccogliendo i meritati frutti dell’ottimo lavoro fatto fin qui.
La DV Giochi, non ha certo bisogno di presentazioni, ma a  Lucca C&G 2018 ha fatto le cose in grande: un numero incredibile di tavoli dove poter provare le ultime novità e la ciliegina sulla torta della presenza di Ryan Laukat sempre disponibile per una foto o per un autografo sulle scatole dei suoi best sellers. La fila per provare Cuzco era davvero troppa e così ho “ripiegato” su Catalyst, gioco di carte interamente ideato dall’editore umbro: ho gradito (e non poco) la grafica e il materiale con cui sono state realizzate le carte, le meccaniche non sono certo nuovissime, ma rivisitate in maniera originale e quando si innescano le combo la sensazione è davvero bella. Lo vorrei rigiocare, nel frattempo potete rileggervi la recensione di Pinco11 qui (ecco il link).
Con due figlie al seguito non ho potuto non sedermi ad una serie di tavoli dove i protagonisti erano i giochi per i più piccoli. Tra diversi titoli, per la serie “non solo grandi”, vi segnalo Jurassic Snack: fa molto bene il suo mestiere grazie anche a materiali davvero belli e probabilmente sarà un altro successo per l’autore Bruno Cathala.
Tornando a riflessioni più complessive, devo dire che ho notato un gran fermento tra i tavoli e gli stand di questa edizione di Lucca a conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, del grande fermento che sta vivendo il mondo dei giochi da tavolo. Le novità sono davvero tante e non è facile districarsi in un mercato sempre più affollato. Personalmente ho avuto la sensazione che in questa occasione ci siano stati diversi titoli buoni, ma che sia mancato il fuoriclasse, il titolo che sbaraglia la concorrenza, come di recente ha fatto Azul che ha collezionato premi e soprattutto consensi.

Jurassic Snack
Altra valutazione “a caldo” che mi sento di condividere con chi ci legge, è che ho riscontrato prezzi non proprio da fiera tra i titoli in vendita, almeno non su quelli più recenti: certo nei vari outlet si potevano fare affari molto buoni o sfruttando offerte del tipo 3x2 e via dicendo, ma a differenza dello scorso anno, non ho potuto riscontrare una grande convenienza ad acquistare il gioco appena provato, rispetto a quanto offre il mercato al di fuori di questi eventi. Spero si tratti di una sensazione sbagliata. Voi che ne pensate?

Blackout: Hong Kong
ANNUS HORRIBILIS?
In giro per internet, passata Essen, è già tempo di bilanci per molti dei commentatori e la tendenza che colgo nel recente è quella di considerare il 2018 un'annata debole, assai più che il 2017, partendo da lì per dire che il mercato fatica a sfornare titoli che riescano ad emergere. 
Parto da alcune considerazioni espresse su Opinionated Gamers e leggo lì (qui il link all'articolo) lamentele legate alla mancanza di titoli di peso che possano competere, in senso generale, con i successi usciti negli ultimi anni, concludendo l'autore dell'articolo etichettando il 2018 come un anno negativo 
Newton
(But let’s call 2018 what it was: a down year… This was a down year in terms of game quality. Compare the list of games above to, for example, the top games from the Gen Con and Essen release seasons of 2015-2017.  In 2015, we had Pandemic Legacy Season 1, Through The Ages: A New Story of Civilization, 7 Wonders Duel, Food Chain Magnate, and Codenames.  In 2016, we had Terraforming Mars, Great Western Trail, Star Wars: Rebellion, Scythe, Arkham Horror: The Card Game, and A Feast for Odin.  Last year, we had Gaia Project, Twilight Imperium: Fourth Edition, Pandemic Legacy: Season 2, Azul, and Clans of Caledonia ..).
Ho avuto poco prima di scrivere una chiacchierata anche con il buon Teo (di recensioniminute) ed anche lui era un poco deluso per il raccolto di Essen, confidandomi di aver provato una trentina di titoli del settore family a lui più caro e di aver faticato a trovare cose che davvero spiccassero, per cui la tendenza di internet  ha trovato anche in lui conferma.

Forum Trajanum


Ciò detto, mi sento di andare almeno parzialmente in controtendenza, se non altro perché nel mio settore privilegiato (i gestionali) non ho colto segni di crisi, anzi, paradossalmente devo dire che la relativa latitanza di pigliatutto in altri generi ha fatto si che le posizioni di vetta delle wishlist di Essen fosse occupata proprio da varie articolazioni dei titoli cari ai muovicubetti come me.
Se leggo i voti riportati nelle liste degli utenti di Tabletop Together (che mette a disposizione la possibilità di catalogare i giochi di Essen, indicando il livello di interesse e poi raccoglie i dati in statistiche) leggo infatti, nelle prime 25 posizioni:
1. Teotihuacan: City of Gods (Giochix)
2. Architects of the West Kingdom (Fever)
3. Azul: Stained Glass of Sintra
4. Blackout: Hong Kong
5. AuZtralia
6. Reykholt (Raven)
7. Gùgōng        (Ghenos)
8. Chronicles of Crime  (Uplay.y)
9. Detective: A Modern Crime Board Game (Pendragon)
10. Dice Settlers
11. Forum Trajanum (dVGiochi)
12. Everdell
13. Newton (Cranio)
14. Underwater Cities
15. Between Two Castles of Mad King Ludwig (Ghenos)
16. The River
17. Futuropia
18. Western Legends
19. Hey Brother
20. Treasure Island
21. CO₂: Second Chance (Giochix)
22. Carpe Diem
23. Ceylon
24. Railroad Ink: Deep Blue Edition (Horrible - Ghenos)
25. Coimbra (Ghenos)

Cosa noto? Per prima cosa che i 2/3 dei titoli citati cadono proprio nel mio settore preferito e per seconda che per una buona parte dei titoli ci sono già (una metà) o sono in arrivo edizioni italiane (per numerosi dei titoli indicati mi è stato riferito che sono in arrivo le edizioni italiane, al più tardi per la Play, ma per ora preferisco non tradire le confidenze per non creare difficoltà a chi me le ha fatte, ma vi anticipo che mi hanno menzionato edizioni localizzate programmate per Underwater Cities, Treasure Island,  Azul Sintra e Blackout, con trattative in corso per Ceylon ed Everdell).
Gli amanti del gestionale, dunque, non credo che potranno segnarsi il 2018 come un anno particolarmente negativo.
Chiaramente non sono riuscito ancora a provare tutto il frutto della nostra raccolta da Essen e Lucca, ma per ora ho messo sul tavolo, tra i titoli della lista, Newton, Coimbra, Blackout, Azul Sintra, Forum Trajanum, Carpe Diem, Railroad Ink, Western Legends ed Architetti del Regno Occidentale e l'unico titolo che non mi ha colpito, ma solo perché è per me fuori genere (ovvero la valutazione è il non essere la mia cup of tea e non di meritare un voto negativo) è Western Legends, mentre gli altri mi sono piaciuti tutti e non c'è un titolo dell'elenco di cui sopra che non rigiocherei tra mezz'ora.
Barrage
Ci aggiungo poi, di mio, altri titoli che ho provato e/o rigiocato e che promettono molto bene, come Gingerbread House (è programmata infatti l'uscita da Asmodee), Legends of EmaraCuzco (vecchia gloria soggetta a restyling, molto molto scenografica), Catalyst (mi piace), Expancity (bel sim city tridimensionale), Cubirds e Paperback (filler il primo, scarabeoso il secondo), Ringo e Quinque (astrattini benfatti), Claim Kingdoms (rielabora Voluspa) e Cloomba (russo, semisconosciuto, ma simpaticissimo) e di carne al fuoco, già assaggiata e classificata come soddisfacente, ne trovo. Ci metto dentro poi pure Ragusa, che uscirà su kickstarter a novembre e che, provato in demo a Essen, mi è piaciuto non poco (altro kickstarter da tenere d'occhio è anche Barrage).

Se poi allargo lo sguardo e vado in quota Escape - Investigativi, trovo diverse cose interessanti, come Chronicles of Crime, che sicuramente proverò a breve o Detective, a sua volta appena uscito, per non parlare degli Exit (Kosmos - Giochi Uniti) e delle Escape della Cranio in arrivo o delle scatoline di Deckscape che, da quanto mi riferiscono, hanno stampato già diverse centinaia di migliaia di copie (con le versioni internazionali) ed anche Azul II (per gli amici Sintra) mi ha convinto senza se e senza ma, come ha convinto le sette - otto diverse persone che l'anno provato in più tavoli con me, ad onta del timore che il seguito del primo gioco fosse solo una mossa commerciale. Vogliamo poi dimenticarci di quel Keyforge che una frotta di ex di Magic stanno attendendo (versione italiana) con enormi aspettative?
Key Flow
Ho poi un pacchetto di altre cose sullo scaffale, come Teotihuacan, che ha preso il buon Sergio già ad Essen, Underwater Cities, Piepmatz (filler di buon peso), Orbis, Robin Hood, Gizmo e Great City of Rome (graficamente inguardabile, ma ad Essen aveva colpito i visitatori).

QUI DA NOI COME VANNO LE COSE?
Direi che il mercato si propone come decisamente vivace, con un gran numero di realtà editoriali che emergono, tutte che ambiscono a proporre titoli di valore, andando ognuno alla ricerca dei giochi più meritevoli tra quelli che sono sfuggiti alla altrui attenzione.

Scorrendo l'elenco degli editori che localizzano il numero delle realtà presenti supera i 20 e questo fa si che il meglio della produzione mondiale sia in sostanza localizzato.
E' vero che alla fine dell'anno il numero dei titoli proposti in italiano non potrà che constare in alcune centinaia di prodotti, a fronte delle migliaia di uscite che il mercato internazionale propone, ma è anche vero che di fronte alla marea di uscite è necessario compiere una selezione e che non sia facile, per un titolo di oggettivo ed indubbio valore, non essere notato da neanche una delle oltre 20 realtà editoriali di casa nostra.
Soggettivamente, dunque, credo che il pubblico nostrano non abbia da lamentarsi, potendo godere di localizzazioni in genere abbastanza tempestive ed a prezzi che sono sempre più in linea con le edizioni originali.
In questo faccio l'inciso che il prezzo di un gioco non è quello di Essen al banco della fiera, ma quello di retail, considerando che in Germania nei giorni dell'evento spesso chi vende è il produttore diretto del gioco (che là quindi ha più margine, non essendoci intermediari).

Di fatto sono gli editori a compiere la selezione per chi preferisce non avventurarsi alla ricerca delle edizioni internazionali e questo filtro non è nemmeno così radicale, visto il gran numero di soggetti presenti sul mercato e quindi di titoli proposto, per cui direi che il panorama nostrano non è poi, ai miei occhi, così male, anche pensando che pochi anni fa, alla stessa fiera di Lucca, ci si lamentava perchè da Essen arrivava poco o niente ... ;)
Chi ama poi lanciarsi (cosa che in passato era naturale per ogni gamer) nell'esplorazione del mercato internazionale, le scelte, con le migliaia di prodotti in uscita ogni anno (più della metà dei quali tramite kickstarter), sono pressochè infinite, soddisfando praticamente ogni palato e nicchia.

E QUINDI?
Quindi non mi schiero nel gruppo dei lamentosi e classifico il 2018 come una annata comunque di buon valore medio, nella quale sicuramente mancano dei protagonisti assoluti, di quelli che segnano il periodo, ma che comunque ha dato i natali ad un gran numero di titoli di buon valore assoluto, con alcuni che promettono di ben comportarsi e magari di entrare nella nostra top 100 (a proposito, lo so che quest'anno non l'abbiamo ancora aggiornata ... ci stiamo lavorando ... vediamo se aspettare ancora un attimo ed incorporarci anche le uscite del 2018 ..).
Ora non mi resta che mettermi al lavoro (in senso lato) e provare tutta la roba che abbiam portato via da Essen e Lucca (e quella che ho ordinato e ordinerò perchè quel titolo non possiamo non provarlo ...).

... e ai vostri, di occhi, il 2018 che anno ludico è stato? Quante aspettative riponete nel raccolto di Essen e Lucca 2018?

Age of Towers





Wendake


Fantasy Pug Quest


Gizmo

Pandemic Rome




Newton



Way of Panda

The Long Road

Rhino

Exit

Saboteur




Luxor

Campus Cafè

Outback





Orbis

Blackout: Hong Kong

10 commenti:

  1. Spero di sbagliare, ma una crisi é inevitabile. C'è iperproduzione e troppi cloni. Chi reggerà?

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  2. quest'anno ho comprato una quindicina di giochi, tutti usciti però prima del 2018.

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  3. Io sinceramente penso che sia presto per tirare le somme definitive. I giochi buoni usciranno nei prossimi mesi se ci sono. Ci vuole anche il tempo di assaporarlo un gioco. Come prima impressione però per me come annata è abbastanza fiacca dato che non mi è partita nessuna scimmia da acquisto sicuro. Probabilmente proverò a dare fiducia a root, newton e se tradotto everdell. Il gioco che per ora mi ha colpito di più è barrage ma lo considero un gioco del 2019 nonostante il piede fatto ora ;) . Cmq devo dire che la realtà italiana mi sta piacendo molto. Vengono tradotti molti titoli e scemando già titoli per tutti i gusti.infatti da un paio di anni anni questa parte aspetto sempre una localizzazione dei titoli che mi interessano che tanto nel giro di al massimo qualche mese arriva.

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  4. Il mondo è bello perché è vario... della lista dei 25 che tu presenti l'unico che mi attira è proprio... Western Legends ;-) e speriamo in una localizzazione!

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  5. L'annata secondo me è ricca, ricchissima! Quello che manca per ora senza ombra di dubbio è il "giocone pigliatutto", il Terraforming Mars-Scythe-Gloomhaven-Pandemic-...(e via dicendo) del momento. Ma titoli validi ce ne sono tanti e il mercato italiano è sempre più attivo e reattivo. Probabilmente si sente la mancanza di un refresh nelle meccaniche... a distanza di ormai 13 anni (prendo a riferimento l'uscita di Caylus) siamo ancora a parlare di "piazzamento lavoratori". A me non è ancora venuto a noia... ma la sua insistenza in tutte le salse è innegabile.

    Altro aspetto sono i prezzi della fiera.
    Cito da Fabio: "In questo faccio l'inciso che il prezzo di un gioco non è quello di Essen al banco della fiera, ma quello di retail, considerando che in Germania nei giorni dell'evento spesso chi vende è il produttore diretto del gioco (che là quindi ha più margine, non essendoci intermediari)."
    A Lucca succede la stessa cosa al contrario: il prezzo di fiera non è quello del retail, che è tendenzialmente più basso. Comprare un gioco a Lucca non conviene più, anzi si rischia di pagarlo di più.
    Senza fare nomi, l'anno scorso ho approfittato di un 3x2 portando a casa 3 titoli, tra la calca generale allo shop. Quest'anno stesso posto, stessi giochi, timidi sconti (non paragonabili a quelli del retail, in alcuni casi il confronto è impietoso!) e poca, pochissima gente allo shop. Chiedo quindi agli editori: davvero vi conviene (economicamente intendo) questa politica dei prezzi???

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    1. Capisco che il giocatore che si reca in fiera è alla ricerca anche di offerte, ma nel contempo l'evento è per gli editori pure occasione di presentare i loro nuovi prodotti e pubblicizzarli.
      Ho idea che qualche euro di sconto sia logico nella struttura di una fiera, mentre offerte più importanti potrebbero incidere negativamente sulla futura vendibilità nei negozi del prodotto (e domande tipo: "in fiera l'ho visto a 30 euro, perché da te viene 40?" sarebbero all'ordine del giorno ...).
      Per fiere come Lucca, quindi, vedo come più naturale la presenza di 'outlet' (come si stanno infatti diffondendo), più che di scontistiche importanti sul nuovissimo. In questo modo gli editori venderanno qualcosa di meno in fiera, ma tuteleranno la futura vendibilità del prodotto nella normale filiera distributiva. Questi sono, ovviamente, i miei 2 cent proverbiali :)

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    2. Il tuo discorso non fa una piega sul nuovo! Ma sul vecchio di anni che continua ad avere prezzi più alti che nei canali retail (peraltro senza giustificazione visto che c’è di mezzo il famoso “passaggio in meno”), non credi che ci sia una logica incomprensibile?

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  6. White Winston, puoi fare un esempio di giochi "vecchi di anni" che continuano ad avere prezzi più alti in fiera a Lucca che in retail? A me è sembrato il contrario. Ho notato che anche le uscite di Play 2018 erano già a prezzi ridotti, forse per svuotare i magazzini?

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    1. Non volevo fare nomi ma a questo punto sono costretto... stavo pensando ai giochi Cranio! Gaia Project, Grand Austria Hotel, Tzolk'in, Orléans, Lorenzo il Magnifico,... tutti giochi che puoi trovare online a prezzi scontati fino al 50% e che in fiera, allo stand dell'editore, avevano sconti dell'ordine del 10-15%. Fino all'anno scorso allo stesso stand potevi acquistare qualsiasi cosa con il 3x2, ottenendo uno sconto equivalente che poteva aggirarsi intorno al 30%.

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  7. Quest'anno per la prima volta ho avuto occasione di fare entrambe le fiere: Essen sabato e domenica e Lucca giovedì e venerdì.
    Bellissima esperienza. Per varie ragioni(pur non potendo confrontare per ovvi motivi le due manifestazioni) mi sono convinto ancor di più che Essen è veramente imperdibile. Sono felice di essere andato a Lucca ma non la sostituirei mai con la fiera teutonica.
    Dal punto di vista dei titoli non posso francamente affermare che sia un'annata fiacca anche se diverse testate giornalistiche lo suggeriscono. Anzi quest'anno mi sembra di poter dire che ci sono diversi german di buonissimo livello e molto solidi anche se forse non così innovativi.
    Nell'analisi dell'articolo credo sia necessario fare un paio di puntualizzazioni: diversi titoli che hai indicato per le annate 2015-2017 sono dei rifacimenti o delle edizioni rinnovate di giochi "vecchi" (quindi non mi sembra siano dei pezzi da novanta totalmente nuovi e eccezionali per questo). Sarà pur vero che negli anni passati ci son state alcune punte di diamante non da poco (su tutte per me Terraforming Mars, ma anche Food Chain Magnate, Scythe o Star Wars Rebellion) che sono arrivate a Essen con già alle spalle una credibilità meritata oppure no, ma le future punte di diamante non si conoscono ancora perché è passato troppo poco tempo. L'unico elemento che per ora abbiamo è che l'hype per certi titoli non è stato così alto. Fine. Diamo il tempo al tempo.
    Teniamo conto anche che alcuni giochi straordinari sono usciti prima di Essen (addirittura hanno rasentato la scorsa Essen). Penso ad esempio a Spirit Island che è una bella bomba sul livello dei titoli elencati prima.

    In conclusione, io sono molto contento e non vedo l'ora di proporre tutti gli acquisti che ho fatto nelle due fiere. Sono anche fiducioso che alcuni dei titoli usciti possano scalare in futuro le classifiche (per quel che le classifiche possano dimostrare).

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