recensione

[Recensione] Vekto Race

scritto da
Simarillon (Davide)

Papà l’hai già fatta la recensione di Vekto Race?
No Lorenzo non ancora.
E la devi fare?
Falla bella mi raccomando che è proprio un bel gioco.

Questo piccolo colloquio con il mio super giocatore di casa rende bene l’idea di quale sia l’opinione di mio figlio sul gioco (e che il papà condivide appieno). Vekto Race è un gioco di Spartaco Albertarelli e Davide Ghelfo, arrivato sui nostri tavoli per merito di Kaleidos Games tramite Ghenos Games. Al gioco possono giocare da 2 a 4 giocatori (se avete tempo, soprattutto, e spazio potete tranquillamene aumentare il numero di giocatori) in partite di lunghezza molto variabile dipendente dal tipo di circuito che verrà creato e da quanti giri si faranno sullo stesso. Si può giocare a Vekto Race a partire da dodici anni (ops ma Lorenzo ne compirà tra un mese nove!). 


I MATERIALI
Parto dalla scatola, assolutamente particolare, dal momento che è ottagonale e si incastrerà difficilmente nei vostri scaffali, ma è molto bella a vedersi ed è in linea con la filosofia del gioco. Al suo interno c’è molto materiale che qui elencherò:
  • otto vetture costruite su base ottagonale;
  • venti vettori movimento suddivisi in quattro set da cinque vettori ciascuno che rappresentano
    curva impossibile
    cinque marce;
  • otto curve numerate da 1 a 8 in due configurazioni di colore;
  • un muretto Pit-Lane;
  • un vettore griglia di partenza;
  • un misuratore di distanza
  • trentadue punti Nitro;
  • trentadue punti Gomma;
  • otto gettoni posizione numerati da 1 a 8;
  • sei gettoni giro.
Le macchine in cartoncino molto leggero appagano l’occhio, ma armatevi di molta pazienza ad assemblarle (per fortuna che ho una moglie che questa pazienza ce l’ha visto che io assolutamente non ce l’ho) e fate attenzione che sono un pochetto delicate (anzi forse un pochetto troppo, c'è chi le ha sostituite con auto di plestica/metallo). Al di là di questa piccola digressione il materiale è bello e perfettamente funzionale al gioco, tutto è in cartoncino molto spesso e non ho davvero nessuna pecca da segnalare, anzi anche la poca iconografia – ad esempio le direzioni sceglibili al fondo della marcia giocata – è molto chiara.


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE      
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale
e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento

Scopo del gioco è quello di tagliare per primi il traguardo. Il sistema di gioco di VektoRace è stato ribattezzato dagli autori “Octagon System” facendo di conseguenza diventare i bolidi di cartone delle “Formula 8”, questo perché il gioco si basa su una meccanica vettoriale che ad ogni cambio di direzione sposta l’auto di un ottavo (ricordate che le auto sono costruite su basi ottagonali).Questo è uno di quei classici giochi che è molto più facile da spiegare con un esempio che non descrivendo le regole.
gara in sei
Dopo aver costruito il circuito, sorteggiato le posizioni di partenza si può iniziare a giocare, ogni giocatore ha un set di marce (dalla prima alla quinta) ed otto punti Gomma/Nitro che permettono, come vedremo delle manovre per accelerare o decelerare o per affrontare le curve in maniere particolare. Il giocatore al proprio turno sceglie la marcia con cui affronterà la pista (scalando e aumentando di uno la marcia in precedenza usata) e sceglie se/come usare i propri punti Gomma/Nitro. A questo punto viene posizionato il vettore della marcia scelta davanti alla macchina che potrà muoversi dove vedrà le frecce bianche. 
Nello specifico i punti Nitro permettono di usare un boost per aumentare la velocità dell’auto, aumentare non una ma più marce aggiuntive per ognuno dei punti Nitro utilizzati e usare l’effetto scia. I punti Gomma consento di scalare una marcia aggiuntiva per ognuno dei punti usati o effettuare derapate e intraversamenti, posizionando la macchina dove si vedranno le frecce nere.
Uno dei punti di maggiore interesse del gioco sono le scie e le sportellate, le mosse che permettono i sorpassi e possono forzare gli avversari a manovre non ottimali.



I MIEI PARAMETRI
Ecco alcuni parametri, oggettivi, per aiutarmi (aiutarvi?) a valutare un gioco.
Scalabilità
Direi ottima: il gioco è ugualmente piacevole in due come in quattro giocatori (in realtà ci ho fatto anche in paio di partite in sei e mi sono divertito molto lo stesso). In fondo le corse si sa sono sempre affascinanti, forse in due perdono un qualcosina, ma in questo caso posso dire che ci ho fatto molte partite solo io e mio figlio (tra l’altro perdendo quasi sempre ;( ) e di essermi divertito molto.
Rigiocabilità
Assoluta, il circuito si può creare nella modalità che si preferisce, basta avere abbastanza spazio per sistemare adeguatamente le curve, si potrà fare un circuito molto veloce, parimenti ad uno tortuoso, e in entrambi i casi saranno i giocatori a dover interpretare al meglio il tracciato disegnato.
Interazione
Tantissima, ovviamente, soprattutto se si gioca in quattro giocatori. Oltretutto è un’interazione che si sente proprio per la tipologia di gioco: una corsa la fai per arrivare prima degli altri; aggiungo che sportellate e scia, che sono uno dei quid del gioco, aggiungono uno strato di interazione anche un po’ cattivella.
Originalità
Mi trovo un po’ in difficoltà a valutare l’originalità del gioco, sono un amante dei giochi di corse, quindi ne conosco e non pochi, l’idea di sfruttare i vettori per la direzione del mezzo ad esempio è presente in Snow Tails, come non sono pochi i giochi con il concetto di scia (FlammRouge per citarne uno) o di marcia (ovviamente Formula D non può che essere il primo a venire in mente) e per finire i circuiti modulari e modulabili sono uno dei punti forti ad esempio di Rush & Bash, eppure nonostante questo il gioco mi ha generalmente dato una sensazione di freschezza inaspettata.  
Profondità
Non è questo che si richiede ad un gioco di corse, comunque diciamo che un paio di idee ci sono per farlo rendere apprezzabile anche ai giocatori duri e puri.


LA FIRMA DI DAVIDE... OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
ammucchiata
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “Vinci una gara, ma la gara successiva è un punto interrogativo. Sei ancora il migliore o no? Questo è divertente, ma è anche interessante. E’ impegnativo. Devi affermarti ogni volta” di Micheal Schumacher.

Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Vekto Race:
  • a creare un percorso di gioco in funzione del tempo che si ha a disposizione per giocare e dei compagni di gioco;
  • a fare derapate e sportellate cattive per sorpassare gli avversari;
  • ad andare velocissimo … ma solo ne gioco eh!!!;
  • a guidare una F8 (visto che Lorenzo mi chiede sempre quando potrà guidare una Formula1 partiamo da lontano).

CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Ho giocato per la prima volta al gioco a Play2018, quando era ancora un prototipo; a guardare con occhio interessato la partita Spartaco che non lesinava consigli e parimenti chiedeva impressioni. Ho capito che era la mia cup of tea sin dalla prima curva. Come ho scritto sopra amo molto i giochi di corse e quindi Vekto Race ha rappresentato per me un’attrazione irresistibile, quasi come una pinta di birra per un hooligan inglese; il gioco non ha deluso le mie aspettative e si è dimostrato essere di ottima fattura. Ci sono molti che giudicano il libro dalla copertina e così mi è capitato di sentire in più di un caso “un gioco di Albertarelli” allora non mi interessa, io valuto un gioco per il divertimento che mi sa dare al di là di chi ne è l’autore quindi preferisco un ottimo Albertarelli a un pessimo Feld/Knizia (tanto per citare dure autori geniali, ma che hanno preso delle derive memorabili in alcuni casi).
Ovviamente l’idea di avere un percorso sempre differente è uno dei punti di forza del gioco, che con solo otto piccoli cartoncini (ma non è complicato aumentarli creandone di simili) permette di disegnare infinite variazioni di pista, lasciando libertà creativa ai giocatori vincolata solo dallo spazio che si ha a disposizione per la pista.

Sportellate e scia (insieme ai punti Nitro e i punti Gomma) sono quel tocco che fa sì che il gioco diventi interessante per chiunque apprezzi un buon gioco. I giocatori, infatti, vengono messi continuamente difronte a piccole scelte che rendono il gioco non una mera meccanica accelera/decelera e affronta la curva alla velocità giusta. La scia può mettere in difficoltà gli avversari, i punti gomma permettono manovre per cui gli altri giocatori al tavolo vi malediranno e i punti Nitro permettono accelerate di cui vi stupirete voi stessi. Insomma c’è davvero una buona possibilità di scelta ad ogni turno di gioco, con ogni giocatore che potrà scegliere lo stile di guida che più gli si addice.

appuntamento a Modena
Sul circuito si possono fare uno o più giri, anche questa scelta influenzerà molto lo stile di guida dei giocatori; se ci sarà più di un giro interessante (ma non vincolante) la possibilità di passare dai Box per rifornirsi di punti Nitro e/o Gomma in modo da tentare il tutto per tutto per essere i primi a tagliare il traguardo. Per esperienza posso dire che il gioco, magari con qualche piccolo aiuto (anche se non è il caso di Lorenzo) si può tranquillamente giocare a partire dagli otto anni in su e il 12+ lo trovo un attimino esagerato.
Una piccola pecca è che si poteva pensare ad un marcatore per segnalare l'ultima marcia usata, che, soprattutto se si gioca in tanti, può essere dimenticata, bastava un piccolo dischetto da affiancare all'auto per risolvere tutto anche con costi sicuramente non elevati. 

Per sua stessa natura, ovviamente, il gioco si presta all’idea di Campionato con diverse corse e assegnazione di un punteggio in base alla posizione raggiunta all’arrivo. E’ auspicabile (ed anche probabile) che vengano condivisi dei tracciati che simulino i più famosi circuiti mondiali così da dare un ulteriore tocco di interesse al gioco.
Segnalo che il gioco è supportato dal gruppo facebook i Vektoriani e che alla Play 2019 si svolgerà il primo campionato italiano di F8


Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.

6 commenti:

  1. Sinceramente non capisco il senso di queste recensioni che sembrano degli spot pubblicitari. Sicuramente il gioco sarà bellissimo e non lo metto in dubbio, ma è possibile che non abbia nemmeno mezzo difetto? Materiale bello e perfettamente funzionante (forse funzionale?) al gioco, scalabilità ottima, rigiocabilità assoluta, interazione tantissima, freschezza inaspettata.
    Poi arrivi in fondo e leggi la solita formula magica: si ringrazia l'editore per la copia di review e allora ti torna in mente la frase che diceva quel tale che è stato presidente del consiglio per 7 volte...
    Mi si risponderà che sono prevenuto e che se non mi piace quello che leggo posso anche cercare informazioni da altre parti, resta il fatto che nelle ultime settimane non è la prima recensione che leggo su questo blog che mi fa pensare queste cose. Pazienza.
    Michele

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  2. So che non leggerai la risposta, ma se ti capitasse magari apri la mia recensione di questa mattina, che, ugualmente, si chiude con "Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita" ma puoi leggerci:
    Qualche perplessità mi rimane sulla longevità del gioco, dal momento che le carte a disposizione non sono molte e che sebbene giocabili in sei modalità differenti rappresentano un numero comunque esiguo di canzoni.
    Se poi vuoi leggi anche Loch Ness e cerca la piccola critica anche lì se hai voglia è una piccola sfida (Loh Ness in partoclare è la recensione pubblicata prima di queste due!)

    Semplicemente ho fatto la recensione di un gioco che è
    la mia cup of tea (come puoi leggere be scritto)
    quindi ovviamente il tutto mi è piaciuto particolarmente.

    Ho sempre pensato di essere intelletualmente onesto e sulle oltre 200(!) recensioni scritte non è raro che abbia indicato qualche piccolo difetto (e raramente qualche grande difetto).

    Non è la prima volta che viene mossa questa critica e prima o poi ci farò sicuramente qualche riflessione approfondita, ma sappi che per scrivere una recensione io faccio sempre un buon numero di partite, spesso sacrificando del tempo alla famiglia, ed è per questo che cerco di farla di un gioco che immagino già in partenza mi possa piacere, anche in considerazione della vastità di offerta che c'è oggi sul mercato.
    Cerca una mia recensione di un Dungeon Crawler e non la troverai proprio perché è una tipologia non nelle mie corde e con tutto quello che offre il mercato mi oriento su altro.

    Un saluto
    Davide

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  3. Ho letto e apprezzato la risposta (perchè non avrei dovuto leggerla?). Proprio in considerazione della vastità dell'offerta è importante che si trovino informazioni e pareri attendibili. Spero che questo blog continui ad esserlo e che le critiche del mio post si dimostrino fuori bersaglio.
    Ricambio il saluto e buon gioco! Michele

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    1. Ciao Michele, contettissimo della tua risposta (davvero molto!), aggiungo ancora che personalmente in coscienza, cerco di essere sempre onesto, ma parimenti, non mi piace stroncare un gioco o un libro o un film magari proprio perché ciò che non piace a me potrebbe piacere a qualcun altro, come ha scritto Fabio c'è molto del gusto personale in una recensione (è inevitatbile!), quindi quando troverai delle mie recensioni su un gioco di corse, se sarà ben fatto sarà possibile leggerci cose molto positive, come magari qualche critica che avrei tralasciato su altre tipologie di giochi, proprio perché i giochi di corse mi interessano particolarmente (per farti un'idea se hai piacere leggi la mia recensione su Rush & Bash).

      un saluto e auguri
      Davide

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  4. Caro Michele,
    ho letto le tue osservazioni e la risposta di Davide ha già esaurito il 90% di ciò che potevo dire. Aggiungo solo che cerchiamo per prima cosa di distribuire le recensioni facendo si che ognuno possa dedicarsi ai titoli più congeniali, in modo tale da poterli apprezzare per ciò che propongono (pensa che avevo ricevuto io la copia e l'ho passata a Davide perché mi aveva detto di essere entusiasta del gioco) e l'idea è quella, se il gioco ha dei profili meritevoli, di far capire al lettore per prima cosa se il gioco sia ciò che fa per lui o meno. Credo che se la recensione è ben fatta, può (e deve) scoraggiarti all'acquisto anche se parla bene del gioco, perchè il suo primo scopo è descrivere bene di che si tratta e se lo fa bene tu puoi capire se sia o meno la tua cup of tea. Parlar male di un gioco 'perchè non mi è piaciuto alla prima e non lo metterò mai più sul tavolo' è una tentazione, ma alla fine, se davvero non mi è piaciuto e ci ho fatto una partita e via, mi chiedo anche se sarei serio a scrivere una rece. Forse lo farei per protagonismo, come tanti critici sul web. Forse non faccio proprio perché quella tendenza un pò alla hater che è tanto trendy non mi piace...

    Proprio oggi, per altro, stimolato da un commento lasciato su una vecchia rece di Heroes of Normandie, ho riletto la lista di commenti e ne ho trovato uno esattamente opposto al tuo, nel quale si criticava il recensore per non aver saputo apprezzare un gioco che il lettore riteneva meritevole.
    Unisco quel commento al tuo e la sintesi che trovo è quella che in entrambe le recensioni ho trovato molte informazioni, foto e pareri approfonditi e questo mi ha convinto che non è importante il tono del giudizio, quanto piuttosto le informazioni che si passano. Il passaggio in cui ti dico 'se mi è piaciuto o no' ci deve essere, perché tu da un amico che ti parla di un gioco lo vuoi sempre sapere se si è divertito e non solo 'se è il gioco giusto per te', ma diventa davvero importante solo se, leggendo il recensore con abitualità, sai di avere i suoi stessi gusti ... ;)

    Per il resto chiudo dicendo che abbiamo sempre volutamente sottolineato quando scriviamo sulla base di una review copy, proprio perché abbiamo coscienza di scrivere sempre liberi di dire ciò che pensiamo del gioco. In ogni caso correttezza (per noi) è avvisare della cosa, anche se riteniamo che non ci influenzi: sarà il lettore poi a giudicare, come è giusto sia ("il cliente ha sempre ragione", dice il vecchio adagio popolare e per noi il lettore è un poco come il cliente del proverbio).
    Sempre lieto di averti tra i nostri lettori (grazie per avermi dato lo spunto per una riflessione serale al rientro da lavoro), ti saluto (ed auguro buone feste, visto il periodo).
    Fabio

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  5. Secondo me questa recensione non coglie nel segno. Non avendolo provato, non riesco a farmi un'idea. Mi sembra sentir parlare di Formula D. Forse l'aspetto della meccanica rispetto al predecessore più importante, poteva essere messa in risalto. In più lo scrivere che togli spazio alla famiglia per giocare... cadiamo quasi nel ridicolo. Giocaci, scrivi ma non farci piangere ti prego.

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