nonsolograndi

[nonsolograndi] I colori delle emozioni

scritto da F/\B!O P.

Nel solco della tradizione, anche questa volta il regalo di Natale di Ambra è stato una copia demo e, come in precedenza, il colpo si è rivelato un centro perfetto ^_^
Il gioco, che la mia bimbella chiama Il mostro dei colori (traducendo, chiaramente senza saperlo, il titolo originale), è la trasposizione ludica de I colori delle emozioni, un incredibile libro popup scritto e illustrato da Anna Llenas, che ovviamente ha curato pure queste. La storia aiuta i bambini piccoli a conoscere e confrontarsi con le proprie emozioni. Ora è possibile apprezzare questo racconto anche nella forma di un gioco cooperativo: alle meccaniche ci hanno pensato Josep M. Allué e Dani Gómez, alla pubblicazione da noi Devir Italia (era una delle novità alla scorsa Lucca C&G). Le partite durano circa 15 minuti e sono adatte a 2-5 giocatori di età 4+.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Si ringrazia Devir per la copia di review.

Il Mostro dei Colori si è svegliato e si sente confuso, ma non sa perché. Le sue emozioni si sono tutte mescolate e ora deve separarle per rimettere ogni emozione al posto giusto. Potete aiutarlo?



I COMPONENTI
La scatola, di dimensioni 297x297x71mm, contiene:
  • il regolamento;
  • 1 tabellone ampio ripiegabile a metà;
  • 1 pedina Mostro dei Colori in legno;
  • 1 pedina bambina in legno;
  • 1 dado in legno;
  • 8 barattoli in cartone per contenere le emozioni (rosso, giallo, verde, blu, nero e tre mescolati);
  • 2 mensole fustellate in cartone per i barattoli;
  • 5 segnalini in cartone per le emozioni (rosso, giallo, verde, blu, nero).
I materiali sono spettacolari e attirano irresistibilmente i bambini, anche quelli che non hanno mai letto o visto il libro. Le due pedine sono enormi, intagliate in un'asse di legno. L'altra super-chicca sono i barattoli, molto spessi e solidi, che presentano un buco e una fessura, i quali rendono possibile infilare dall'alto un segnalino emozione e vederne il colore sul davanti. Un piccolo appunto sulle mensole: il taglio della fustella poteva essere più stretto, per rendere più stabile l'incastro (io ho risolto con un filo di colla). Nel complesso, sicuramente sopra la media e componenti promossi con entusiasmo!
Ho girato anche un video di unboxing in cui si vede il libro ^_^



LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Prima di iniziare mettete i segnalini emozione sulle caselle del tabellone del corrispondente colore, col lato illustrato a faccia in su. Piazzate la pedina del Mostro dei Colori e della bambina insieme sulla casella rosa di partenza. Infine, mischiate i barattoli in modo che il lato con il buco sia visibile e rimanga invece nascosto il lato colorato; sistematene 4 per mensola.
Quando è il suo turno, il giocatore tira il dado ed effettua l'azione corrispondente:
  • 1-2 – muove la pedina del Mostro dei Colori del numero di caselle indicato dal dado, nella direzione che preferisce;
  • SPIRALE – sposta il Mostro dei Colori su una qualunque casella;
  • BAMBINA – sposta la pedina della bambina sulla casella dove si trova il Mostro dei Colori.
Quando il Mostro dei Colori termina il movimento su una casella che contiene un segnalino emozione, il giocatore attivo dice agli altri qualcosa che gli causa quell'emozione. Fatto ciò, sceglie un barattolo e lo gira:
  • se il barattolo è dello stesso colore del segnalino emozione, il giocatore infila il segnalino nel barattolo e lo ripone sulla mensola in modo che tutti i giocatori possano vedere quale emozione contiene;
  • se il barattolo non è dello stesso colore, segnalino e barattolo tornano al loro posto (col lato col buco visibile);
  • se il barattolo ha un miscuglio di colori, il giocatore deve scambiare di posizione due barattoli vuoti a scelta e rimettere il barattolo coi colori mescolati sulla mensola, in modo che il lato coi colori sia visibile a tutti.
Ogni volta che il Mostro dei Colori e la bambina si trovano sulla stessa casella, il giocatore attivo può girare uno dei barattoli coi colori mescolati in modo che non sia più visibile il lato colorato.
I giocatori vincono la partita se riescono ad aiutare il Mostro dei Colori a mettere tutte e cinque le emozioni nei giusti barattoli prima che siano rivelati sugli scaffali tre barattoli coi colori mescolati.
Il regolamento completo lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Noi qua siamo grandi fan del libro (e se voi non lo conoscete, fatevi un regalo), per cui il gioco è stato accolto con grande gioia e occhioni luccicanti *_*
Inoltre si presenta magnificamente, grazie alle medesime illustrazioni e ai materiali di notevole fattura. Di per sé le meccaniche non sono niente di nuovo (di fatto un memory con componenti pimpati), se non per quella piccola-grande regola: tirar fuori le proprie emozioni. BAM! Possono essere un avvenimento, un ricordo, un oggetto oppure un momento preciso. Spesso è difficile per un bambino piccolo parlare di sé. In questo caso, quando è il suo turno di raccontare qualcosa riguardo a una determinata emozione, potete invece suggerire di spiegare perché il Mostro dei Colori si sente in quel modo (inventando un aneddoto) oppure chiedere di raccontare una scena di un cartone animato che incarna quello stato d'animo.
Riporto alcuni passaggi del regolamento, perché non saprei scriverli meglio. Una parte fondamentale della nostra educazione e del nostro diventare adulti è l'imparare a riconoscere e a confrontarsi con le nostre emozioni in modo positivo. I bambini spesso hanno delle difficoltà a riconoscere le proprie emozioni e a parlarne, a causa delle forti sensazioni che provocano. Questa è la ragione per cui questo gioco può rappresentare un ottimo strumento per aiutare i bambini a rapportarsi con le emozioni. Aiutando il Mostro dei Colori a separare le sue emozioni, che si sono mescolate, i bambini sono naturalmente portati a riflettere su cosa scatena un'emozione e condividerlo con gli altri. La fine di una partita può rappresentare un'ottima occasione per parlare coi bambini, domandando cosa hanno provato durante il gioco. Potete chiedere se conoscono tutte le emozioni provate dal mostro e se talvolta anche le loro emozioni sembrano essere confuse. Cercate di coinvolgerli in una discussione su quanto può essere importante il saper distinguere le emozioni, su come ciò ci aiuta a capire noi stessi e cosa ci piace o non ci piace.
Con Ambra, dopo alcune partite, abbiamo cominciato a parlare delle emozioni in termini cromatici pure al di fuori delle partite: quand'è che oggi ti sei sentita gialla? è stata una giornata blu? ti senti rossa adesso? Sembra che così sia più semplice, forse perché le belle sensazioni associate al gioco aiutano ad affrontare le emozioni forti.
A livello regolistico la cosa su cui fa più fatica è seguire il percorso sul tabellone, che non è segnato da frecce o caselle. Ci sono sei macchie di colore e un adulto vi si sposta sopra in senso orario o antiorario; un bimbo invece tende a saltare di colore in colore, a seconda dei suoi gusti o di quello che vuole raccontare o ancora del segnalino che vuole prendere. Come interazioni qui il vero scambio si ha proprio nel raccontare quello che si prova: è forte. Talvolta i grandi fanno più fatica dei nongrandi o almeno hanno più barriere mentali. A volte la fortuna al dado crea una serie di turni un po' noiosi e inutili, però il fatto di raccontare un'emozione a ogni lancio di dado mantiene tuttavia viva la curiosità. Un discorso analogo si può fare per la rigiocabilità, poiché la parte davvero interessante sono le cose che si estraggono dal proprio cuore. In quanto collaborativo, il gioco scala fluidamente da 2 a 5, lasciando anche la possibilità di forzare un po' il limite superiore, al prezzo di qualche turno personale in meno.
Come aspetto negativo posso dire che non ho mai perso e a Monica+Ambra è successo una volta sola. A livello teorico, una volta scoperto un barattolo coi colori mescolati e poi rigirato con l'aiuto della bambina, diventa impossibile perdere, perché semplicemente nessuno andrà più a scegliere quel barattolo e quindi non si arriverà mai ad averne tre visibili. Per non avere scampo, bambina e Mostro dovrebbero trovarsi distanti e i giocatori dovrebbero tirare tre 1 di fila beccando sempre un barattolo coi colori mescolati: è un'eventualità remotissima. D'altra parte in questo caso l'esperienza in sé non è tanto la parte mnemonica, quanto quella emozionale, per cui è un fattore che non mi disturba eccessivamente.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (4 anni e 7 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a I colori delle emozioni:
  • il rispetto delle regole, cioè obbedire al dado qualunque faccia mostri;
  • ad associare ogni emozione a un colore (rosa amore, verde calma, blu tristezza, rosso rabbia, nero paura e giallo allegria);
  • il concetto di turno, perché non è facile aspettare che tocchi di nuovo a te quando vorresti raccontare e girare barattoli sempre tu;
  • la cooperazione, ovvero si gioca con un obiettivo comune e si vince o si perde tutti insieme;
  • a fare le primissime scelte, essenzialmente in che direzione andare per avere più segnalini emozione a portata di 1-2 passi;
  • ad allenare la memoria, per non rigirare i barattoli sbagliati;
  • a conoscere e confrontarsi con le proprie emozioni, a chiamare le cose con il loro nome;
  • ognuno di noi ha il suo personale tabellone delle emozioni e pure la mamma e il papà possono avere paura.


FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
Il regolamento riporta 4+ come età minima: noi l'abbiamo testato anche con una bambina di 3 anni e si è divertita, pur con una guida maggiore da parte dei genitori per la gestione di dado e movimento, decisamente tranquilla invece nel racconto delle sue emozioni. Come limite superiore direi che non ci si giocherà mai tra adulti, però genitori, nonni, zii e amici ci faranno sempre volentieri una partita con qualche nongrande, per lasciarsi scaldare un po' il cuore dalle sue parole.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Quando ho visto la scatola sono stata felicissima: Fabio mi ha fatto una sorpresa, perché sa che adoro il libro. Sono contenta che ne abbiano tratto un gioco da tavolo, tenendo conto che non mi sembra una pratica molto diffusa, quella di passare da libro a gioco.
I materiali sono stupendi; il tabellone è bello, ma lascia possibilità di errore nei piccoli, non essendoci un tracciato ben scandito. Ambra tenta spesso di andare da un colore all'altro, senza rispettare il giro, perché semplicemente non ha ben chiaro dove si può andare e dove no.
La parte migliore del gioco è raccontarsi le emozioni: un argomento difficile da affrontare con i bambini, ma cosa dico... da affrontare con tutti, figurarsi con dei bambini della scuola dell'infanzia!
Quello che mi piace meno è che non si perde. Io e Ambra abbiamo perso un'unica volta, perché non ho ben applicato le regole.
In conclusione, io lo consiglio come gioco soprattutto per i genitori. Sai mai che si riesca a tirare fuori qualche notizia in più dalle nostre piccole pesti, semplicemente giocando.»


MIA FIGLIA DICE COSE
«Mi sono sentita allegra al pranzo di Natale.
Ho avuto paura quando ho sentito un rumore.
Mi sono arrabbiata quando non mi lasciavate fare quello che volevo.
Mi sono sentita triste quando pioveva e volevo andare in monopattino.
Mi sono sentita calma quando ero sotto le coperte.
Mi sono sentita amata quando un ragazzo mi ha baciata.»
(CHI?!?)

Per tornare su seguite questo collegamento.

Lo trovate anche nel negozio online Egyp.

-- Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

0 commenti:

Posta un commento

Powered by Blogger.