recensione

[Recensione] I Soliti Ignoti

scritto da
Simarillon (Davide)

Ore 20.00 (circa) si inizia a mangiare rigorosamente a TV spenta, papà vuole così. Letizia “papà questa sera ci sono I Soliti Ignoti o la partita?”, papà “I Soliti Ignoti”, Letizia “Evviva!”
Ora 21.10 (circa) Lorenzo e Letizia da bravi fratelli si azzuffano, mamma “mi lasciate stare un quarto d’ora tranquilla e vedere una delle poche cose che mi piacciono in TV”.

Questa l’atmosfera in casa di simarillon la sera che rende bene l’idea del perché la recensione dei Soliti Ignoti – Il Ritorno, gioco di Clementoni a firma Francesco Berardi sarò io a proporvela. Il gioco si può giocare da due a sei giocatori (fino ad otto in modalità cooperativa), a partire dagli 8 anni, in partite di quarantacinque minuti circa.

Vediamo se questa scatola, come promette, saprà farci rivivere davvero “l’atmosfera del gioco investigativo più divertente della TV”.

… e poi vediamo se questa recensione porterà bene per la oramai prossima estrazione della Lotteria Italia, legata proprio a questa trasmissione.


I MATERIALI
Scatola di dimensioni quadrate - sovradimensionata se non per il tabellone - dentro la quale si possono trovare:
  • il tabellone;
    materiali in gioco
  • 70 carte ignoto, con la foto di una persona, l’età e la provenienza;
  • 110 carte identità con una caratteristica / mestiere
  • 30 carte valore;
  • 48 tessere scommessa in sei colori differenti, numerate da uno a otto;
  • 18 tessere indizio;
  • 6 tessere grado di parentela (padre/madre; figlio/figlia; fratello/sorella; zio/zia; cugino/cugina; nipote);
  • 6 dischetti segnapunti in legno.
I materiali non strabiliano, diciamo che ci si può fermare ad un adeguati allo scopo, anche se penso che da un punto di vista grafico un qualcosa in più (pure essendo ovviamente vincolati alla trasmissione televisiva) si potesse fare.


IL GIOCO .. OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco è sostanzialmente diviso in due fasi distinte, che vengono ripetute per ognuno dei giocatori presenti al tavolo che farà il presentatore in entrambe le fasi, passando poi il ruolo ad uno dei compagni di gioco. Le due fasi sono:
  1. Identità nascoste: il presentatore sposta il primo ignoto nell’apposito spazio, e, segretamente, gli assegna una identità tra le otto disponibili, gli altri giocatori provano a individuare quale è l’identità assegnata dal presentatore. Si scopre la carta identità e chi ha indovinato avanza sule percorso dei soldi della carta valore che è stata girata, se nessuno indovina il presentatore arretra sul percorso dello stesso valore. I giocatori/concorrenti hanno a disposizione due indizi (per cinque ignoti), che consistono nel rivolgere una domanda al presentatore che risponderà con un ‘Sì’ oppure con un ‘No’. Il presentatore ripete lo spostamento dei rimanenti quattro ignoti, con le stesse modalità, e poi si andrà alla seconda parte del gioco.
  2. Parente misterioso: viene pescata una carta ignoto che sarà il parente di una delle cinque identità appena giocate. Il presentatore sceglie quale dei cinque ignoti è parente, il grado di parentela, e due ignoti da escludere dall’elenco dei possibili parenti. I giocatori cercano di capire di chi è il parente misterioso, potendo eventualmente scoprire, diminuendo il proprio montepremi, o il grado di parentela o i due ignoti che non sono parenti; chi ha indovinato il parente mantiene i soldi, chi ha sbagliato perde cinquantamila euro, se nessuno indovina il presentatore perde cinquantamila euro.  
Chi al termine della partita avrà ottenuto il maggior quantitativo di denaro sarà il vincitore. 

Il gioco prevede anche una modalità cooperativa che permette di giocare sino ad otto giocatori.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Il gioco parte dall’idea di ricostruire una trasmissione TV (che in questo caso se non io, la mia famiglia segue abbastanza spesso) e posso tranquillamente affermare che la trasmissione viene ricostruita alla perfezione, e questo è un sicuro punto di merito, d’altronde l’ho proposto ad amici che non guardano il programma e non hanno particolarmente apprezzato il gioco, contrariamente a chi la trasmissione la guarda, che si è calato alla perfezione nel gioco.
La meccanica ricorda vagamente Dixit, con l’idea di dover far indovinare qualcuno ma non tutti e questo è il suo punto di forza, dal momento che l’associazione identità ignoto sarà la parte più intrigante, ci si baserà su stereotipi consolidati e, magari, sul pensiero laterale per la soluzione dei quesiti posti; anche le domande indizio possono avere delle risposte dubbie che valgono per più di una identità (anche qui ricalcando lo schema della trasmissione TV). Proprio per questo ho trovato che i bimbi hanno un po’ più di difficoltà a giocarlo con gli adulti, dal momento che mappe mentali e stereotipi per i bimbi non sono ancora consolidati e, parimenti, l’ambiguità nelle risposte non risulta a loro gradita, dal momento che per i piccoli (e Lorenzo in particolare) una risposta deve essere logica e molto chiara. Per chiarire quanto scritto provo a portare il seguente esempio: presenza fra le altre di queste due identità maratoneta e commercialista, richiesta di un indizio, ovvero nel suo lavoro va di corsa?, risposta affermativa, e poi l’identità era quella del commercialista perché alle scadenze va di corsa, ma i due bimbi presenti al tavolo non hanno scoperto l’identità e hanno contestato l’indizio, che entrambi avevano chiesto.
Sempre nell’idea che il gioco in scatola riproponga quanto visto in TV le parentele proposte sono
cugino, sicuro?
quelle sopra elencate, per la meccanica del gioco e per come sono fatte le persone avrei evitato di inserire la parentela Cugino/Cugina che è quella che dà indicazioni praticamente nulle rispetto agli altri gradi di parentela, ed, infatti, nella maggior parte dei casi è stata scelta come parentela, in modo da non far indovinare - se non con molta fortuna - gli altri giocatori. Ancora nella risoluzione della parentela non si deve, ovviamente, tener conto della provenienza geografica del parente misterioso, e questo aspetto può lasciare un po’ perplessi alle prime partite.

Il gioco è davvero proprio per tutti, anche i nonni se appassionati - cosa non improbabile - del programma televisivo, anche se il tempo di una partita (molto dipendente dal numero di giocatori) sia, soprattutto in cinque e in sei giocatori, davvero troppo lungo rispetto all’esperienza che il gioco regala.

Da ultimo ritengo il gioco, forse un po’ troppo penalizzante da un punto di vista di raccolta economica, soprattutto nella fase identità nascosta, e, probabilmente, il tabellone un po’ troppo ottimistico, con cifre che, ragionevolmente, mi sembrano impossibili da raccogliere (noi ad esempio raramente abbiamo superato i duecentomila euro, a fronte di un tabellone che arriva a seicentomila).
Il gioco, come scritto sopra, prevede anche una modalità cooperativa. Apprezzo sempre i giochi cooperativi, ma credo che, nel caso specifico, questa modalità di gioco non abbia lo stesso mordente della modalità competitiva e possa anche risentire del cosiddetto giocatore alpha.

Il regolamento indica il gioco come 8+. Mi trovo sostanzialmente d’accordo con la scelta anche se per le caratteristiche del gioco (e per quanto scritto poco sopra) questo è uno dei pochissimi giochi Clementoni dove il 10+ non avrebbe sfigurato.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il ricco trova parenti anche fra gli sconosciuti; il povero trova sconosciuti anche fra i parenti” come ricorda un antico proverbio cinese.
Ecco quindi cosa si può imparare giocando a I Soliti Ignoti – Il Ritorno:
  • a ragionare seguendo stereotipi e convenzioni;
  • a giocare con un gioco in scatola una trasmissione televisiva, soprattutto se la trasmissione ci piace e la guardiamo;
  • a gestire due fasi di gioco completamente differenti tra di loro;
  • a fare i presentatori TV ( 😊 ).

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
L’età indicata sulla scatola è il classico 99 anni, direi che per la tipologia di gioco è assolutamente vero, soprattutto se si pensa di giocarlo in famiglia trasversalmente a tutte le generazioni a partire dai nonni per finire con i nipoti. Mia suocera, ad esempio, appassionata anche lei del programma TV si è fatta davvero… travolgere dal gioco, tipica la sua frase: “ma è ovvio, il mestiere che fa l’ignoto numero 3 non può che essere questo” e subito posizionava la tessera scommessa indicando l’identità, spesso ancora prima che il presentatore scegliesse l’identità.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Perché per una volta sarà mamma a voler giocare ad un gioco, e sarà lei a proporre “dai giochiamo a I Soliti Ignoti” e poi vediamo se almeno qui sarà un po’ più brava che a risolvere i quesiti TV, dove il parente misterioso lo indovina quasi sempre, ma l’identità dell’ignoto beh quasi mai.


Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.

0 commenti:

Posta un commento

Powered by Blogger.