recensione

Whoosh: Bounty Hunters [Recensione]

Scritto da Chrys.
Oggi parliamo di un party gamne leggero, anche perchè i preparativi per IDEAG hanno letteralmente consumato la maggior parte del mio tempo libero e tutto il week-end (è stata una splendida esperienza e per tutti quelli che c'erano, come autori o playtester, e mi sono passati a salutare... grazie mille ^__^).

Oggi quindi vi parlerò di Whoosh: Bounty Hunters (2-8 giocatori, 20 minuti) di Theo K. Mavraganis ed edito da Artipia Games. Si tratta di uno di quei giochi di colpo d'occhio e rapidità di pensiero che rientrano nel filone di mostri sacri come Dobble o Fantascatti.

Numerosi mostri molto carini sono apparsi nel regno e sempre più cittadini ne sono caduti vittima ingannati dal loro aspetto. Il Re ha quindi deciso di ingaggiarvi come cacciatori di taglie per occuparsene. Ci riuscirete?

NELLA SCATOLA
Aperta la scatola di formato quadrato piccolo (come quella di Targi o di Patchworks) ci troviamo tre mazzi di carte, uno dei 36 mostri in formato XL e due con le carte quadrate per gli equipaggiamenti (108 carte). I vari mazzi son già muniti di fascette per tenerli assieme.

Le illustrazioni degli equipaggiamenti sono fumettose e chiaramente riconoscibili, poste su fondo bianco per maggior leggibilità e corredate di chiare icone agli angoli.
Invece per le illustrazioni dei mostri si sono lanciati in illustrazioni a tutta carta, molto colorate e dall’aria veramente buffa e/o cucciolosa, oltre che davvero ben fatte: danno un tocco al gioco che lo rende ancora più intavolabile e ti fa venir voglia di vedere il mostro dopo. ^__^ Entrambe sono opera di Tomasz Larek.



COME SI GIOCA
Il mazzo con le creature viene mescolato poi diviso in tre mazzetti a faccia in su; ogni creatura presenta l’equipaggiamento necessario per catturarla.

Il mazzo quadrato dell’equipaggiamento viene anch’esso mescolato e diviso in mazzetti più o meno delle stesse dimensioni da dare a ciascun giocatore, che lo pone coperto davanti a sé. Ogni carta rappresenta un equipaggiamento (ascia, spada, arco, magia del fuoco, del ghiaccio e del fulmine) ma ci sono anche alcune carte speciali: la bacchetta magica che è un jolly, le carte con più simboli e dell’equipaggiamento rotto, che serve a trarci in inganno e rendere più difficile il conto (e credetemi che ci riuscirà per quanto chiaramente simboleggiato negli angoli da una X rossa invece del simbolo relativo).


A partire dal primo giocatore ciascuno gira davanti a sé la prima carta e si prosegue così finché qualcuno non cattura una creatura; quando si gira la propria seconda carta la si pone accanto alla prima e non sopra.


Cattura
Appena un giocatore nota che ci sono a terra tutti gli equipaggiamenti richiesti per una delle creature in centro, ci sbatte sopra la mano. Il primo che la tocca la cattura, sempre che non abbia sbagliato, mettendosela davanti in una pila a faccia in su e tutte le carte equipaggiamento in tavola sono ritirate e messe sotto i rispettivi mazzi. Se invece ha sbagliato e non c’è tutto quel che serve in gioco, per penalità prende un mostro ma lo mette nella sua pila a faccia in giù.

Fine patita
Non appena uno dei tre mazzi mostro è esaurito si contano i punti: ogni mostro catturato vale il numero scritto nel sigillo dorato in alto a sinistra, mentre ogni errore vale -1 punto. Inutile dire che chi ha più punti vince.

CONSIDERAZIONI FINALI
Il gioco rientra in un filone di cui abbiamo molti esempi e in sé non aggiunge nulla di incredibilmente nuovo al genere, ricordando a grandi linee titoli come Dungeon Rush, mentre si discosta di più da altri titoli del genere.

Resta però un eccellente titolo di quella categoria e se ancora non avete un titolo del genere nella vostra ludoteca personale potrebbe essere un’ottima scelta. A differenza di altri esponenti della categoria ha una grafica sicuramente più colorata e dallo stile “francese” pur con un editore più greco della salsa tzatziki. Gli si può dare anche il merito di aver fatto divertire tantissimo un mio amico (ciao Simone) che odia questo genere di giochi con tanto di suo disclaimer a inizio partita, per poi averlo dopo tre turni a catturare mostri come se ne andasse della sua vita tra un sacco di risate.

Parlando di grafica le illustrazioni dei mostri sono belle e, di fatto, tutte diverse: inizialmente pensavo fossero 12 illustrazioni in tre copie ciascuna di difficoltà/punteggio differenti, ma poi mi sono reso conto che in realtà sono lo stesso mostro a tre differenti età (a volte le differenze solo pochi particolari, come corna più grandi e pelo più folto, mentre altre volte abbiamo proprio forme diverse).


Il gameplay ha il giusto livello di difficoltà per essere adatto agli adulti che ne sono il target principale per quanto vada benissimo anche per i più giovani (8+) o anche a gruppi misti di età. L’aggiunta degli equipaggiamenti rotti comporta un notevole sforzo mentale e la tensione che si raggiunge al tavolo è davvero palpabile, perché a differenza di altri giochi citati in quest’articolo la presa non si fa a ogni girata di carta, ma solo dopo diverse carte (dovendo avere giù 3-5 simboli specifici se ne girano anche 10-12) con una conseguenza tensione che si accumula.

La durata della partita viaggia effettivamente sui 10-15 minuti lasciando un ottimo retrogusto ludico… uno di quei party game che ti lascia col sorriso.

Come numero di giocatori invece tiene al tavolo fino ad 8 giocatori senza problemi, dato che in tanti non si arriva mai ad avere davanti a sé tanti simboli. La scalabilità è buon anche se a mio parere più si è, più la tensione si accumula ed è divertente.

Il prezzo al pubblico in fiera era 18 euro ma non essendoci ancora un localizzatore italiano lo si trova in giro solo come prodotto importato, quindi da noi il prezzo finale potrebbe variare (io lo presi ad Essen).

 
-- Le immagini sono tratte dal sito della casa produttrice (Artipia), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

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