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[nonsolograndi] Once Upon a Castle

scritto da
Simarillon (Davide)

Oggi, forniti di dadi, matite, e fogli di carta parliamo di Once Upon a Castle, gioco roll and write a cura di Corentin Lebrat e Ludovic Maublanc con le illustrazioni di Sylvain Aublin.
Al gioco si può giocare da due a quattro giocatori, a partire dai sei anni, in partite di trenta minuti circa (ma anche un qualcosina di più). Il titolo è pubblicato da Blue Orange, e potete trovarlo anche da noi (con regolamento in italiano) grazie a Oliphante.
Pronti a costruire con la vostra matita il castello più grande con il maggior numero di risorse, abitanti, bandiere e il più alto torrione con gli ospiti invitati? Continuate e leggere!


I MATERIALI
La scatola contiene:
Materiali in gioco
  • due dadi che sono il motore del gioco;
  • quattro schede giocatore double face una per giocare nella modalità piccoli costruttori e una nella modalità grandi architetti;
  • quattro set di dieci token tondi colorati (uno per giocatore);
  • trentasei carte ospite;
  • un bel blocco di fogli castello da completare, un lato con un castello pre-disegnato e un altro lato che darà spazio alla vostra fantasia nel disegno del castello.
Illustrazioni carine e caratterizzanti, che strizzano l’occhio ad un carattere fumettoso, ma forse si precludono a priori dei possibili giocatori, avendo uno stile che richiama subito a mente i disegni per bambini, anche se il gioco non è solo per nongrandi. Materiali buoni, con le plance che sono incredibilmente spesse (e ci si chiede come mai non sempre le place giocatore non possano essere così), quello che davvero non mi ha convinto è il fatto che non ci fossero quattro piccole matitine con cui disegnare il castello, quello che mi è piaciuto molto, invece, il fatto che il blocco di fogli castello sia molto spesso e anche double-face.

Il regolamento non è dei migliori e lascia adito a qualche dubbio, che per un gioco con questo target non è propriamente il massimo.


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
e adesso che azione scelgo?
Scopo del gioco è disegnare il castello ideale sfruttando al meglio quanto indicato dai dadi.
Il gioco ha una versione base Piccoli Costruttori dove al proprio turno il giocatore lancia i dadi e mette un gettone sulla plancia personale per le due risorse ivi indicate (che sono le classiche legno, pietra, oro, cibo) qualora appaia la faccia ‘Abitanti’ il giocatore disegna due abitanti nel suo castello, il punto interrogativo è una sorta di jolly e il giocatore può scegliere una faccia del dado a piacere. Anche gli altri giocatori sceglieranno il valore di uno solo dei due dadi e faranno l’azione appropriata.
Al termine del proprio turno se il giocatore ha completato una linea oppure una colonna può costruire, disegnandolo, l’elemento corrispondente.
Quando un giocatore avrà completato i dodici componenti principali del castello (le quattro torri, le quattro mura e i quattro piano del torrione) il gioco termina e si contano i punteggi, dati anche da alcuni bonus come il numero di abitanti e le bandiere e il disegno della nuvola o del sole. Chi avrà più punti sarà il vincitore.

La versione Grandi Architetti ha il flusso di gioco identico, ma fanno la loro apparizione le carte invitato che hanno effetti dai più diversi, dal ricevere risorse, al premiare alcune scelte di disegno e popolamento del castello per finire all’interagire con altri giocatori rubando, ad esempio, delle carte. 


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
Quello trascorso è stato, indubitabilmente, l’anno dei roll and write, purtroppo, personalmente, sono riuscito a giocarne pochi quindi non riesco a paragonare con esattezza Once Upon a Castle con i suoi competitori per meccanica usata usciti recentemente. Quello che scriverò varrà quindi solo per il gioco in assoluto!
ma che bei castelli
Once Upon a Castle è un buon gioco., che interpreta in maniera simpatica e per qualche verso originale la meccanica del roll and write aggiungendo un minimo di logica di piazzamento per sfruttare al meglio la scheda personale e le scelte che si dovranno affrontare dopo il lancio dei dadi. Molto bella, anche se del tutto inutile ai fini del gioco, l’idea di abbellire il proprio castello, colorandolo, o personalizzandolo a piacere; personalmente gli avrei dato un valore extra premiando in qualche modo la parte di sforzo artistico. Questo abbellimento, se da un lato costituisce un plus rispetto alla media di altri giochi simili, dall’altro può creare un downtime tra chi pensa solo all’essenza del gioco e a chi, invece, anche all’estetica; personalmente credo che per godere a pieno del titolo il disegno personale (se ci si riesce) o almeno l’abbellimento del castello siano praticamente necessari e sono davvero un quid importante.

Super positivo, almeno per noi, il fatto di poter affiancare
castelli un po' meno belli
al gioco i bambini decisamente più piccoli, che non parteciperanno attivamente al gioco, ma, disegnando il loro bellissimo castello, prendono parte anche loro ad una bella serata insieme in famiglia, al di là dell’età.

Mi ha lasciato un po’ perplesso la scelta di avere solo quattro giocatori, davvero un po’ pochi, anche considerando che si gioca sempre, anche nei turni degli avversari, e quindi non ci sarebbero stati rischi di downtime. E d’altronde ho trovato che il gioco dia il meglio di sé in tre o in quattro giocatori piuttosto che in due, questo ad ulteriore riprova che a cinque giocatori si poteva tranquillamente arrivare e forse anche a sei.
Sicuramente bella l’idea di avere due giochi differenti uno dedicato ai nongrandi, ovvero Piccoli Costruttori, ed uno dedicato a giocatori un attimo più abituati a giocare, ovvero Grandi Architetti. Il doppio livello di gioco permette anche una maggiore longevità al gioco peccato che non si possa (se non con idee proprie) mixare le due modalità. In Grandi Architetti la presenza delle carte rende il gioco ancora più interessante, donando una forte interazione, anche cattiva, tra i giocatori; una piccola stonatura nel fatto che le carte siano un pochetto sbilanciate alcune quasi inutili e altre molto potenti.

Once Upon a Castle mischia sapientemente un po’ di Push your luck un pizzico di logica per piazzamento dischetti e una manciata di intuizione, gioco che personalmente mi sento tranquillamente di consigliare.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ‘non ci sono regole di architettura per un castello tra le nuvole’, GK Chesterton. 

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (ed i suoi amici) hanno imparato giocando a Once Upon a
Castle:
  • che il gioco può andare oltre il gioco in sé, come scritto parte irrinunciabile per divertirsi è l’abbellimento del castello;
  • ad avere due versioni diverse e progressivamente più difficili di uno stesso gioco;
  • eventualmente, a mettersi in gioco disegnando anche se non si è capaci di disegnare
  • a rischiare o ad ottimizzare le proprie scelte in funzione di cosa esce sul dado.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco saprà sorprendervi per il divertimento che può regalare ai giocatori tutti, non vedo un limite di età, vedo, piuttosto un limite nella tipologia di gioco, che non lascia indifferenti, ma piace o non piace.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Il gioco va al di là del gioco e quindi anche mamma dovrà armarsi di matite colorate (o pennarelli) per abbellire più possibile il suo castello, o magari, con la sua super fantasia a costruire un castello in aria magnifico come solo le mamme sono in grado di fare. 


Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.


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