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[nonsolograndi] Sherlock Colors

scritto da

Simarillon (Davide)

CreativaMente, un editore a cui sono particolarmente affezionato … e oggi vi parlo del loro ultimo gioco, ovvero Sherlock Colors, come spesso capita Emanuele Pessi si fa affiancare nella creazione del gioco da qualcuno, nel caso specifico da Giulia Mondelli, che è coau trice e si è anche occupata della ricerca iconografica, mentre la parte grafica è a cura di Domenico Monforte. Al gioco si può giocare già a partire dai tre anni e in un numero variabile di giocatori da 1 a 10 (ma eventualmente anche di più). Il gioco avrà, mediamente una durata di trenta minuti circa.

Sherlock Colors è il Gioco dei Colori, perfetto per vedere il mondo con occhi diversi. Lo spazio attorno a noi è pieno di colori… Sherlock Colors allena l’occhio a distinguerli e riconoscerli in tanti modi differenti.


I MATERIALI
La scatola contiene:
Materiali in gioco
  • 96 gettoni di cartone
  • 6 tavole di cartone
  • 1 mirino in legno
  • 2 dadi in legno
  • 1 sacchetto in cotone
  • 1 filo di cotone
Le illustrazioni sono tutte fotografie, carine per quanto semplici, dal momento che il gioco si basa per il proprio impatto visivo più sul colore che su cosa lo rappresenta. Bellissima l’idea del mirino per andare alla ricerca del colore, così come altrettanto bella l’idea di mettere dei piccoli buchi nelle tavole dei colori e fornire un filo a cui appenderle per farle diventare elemento di arredo della cameretta dei vostri piccoli. I dadi ben fatti e di grosse dimensioni, la scatola resistente e le tavole colore (con i gettoni) molto spesse, insomma, come al solito, CreativaMente si distingue per l’assoluta qualità dei materiali e per l’attenzione al dettaglio.


IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco, come prassi per i giochi di CreativaMente, si può giocare in più modalità, che danno sensazioni di gioco anche molto differenti. Li elencherò uno per uno iniziando da quello che più mi piace e dettagliando maggiormente quelli che ritengo più significativi e che più mi sono piaciuti.

SHERLOCK COLORS
alla ricerca del colore
In questo gioco lo scopo è quello di essere il primo a conquistare cinque gettoni, esplorando con l’aiuto del mirino lo spazio circostante alla ricerca di elementi della realtà caratterizzati dallo stesso colore dei gettoni pescati dal sacchetto. Il giocatore al proprio turno prende il mirino e poi pesca un gettone dal sacchetto. Per conquistare quel gettone deve trovare un elemento che abbia (quasi) esattamente il colore raffigurato e la maggioranza degli altri giocatori deve approvare l’elemento trovato. Anche gli altri giocatori possono partire (senza mirino) alla ricerca del colore giusto e il giocatore di turno non conquista il gettone se uno dei compagni di gioco trova un elemento, diverso dal suo, il cui colore sia più vicino al colore del gettone.
La partita finisce quando un giocatore riesce a conquistare un numero determinato di gettoni dipendente dal numero di giocatori.

ULTIMO
Tutti i gettoni vengono messi nel sacchetto. Vengono distribuiti cinque gettoni a ogni giocatore. Inizia la partita il giocatore che ha il gettone che viene prima nell’elenco dei colori. Chi ha quel gettone lo posiziona al centro del tavolo: sopra di esso verranno poi posizionati tutti gli altri gettoni, a formare una torre di gettoni
Ogni giocatore al proprio turno può giocare – mettendolo in cima alla torre di gettoni al centro del tavolo – uno dei propri gettoni (solo uno) se ha lo stesso colore o la stessa categoria del gettone che si trova in cima alla torre. Se non può giocare alcun gettone, ne pesca uno dal sacchetto, che può essere subito giocato se ha lo stesso colore o la stessa categoria del gettone in cima alla torre. Quando un giocatore gioca il suo penultimo gettone deve dichiarare “ULTIMO” a voce alta PRIMA di mettere il gettone. Qualora se ne dimentichi o lo faccia subito dopo, e gli altri giocatori se ne accorgono, come penalità deve pescare due gettoni dal sacchetto.
La partita finisce quando un giocatore, il vincitore, gioca il suo ultimo gettone.

FINISCI I GETTONI
Tutti i gettoni vengono messi nel sacchetto, mentre le 6 tavole (vuote) vengono disposte sul piano di gioco, ben visibili a tutti i giocatori, per poter essere consultate nel corso della partita.
Viene distribuito un numero di gettoni a ogni giocatore in base al numero di partecipanti. Il giocatore al proprio turno lancia entrambi i dadi e cerca tra i propri gettoni quelli che corrispondono ai risultati dei dadi. Può giocarne uno oppure due, inserendoli nella corrispondente tavola: un gettone deve essere dello stesso colore del dado colore e un gettone deve essere della stessa categoria del dado categoria. Se non riesce a giocare almeno un gettone, allora il giocatore deve pescare un nuovo gettone dal sacchetto.
La partita finisce quando un giocatore, il vincitore, gioca il suo ultimo gettone.

Ci sono poi
IL MIO NOME E’: gioco in cui al proprio turno il giocatore lancia il dado colore e deve dire il nome di un elemento che abbia quel colore. La partita finisce quando un giocatore, il vincitore riesce a conquistare cinque gettoni di uno stesso colore (della stessa tavola), oppure almeno un gettone per ciascuno dei sei colori (delle sei diverse tavole).

TOMBOLA ENIGMISTICA: il mazziere pesca un gettone dal sacchetto, lo mostra ai giocatori (dalla parte del colore, non quella della foto) e, dopo averlo cercato nell’elenco di tutti i colori, legge ad alta voce le due righe con la descrizione di quell’elemento. Bisogna prenotarsi e indovinare di quale colore si tratta. il vincitore sarà il giocatore che riesce a conquistare cinque gettoni di uno stesso colore (della stessa tavola), oppure almeno un gettone per ciascuno dei sei colori (delle sei diverse tavole).
TOMBOLA: ad ogni giocatore viene data una tavola colore e lo scopo è di fare tombola completandola con tutti i colori.
Qui il link completo con tutti i regolamenti e con anche delle eventuali variazioni per ogni modalità di gioco. https://www.creativamente.eu/wp-content/uploads/2018/07/sherlock-rules.pdf


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
il verde ... i verdi
Parto dal gioco che dà nome al gioco (scusate il gioco di parole :D) , ovvero Sherlock Colors che è, a mio giudizio, nettamente la modalità più divertente tra quelle proposte, sia perché ha il mirino in legno (che tanto affascina i bimbi), sia perché scatena la caccia in tutta la casa, sia perché ha l’elemento di sfida con cui puoi cercare di anticipare il tuo avversario nella ricerca del colore. Altro pregio da sottolineare è che questo gioco si può giocare anche all’aperto e se è vero che sarà più difficile trovare il colore giusto è anche vero che sarà bello veder correre tanti giocatori in giro per il vostro giardino alla ricerca del colore giusto.

Molto positivo il fatto di aver associato ogni singolo colore ai numerosi elementi della realtà, così da dare una percezione molto precisa del colore ai nongrandi, poi è chiaro che novantasei colori non sono pochi e le sfumature possono fare la differenza, ma il fatto di avere associati colore oggetto è un sicuro plus soprattutto per i giocatori più piccoli; inoltre per determinare le nomenclature dei colori sono stati usati elementi comuni come piante, animali, cibi, così da rendere l’associazione molto facile per tutti. Ispirandosi alla lezione didattica di Maria Montessori in relazione ai colori e alle loro gradazioni Sherlock Colors vuole “riempire un vuoto nel mondo del gioco per l’infanzia [dove] è sempre mancata una proposta che facesse riflettere sul grande patrimonio delle nomenclature. Il nostro obiettivo non è quindi esclusivamente quello di educare al senso cromatico distinguendo i colori identici e appaiandoli grazie all’incastro del gettone ma è anche quello di permettere a ciascuno di costruirsi un vocabolario specifico che l’associazione con l’elemento fotografico ha il compito di spiegare e fissare nella memoria.

Ovviamente molto positivo il fatto di poter giocare con una stessa scatola a giochi che hanno una base comune, quella del colore, ed un modus di giocare invece piuttosto differente, sarà così difficile non trovare il gioco giusto per i propri gusti.
Da ultimo, come viene suggerito anche sul sito CreativaMente, Sherlock Colors, può essere anche un bellissimo elemento di design: appendendo le 6 tavole nella cameretta il bambino viene stimolato a
arredo
riconoscere i colori e a nominarli correttamente
.
Sherlock Color suggerisce che, armandosi di uno sguardo più attento e investigativo, saremo in grado non solo di apprezzare e discriminare un ampio spettro cromatico, ma anche di sensibilizzare il nostro sguardo alla personale ricerca delle infinite manifestazioni del colore.

Il gioco viene proposto già a partire dai tre anni e direi che i colori sono una delle prime cose con cui giocano i bambini, sono ricco di disegni fatti dai miei bimbi molto piccoli con acquerelli, pastelli, colori a dita, pennarelli, etc … quindi mi trovo assolutamente d’accordo con questa indicazione.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e ricordo, come scriveva Cesare Pavese, “ogni
un mare di colori
nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori
”.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e Letizia (nove e quattro anni) hanno imparato giocando a Sherlock Colors:
  • ad essere contemporaneamente giocatore e giudice nella stessa partita;
  • a giocare con i colori in molti modi differenti;
  • a conoscere il Cerchio Cromatico di Itten, con i concetti di colori primari, secondari e terziari, perché poi papà che è un rompiscatole trova qualsiasi appiglio per spiegare qualcosa ai suoi cuccioli.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Difficile dirlo, credo che sia piuttosto improbabile che a Sherlock Colors si possa giocare solo tra adulti, ma d’altro canto è anche vero che sarà difficile rinunciare ad una partita con i figli per mamma e papà e se affronteranno il gioco in modo giusto, sarà impossibile che non si diverta anche loro (forse anche di più dei loro bimbi).


i dadi
PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Innanzitutto mamma, con tutti i giochi che ci sono, non potrà non trovarne uno che piaccia anche a lei. E poi mamma è la luce per tutta la casa e si sa che i colori danno il massimo del loro splendore con la luce, quindi non potrà non giocare insieme a noi.



Si ringrazia CreativaMente per la copia di review fornita.


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