recensione

[Recensione] Campus Café

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Riccione, 8:30 del mattino. Bar affollato di turisti e io vado di fretta. Faccio la coda per lo scontrino e poi mi dirigo al bancone. Appena la ragazza mi guarda le chiedo: "Un caffè, per favore..."
Lei chiede conferma: "Un caffè normale? Liscio?"
"Sì, grazie" rispondo gentilmente.
Mentre aspetto, rifletto, se davvero è così strano chiedere un caffè normale, tanto che c'è bisogno di confermarlo, poi proprio mentre mi gusto l'ultimo sorso dell'espresso, la ragazza si rivolge a dei clienti dietro di me e non posso fare a meno di notare le loro ordinazioni: "Un macchiatone e un caffè macchiato, ma solo con la schiuma, per favore..." e infine la chicca: "Un caffè d'orzo in tazza grande, se ce l'hai in vetro... e un caffè SFUMATO..."
Un caffè sfumato? Un caffè sfumato??? Ma che roba è? Nemmeno Google lo sa!
Purtroppo la fretta mi ha impedito di restare, per vedere cosa intendesse per un caffè così... evanescente, ma a lui la barista non ha chiesto conferme ^_^
Chi volesse provare l'ebbrezza di soddisfare le bizzarre richieste dei clienti di un bar, troverà pane per i suoi denti in Campus Café: un gioco italianissimo di Pasquale Facchini, edito da Doppio Gioco Press completamente indipendente dalla lingua (ovviamente a esclusione del regolamento) per 2-5 giocatori 8+ e le cui partite non dovrebbero superare i 30 minuti (ma si tratta di una previsione un po' ottimistica, sebbene anche in 5 difficilmente si raggiungerà l'ora di gioco).
In realtà, come suggerisce il titolo, vestiremo i panni di studenti lavoratori di un caffè universitario e dovremo cercare di guadagnare il più possibile, servendo bibite e pasticcini agli avventori che si siederanno ai tavoli del locale. Il titolo fonde diverse meccaniche: dal piazzamento lavoratori, al lancio di dadi, ma quella principale rimane il set collection.

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.


I MATERIALI
La scatola rettangolare, di dimensioni standard, racchiude diverso materiale, tutto di qualità più che buona. Abbiamo un tabellone double face abbastanza grande e spesso, 6 dischi segnapunti in legno nei vari colori che identificano i camerieri, 2 dadi con le facce contrassegnate con 3 differenti colori (rosso, blu e verde), 35 segnalini sagomati, sempre in legno dipinto, a indentificare le risorse: pasticcini, caffè, cioccolata, frappè alla menta e alla fragola. A questo aggiungete 26 segnalini "sconto" e un segnalino primo giocatore sempre in legno. La dotazione è completata da 54 carte telate di dimensioni generose (6 per i camerieri e 48 per i tavoli dei clienti) e altre 16 carte dello stesso materiale, però più piccole (15 per gli obbiettivi e una con le indicazioni dei trofei). Per finire troviamo il regolamento di 12 pagine in diverse lingue, dove è possibile leggere anche una breve e simpatica biografia di Pasquale Facchini, autore pure del veloce gioco di carte Time Bomb.
A proposito del regolamento... leggerlo è stata davvero un'impresa ardua: le regole fondamentalmente sono poche e semplici, ma complice un'impaginazione "letale", ho dovuto chiedere aiuto al mio "rule master" di fiducia per venirne a capo. Le regole sono illustrate e ricche di esempi, però l'impaginatura con i riquadri azzurri per le note esplicative, i riquadri rossi per le regole avanzate e i riquadri verdi per gli esempi di gioco, che si susseguono senza un'apparente logica, è roba da mal d'auto, quasi come leggere un manga in lingua originale allo specchio e a testa in giù. Attenzione: le spiegazioni sono chiarissime e non lasciano dubbi, ma la scelta del layout grafico mi ha lasciato perplesso. Forse sarebbe stato più facile da apprendere se si fossero tenute distinte le due varianti per principianti e avanzata, a costo di dover ripetere parte delle regole.
La grafica delle carte è pulita e abbastanza chiara, con un set di icone che ricorda quella di alcune applicazioni che si usano per le presentazioni aziendali; anche il tabellone, sebbene molto affollato e colorato, risulta di immediata lettura: unica eccezione l'icona dei "carrelli", che ho faticato ad identificare, finché non ho capito che erano raffigurati con vista dall'alto.
Nel complesso, una volta intavolato, Campus Café non passa certo inosservato: trovo i segnalini, che rappresentano le varie risorse, molto belli e le carte restituiscono una bella sensazione di solidità, tanto che secondo me si può evitare di imbustarle e sul tabellone si possono facilmente trovare tutte le informazioni per la sequenza delle azioni possibili e le opzioni di gioco.

Tavoli
COME SI GIOCA
Come al solito vi darò una descrizione sommaria delle dinamiche di gioco, lasciando alla lettura del regolamento l'interpretazione dei dettagli. Il setup richiede pochi minuti: innanzitutto si sceglie il lato del tabellone a seconda della modalità che si vuole provare (ma se non siete completamente digiuni di giochi da tavolo, vi consiglio di partire direttamente con quella avanzata); quindi si sceglie il cameriere con cui giocare e si determina il primo giocatore, che rimarrà tale per tutta la partita. Si riempiono i 5 spazi dedicati alle risorse (caffè, cioccolata calda, frappè alla menta, frappè alla fragola e pasticcini) con un numero di elementi variabile a seconda del numero di giocatori. Si mescola il mazzo delle carte cliente e se ne collocano 7 ai tavoli presenti sul tabellone. Un certo numero, dipendente anche in questo caso da quanti si siedono al tavolo, andrà nella zona "clienti futuri" e verrà usato per alimentare i tavoli che di volta in volta vengono serviti, infine le restanti carte vengono posizionate nella zona "parcheggio" ed entreranno in gioco solo durante l'ultimo turno. Il setup si conclude posizionando i gettoni blu, rossi e bianchi nell'apposita zona "premi" e scegliendo casualmente i tre obbiettivi (uno per ogni colore del retro dalle carte) che daranno punti bonus al termine della partita.
Lo scopo del gioco è ottenere più $ degli altri. I $ si possono guadagnare in modi diversi: preparando certe risorse, lavorando alla cassa, servendo i clienti ai tavoli, raccogliendo mance dai clienti soddisfatti e beneficiando dei bonus. Il flusso del gioco è lineare: infatti, a partire dal primo giocatore, ognuno esegue il proprio turno, proseguendo fino a quando il mazzo clienti si esaurisce; quando si verifica questa condizione, comincia l'ultimo giro (si utilizzerà il mazzo degli ultimi clienti) e la partita si conclude non appena l'ultimo giocatore avrà concluso il proprio turno.
Bonus
Ogni turno di gioco è composto da 3 fasi a loro volta suddivise in altre 3 sotto-fasi:
  1. FASE DI PRODUZIONE
    1. Lancio e Piazzamento Dadi;
    2. Approvvigionamento;
    3. Controllo Capienza.
  2. FASE DI SERVIZIO
    1. Servizio al Tavolo;
    2. Conto;
    3. Formazione.
  3. FASE DI RIPRISTINO
    1. Esaurimento Scorte;
    2. Arrivo Clienti;
    3. Rifornimento.
Nella fase di produzione, dopo aver lanciato i dadi, il giocatore di turno decide in quali spazi posizionarli in base al risultato dei colori e riceve le corrispondenti risorse (o il valore in $ indicato), ma potrà tenere solo quelle che il suo cameriere è in grado di trasportare sul vassoio (quantità che potrà variare durante il gioco).
Nella fase di servizio, si sceglie uno dei sette tavoli presenti nella zona clienti, purché si sia in grado di completarlo con le risorse a disposizione sul proprio vassoio. Se previsto dalla carta il giocatore riceve subito eventuali risorse extra (sempre che possa trasportarle sul vassoio). Se il giocatore di turno è in grado, potrà servire altri tavoli, prima di passare alla sotto-fase conto in cui riscuoterà i $ indicati dalle carte dei tavoli serviti, avanzando sul tracciato disegnato sui bordi del tabellone. A questo punto le carte dei tavoli serviti verranno rovesciate e poste di fronte a sé, in modo che siano ben in vista eventuali spazi vassoio extra o i bonus. Per finire, nella fase di ripristino, il giocatore preleva dalla rispettiva zona risorsa gli eventuali premi di produttività indicati sul retro delle carte, quindi si riempiono gli spazi clienti rimasti liberi con nuove carte. Se le carte del mazzo clienti si esauriscono viene chiamato l'ultimo giro, al termine del quale la partita si conclude.
Alla fine si calcolano i punteggi finali, che prevedono un certo numero di $ per eventuali risorse residue, per i vari bonus e per gli obbiettivi, sia comuni che dei singoli giocatori.
Camerieri
Vale la pena elencare i talenti dei camerieri, che differiscono in maniera sostanziale, influenzando anche le strategie di gioco.
  • Abigail: non tira dadi (di fatto sceglie ogni volta in quale spazio risorsa riporli) e ha un obbiettivo segreto casuale, inoltre riceve una risorsa a scelta tra un caffè e un frappè alla menta ogni volta che completa un tavolo con 2 clienti.
  • Destiny: ogni volta che completa un tavolo da 3 clienti, riceve subito un caffè o una cioccolata. Ogni volta che completa un tavolo da 4 clienti, riceve un frappè alla menta o alla fragola e può servire anche la carta cliente in cima al mazzo dei prossimi o degli ultimi clienti.
  • John: Il suo vassoio contiene 7 spazi vassoio iniziali (anziché solo 4) e inizia la partita con un set completo di risorse nel proprio vassoio.
  • Melissa: Inizia la partita con un proprio gettone sconto giallo, che può utilizzare su un qualsiasi piatto di una carta cliente a sua scelta.
  • Samuel: Ad ogni servizio può piazzare (una volta per turno) una qualsiasi risorsa come se fosse un frappè alla fragola o alla menta; inoltre, durante ogni fase di servizio, può usare una risorsa qualsiasi al posto di un pasticcino. A fine partita, riceve il doppio dei $ dal proprio bonus carriera che fornisce meno $.
  • William: Il suo vassoio contiene 5 spazi iniziali (anziché solo 4) e durante ogni sotto-fase di rifornimento si rifornisce di un caffè più un frappè alla fragola oppure di una cioccolata e un frappè alla menta.
Al di là delle regole appena snocciolate, Campus Café non è particolarmente complesso e il flusso di gioco è decisamente lineare: dopo un paio di partite non sarà più necessario consultare il manuale.

IMPRESSIONI
Campus Café è il classico titolo "easy to learn, hard to master". Regole base semplici, ma in circa 45 minuti, propone una profondità che non ti aspetti. Dopo la prima partita necessaria per familiarizzare con i vari meccanismi, le dinamiche e l'iconografia del gioco, si può procedere abbastanza spediti, anche se i più riflessivi potrebbero soffermarsi maggiormente, per valutare attentamente tutte le opzioni possibili: infatti, pure quando le risorse cominciano a scarseggiare, sono sempre numerose le opzioni tra cui scegliere e non è sempre immediato capire quale sia il tavolo migliore da servire per massimizzare i $.
Un aspetto che ho molto apprezzato di questo gioco è costituito proprio dalle diverse abilità dei camerieri. Le capacità di ogni personaggio sono molto differenti tra loro e, insieme agli obbiettivi, influenzano la tattica e la strategia da adottare in ogni singola partita. Sono rimasto sorpreso da come possa cambiare la partita a seconda del cameriere che si sceglie e anche quando le particolari abilità sembrano indirizzare in maniera piuttosto precisa la tattica da adottare, in realtà è possibile usare strategie diverse, cambiandole pure in corsa a seconda di come giocano gli avversari.
A proposito di rivali, l'interazione è sostanzialmente indiretta, visto che riguarda i tavoli che si possono servire e le risorse a disposizione in quel turno, però in certi casi ostacolare gli avversari è un'opzione da non trascurare.
La variabilità delle partite è assicurata da almeno 4 elementi:
  • gli obbiettivi comuni (ne vengono estratti tre ad ogni partita da un pool di 15);
  • i tavoli dei clienti che si siederanno al bar (sia in base alle richieste che alla sequenza con cui appariranno);
  • il lancio dei dadi;
  • le singole abilità dei camerieri e i loro obbiettivi privati.
Obbiettivi
La scalabilità inoltre è assicurata dal setup che varia a seconda del numero di giocatori seduti attorno al tavolo: anche in 2 o in 3 non si ha mai la sensazione di un solitario di gruppo e, anzi, per certi versi la partita è ancora più serrata a causa di un minor numero di risorse disponibili. Il gioco rimane comunque godibilissimo con qualsiasi player count.
La fortuna non è del tutto assente, sia nel tiro dei dadi (mitigata però dalla possibilità di scambiare una risorsa con un'altra) che dall'ordine con cui appariranno i tavoli nei sette slot disponibili (capita spesso che il tavolo più proficuo per voi faccia capolino sul tabellone subito dopo che si è concluso il vostro turno o che venga completato da un avversario prima di voi), ma nelle partite che ho giocato nessuno si è mai appellato alla cattiva sorte quando la partita non è andata per il verso giusto e il punteggio finale ha visto tutti i contendenti sempre piuttosto vicini, segno che l'alea è stata ben bilanciata. Il gioco non soffre di particolari downtime nell'attesa del proprio turno e può senz'altro essere utilizzato come "antipasto" per giochi più impegnativi, perché non è banale, ma non richiede nemmeno grandi sforzi per ricordare regole, regolette ed eccezioni, il tutto concentrato in una durata che in 5 resta contenuta.
Il gioco ha riscosso consensi da tutti quelli cui l'ho proposto, anche a chi inizialmente ha storto il naso per l'ambientazione non proprio nelle sue corde. Rimane in ogni caso un peso medio/leggero, quindi da evitare se state cercando un "cinghiale da spolpare", però non prendetelo sottogamba: infatti le partite risultano più equilibrate tra giocatori dello stesso livello, sintomo di una profondità e uno spessore non banali.
Segnalo infine la presenza di una promo "Antipatie" recuperabile nelle fiere o scaricabile nella versione print-and-play dal sito di Doppio Gioco Press, che aggiunge ulteriormente sale al gioco.

Retro dei tavoli
CONSIDERAZIONI FINALI
Come detto i materiali sono molto buoni, con pedine di legno sagomate, cartone bello spesso e carte resistenti. Ritengo la grafica centrata per il tipo di gioco e l'iconografia è chiara, tanto che Campus Café risulta totalmente indipendente dalla lingua se non per il regolamento. Ecco, sicuramente quest'ultimo elemento poteva essere realizzato molto meglio: l'ho trovato molto confusionario e di difficile lettura, soprattutto per un gioco che si propone a un pubblico di non esperti.
Pur non inventando nulla di veramente nuovo o di rivoluzionario e originale, questo titolo risulta fresco, veloce e divertente, ha una buona scalabilità e può essere rigiocato diverse volte anche consecutivamente senza paura che possa stancarvi. Agli occhi di un giocatore esperto potrebbe sembrare (almeno a prima vista) il tipico gioco in cui si debbano soddisfare gli ordini dei clienti e invece Campus Café manifesta un'inaspettata interazione e la possibilità di scegliere tra varie strategie e tattiche differenti, potendo appagare sia i giocatori alle prime armi che quelli dal palato più esigente.
Campus Café si è rivelato una bella sorpresa, considerando il target a cui si rivolge. Gira in maniera impeccabile e mantiene ampiamente le promesse: un "underdog" di cui, credo, sentiremo parlare a lungo.
Se vi va, potete approfittare dello spazio per i commenti... eventualmente anche per lasciare la vostra interpretazione di caffè sfumato.


PLAY LIST
Anche stavolta vi lascio alla mia personalissima "colonna sonora" da accompagnare al gioco appena recensito. Buon ascolto!
  • Gino Paoli – Quattro amici [Matto come un gatto - 1991]:
    Canzone scritta e interpretata dal famoso cantautore genovese, molto conosciuta anche per il "cameo" di Vasco Rossi che compare sul finale con una strofa dell'ancor più famosa "Vita spericolata". Una canzone che dipinge un archetipo tutto italiano: il bar come luogo di aggregazione, un po' come i giochi da tavolo.
  • Charles Fox – Happy Days [1974]:
    Sigla della fortunatissima serie (però allora si chiamavano ancora telefilm) omonima, che, sotto forma di situation comedy, racconta le vicende quotidiane della famiglia Cunningham. Ambientato a Milwaukee, è stato il trampolino di lancio per il famoso regista Ron Howard e l'attore Henry Winkler. L'atmosfera che si respira giocando a Campus Café ricorda molto quella di Happy Days.
  • Queen – I Want To Break Free [The Works - 1984]:
    Non so bene perché, ma giocando a questo titolo mi è tornato in mente il video di questo famoso brano dei Queen, scritto dal bassista del gruppo John Deacon. Il pezzo è diventato particolarmente famoso per il suo video musicale (all'epoca censurato negli USA) in cui i membri della band appaiono vestiti con abiti femminili intenti in alcune faccende casalinghe.

3 commenti:

  1. Bella recensione.
    A proposito dell'ordinare un caffé al bar. Sei mai stato a Trieste?

    https://www.discover-trieste.it/Trieste-citt%C3%A0-caff%C3%A8/Come-ordinare-un-caff%C3%A8-a-Trieste

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    1. Grazie Marco.
      Ho intenzione di andare a Trieste la prossima estate... il tuo link sarà utilizzimo ^_^.
      Proprio stamattina in una radio molto famosa si parlava di "latte schiumato"...

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  2. E la lista non è nemmeno completa ... :-)
    Si potrebbe aggiungere

    - Latte macchia
    - Ristretto
    - Ristretto in B
    - Goccia in B
    - Capo chiaro

    e altre varianti ...
    Comprensibile che chi non è di Trieste si possa sentire sopraffatto dalla possibile scelta.

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