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[nonsolograndi] Magic Maze Kids

scritto da
Simarillon (Davide)

Alcuni mesi fa mi sono imbattuto, casualmente, in una revisione in inglese di Magic Maze Kids, ho guardato un video e mi sono subito detto: “ma come è possibile che nessuno abbia pensato a localizzare questo titolo!!!”; bene 3EmmeGames ha colmato questo vuoto localizzando il titolo in italiano. Il gioco è un cooperativo che riprende alcuni spunti interessanti del nobile padre, ovvero Magic Maze, con cui condivide sia l’autore, il danese Kasper Lapp, sia l’illustratore Gyom.
Al gioco si può giocare in due oppure in quattro giocatori, a partire dai 5 anni, in partite di 20 minuti circa (considerando che il gioco si può semplificare o complicare e quindi la durezza varierà in funzione della difficoltà).
Il re (il leone) stava facendo deli esperimenti per riuscire a creare dell’oro, ma per sbaglio si è trasformato in un rospo! Bisogna essere pronti a radunare gli amici, muoversi attraverso la foresta e trovare gli ingredienti corretti per preparare la pozione per curarlo!

MATERIALI
La scatola, di buone dimensioni e ricca di materiale, contiene:
  • quattro tabelloni di medie dimensioni, con difficoltà via via crescenti;
    Materiali in gioco
  • quattro pedine eroe (principe, principessa, mago e cavaliere) rappresentati su cilindri di legno di buone dimensioni e con raffigurati animali per ognuno degli eroi;
  • sei pedine creatura, divisi in due grifoni, due unicorni, un drago, un minotauro, su prismi di legno con un colore differente per ognuno degli animali rappresentati;
  • quattro tessere azione di cartonato molto spesso, indicanti una freccia in ogni direzione;
  • una clessidra molto grande;
  • un segnalino clessidra;
  • ventisei carte missione, divise per difficoltà con indicata la plancia su cui è possibile usarle;
  • cinquantadue gettoni ingrediente, con ingredienti come tele di ragno, cacche di pipistrello, veleni di serpente, ….
  • una carta del re;
  • una carta riepilogo;
  • un calderone.
Materiali lussuosi, la clessidra è grandissima e spettacolare, i personaggi sono cilindri in legno di buone dimensioni e di ottima fattura, le illustrazioni sicuramente molto azzeccate per il tema, ci sono piccoli dettagli che valorizzano il gioco, come il calderone in cui preparare la pozione per curare il re, assolutamente inutile ai fini del gioco, ma che farà, sicuramente, divertire i piccoli giocatori, davvero i materiali sono super-promossi e mi spendo anche con la lode ... e di giochi a casa ne ho un po’, quindi lode meritata. 
Ulteriore nota di merito aver pensato ad un divisorio interno nella scatola, così da riporre il materiale in modo organico e ordinato. Bravi!


IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco si prepara posizionando gli eroi (due per la plancia A la più semplice, tutti e quattro su tutte le altre plance) su una casella a scelta e le creature sulle rispettive caselle di partenza e si pescano tre carte missione. Si assegna una tessera azione ad ognuno dei quattro giocatori e si può iniziare a giocare.
ma chi muove?
I giocatori, tutti insieme, devono riuscire a rispettare le consegne indicate sulle carte missioni, questi obiettivi possono essere: o far incontrare tra di loro due animali, oppure portare un animale su una specifica casella del tabellone; per fare questo ognuno dei giocatori dovrà muovere, in contemporanea, i personaggi, ma solo nella direzione a lui consentita, coordinandosi con gli altri giocatori, il tutto senza parlare.
Se la missione viene portata e termine si raccoglie l’ingrediente indicato e lo si mette nel calderone, si deve ripetere l’operazione per tutte e tre le carte nel tempo della clessidra. Se ci si riesce si dà una bella mescolata agli ingredienti e il re da ranocchio ritornerà leone.

Ci sono molto varianti del regolamento, molto ben scritto, qui estremamente semplificato, per aumentare o diminuire la difficoltà del gioco, ad esempio sipuò decidere di lasciare la comunicazione verbale, come decidere di eliminare qualsiasi comunicazione anche quella gestuale; si può decidere di scambiarsi le tessere azione ogni qual volta si completi una carta missione, così come si può decidere di aumentare o limitare il tempo della clessidra nella partita.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
I giochi cooperativi per i bambini (e anche per gli adulti) si stanno diffondendo sempre di più e, soprattutto nel caso dei nongrandi credo che questo sia particolarmente apprezzabile, dal momento che ci sono diversi indubbi vantaggi, a partire dal fatto che si vince e si perde tutti insieme per arrivare ad andare oltre noi stessi, che per i piccoli giocatori può essere particolarmente difficile, soprattutto per l’idea di doverci far aiutare in un momento in cui, invece, si cerca di rafforzare al massimo il proprio io e la propria autostima.
clessidrona
Questo gioco in particolare è un cooperativo puro, in cui si deve davvero lavorare e giocare insieme, e dove non c’è possibilità di giocatore alfa, dal momento che ogni giocatore ha un’azione specifica, per quanto semplice, che può fare solo lui. Il gioco è geniale nella sua semplicità, alla fine ogni nongrande dovrà semplicemente muovere i personaggi in una specifica direzione, e proprio per questo, ovviamente, il numero di giocatori ideali è quattro, con ogni giocatore che muoverà, rispettivamente verso sud, est, nord, ovest.
Il livello di difficoltà è medio alto rapportato al target di gioco, interessante la possibilità di aumentarlo (o diminuirlo) in rapporto alle abilità dei giocatori, aumentando o diminuendo le carte sfida da risolvere, o applicando una delle molte varianti suggerite direttamente dal regolamento; a livello più difficile l’introduzione della possibilità di ricaricare la clessidra l’ho trovata interessante, di fatto diventa quasi impossibile non risolvere la sfida, ma è anche vero che si può decidere di farlo nel minor numero possibile di clessidre (e magari solo una!).
Molto interessante, pensando ai fruitori del gioco, è il fatto di avere diverse sfide che fanno da tutorial per acquisire, progressivamente, con il variare delle plance, le competenze necessarie a giocare al gioco, introducendo, praticamente i concetti del gioco; tanto più importante pensando al target di fruitori del gioco.

La particolarità di Magic Maze è il doversi coordinare senza parlare, anche in questa versione per nongrandi, si è scelto di riproporre questo aspetto particolare, che se è difficile per i grandi, immaginate quanto possa esserlo per i bambini, il gioco li pone di fronte ad una situazione inconsueta, che, di conseguenza, facilmente li incuriosirà e stimolerà. Mi sembra anche particolarmente riuscita la trasformazione da supermercato (nella versione per adulti) a foresta (nella versione per bambini), per uno sfondo di gioco che, sicuramente, ha maggiore capacità attrattiva per i nongrandi. I bambini, come ho più volte scritto, sono naturalmente affascinati dagli animali, quindi la contestualizzazione del gioco risulta per i piccoli giocatori interessante. Le abilità speciali di ogni animale (che si giocano nella plancia più completa e complessa) aggiungono un interessante ulteriore strato di analisi sui movimenti da compiere.

le carte sfida
Il numero delle sfide non è basso, ma non è nemmeno elevato, e se il gioco piace molto c’è il rischio di consumarlo un pelino troppo in fretta, forse si poteva pensare a un quinto livello di difficoltà, in cui si univano una o più delle quattro plance fornite (cosa che si può sempre fare ma che non è prevista nel regolamento), inoltre questo avrebbe anche aumentato oltre alla longevità il grado di difficoltà.

Il gioco è un 5+, diciamo che questo limite di età è vero solo per le schede più semplici (le ‘A’), mentre già dalla ‘B’ direi che il target si alza, e anche significativamente, e direi che in questo caso è, almeno, un 7+.



COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “grida e tutti ti sentono. Sussurra e solo chi ti è vicino capisce quello che dici. Taci e solo il tuo amico migliore sa ciò che vuoi dire”, Linda Mac Farlane.
i personaggi
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e i suoi amici (e in qualche modo anche la mia piccola di
quasi quattro anni) hanno imparato giocando a Magic Maze Kids:
  • ad affrontare sfide via via più difficili;
  • a superare il concetto di turno, che da poco si è imparato, andare oltre il proprio turno per organizzarsi al meglio con gli altri;
  • a coordinarsi con gli altri giocatori, senza parlare e a cooperare per il raggiungimento del risultato, in un perfetto ‘lavoro di squadra’, che tanto viene chiesto anche agli adulti oggi;
  • a conoscere un po’ di animali mitologici, come grifone e minotauro.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Difficile, sicuramente il gioco pone i giocatori di fonte a sfide non troppo complicate da risolvere, se si acquisisce una certa metodologia di gioco, la difficoltà può diventare quella di risolvere un certo numero di quesiti nel tempo di una clessidra; d’altronde è anche vero che se proposto ad adulti che non hanno mai giocato mi immagini potranno avere, soprattutto all’inizio qualche difficoltà nel giocarlo bene; diciamo quindi adolescenza sicuramente ancora OK per essere giocato e poi un po’ più sfumato l’utilizzo nel crescere con l’età.


... e vai di tutorial
PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Magic Maze Kids, essendo cooperativo puro, pone i figli al livello degli adulti e quindi li aiuta a farli sentire grandi e, allo stesso tempo, aiuta a creare uno spirito di gruppo sin da molto piccoli, molto utile in un legame famigliare. Inoltre, per le modalità di gioco aiuta a creare empatia con mamma. E poi dai le mamme sono sempre pronte a salvare il loro principe azzurro.
E per finire questo gioco può essere un ottimo ponte verso Magic Maze, che è un gioco che, difficilmente, altrimenti mamma avrebbe giocato.


Si ringrazia 3EmmeGames per la copia di review fornita.



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