prime impressioni

[Prime Impressioni] Lisboa

scritto da Fabio (Pinco11)
Ci sono i cinghiali, che sono giochi dal gusto intenso e dalla digestione difficile.
Ci sono poi i titoli ideati da Lacerda, che sono giochi che quando devi impararli ti ricorda tanto un esame universitario (di quelli neanche tanto facili).
Lisboa (edito da Eagle Games tramite kickstarter, con edizione nostrana realizzata tramite Giochistarter, per 1-4 giocatori, tempo a partita 90-120, indipendente dalla lingua, salvo il manuale, che trovate qui) appartiene appunto alla seconda categoria ed è senza dubbio, in barba all'ottimistico 90-120 che campeggia sulla scatola (e si riferisce a giocatori esperti alla ennesima partita del gioco), un vero cinghiale irsuto, come attesta il 4.53/5 nella scala di complessità che ha ottenuto ad oggi su BGG.


VITAL LACERDA
Portoghese, dopo aver esordito nel 2008 con una mappa dedicata a suo paese per Age of Steam, un paio d'anni dopo esce il suo Vinhos, un titolo che subito solletica l'attenzione degli appassionati dei giochi di peso, che è seguito un paio d'anni dopo da Co2, gioco dedicato al riscaldamento globale.
A seguire arrivarono poi Kanban, titolo dedicato alla costruzione di auto, dal regolamento così facile da capire che lo stesso autore ne riscrisse  una sinossi su BGG, The Gallerist, forse il relativamente più immediato (ok, sono aggettivi difficili da utilizzare per questo autore) del gruppo e due riedizioni di Vinhos e Co2.
Di questi tempi in programma / uscita su kickstarter sono anche i recenti Escape Plan e On Mars.
Nel complesso, ad onta della produzione non sovrabbondante, siamo di fronte al game designer di riferimento, al momento, per gli amanti dei titoli complessi (e complicati ...), ricchi di arzigogoli e sottoregolette. Il paradiso dell'amante dei dettagli, l'incubo di chi predilige le linee semplici e razionali tipiche del trend recente del boardgaming.

UN PIATTO RICCO E SPEZIATO
Lisboa giaceva sul mio scaffale oramai da mesi, dopo avermi respinto al primo tentativo di impararne le regole. Lo avevo tirato fuori tempo fa, lo avevo defustellato e sommariamente imbandito sul tavolo e mi ero messo a leggere il regolamento. Me lo ero messo sul comodino, per darci un'occhiata prima di addormentarmi, ma dopo qualche settimana avevo letto un paio di libri di qualche saga fantasy, ma il manuale di Lisboa lo avevo portato avanti giusto di due pagine, dimenticandomi nel frattempo quelle precedenti.



Mi direte: "ma dai, è difficile, è vero, ma non è niente rispetto, per esempio, a Kanban, che era davvero incasinato e con un manuale che definire ostico non dà l'idea". Vi rispondo che avete ragione, ma anche Lisboa, per quanto sia un titolo che presenta un filo logico di fondo comunque un pelo più immediato, è un titolo che presenta, come nella tradizione del buon Vital una manata di regole e, soprattutto, di regolette, che non è affatto facile memorizzare e che tendono a tormentarti, in corso di partita, come un tiramisu mal digerito.
Vabbè, catalogo Lisboa come un titolo che rivedrò quando sarò più libero e ci metto un annetto per riprenderlo finalmente in mano. Nel frattempo il gioco è acclamato come un successo (sempre parlando della nicchia di riferimento) e si colloca nella top 100 di BGG (ora come ora al posto 79, con un bel 8.2 di voto), per cui, complice un 2018 disastroso che mi porta intorno a febbraio - marzo ad aver esaurito o quasi l'elenco dei titoli che voglio provare, eccomi di nuovo ad affrontarlo, stavolta con sufficiente motivazione per finire il manuale.
Per essere precisi, comunque, il manuale lo finisco capendoci qualcosa solo dopo aver visto un paio di video (tra i quali una buona parte di questo, di tale johnpriebe) che mi aiutano ad entrare un attimo nella logica del gioco.

IL GIOCO IN POCHE PAROLE
Qui lo sforzo di sintesi deve essere giocoforza enorme. L'idea è che siate costruttori che collaborano alla riedificazione di Lisbona, appena distrutta, nel 1755, da una catastrofe (tsunami+terremoto+ incendio) ed il tema, ad onor del vero, è ben sviluppato, sia graficamente che richiamando i personaggi storici dell'epoca.
Essendo il gioco un gestione azioni, l'idea è che al proprio turno il giocante scelga una delle 5 carte che ha in mano e la giochi, svolgendo, a seconda della modalità di utilizzo della carta prescelta, una o più azioni collegate. Diciamo che le cose fattibili sono nel complesso nove (oltre alla possibilità di ottenere varie e numerose forme di bonus), prevedendo una parte di produzione e vendita di merci, una di acquisizione di obiettivi per fine partita, una di costruzione di un motore di punti vittoria / influenza ed una di edificazione, in una griglia, di ipotetici edifici pubblici e negozi che caratterizzano la vostra crescente nuova Lisbona. A seconda dell'azione che deciderete di svolgere, scegliendo tra 4 astratte opzioni (oltre alla quinta, che è di prendere un oro, in totale disperazione, e passare il turno), metterete su una serie articolata di comodi passaggi, da eseguirsi in simpatico ordine.
Per dar l'idea di quanto il tutto sia lineare è fornito ad ogni giocatore il classico aiuto, che consiste, significativamente, in un libretto di maxi formato di otto pagine :)
La partita termina al realizzarsi di alcune condizioni che è inutile che vi spieghi, seguendo la classica lunga serie di step da eseguire per attribuire  punti di fine partita.


UN ESAME UNIVERSITARIO
Astenersi non interessati, si leggeva una volta negli annunci economici ed il richiamo è qui d'obbligo, perché cimentarsi nell'apprendimento di Lisboa non è un'attività da intraprendere con leggerezza o per mera curiosità.
Il manuale si sviluppa in 24 pagine o giù di lì ed è anche corredato da alcuni esempi di gioco, risultando nell'insieme meglio scritto di altri titoli del frizzante autore, tuttavia personalmente ho incontrato comunque enormi difficoltà a cogliere bene il flusso del gioco senza vedere, nel contempo, almeno un paio di tutorial online. Tenete conto che normalmente macina decide e decine di manuali ogni anni ed in genere do una sbirciata a video esplicativi in meno del 10% dei casi (e di guardarne due per intero, come in questo caso, mi capita 1-2 volte all'anno).
Leggendo una recensione di un utente di BGG che spiega di aver giocato Lisboa una trentina di volte, vedo che arriva a definirlo facile, ma ritengo che l'aggettivo, posto vicino al nome del gioco, crei semplicemente un ossimoro.
E' vero che le azioni che si possono svolgere sono solo nove, ma la reale difficoltà alla quale si va incontro è il fatto che il giocatore non è posto di fronte alla classica alternativa da piazzamento lavoratori di scegliere una azione sul menù della casa, ma a quella di scegliere tra 5 opzioni (una non si usa mai ed è stata inserita come antibug per chi resta bloccato), grazie alle quali è possibile accedere, a seconda dell'opzione sfruttata, in genere ad almeno una coppia di azioni.
La difficoltà sta, qui, nel fatto che partendo da una struttura relativamente lineare, si è inserito su di essa un insieme importante di regole e sottoregole, cosicchè ogni azione che compie si deve svolgere in 5-7 comodi passaggi. Il bello è che, se si vuole ottenere un certo risultato sfruttando una strada, si dovrà seguire un certo iter, mentre se si decide di percorrere l'alternativa, la sequenza di passaggi sarà diversa e con diversi requisiti.
La mia sensazione di esame quindi è stata rinfocolata, dopo averla provata nella fase di studio, anche in quella di spiegazione delle regole, che alla prima esperienza mi ha preso un'ora e venti (compreso il setup). Alla fine, ripetute a modo le azioni tre volte, uno dei presenti inizia a farmi domande proprio tipiche degli esami, tipo "ma, senti, ... quei sei cubetti che hai messo da parte, come si usano? ... e su quella traccia, com'è che si sale e si scende ? ... ma se voglio dell'influenza dove la prendo ?". Ad ogni domanda è seguito più di un momento di silenzio, quindi è iniziata la riflessione e (non sempre) la risposta, che in alcune occasioni è stata 'lo scopriremo solo giocando ...".
In sostanza: la struttura delle regole è abbastanza lineare, ma su di essa è presente un sostrato di regole e regolette che rende il tutto decisamente più complicato da digerire.
Un paragone alimentare?
Se vogliamo, dal cinghiale, spostarci all'ambito dei dolci, parlerei di un simpatico dolcetto al cocco, carota, zucchero e miele, ossia un filo pastosetto ... ;)

FUGGI FUGGI GENERALE
Il mio gruppo di gioco era impaziente di provare Lisboa.
Tanto impaziente che quando l'ho preso la risposta più entusiasta è stata: "Mmmh!".
Tanto impaziente che nessuno mi ha mai chiesto che fine aveva fatto nell'anno che ci ho messo a  studiarlo e proporlo.
Tanto impaziente che quando ho annunciato che era pronto, per la prima volta abbiamo saltato la settimana di gioco, per impegni imprevisti. Lunedì il Berna  è rientrato tardi da lavoro e non ce la faceva, giovedì Sergio voleva coinvolgere la gentile signora e a lei il gusto di selvatico rimane male in bocca, venerdì Carlo era stanco (è la prima volta che me lo ricordo stanco dal paleolitico ad oggi, di solito sembra una Duracell e quando lo chiami la risposta che ti attendi è sono nato pronto, quando ci vediamo?).
Di fronte a tale travolgente entusiasmo riesco ad intavolarlo giusto a mezzo tradimento, grazie al supporto di un Sergio afflitto da senso di colpa ed alla convocazione di un terzo chiamato all'ultimo senza dirgli cosa facevamo (a fine partita, verso le 2.30 di notte, ci ringrazierà sentitamente per averlo chiamato, segnalando la propria futura indisponibilità per convocazioni a sorpresa).
Il giorno dopo ci riprovo (sempre a tradimento), per consolidare le regole ed i miei nuovi commensali si guardano negli occhi in panico e con un loro linguaggio nascosto declinano con le più bizzarre scuse (ieri sera ho dormito male ... devo andare via un attimo prima del solito ... potremmo giocare anzi a Uno, che ho scoperto una variante per esperti ... io il blu del tabellone lo vedo male perchè ho problemi di vista ... sono allergico al Portogallo ...). Fatto sta che sul tavolo ci vanno Cryptid e Chicago Express e Lisboa resta sullo scaffale.
Le nuove intavolate del gioco saranno destinate ad essere sempre tiri mancini, prendendo a sorpresa i commensali.
La realtà è che il gioco attira, perchè è nella top 100 di BGG e noi ci definiamo tutti amanti del cinghiale, ma intorno ad esso (e a Lacerda) gira un alone di complessità che richiede tanta buona volontà per mettersi al tavolo. Per fare un esempio Gallerist, che pure è uno dei suoi titoli relativamente più digeribili, lo ho tenuto, ma riesco a giocarlo mediamente, quando va bene, una volta all'anno (e quest'anno non l'ho ancora fatto ...).

SENSAZIONI DI GIOCO
Il gioco è bello e non si discute. Su BGG gode di un 8.2 di media (il voto non sempre è un sintomo di qualità, ma è un indizio) ed è nella top 100 di sempre. E' un gestionale complesso, dove le cose che si fanno sono tutte collegate tra loro e dove l'interazione si sente. E' un piatto estremamente complesso ed elaborato, ma tutto ha alla fine un senso ed ogni cosa è collegata.
Premesso questo, è anche tanto barocco quanto oggi il trend è quello di puntare alla linearità ed al razionalismo (qui mi sposto nell'architettura) e va volutamente controcorrente. Il sistema operativo è sempre quello caro all'autore ed i suoi fan saranno lieti di trovare alcune logiche che lo contraddistinguono, con tracce sulle quali, muovendosi, si possono ottenere due risorse (vedi influenza e denaro), con la possibilità di giocare a certe condizioni anche nel corso del turno degli altri (i favori reali) e così via.
Nel contempo le azioni sono numerose e complesse nel loro sviluppo (i famosi sette comodi passaggi, che fanno tanto "allora, chi erano i sette Re di Roma? ... chi è quello che mi scordo sempre?") e c'è un pozzo di diverse carte obiettivo (i decreti) e di carte chiesa, ognuna con i suoi effettini diversi, la cui spiegazione porta via due belle facciate della vostra guida aiuto giocatore di otto pagine ...
In pratica ognuno gioca con la sua bella sintesi del regolamento in mano e già questo dà l'idea di un gioco che non ci pensa nemmeno lontanamente a fare dei compromessi e che vuole la tua incondizionata attenzione per circa tre ore (quattro la prima partita) della tua vita.
Poi, se appartieni al ristrettissimo nucleo di quelli che: a) hanno una compagnia di giocatori tutti fan di Lacerda ; b) ritengono che Lisboa sia il loro gioco dell'anno ; c) boars rulezzz!, allora potresti anche pensare di eleggerlo gioco dell'anno, metterlo sul tavolo con una certa frequenza e godere del fatto di essere in grado di padroneggiare un gioco che è l'equivalente videoludico di un simulatore di volo di Boing 747. Ai bei tempi c'erano amici che passavano nottate intere a volare da Milano e Londra, parlandone il giorno dopo con assonnata soddisfazione per aver padroneggiato i comandi del bestione volante ... ;)

In sostanza: oggi come oggi escono tremila titoli all'anno, per cui la scelta a disposizione dei giocatori è davvero ampia e ci vogliono anche titoli come questo, per completare il ventaglio delle offerte, essendo rimasto Lacerda uno dei pochi autori che si cimentano su queste latitudini (la Spielworxx ultimamente sembra aver perso un poco di smalto, la What's Your Game propone titoli sempre di peso, ma un filo più lineari, la Splotter esce una volta ogni morte di Papa, ...), per cui alla fine è sempre bello avere una sfida con la quale confrontarsi.
L'unica avvertenza è che il gioco è di quelli pesanti ed è nel contempo sicuramente molto pastoso, tanto che in certi momenti certe sue complessità paiono quasi fini a se stesse: non sempre una regoletta addizionale ci sta bene giusto perchè poteva starci e si ha l'impressione che siccome potevamo stupirvi con effetti speciali, lo abbiamo fatto.

ALTRE INDICAZIONI CLASSICHE
Come gira il gioco nelle sue varie composizioni?
Beh, in due ci sono degli accorgimenti per mantenere un poco di tensione, riducendo la griglia degli edifici, ma in 4 abbiamo sicuramente la composizione più claustrofobica, con i maggiori effetti di interazione.
Quest'ultima è sempre indiretta, ma è forte, tenendo conto che si compete tutti sulla stessa griglia di ricostruzione della città (che domina l'orizzonte di una gran parte dei punti) e che a fine partita sono distribuiti punti per maggioranze come se piovesse.
C'è anche una modalità solo play, che è stata oggetto di ampie discussioni tra chi vi si è dedicato: l'idea è che sia utile per capire il gioco ed entrare nei meandri del gioco, ma che non regga a lungo termine, essendo possibile manipolare il bot. Qui vi sto dicendo cosa ho raccolto il giro per internet, perchè di solito non mi dedico al gioco a uno.
Durata a partita? Se riuscite a rigiocarlo vi potrete assestare su durate più contenute (anche se i 30' a partita di cui parla qualcuno mi sembrano uno sfrenato ottimismo o frutto di un gruppo immune da ogni spunto di paralisi da analisi e rodato da 5-6 partite ravvicinate insieme), mentre quando al tavolo c'è almeno un esordiente con meno di 3 ore dubito che ve la possiate cavare.
Componenti ed ambientazione?
Quanto ai primi l'edizione è della Eagle Games e la logica è quella seguita anche in Gallerist, per cui tutto o quasi è già deluxe, con tocchi di classe per chi ha preso l'edizione kiskstarter. Qualche pecca è sempre dietro l'angolo (minicubetti macerie, mininumeri sulle millemila tesserine ....), ma l'effetto complessivo è quello di materiai solidi e di una effetto grafico d'insieme (se non odiate il blu ...) d'impatto.
L'ambientazione a mio avviso, leggendo le regole e passando attraverso il blu azul ed i ritratti d'epoca, l'ho trovata molto sentita, ma ho anche raccolto dai miei commensali (assorbiti e tramortiti dalla spiegazione delle regole?) pareri discordanti.

CONCLUSIONE
Lisboa è un bel cinghiale, di quelli che se ne vedono pochi di questi tempi, in un mercato che, pur ipertrofico, privilegia titoli più lineari. Barocco, complesso, con regole che si attorcigliano su se stesse, è il classico gioco che non avrebbe senso provare per una partita sola e poi lasciarlo lì, perchè la fatica per impararlo (almeno da parte chi studia le regole) è sproporzionata rispetto al risultato di provarlo e metterlo via e perchè prima di entrare nei suoi meccanismi ci voglio almeno un paio di partite, nel corso delle quali si naviga a vista cercando, più che altro, di fare tutto secondo le regole.
Ponderoso e massiccio, anche nei componenti, è un piatto costruito e complesso, per palati abituati a cibi dalla digestione lunga e faticosa.

Lo potete trovare, se interessati, nel negozio online Egyp.it

-- alcune delle immagini riprodotte sono tratte dalla pagina kickstarter del progetto di finanziamento collettivo del gioco (qui il link). sono proposte ritenendole gradita forma di diffusione dei contenuti, ma saranno rimosse su semplice richiesta in caso contrario --

9 commenti:

  1. Appena arrivato insieme a Escape Plan,Tafazzi mode on 🤣🤣😂😂🤣😂

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  2. Ho fatto il pledge (più preorder che pledge...) di On Mars giusto poche settimane fa, primo gioco di Lacerda che ho deciso di approcciare. Questa recensione però ha già messo in crisi la mia voglia di cimentarmi su un Lacerda!!! Speriamo bene...

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    1. Non mi dire così ;) Prendi la rece come una specie di iperbole, per capire che siamo di fronte ad un titolo molto barocco. Il gusto elaborato a volte può piacere, anzi, dopo diverse insalatine può essere quello che cerchi: solo ci vuole la giornata giusta (e non andare a letto presto per agevolare la digestione ...).
      Ciaociao

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  3. con Lacerda, prima di riempire il carrello, il mio consiglio è sempre di darsi una letta al regolamento: sono tutti disponibili online in italiano se non erro, a parte kanban (che grazie a Dio non ho comprato, visto quanto scrivi nella prima parte dell'articolo, proprio per l'impossibilità di leggere il regolamento).
    A me dell'autore colpisce molto la volontà di "simulare" qualcosa e, sempre a mio parere, è anche il motivo per cui i suoi giochi poi ne risultano così complessi, con pochi compromessi.
    Detto ciò mi sono letto volentieri il regolamento di Vinhos deluxe e avrei molta voglia di giocarlo (ma meno di fare l'investimento che richiede), altrettanto volentieri mi son letto il regolamento, ho finanziato e ora provato CO2: Second Chanche, uguale per On Mars (anche se era disponibile solo un draft) --> però se passiamo a Lisboa, ho letto la prima pagina e sono stato brutalmente respinto, per cui mai lo acquisterò (magari potrei provarlo, ma non penso che qualche conoscente pensi di acquistarlo)
    Dico di provare a leggere il regolamento e non di guardarsi un playthrough di 3 ore, perché ritengo che la prima cosa sia comunque da fare e si potrebbero poi ricevere brutte sorprese prendendo in mano il regolamento dopo essere sopravvissuti al playthrough (il cosiddetto colpo di grazia)

    Altra valutazione importantissima da fare (su Lacerda in generale) e che l'articolo evidenzia: occorre assolutamente valutare se si ha un gruppo di gioco con cui intavolare i suoi giochi, altrimenti rischiano di prendere polvere e basta.
    Lacerda non è per tutti, ma a quei pochi dà grandi soddisfazioni.

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  4. Avendo fatto l'Erasmus a Lisbona molti anni fa ed essendo un lusofilo sfegatato è da molti anni che vorrei comprare Lisboa e in generale cimentarmi con Lacerda, però il mio enorme timore è di non riuscire a metterlo mai sul tavolo.

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    1. Ieri sera i miei compari di gioco che non lo avevano ancora provato, letto l'articolo, si sono voluti cimentare. Reduce dai precedenti spiegoni, sono riuscito a riassumere le regole in un'oretta e la partita è finita a mezzanotte e mezzo. Uno dei partecipanti ci ha lasciato al nostro destino verso la fine della partita dicendo che già domani doveva lavorare e che gli sembrava di farlo anche giocando a Lisboa - come dargli torto ? ;) Gli altri due dicono invece di aver gradito assai.
      Resta un titolo che richiede buona volontà e partecipazione da parte di tutti i giocanti e che consiglio caldamente di giocare quando il giorno dopo si può dormire ;) Se hai il gruppo giusto di gente motivata non vedo perchè non prenderlo, altrimenti finirà nello scaffale dei giochi 'mai aperti' ;)

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  5. Giocato ieri per la seconda volta.... dopo una giornata di lavoro molto pesante. L ho fatto per amicizia (Pinco ha fatto la rece gli altri non l'avevano giocato ancora ed io non sono riuscito a trovare una scusa pronta) o forse perché nascondo una vena masochista di cui non ero a conoscenza. E' stata una inutile sofferenza stare lì con sto cavolo di libretto aiuto giocatore (scritto minuscolo che spiega centinia di tessere simboli e iconcine) desiderando solo che finisse presto.
    Vabbè ho esagerato, gli altri giocanti ne hanno riconosciuto i meriti e lo hanno apprezzato tanto. Diciamo solo che Lisboa va giocato (sempre se ami il genere) quando è tanto che non giochi (io la sera prima mi ero spremuto parecchio su Teotihuacan) quando non 6 particolarmente stanco e, infine, quando hai voglia di dedicare tutte le tue forze mentali a un titolo ben conscio del fatto che del resto lui ti chiede tutta la materia grigia di cui disponi al momento.

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  6. Ottima recensione e e descrizione di cosa si va incontro comprando Lisboa! Mi trovo perfettamente allineato con ciò che dici. Inquadrare il gioco non è facile, dalle regole. Una volta che ci si è riusciti, però, è possibile, per un giocatore/spiegatore capace verso giocatori esperti capaci di dedurre regoline omesse, trasmettere il flusso di gioco e le possibilità in modo più approcciabile e intelleggibile (omettendo momentaneamente tutte le regole cavillose per inserirle in-game). Io per capire il gioco ci ho fatto mezza partita con mia figlia di 14 anni (all'epoca) che... non è morta durante la spiegazione. Poi l'ho proposto anche ad un giocatore soprattutto American che, seppure parzialmente stordito, l'ha preferito ad altre cose (tipo i Rosenberg, per dire). Rimane comunque un gioco che, a meno che non lo si faccia diventare il perno di una serie di ritrovi, è destinato al fondo dell'armadio: dopo 2 mesi che non lo giochi col katso che ti metti a rileggere le regole perché non te le ricordi! Per quanto interessante e profondo sembri il gioco.

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    1. L'ultima cosa che hai detto, in particolare, rappresenta un poco il tallone d'Achille di questo tipo di titoli. Passato qualche mese, ti tocca sottoporti ad un nuovo ripasso dell'esame, per essere in grado di giocarlo, per cui spesso poi il gioco ti resta sull'armadio (io li metto sopra i giochi di uso meno frequente) ...

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