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[nonsolograndi] È qui la festa

scritto da Simarillon (Davide)

Di nuovo una recensione-blitz Clementoni oggi, che, ancora una volta, vuole riproporre e/o inscatolare grandi classici del gioco per bambini. In particolare, oggi, si parla di È qui la Festa, un gioco per divertirsi con amici e parenti durante le feste o con tanti piccoli giocatori presenti. Si può giocare a partire dai 6 anni e si gioca da 3 a 10 giocatori; autore Francesco Berardi.
  

I MATERIALI
La scatola, un pochino sovradimensionata rispetto ai materiali che ospita, contiene:
  • una lavagna cancellabile;
  • un pennarello per la lavagna e la relativa spugnetta per cancellare;
  • 15 coccarde in cartone spesso, che valgono come segnapunti;
  • 132 carte in cinque mazzi con i dorsi differenti, uno per ciascun gioco proposto;
  • tre raccoglitori per le carte.
materiali in gioco
Materiale standard per qualità: una buona idea quella delle scatole per contenere i vari mazzi di carte, una piccola critica al fatto che siano di difficile apertura e si rischi facilmente di romperle.
Buona anche l'idea di diversificare i dorsi delle carte, così da avere un colore associato al gioco e un colpo d'occhio immediato.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
La scatola contiene il materiale per giocare ai seguenti giochi:
  • il gioco dei mimi;
  • il semaforo di Letizia;
  • il gioco dei disegni misteriosi;
  • strega comanda colore;
  • lupo mangia frutta;
  • regina reginella.
Per le regole, nel caso improbabile non le sapeste, vi rimando ai link dei giochi che facilmente potete trovare sul web e non vi faccio leggere righe inutili.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Ci sono operazioni di recupero della tradizione che riescono e anzi sono particolarmente apprezzabili (mi riferisco al Mercante in Fiera, sempre di Clementoni, gioco che ho apprezzato moltissimo) e altre che sono tralasciabili o che comunque aggiungono davvero poco all’esistente... e devo dire che per me questo è il caso di È qui la festa. Apprezzo particolarmente Berardi e lo sforzo che fa con Clementoni di portare un qualcosa in più in giochi classici oppure destinati a un pubblico di non giocatori, però, in questo caso, mi sembra che manchi proprio quel quid che spesso contraddistingue i suoi giochi.

Qui c’è il recupero della tradizione di giochi cha abbiamo giocato tutti da bambini e che ancora oggi giocano i nostri figli (la mia piccola Letizia ha in Strega Tocca Colore, qui si dice così, uno dei suoi giochi preferiti) e che forse non avevano bisogno di essere messi in una scatola; il lato positivo, ad ampio spettro, è che con la diffusione dell’elettronica accompagnata dalla mancanza di tempo e di memoria sono proprio i giochi della tradizione ad andare in sofferenza e a finire nel dimenticatoio, quindi questa scatola Clementoni, quantomeno, ne preserva il ricordo.

Le illustrazioni sicuramente sono molto adeguate ai bambini e sono un punto a favore del gioco, come pure il pennarello per disegnare di qualità mediamente superiore a quelli che ho trovato in molti altri giochi, anche con prezzi ben superiori.

Nella recensione di oggi mi spingo un po’ oltre e voglio fare un commento che va bene per il gioco È qui la festa, ma va bene anche per il concetto di gioco dei bambini più in generale.
C’era una volta la fantasia, c'era una volta il tempo con una dimensione diversa rispetto a oggi, il mio piccolo Playmobil ieri era un pirata che dal galeone rubava i tesori del mare, oggi è un pellerossa che assalta il forte delle giubbe blu e domani sarà un poliziotto alla ricerca dei ladri che hanno rubato le preziose monete (dei pirati :D) dalla cassaforte, ogni giorno qualche piccolissimo accessorio e, soprattutto, la mia fantasia ne facevano l'interprete preferito dei miei giochi, delle mille storie che ci inventavamo insieme io e mio fratello. Oggi provate a prendere un Playmobil pirata e decontestualizzarlo facendolo diventare un poliziotto domani, sarà in imbarazzo nella city con tutti quei vestiti che indossa così inadeguati al posto in cui è stato catapultato.
Ecco, c'era una volta la capacità di immaginare, di fantasticare, di volare con il pensiero, di GIOCARE ogni volta in modo differente, oggi c'è bisogno di schemi che aiutino nel pensare, che diano una direzione, che facciano GIOCARE con un po' meno fantasia e un po’ ci imbrigliano … ritorniamo alla fantasia, al potere dell’immaginazione e se devo giocare a Strega Tocca Colore con i miei bimbi sarò io a dover pensare il colore da toccare, passando dal comunissimo rosso all’improbabile senape, e non sarà di certo una carta a suggerirmelo!

Il gioco deve piacere soprattutto ai bambini: sicuramente in giro c’è di meglio, che possa piacere di più anche agli adulti, ma Letizia per sere e sere mi ha chiesto di giocare a Regina Reginella (gioco di cui io stesso tra l’altro avevo rimosso la filastrocca dai cassetti della memoria), quindi il suo dovere alla fine lo riesce comunque a fare.

Una piccola perplessità sull'età minima suggerita per il gioco. Se è vero che i giochi sono cinque e quindi è difficile indicare un'età per giocare è altrettanto vero che un 5+ (se non addirittura un 4+) potevano stare sulla scatola tranquillamente.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Lupo mangia frutta
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “quando una tradizione raccoglie abbastanza forza per andare avanti per secoli, non può essere cancellata in un giorno solo” dallo scrittore nigeriano Chinua Achebe.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a È qui la festa:
  • che ci sono giochi immortali, che attraversano e uniscono le generazioni;
  • che per aiutarci a giocare si possono anche inscatolare giochi super-classici;
  • che la nostra fantasia qualche volta può aver bisogno di un piccolo aiuto e le carte dei diversi giochi possono darcelo;
  • a giocare in gruppi anche numerosi e a confrontarsi con altri bambini;
  • a conoscere numeri, colori e tutto quanto presente e disegnato sulle carte.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
I giochi della tradizione li giochiamo fino a quando vogliamo e accompagnano anche momenti più adulti della nostra vita, come un camposcuola o una gita con l’oratorio, quindi direi che in questo caso la risposta è… fino a quando avremo voglia di giocare e di sentirci un pochetto bambini.

La scatola
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Mamma gioca con noi, sono i giochi che giocavi anche tu da piccola, sarà un bel tuffo nel passato, tornerai piccola anche tu e ci divertiremo come dei pazzi tutti insieme.


Si ringrazia Clementoni per la copia di review fornita.

1 commenti:

  1. Ah, quando il mio omino LEGO in tuta e casco da astronauta entrava nel bar della via, dopo aver lasciato il lander fuori, e nessuno aveva niente da ridire...

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