intervista

[Intervista] Andrea Ligabue

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Andrea Ligabue è nato e risiede a Modena ed è una delle persoanlità italiane più importanti nel mondo dei giochi da tavolo. È riuscito a far diventare una passione, sbocciata all'età di 16 anni, un lavoro a tempo pieno, offrendo le sue competenze a editori, riviste, biblioteche, ludoteche, scuole e in generale a tutti quelli che cercano di fare progetti di qualità inerenti il mondo del gioco. Fin dalla sua prima edizione (nel 2008) Andrea è il Direttore Artistico di Play Festival del Gioco (l’evento ludico più importante in Italia), ma le sue esperienze e le sue conoscenze sono talmente tante che potrei scriverne per almeno una settimana.


1. Ciao Andrea e grazie per aver accettato di rispondere ai miei quesiti. Senza ulteriori indugi parto con la prima domanda, ovvero con il motivo che mi ha spinto a contattarti: è di pochi giorni fa la notizia che sarai uno dei docenti della Game Science Winter School che si terrà in concomitanza dell’altro evento ludico imperdibile in Italia, ovvero Lucca Comics & Games. Puoi dirci qualcosa di più su questa iniziativa?

La scuola nasce dalla collaborazione tra il nascente Game Science Research Center, il primo centro di ricerca interamente dedicato al gioco in Italia, e Lucca Comics & Games con la collaborazione di CMON. La scuola vuole dare, in un percorso immersivo di circa una settimana, quelle conoscenze, sia teoriche che pratiche, per poter affrontare con gli strumenti giusti il compito di realizzare un gioco per il cambiamento sociale. La scuola si rivolge tanto a esperti del mondo del gioco, magari desiderosi di ampliare anche le conoscenze teoriche sulla Game Theory o sugli aspetti educativi e psicologici del giocare, quanto a profili più accademici interessati a conoscere più a fondo elementi di Game Design. La scuola prevede lezioni teoriche alla mattina e laboratori pomeridiani accompagnati da tutor esperti tra cui spicca senz'altro Eric M. Lang, uno dei designer più famosi al giorno d'oggi.

2. So che sei uno degli ideatori del Gruppo di Promozione per la Ricerca sul Gioco dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Di cosa si tratta esattamente e chi può accedere ai seminari che vengono organizzati?

Il gruppo (gioco.unimore.it) nacque anni fa con l'intento di offrire tanto al mondo accademico quanto ai possibili interessati una serie di incontri e seminari con chi di gioco si occupa sia a livello Universitario che professionale. L'interesse suscitato da queste iniziative e i contatti creati, soprattutto in ambito accademico, hanno portato al desiderio di creare un vero e proprio centro di ricerca inter-ateneo sulle tematiche del gioco, percorso che sta vedendo proprio in questi mesi la sua conclusione con la creazione ufficiale della sede amministrativa (IMT Lucca) e della prima sede operativa (Università di Modena e Reggio Emilia) con l'adesione di importanti dipartimenti quali Economia, Scienze Umane, Ingegneria e Matematica e Fisica. 

3. Ci sono stati studi o ricerche sviluppati all’interno di questa iniziativa che hanno portato risultati particolarmente importanti o significativi?

Il mondo della ricerca ha tempi piuttosto lunghi: al momento abbiamo in corso uno studio sull'impatto del gioco Bluetube nel modificare il comportamento e la sensibilità sul tema dell'uso consapevole dell'acqua, portato avanti da IMT; il progetto di ricerca Free to Choose, il cui elemento centrale è stata la creazione di un gioco per sensibilizzare i giovani sugli stereotipi di genere che influiscono sulle scelte accademiche e lavorative (il gioco è stato sviluppato dall'università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Paolo Mori) e a settembre sulla rivista Dida (Centro Studi Erickson) è comparso un articolo anche a mio nome sul gioco da tavolo come veicolo di competenze.

4. Tra i seminari e gli incontri che vengono promossi, si ribadisce spesso il valore educativo del gioco a diversi livelli. Pensi che il gioco da tavolo possa essere d’aiuto nella prevenzione ed eventualmente nella cura della ludopatia e della dipendenza dal gioco d’azzardo?

Il termine ludopatia non è del tutto corretto, ahimè... in inglese questo disturbo è classificato come "gambling disorder" che sarebbe correttamente tradotto come “azzardopatia”. L'abitudine a un gioco sano interviene come fattore preventivo a due livelli: il primo è quello più immediato, dovuto al fatto che il gioco da tavolo e di ruolo rafforza e consolida la rete sociale e relazionale dei ragazzi, diminuendo l'incidenza di tutte quelle dipendenze che spesso trovano nell'isolamento un terreno più fertile. Il gioco ha anche un'azione preventiva specifica: l'abitudine, grazie al gioco, a utilizzare le funzioni esecutive del proprio cervello (quelle che entrano in campo tutte le volte che non possiamo affidarci a una risposta istintiva o automatica) rende meno vulnerabili a offerte pseudo-ludiche basate esclusivamente sulla fortuna e sulla risposta rapida e immediata. Al momento però non ci sono ancora studi scientifici quantitativi che dimostrino questa assunzione, che dal punto di vista empirico e qualitativo in molti ci sentiamo di sostenere. Qua potrebbe intervenire, in maniera importante, un progetto di ricerca multidisciplinare.
Negli ultimi anni, specialmente legati al marchio Slot Free, sono stati portati avanti molti progetti in Italia che hanno avuto nel gioco sano il loro elemento caratterizzante, sia a Modena che a Udine, ma anche in altre parti d'Italia.

5. Visto che hai spesso a che fare con editori e autori di giochi, credi si possa parlare di una “scuola italiana” del game design o i tempi non sono ancora maturi? In quali aspetti gli autori nostrani rappresentano un’eccellenza o in cosa invece devono migliorare?

In realtà il quadro autoriale è sempre di più internazionale. Le tradizionali scuole "tedesca" e "americana", pur essendo un utile riferimento per parlare di stili di design diversi, sono in parte superate, perché sempre di più abbiamo un continuum che va dalla narrativa al gioco astratto. Sicuramente al mondo autoriale italiano non manca nulla, se non la storia. Autori italiani si stanno affermando con giochi di altissima qualità e prodotti da case editrici importanti. Certo, fatta eccezione per Leo Colovini, non abbiamo ancora autori che possano vantare una pluralità di titoli pubblicati al pari di un Knizia o un Kiesling. Il movimento però è vivo e grazie a eventi quali IDeAG il confronto tra autori è sempre più presente ed efficace, testimone ne è la nascita di SAZ Italia.

6. Come vedi, dal tuo punto di vista, l’attuale situazione del mercato dei giochi da tavolo in Italia e che differenze ci sono rispetto al resto d’Europa e del mondo?

Il mercato italiano è fortunatamente in crescita come può testimoniarlo la solidità di realtà, come ad esempio Asmodee, che hanno a catalogo di fatto solo prodotti localizzati. Rispetto ad anni fa i titoli migliori hanno spesso anche un'edizione italiana e sempre di più mi capita, anche nelle scuole, d'incontrare bambini e famiglie che già si sono avvicinati al gioco da tavolo di qualità. Esiste anche un vasto brulicare di case editrici di piccola-media dimensione, che a volte si consolidano e altre volte scompaiano, ma che comunque danno una tangibile prova di un mercato in fermento. Da Direttore Artistico di Play posso dire che le richieste di partecipazione al Festival sono in continuo aumento sia dal punto di vista numerico (editori che chiedono di partecipare) sia dal punto di vista delle dimensioni (spazi che editori già presenti richiedono). Il fatto che realtà non nate come editori di giochi (pensiamo ad esempio al Centro Studi Erickson) si affaccino in maniera sempre più evidente sul nostro mercato o che realtà affermate come Ravensburger inizino a portare in Italia anche titoli più specialistici, che prima erano pubblicati solo in Germania, è un altro segno di buona salute. 

7. Ci puoi anticipare qualcosa della prossima edizione di Play che si terrà dal 3 al 5 aprile 2020?

Sarà la migliore Play di sempre :-) ...scherzi a parte, consolideremo senz'altro la presenza e l'attività su tutti e tre i giorni, andando a rafforzare alcune novità del 2020 come il padiglione dedicato al gioco tridimensionale, l'equa distribuzione del gioco da tavolo sui due padiglioni principali (A e B) e il rafforzamento del programma e dello spazio dedicato al gioco di ruolo. Ci sono prospettive importanti di apertura verso la città (ricordiamo che proprio a settembre il Sindaco di Modena e il Magnifico Rettore hanno firmato un accordo per promuovere Modena come capitale del buon gioco) e di ampliamento e rafforzamento della nostra proposta Educational (cosa in cui siamo stati senz'altro profeti, visto anche quello che è avvenuto a Gen Con e che avverrà a Essen). In sviluppo un progetto per proseguire nel percorso di offrire una serie di contenuti interessanti anche per il mondo B2B (PlayTrade). Il tema poi di quest'anno, #futurosostenibile, è senz'altro di grande attualità e anche in quel campo stiamo progettando. Sicuramente ci saranno già delle sorprese concrete sotto Natale quando tradizionalmente apriamo una speciale finestra dedicata alla prevendita.

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