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[nonsolograndi] Hero Town

scritto da LucaCiglione

Immagino che tanti, tra i lettori,  abbiano vissuto con i propri figli la fase “Supereroe”.

Io la sto vivendo da circa un annetto. Da quando ha 3 anni, Gabriele è entusiasta di essere un “SuperPeroe”, come lui si definisce, e spesso lo trovo correre per casa con mantello e mascherina. Questo anche quando le temperature estive erano oltre i 30 gradi e avvolgersi metri di stoffa addosso non fosse proprio la cosa migliore da fare.

È particolarmente interessante approfondire perché i bambini amino così tanto fare questo gioco e, tra i motivi principali, c’è il fatto che "essi abbiano una innata  motivazione a fare del bene" (Hamlin et al, 2007).

Quando ho visto il nuovo gioco di Djeco, mi è subito sembrato un regalo perfetto per il ritorno da una trasferta.

Parliamo oggi appunto di Hero Town, un gioco cooperativo per 2-4 giocatori di Vincent Bonnard, illustrato da Steve Simpson e edito da Djeco, della durata di circa 10 minuti a partita.


MATERIALI

Materiali
Siamo di fronte alla classica scatoletta compatta di carte Djeco con:

  • 24 carte equipaggiamento (gialle);
  • 6 carte eroe (rosso);
  • 6 carte palazzo  (compongono un palazzo unendole tipo puzzle);
  • 12 carte nemico (blu);
  • le istruzioni multilingua.


Le carte sono ben disegnate e hanno buona grandezza e grammatura come – da sempre – Djeco ci ha abituati.


GAMEPLAY E IMPRESSIONI

È ancora possibile prendere il memory e tirarne fuori qualcosa di nuovo?
Tale è la sfida che gli autori di questo gioco si sono dati e, devo dire, che sono riusciti alla grande nel loro intento.

Esempio di turno
All'inizio della partita si costruisce, in mezzo al tavolo, il palazzo, mettendo vicino le varie carte che ne compongono la facciata.

Si mettono scoperti i 6 supereroi, che servono da promemoria. Ogni supereroe per essere “chiamato” e intervenire ha bisogno di due oggetti ben specifici tra mantello, mascherina, scudo e spada.

Terminato il setup ogni giocatore riceve le carte oggetto (12, 8 o 6) a seconda del numero di giocatori. Le pone scoperte davanti a sé, le memorizza e poi le gira coperte.

A questo punto si voltano due mostri dal mazzo delle carte blu. Ogni mostro riporta sulla carta uno o più supereroi al quale è maggiormente vulnerabile.

I giocatori a questo punto dovranno girare quattro carte oggetto, in modo da chiamare i supereroi corretti per sconfiggere i mostri.

Se gli oggetti sono corretti, il supereroe arriva e uccide il mostro, viceversa il mostro distrugge una porzione di palazzo (la carta si gira e dietro c’è la stessa porzione con il fuoco) e rimane in gioco per il prossimo turno.

Si continua fino a che non terminano le carte oggetto. Se alla fine il palazzo è ancora in piedi e ci sono meno di quattro mostri in gioco allora i supereroi hanno vinto, altrimenti hanno fallito tutti insieme.

In questo caso abbiamo una bruciante sconfitta

Il gioco è decisamente semplice, tuttavia non è solo questione di memoria, ma è anche necessario cercare di utilizzare le carte nel modo più equilibrato possibile per non ritrovarsi, a fine partita, a non poter chiamare nessuno dei supereroi necessari.

Il gioco è ben bilanciato: di solito si vince, ma si percepisce bene il pericolo che il palazzo possa venire distrutto.

Quello che secondo me manca per renderlo un prodotto davvero perfetto è l’assoluta assenza di ambientazione. Non abbiamo alcuna notizia su chi siano i supereroi e i mostri, né di come si chiamino, quali siano i loro poteri e perché stiano combattendo.

Questo avrebbe fornito una grande profondità al gioco. Noi abbiamo creato questi background e costruito una storia, ma il fatto che non sia neppure consigliato dal regolamento mi è sembrata una grande mancanza.


COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Gli strumenti a disposizione


Si impara a collaborare con gli altri (bisogna decidere insieme che supereroe chiamare e girare gli oggetti giusti al momento giusto, altrimenti non serve a nulla).

Si impara ovviamente ad allenare la memoria.

Si impara che ogni supereroe ha un potere specifico e combatte solo alcuni cattivi (e quindi anche i supereroi devono stare attenti).


FINO A QUANDO POSSO GIOCARE

Il gioco è un 6+. Lo trovo esagerato, Gabriele a 3 anni e mezzo non ha alcuna difficoltà a giocarci e, proposto a gruppetti di compagni dell’asilo, ha sempre riscosso un grandissimo successo.

Ovviamente, perde appeal crescendo e credo non si riesca a portarlo oltre le elementari.
Devo dire che giocare tra adulti e bambini, invece, è un’esperienza piacevole e funziona molto bene.


I cattivissimi cattivi
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE

Il gioco rende bene in qualsiasi configurazione. In 3 persone c’è il problema che a turno uno dei giocatori deve girare due carte e gli altri una e questo, se i bambini giocano da soli e sono piccoli, potrebbe confonderli un po’.



PERCHÉ GIOCARE CON MAMMA (E CON I NONNI)

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Questo gioco è ideale da giocare con gli adulti, perché si collabora e inoltre la mamma è bravissima a raccontare il background di mostri e supereroi...


GABRIELE DICE


I Supereroi. Gabriele in alto a sinistra.
Gabriele ha battezzato ogni supereroe con un nome. A parte inserire se stesso, ha scelto il nome dei suoi migliori amici dell’asilo Samu e Carola, della sua maestra preferita Sinda e gli altri li ha chiamati Barbabietola e Vespa, il primo da un racconto del nonno e il secondo per il vestito.

“La maestra Sinda è fortissima, perché ha il fuoco…” 

“Ecco, abbiamo sconfitto il cattivo” prende la carta e la picchietta sul mostro facendo anche effetti sonori tipo “bam bam… lasciami stare, cattivone".

“Nooo, distrugge il palazzo” stessa scena precedente con il mostro che picchietta sulla carta del palazzo prima che essa venga girata.


CONCLUSIONI

Hero Town di Djeco è un gioco che ha un rapporto qualità/prezzo eccellente e che vi garantirà un sacco di belle partite, soprattutto se il vostro nongrande ama i supereroi.

È un bambino o un "SuperPeroe"?

Gabriele ci vuole giocare quasi quotidianamente: la durata e il gameplay semplici lo permettono senza problemi.
Essendo trasportabile è fisso nello zaino e ho visto che qualsiasi bambino coinvolto è riuscito a giocarci, apprezzandolo.

Personalmente, avendo pochissima memoria, non sono particolarmente di aiuto nelle nostre partite e anzi alzo il livello di sfida, aumentandone la difficoltà.

Nonostante questo, non è facile che il palazzo venga distrutto, avendo in 4, ad esempio, sei round e sei sezioni di palazzo. Insomma perdere non è proprio semplicissimo, ma è possibile.

Peccato manchi tutta la parte narrativa, che certamente potete aggiungere voi, ma che secondo me avrebbe reso il gioco un must have.

3 commenti:

  1. Ecco lì nuovo articolo nuovo must have. Tutti i giochi son sempre i migliori. Stranamente poi ve li hanno passati da recensire. Siete sempre meno credibili.

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    1. Ciao Jefferson, permettimi di non essere proprio d'accordo con il tuo commento. Per prima cosa questa recensione è di un gioco che ho liberamente acquistato per mio figlio, e non è una copia demo. Seconda cosa nell'ultima frase prima del must have c'è scritto "peccato manchi tutta la parte narrativa altrimenti" il che è una decisa critica ad un aspetto del gioco. Infine, anche se non credo ci sia bisogno di ribadire la nostra, mia assoluta libertà, basta andare al mio articolo di settimana scorsa per leggere come abbia mosso critiche niente poco di meno che al gioco dell'anno. Le mie impressioni restano sempre soggettive per carità, ma sono sempre legate alla mia esperienza di gioco.

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    2. Io invece trovo che la recensione sia onesta. In una sola frase ha lamentato un grave difetto, e non è stato morbido nel farlo. Non so se tu sia arrivato a leggere almeno fino a metà recensione... o se abbia semplicemente guardato le conclusioni.

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