recensione

[Recensione] Couleurs de Paris

scritto da Simarillon (Davide)

L’impressionismo è un movimento pittorico nato a Parigi nella seconda metà dell’800. Nasce ufficialmente il 15 aprile 1874 in occasione della mostra tenuta nello studio del fotografo Nadar da un gruppo di artisti respinti dal Salon di Parigi, il tempio della pittura ufficiale. La mostra ha un esito disastroso e provoca feroci polemiche. Ispirandosi al titolo del dipinto Impression, soleil levant di Claude Monet, il critico d’arte Louis Leroy definisce ironicamente questi pittori impressionisti. Gli impressionisti lasciano gli atelier per lavorare all’aperto nelle campagne, nelle periferie, nelle piazze. Utilizzano cavalletti portatili e colori a olio in tubetti, fabbricati per la prima volta in questi anni. Lo scopo è cogliere l’impressione visiva della realtà; da qui la necessità di un’esecuzione rapida, senza disegno preliminare, senza ritocchi e sfumature. Il fondamento della tecnica impressionista è lo studio della luce e del colore; per conferire la massima luminosità ai dipinti gli impressionisti accostano direttamente sulla tela i colori puri; aboliscono l’uso del nero per realizzare le ombre, che vengono rese combinando diversi colori. Spesso gli impressionisti rappresentano il medesimo soggetto in diversi momenti del giorno per mostrare come la luce, nel suo continuo divenire, trasformi cose e colori... e dopo la lezione di Storia dell’Arte, scopriamo che oggi si parla di Couleurs de Paris, gioco di Nicolas De Oliveira con le illustrazioni Fabrice Weiss, edito dalla francese Super Meeple e in Italia grazie a GateOnGames (che ringraziamo per la copia di review). Si può giocare da 2 a 4 giocatori (come è oramai per la maggior parte dei giochi che escono sul mercato) in partite che durano 20 minuti circa a giocatore (durata ottimistica per le prime partite e se avete pensatori al tavolo)  a partire dai 10 anni.
Volete vedere se siete pronti a mettere il basco e prendere il pennello per dipingere? Continuate a leggere...


I MATERIALI
Scatola quadrata, di dimensioni standard e quindi che starà bene nella vostra ludoteca, ricca di materiali e dove possiamo trovare:
  • la plancia di gioco a due livelli con una ruota girevole;
    materiali in gioco
  • quattro plance giocatore in cartone molto spesso e su due livelli;
  • quattro cavalletti in cartoncino;
  • ventiquattro meeple pittore (che il gioco chiama assistenti) nei colori rosso, giallo, blu, verde, con basco e pennello;
  • duecentoundici cubetti pigmento, nei colori primari (rosso, giallo, blu) secondari (verde, arancione, viola) e bianco;
  • trentadue carte dipinto;
  • dodici segnalini punti prestigio;
  • quindici carte bonus;
  • otto carte pittore, in cartone molto spesso, che si andranno, eventualmente, ad agganciare alla plancia giocatore.
Davvero ottimo il lavoro dell’editore: il gioco ha un colpo d’occhio magnifico e, se state giocando, credo sia impossibile che qualcuno vi passi vicino senza buttare l’occhio al tutto, magari con bel “WOW, ma che bello questo gioco”. Se vi facesse piacere vedere i componenti del gioco ho girato anche un video di unboxing.
Ottimo il manuale, chiaro, ben scritto e ricco di esempi, anche nella sua versione in italiano, lascia davvero spazi nulli all’interpretazione ed è un valore aggiunto del gioco.


IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento

Il gioco è un piazzamento lavoratori in cui, alla fine, vincerà chi avrà il maggior numero di punti.
Couleurs de Paris si divide sostanzialmente in due fasi: quella di piazzamento sulla ruota dei propri meeple assistente pittore e quella di risoluzione delle azioni. Il posizionamento è spesso univoco per le diverse azioni e ci saranno ad ogni turno due azioni non disponibili. La ruota è divisa in uno spazio centrale e uno spazio inferiore; uno degli assistenti posizionati nello spazio inferiore al turno successivo, dopo la rotazione della ruota, dovrà rimanere sulla plancia di gioco, mentre tutti gli altri verranno recuperati e riposizionati.

Le azioni sono diverse (tutte molto congruenti con il tema) e sono nello specifico:
  • ottenere un colore primario;
  • mescolare due colori primari per ottenere un colore secondario;
    matrici colorate dei quadri
  • mescolare tre colori secondari per ottenere un pigmento nero;
  • dipingere;
  • ottenere una carta dipinto;
  • ottenere una carta bonus;
  • migliorare uno dei propri strumenti (Tubetto di Colore, che indica il numero di pigmenti che si possono prendere; Tavolozza, che indica il numero di pigmenti colore secondario che si possono ottenere; Pennello, che indica il numero di pigmenti che si possono posizionare su un quadro).
Queste azioni sono disponibili sulla parte inferiore della ruota, mentre sulla parte superiore saranno disponibili le seguenti:
  • ottenere il segnalino primo giocatore;
  • imitare un’azione;
  • modificare il numero di spazi di rotazione della plancia (0 oppure 2);
  • ottenere pigmenti bianchi.
Le azioni vengono risolte sdraiando i propri assistenti e determinerà quanto forte è l’azione la singola plancia giocatore (così se ho il Tubetto Colore a livello 6 e posiziono un assistente pittore su ottieni un colore primario mi verranno dati sei cubetti pigmento di quel colore o se ho il pennello a 3 potrò posizionare sulla carta dipinto tre pigmenti).
Ci sono due condizioni di fine partita: quando un giocatore completa il suo secondo quadro oppure quando a un giocatore viene assegnato il quinto pigmento nero.

Nella scatola ci sono due moduli aggiuntivi, ovvero Carte Bonus e Tessere Pittore. Le prime replicano, sostanzialmente le azioni presenti sulla ruota e sono ottenibili usando i pigmenti bianchi, una volta acquistate sono da usare immediatamente e poi da scartare (segnalo l’unica azione non presente sulla ruota, ovvero lo Scambio di Colori, si sostituiscono fino a quattro pigmenti sulla propria plancia con pigmenti della stessa tipologia).  Le Tessere Pittore, da affiancare alla plancia di ciascun giocatore, invece, rappresentano un pittore e hanno un potere speciale, differente per ognuno di questi, come ad esempio Renoir che avrà il potere di "dipingere sino a due spazi blu su uno o più dipinti ogni volta che viene effettuata l’azione Ottieni Pigmenti Primari (Blu)".


I MIEI PARAMETRI
Ecco alcuni parametri, oggettivi, per aiutarmi (aiutarvi?) a valutare un gioco.
Scalabilità
Direi ottima. Mi piace sempre, infatti, quando l’autore pensa dei piccoli aggiustamenti in base al numero dei giocatori (dimostra attenzione alla scalabilità) e in Couleurs de Paris la ruota vede alcuni spazi azione non disponibili se si gioca in 2 o in 3 giocatori. Devo dire che mi è piaciuto giocato in qualsiasi configurazione, anche se la mia preferenza va, in generale, ai quattro giocatori, considerando anche il poco downtime, ma, ribadisco: è molto piacevole anche in 3 e in 2 giocatori. Scalabilità: aspetto su cui il gioco è sicuramente promosso.
Rigiocabilità
Discreta. Ci sono otto quadri, ma con matrici diverse (quattro), ci sono (in teoria, poi vedremo il perché) diversi modi di fare punti, ci sono otto pittori con diverse abilità, insomma direi che gli elementi per non far sembrare una partita uguale all’altra ci sarebbero tutti.
Interazione
Tantissima, anche se indiretta con l’occupazione degli spazi azione. Diciamo che si può provare anche a ostacolare in qualche modo gli avversari, ma sicuramente l’attenzione maggiore andrà alla nostra plancia; in complesso si curano i propri quadri, ma si butta un occhio anche sui quadri avversari.
Originalità
Dunque, Rotella: Gerdts; piazzamento meeple: titolo da scegliere a caso almeno tra un centinaio; colori: il cerchio cromatico di Itten (se ne parla da un centinaio di anni); giocare con i quadri: Pastiche per dirne uno del 2011 (e Fresco è del 2010)… diciamo che non fa dell’originalità il suo punto forte.
Profondità
Buona. Il gioco ha sia una componente strategica, come deve essere per un buon piazzamento lavoratori, per determinare la miglior strada verso il successo, sia una componente tattica, che sta nel saper cogliere le opportunità fornite dagli spazi azione liberi che la ruota ci propone di turno in turno; direi che su questo punto mi sento di promuovere il gioco.


LA FIRMA DI DAVIDE... OVVERO COSA DI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e oggi, visto il tema, non posso non citare uno dei miei pittori preferiti (se non il preferito in assoluto): “perché ovunque io sia avrò una meta: dipingere la gente come la vedo e come la conosco”, Vincent Van Gogh.

Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Couleurs de Paris:
  • a riconoscere le opere di grandi pittori francesi;
  • a conoscere il Cerchio Cromatico di Itten e la suddivisione tra colori primari e colori secondari e come si creano i colori secondari;
  • a giocare con componenti di gioco molto, molto belli, confermando il detto che "anche l’occhio vuole la sua parte";
  • a piazzare meeple su una ruota, che è sempre divertente e che Mac Gerdts ha inventato un meccanismo assolutamente geniale.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Lo studio “Bateau-Lavoir” di Montmartre che ospita alcuni promettenti pittori ha indetto una competizione per determinare chi sarà il prossimo artista degno della fama di pittori del calibro di Cézanne, Monet, Renoir o Toulouse-Lautrec… Per riuscire a distinguerti dal resto dei partecipanti dovrai dare un tocco del tuo stile nella realizzazione di una serie di dipinti, mentre cerchi di migliorare al contempo attrezzatura e tecnica. Coraggio! La competizione sarà dura, ma la gloria che potrai ottenere vale senza dubbio lo sforzo per tentare di raggiungerla!
Ecco come si presenta il gioco, facilmente ognuno potrà ritrovare un pittore che gli piace tra gli otto disponibili (Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Toulouse-Lautrec, Van Gogh) e potrà immedesimarsi con il pennello a dipingere i quadri proposti. Una piccolissima critica la possiamo muovere ai dipinti, che sono uno solo per ogni pittore, anche se poi la matrice colori per realizzarlo è presente in più di una composizione, per la precisione in quattro composizioni differenti per ogni quadro. Forse ci sarebbero state royalty un po’ troppo alte, ma penso che avere almeno due quadri per pittore sarebbe stato meglio.
C’è poi un meta-gioco che si farà alla prima partita e che sarà quello di provare ad associare ogni quadro a un pittore. Personalmente, senza aiuti, sono arrivato a riconoscerne sei su otto, ad avere qualche dubbio sul settimo e a mettere l’ottavo solo per deduzione (scelto per primo non avrei saputo associarlo proprio a nessun pittore); potrete autovalutarvi e confermare se quel voto così alto in Storia dell’Arte era o meno meritato.

Come ho già scritto sopra i materiali sono davvero belli e tutto il gioco dà un piacevole senso di gradevolezza durante la partita: ci sono la plastica e il cartoncino ai posti giusti e i piccoli dettagli lo elevano a un ottimo standard qualitativo; l’unica leggerissima critica che posso muovere è il fatto che manchino i segnalini prestigio di valore quattro e questo può creare qualche piccolissima difficoltà al momento dell’assegnazione dei punti prestigio (ma è davvero un aspetto assolutamente minimale). Voglio anche fare una nota di merito per la plancia giocatore, chiara ed esaustiva con una simbologia che riassume tutto il flusso di gioco e le informazioni necessarie perfettamente: si vede che chi l’ha pensata è abituato a giocare!

Il meccanismo della ruota funziona e direi anche piuttosto bene. Anche il dover lasciare uno dei propri meeple sulla plancia aiuta a rendere il gioco un po’ più strategico, dovendo riferirsi anche, almeno, al turno successivo; personalmente avrei forse dato la possibilità di recuperare tutti gli assistenti, ma con una eventuale penale in termini di gioco, ma qui stiamo parlando proprio solo di preferenze personali, le quali oltretutto dovrebbero essere verificate con una prova su strada. Anche il fatto di, eventualmente, accelerare o bloccare la ruota aggiunge ulteriore interesse al posizionamento dei propri meeple.
Il gioco ha un suo core di sicuro interesse, con cui iniziare le prime partite, su cui si possono innestare le Carte Bonus e le Tessere Pittore. Proprio queste due mini-espansioni mi hanno lasciato un pochetto perplesso: le abilità dei pittori non mi sembrano perfettamente bilanciate (anche se dovrei avere un maggior numero di partite per valutare meglio questo aspetto) e inoltre sono molto (troppo?) forti in termini di rotture del gameplay ("ad esempio piazza due colori sul quadro non rispettando la matrice di composizione" oppure "al momento della scelta dei pigmenti puoi piazzarne immediatamente due sui quadri a disposizione"). Anche per quanto riguarda le Carte Bonus mi sembra che richiedano troppo sforzo rispetto ai vantaggi che danno (replicando poi semplicemente le azioni presenti sulla ruota) e non diano nessun valore aggiunto al gioco e al gameplay

Ritengo, personalmente, che ci sia un potenziale problema in Couleurs de Paris, che in qualche modo mitiga alcune delle considerazioni sopra esposte. In tutte le partite giocate ha vinto il primo che ha realizzato i due quadri, puntando su almeno una matrice molto semplice (se non su entrambe semplici); che forse nel complesso, se si tralasciano le meccaniche e si dà un valore all’ambientazione, è anche sensato. Questo, però, significa che alla fine il gioco rischia di diventare una rincorsa a raccogliere il più velocemente possibile pigmenti da posizionare sui quadri, cercando di prendere i quadri più semplici senza curarsi dei punti che si possono ottenere sia con l’accumulo di colori secondari, sia, eventualmente, avanzando nei diversi tracciati Strumento (Colore/Tavolozza/Pennello), privando il tutto un poco di profondita'.
In sintesi, ritengo Couleurs de Paris un buon gioco, a cui forse può manca il classico qualcosina per consentirgli di farlo spiccare in modo assoluto, ma qui resto in attesa delle indicazioni dei lettori, quando uscirà sul mercato (per Lucca 2019).

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