[Solo sul mio tavolo] La top10 dei giochi in solitario

scritto da White Winston (Andrea P.)

Le classifiche, si sa, nonostante la loro assoluta soggettività, hanno quel fascino irresistibile, catturano l’attenzione come abili affabulatori e fanno uscire il portafoglio dalle tasche come borseggiatori d’altri tempi. E allora, quale miglior momento della vigilia della più importante fiera a livello planetario dedicata ai giochi da tavolo (Essen Spiel) e di una delle più importanti a livello italiano (Lucca Comics and Games) per pubblicare una bella classifica?!?
Prima di tutto una premessa: questa sarà una top10 esclusivamente dedicata ai solitari. Chi segue la mia rubrica “Solo sul mio tavolo” ormai sa che dentro alle mie recensioni, oltre al focus sulle modalità solitario, c’è sempre una panoramica generale sul gioco, che abbraccia aspetti che fanno da contorno a tale modalità e che talvolta fa riferimento anche alla più classica modalità multigiocatore. Al contrario, questa vuole essere una classifica basata esclusivamente sulle modalità solitario; il gioco può anche essere un capolavoro, ma se il suo “solo mode” non eccelle, non lo troverete qui menzionato. Il suo target (e il suo scopo) vuole quindi essere il solitarista che cerca una rapida classifica d’opinione, per approcciarsi a questo mondo per la prima volta o per consolidare la propria già nutrita collezione, lasciandosi incuriosire dai titoli proposti. Naturalmente sarà una classifica “vivente”, ovvero mi impegnerò ad aggiornarla periodicamente, in base alle mutevoli preferenze e ai nuovi titoli usciti, e a inserire via via i link alle recensioni più complete qualora non fossero già presenti. Un’ultima precisazione: questo non è un premio e non c’è nessuna oggettività nella scelta e nel posizionamento dei titoli. Semplicemente, è la mia personale top10! Tenetelo a mente quando scriverete un bel flame sulla mancanza del vostro titolo preferito…
Basta chiacchiere! Andiamo a vedere chi occuperà l’ambitissima posizione di:

“TOP SOLO SUL MIO TAVOLO 2019”


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10. Maquis, ideato da Jake Staines (2013). Editore Side Room Games (1 giocatore, età 10+, tempo a partita in solitario 20 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Uno dei Print and Play più famosi e apprezzati in rete, Maquis in realtà risulta essere anche un gioco molto ben ambientato e curato in ogni minimo dettaglio, governato da meccaniche di piazzamento lavoratori e un pizzico di pick-up and deliver. La sua edizione retail, nata grazie a un Kickstarter di successo del 2019, ha consentito di arricchire il gioco con grafica e materiali di altissimo livello, rendendo fruibile il titolo anche ai refrattari dei PnP. Rapido, semplice e sfidante, Maquis è un vero gioiello del panorama dei solitari PnP, dimostrando un’eleganza e una cura difficilmente rintracciabili in altri suoi simili.
Qui il link per scaricare il PnP (esiste anche una versione digitale scaricabile per dispositivi mobili).


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9. Mage Knight Ultimate Edition, ideato da Vlaada Chvátil (2018). Editore WizKids e localizzazione italiana a cura di Giochi Uniti (1-5 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 120-150 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Riedizione del famosissimo gioco Mage Knight Board Game del 2011, raccoglie al suo interno il gioco base e le tre espansioni uscite negli anni (La Legione PerdutaKrang e Le Ombre di Tezla), oltre ad alcune carte promo (5) appositamente create per questa edizione. Parliamo di uno dei solitari più famosi, discussi, apprezzati e osannati di tutti i tempi, che basa il suo enorme successo su meccaniche di deck-building, esplorazione, crescita del personaggio e combattimenti (molto matematici). Re indiscusso di molte classifiche, è in realtà un german travestito da american estremamente complesso e unico. Capolavoro di genere, è un gioco capace di lasciare il segno per originalità e profondità, dalla longevità praticamente infinita, anche se con un target assolutamente di nicchia.
Qui una recensione più completa.


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8. Great Western Trail, ideato da Alexander Pfister (2016). Editore Eggertspiele e localizzazione italiana a cura di Uplay.it Edizioni (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, indipendente dalla lingua).

Il capolavoro di Alexander Pfister è un gioco che combina tante meccaniche diverse come deck-building, percorso su mappa, consegna con treno, costruzione edifici, mercato del lavoro, eccetera, per un’insalata di punti finale all’apparenza generosa, ma in realtà ottimizzabile con strategie e scelte ben precise. È sicuramente uno dei german più apprezzati dai gamer di tutto il mondo, nonostante manchi di un fondamentale aspetto: la modalità solitario. Ci ha pensato l’utente di BGG wgerken che, con una solo mode fan made, anche grazie alle illustrazioni aggiunte da un altro utente (Justin Parker), è riuscito a fare centro. La fluidità è il suo maggior pregio, perché, se per imparare a giocare al gioco base serve un studio approfondito del regolamento, per giocare contro Brisco serve soltanto eseguire quanto riportato nella carta di turno, con un downtime praticamente inesistente. Semplice, intuitivo ed efficace.
Qui una recensione più completa.


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7. Barrage, ideato da Tommaso Battista e Simone Luciani (2019). Editore Cranio Creations (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, indipendente dalla lingua).

Edito grazie alla campagna Kickstarter più chiacchierata e discussa della storia, Barrage è risultato fin dal prototipo un titolo in grado di conquistare il favore dei germanofili di tutto il mondo, dimostrando una fluidità, un’eleganza e una genialità tipiche solo dei grandi classici. Un tradizionale piazzamento lavoratori unito alle meccaniche originali della ruota di costruzione e del flusso dell’acqua, fanno di questo titolo una vera eccellenza di semplicità e profondità. Il solitario, studiato personalmente da uno degli autori Tommaso Battista (sullo stile di quelli ideati da Automa Factory), permette di competere contro un automa ben strutturato, dalla difficoltà variabile, anche se non di immediata comprensione. Barrage non avrà difficoltà ad affermarsi come una delle novità editoriali più interessanti del 2019 e la sua modalità solitario non fa eccezione.
Qui una recensione più completa.


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6. La Festa per Odino, ideato da Uwe Rosenberg (2016). Editore Feuerland Spiele e Z-Man Games Inc. e localizzazione italiana a cura di Cranio Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 90-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco di piazzamento lavoratori, piazzamento tessere e gestione/trasformazione risorse che nasce letteralmente dall’unione di 3 dei migliori giochi mai pubblicati dal celebre Rosenberg: Agricola, Patchwork e Le Havre. L’autore prende il meglio dei tre giochi e lo combina sapientemente con (inaspettato) successo, creando un cinghiale indubbiamente più complesso, ma molto strategico, stretto e a tratti punitivo (più di quanto si possa pensare viste le 60+ azioni disponibili). Il solitario è tradizionale (sfida te stesso e fai più punti possibili), ma di grande soddisfazione, vista la complessità e la difficoltà nel perseguire in maniera efficace la propria strategia. Il sapore di cinghiale è molto forte… ma se siete dei fan di Uwe qui troverete forse il suo miglior solitario.


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5. Progetto Gaia, ideato da Jens Drögemüller e Helge Ostertag (2017). Editore Feuerland Spiele e localizzazione italiana a cura di Cranio Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 90-120 minuti, indipendente dalla lingua).

Seguito spirituale di Terra Mystica, cinghiale di peso massimo, Progetto Gaia è riuscito in poco tempo a superare il suo maestro e a scalare la classifica di BGG fino alla vetta, grazie alla sua fluidità e alle chirurgiche, ma efficaci, integrazioni e aggiunte, che sono state introdotte in uno dei gameplay più famosi e apprezzati del panorama ludico. Un sistema automa simile a quello di Scythe (studiato sempre da Automa Factory), condito da ben 7 fazioni automa, ciascuna caratterizzata da specifiche azioni e bonus, rendono questo solitario un capolavoro di varietà, longevità e complessità (attenzione al regolamento, di non facile digestione).
Qui una recensione più completa.


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4. Newton, ideato da Nestore Mangone e Simone Luciani (2018). Editore Cranio Creations (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 45-60 minuti, indipendente dalla lingua).

Newton è un gioco per cervelli da corsa, ovvero uno splendido rompicapo in un tempo contenuto. Un pizzico di innovazione misto a sapori più classici fanno di questo italianissimo german un gioco solido, bilanciato e squisitamente strategico. La cornice della scienza è gradevole quanto evanescente, ma per i fanatici del genere sono sicuro che questo non rappresenterà un grosso problema. Importantissima è la lettura del setup iniziale e la pianificazione, per risultare ottimale, deve essere fatta fin dall’inizio del round su tutti e 5 i turni da svolgere. Solitario rapido sia nel setup che nello svolgimento, con obiettivo il raggiungimento del punteggio più alto (provate a battere il mio 126!); niente di originale quindi, ma, data la natura solitaristica del titolo in generale (interazione ai minimi termini), risulta essere forse la modalità migliore per apprezzare il gioco.
Qui una recensione più completa.


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3. Kepler-3042, ideato da Simone Cerruti Sola (2016). Editore Placentia Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco italianissimo (autore, editore e disegnatore) di esplorazione, colonizzazione e sfruttamento/gestione risorse. Ambientazione spaziale molto curata, per un 3X (la parte mancante è quella bellica) strettissimo, quasi claustrofobico, dove la famosa coperta corta diventa un fazzoletto. La modalità solitario è forse la migliore mai concepita in un gioco german: 5 campagne a difficoltà crescente, ciascuna costituita da 4 partite/missioni con obiettivi specifici e concatenate tra loro. Scegliere ogni turno l’azione ottimale, gestire il limitato numero di risorse (17, non una di più), decidere quando sacrificarne una per potenziare l’azione, capire quale strategia è la migliore per il raggiungimento dell’obiettivo, tutti elementi che fanno di Kepler-3042 un vero brucia cervelli estremamente sfidante e appagante.


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2. Terraforming Mars, ideato da Jacob Fryxelius (2016). Editore FryxGames e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, dipendente dalla lingua).

Uno dei migliori titoli usciti nel 2016 (annata d’oro!), gioco card-driven dalle meccaniche classiche, quasi scontate (“gioca carta, produci risorse, gioca carta, fai combo, prendi punti”), che in pochissimo tempo è riuscito a scalare la classifica BGG. Solitario senza automa, ma che ripropone perfettamente il flavour del gioco, mantenendo comunque un buon livello di sfida: terraformare il pianeta in 14 turni cercando di ottenere il maggior punteggio possibile. Materiali che sono diventati “l’esempio da non seguire”, grafica discutibile, meccaniche non innovative… eppure Terraforming Mars si è affermato come uno dei migliori giochi di sempre. Quando è così vuol dire che c’è davvero tanta stoffa. Provare per credere!
Qui una recensione più completa.


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1.  Scythe, ideato da Jamey Stegmaier (2016). Editore Stonemaier Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 90 minuti, dipendente dalla lingua).

Scythe, oltre a essere un ottimo mix di tante buone idee (alcune originali, altre magari meno), ha una fluidità e una rapidità davvero ineguagliate. Un 4X (esplora-espandi-sfrutta risorse-stermina) che mescola in maniera sapiente tutti i quattro aspetti e li condensa in partite, con o senza automa, di durata media 90 minuti. Il suo solitario è stato uno dei pionieri della modalità automa intesa come IA interattiva e a tutt’oggi è un punto di riferimento del genere (così come i suoi creatori, Automa Factory). L'automa infatti non si limita, come accade nel 99% dei giochi euro, ad accumulare punti, magari intralciando qualche vostra decisione e diventando un semplice traguardo da sorpassare a fine gioco; in un certo senso è adattivo, si muove in conseguenza dei vostri movimenti, si espande, conquista e, soprattutto, è molto aggressivo. Un’esperienza di gioco in solitario complessa, profonda e unica.
Qui una recensione più completa.



- TOC TOC!
- Chi è?
- Sono la scimmia!
- E cosa vuoi?
- I tuoi soldiiiiiii!!!!!!!


-- Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. --

34 commenti:

  1. Scythe numero uno indiscusso, per me bello leggere in classifica Una Festa per Odino, gioco ampiamente sottovalutato.
    Forse in una TOP10 di questo tipo manca Il Signore degli anelli LCG (anche per diversificare un po' dal German)

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    1. D'accordissimo su Una Festa per Odino. Secondo me paga molto il pregiudizio (in parte anche giustificato) che molte persone possono avere verso "l'ennesimo riciclo di Rosenberg".

      Un LCG manca proprio a me come genere (meglio LotR o Arkham Horror?)! Sul lato American invece, ancora devo trovare la mia "cup of tea" per i solitari (per il multigiocatore c'è già Nemesis)... posso dirti che all'ipotetico undicesimo posto potrebbe esserci Perdition's Mouth (che però non è poi così American...).

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    2. Non ho provato AH, quindi non posso paragonarli, sicuramente LotR è un ottimo ed appagante solitario

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    3. Mi sa che a Lucca uno dei due finisce nel carrello...

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  2. ottimo elenco, ti ringrazio molto per il lavoro e, sì, confido che tu tenga la classifica aggiornata!
    Solo un appunto, il link al PnP di Maquis mi apre una pagina dove dice che è "expired" o "invalid"

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    1. Grazie! Cercherò sicuramente di tenerla aggiornata... anche perché nei prossimi mesi mi arriva parecchia "roba grossa" che potrebbe far tremare la classifica!

      Ho appena aggiornato il link (non so perché ma era scaduto)... basta cliccare su "Maquis A4 JPEG v1.1" in alto per scaricare lo zip!

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  3. Bella classifica però viste le tue recensioni mi aspettavo un posticino anche per Teotihuacan...come mai l'hai lasciato fuori dalla top 10?

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    1. Guarda... Teotihuacan è stato fino all'ultimo in lotta con Maquis per la decima posizione. Alla fine l'ha spuntata quest'ultimo perché ha una durata contenuta ed è un p&p e mi piaceva l'idea di inserire un titolo "diverso", mentre il primo sarebbe stato comunque molto simile come gusto a tanti altri giochi già citati. Fare una classifica è dura perché ti costringe a tenere fuori necessariamente anche giochi che hai molto apprezzato (come Teotihuacan e Perdition's Mouth)... ma alla fine credo che davvero questi 10 siano quelli che ad oggi mi hanno colpito di più, nonché quelli che ho giocato maggiormente (anche questo è un parametro non da poco).

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  4. Scimmia in salita per GWT, Newton e Scythe!
    Ti segnalo invece Sagrada in solitario, appagante, almeno per me...

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    1. Naturale... le classifiche sono pane per le nostre scimmie!!!

      Sagrada è un bel giochino... ma troppo leggero per i miei personalissimi gusti! Lo comprerò quando lo troverò in vendita a 15€ al mercatino dell'usato... ;)

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    2. io non ho mai vinto..... non so davvero come fare

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  5. Grazie per la classifica! Mi dispiace non vedere root: ha me piace molto e da pure molte soddisfazioni, visto che puoi differenziare le partite, cambiando l'avversario della marchesa meccanica

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    1. Grazie a voi che la leggete!
      Conosco benissimo Root e al momento è oggetto di recensione (tempi lunghi)... in verità la lettura del regolamento della modalità solitario non mi ha particolarmente entusiasmato e di conseguenza non l'ho mai provata.

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    2. Grazie per la bella classifica! ;)

      Per il solitario di Root hai letto le regole ufficiali o il “Root: Better Bot Project” ?

      Presto dovrebbe uscire la nuova espansione Root: The Clockwork Expansion per giocare in solitario:
      https://boardgamegeek.com/boardgameexpansion/287220/root-clockwork-expansion

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    3. Ho letto le regole ufficiali! Non sapevo comunque dell’espansione... devo convincere il mio amico proprietario del base a prenderla allora! :D

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  6. le classfiche si sa sono soggettive però vedere l'assenza di Robinson Crusoe e sopratutto il nono posto di Mage Knight mi fa storcere il naso, bonariamente si intende :)

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    1. Confesso di non aver mai provato Robinson Crusoe!!! Ti ringrazio di aver contribuito ad allungare la mia personale wishlist! :P

      Per quanto riguarda MK, copia-incollo la risposta che ho dato su fb ad un altro utente:
      "Mage Knight è un gioco che, per durata, meccaniche, complessità e sensazioni, risulta davvero particolare e di nicchia. Si rivolge ad un pubblico molto ristretto: per quel pubblico è un capolavoro assoluto, per tutti gli altri può anche essere un titolo trascurabile. In ogni caso è del tutto soggettiva come valutazione... l'idea della classifica è più per dare degli spunti che per dare importanza alla singola posizione."

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  7. Classifica super deleteria per il mio portafogli! Però molto interessante :-)
    Mi permetto di segnalare qualche grande (per me) assente: Lewis & Clark, Spirit Island, Coloni Imperiali

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    1. Lewis & Clark l’ho provato solo in multiplayer online, causa irreperibilità. Spirit Island sto aspettando la localizzazione di Ghenos... ormai manca poco!

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    2. Sono curioso di sapere che ne pensi ;-)

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    3. Non mancherò di scrivere un’approfondita recensione! :)

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  8. Alcuni giochi che mi hanno regalato, e mi stanno regalando, ore di divertimento in solo:
    Coloni Imperiali con le regole campagna, Arkham Horror LCG, Descent 2ed con Road To Legend, Eldritch Horror con esp, MK ovviamente, Set a Watch, Chronicles of Frost + esp, 7th Continent + esp, Pathfinder prima campagna, Architetti del regno Occidentale, Cartographer, Roll Player + esp, Volfyirion, Enchanters + esp, SiegeStorm: Siege mode, ed il mitico Gloomhaven + esp.

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    1. Diversi giochi che hai nominato li ho provati ma non mi hanno impressionato. Gloomhaven è un super titolo ma l’ho provato solo col gruppo, mai in solo (anche se sono convinto che possa girare bene).

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  9. MAQUIS ITA
    https://boardgamegeek.com/filepage/113944/maquis-italiano

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    1. Grazie! Effettivamente il link al regolamento ITA può far comodo se non si è anglofoni...
      Comunque esiste anche una splendida versione retail appena uscita da una campagna Kickstarter (non so come verrà distribuita, sicuramente si trova sul sito dell'editore)! ;)

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  10. Bellissimo articolo: complimenti!
    Ci sono parecchi spunti moooolto interessanti.
    Concordo pienamente su Kepler e mi permetto di suggerirti questi giochi:
    - Dead men tell no tales (il più difficile da vincere);
    - Troyes (anche qui l'automa tende a tagliarti la testa!);
    - Tiny Epic Galaxies (abbastanza rapido e con 5 livelli di difficoltà);
    - Turno di guardia (nonostante qualche sbavatura nella traduzione, è un gran bel solitario con 4 livelli di difficoltà);
    - AuZtralia (belli i materiali e la fase di costruzione di esercito, ferrovie e fattorie, ma i primi 2 livelli - su tre - sono abbastanza semplici)
    - Port Royal - Ancora un altro contratto (rapidissimo il setup e la partita e anche la difficoltà è ben modulabile)

    Li hai già provati? Che ne pensi?

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    1. Grazie! Il suo scopo primario era proprio quello di suscitare un po' di curiosità!
      Ti rispondo sui titoli che hai proposto:
      - Dead Men Tell no Tales: non l'ho mai provato;
      - Troyes: conosco e ho provato il gioco anche se non possedendolo non ho mai avuto modo di approfondire il solitario (che se non sbaglio e un fan made);
      - Tiny Epic Galaxies: acquistato alcuni mesi fa, incuriosito proprio dalla solo mode. E' stato una delusione totale. Automa completamente dominato dall'alea... può dimostrarsi impossibile da battere come facilissimo. Visto che il gioco è decisamente un eurogame, un risultato così per me è inaccettabile;
      - Turno di Guardia: ho letto diverse cose al riguardo anche se non l'ho provato. Se non ho capito male rientra un po' nel genere di One Deck Dungeon... al momento, avendo già quest'ultimo, non è nelle mie mire. Però non eslcudo di provarlo in futuro;
      - Auztralia: amche qui mai provato ma letto diversi pareri... sinceramente mi ha freddato parecchio l'incidenza della fortuna che pare sia importante;
      - Port Royal: adoro il gioco base multigiocatore ma sinceramente il suo meccanismo (push your luck), seppur perfetto nel gioco standard (è uno dei miei filler preferiti!) non mi ispira per niente se pensato in solitario.

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    2. Effettivamente non mi ero reso conto che ami troppo l'alea (....meno male che non ho inserito nella lista un altro titolo che gioco: Le case della follia!!! :-P ).
      Insisto però nel consigliarti di provare almeno una volta Dead men tell no tales.
      Relativamente a Troyes, sì credo sia fan made ma è "istituzionalizzata" perchè si trova dentro la scatola stampata su un foglio a parte.
      Parlando di fan made, ho appena tradotto (è già caricata nel sito della Tana e su bgg) la versione in solitario di Concordia, a breve ti saprò dire come gira.
      Infine approfitto della tua disponibilità per chiederti un'opinione su Andor in solo, se lo hai provato.

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    3. Se mi capiterà l’occasione stai tranquillo che non mi tirerò indietro su DMTnT! 😉
      Mi dispiace ma Andor non l’ho mai provato!

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  11. Seppur ogni tanto (raramente) non disdegni di provare qualche modalità solo tedesca, secondo me il solitario si gioca tutta la vita oltreoceano, in particolar modo belligerando. Ammetto che vada a gusti: non mi interessa esser molto competitivo in solitudine, quanto più viver la storia e l’esperienza. Inoltre trovo che i solitari puri, a parte rare eccezioni, ne sappiano ben di più degli adattamenti multi->solo cui sono sottoposti ormai tutti i german. Tra i tuoi salvo però Mage Knight, che è una meraviglia e riesce a essere avvincente e metterti in difficoltà in modi ogni volta diversi.
    In ogni caso, se vuoi provare qualcosa di diverso, ti lascio qualche titolo.

    Per iniziare:
    Aliens (1989) – gioco per ragazzi anche multiplayer, super easy, super divertente;
    Escape the Dark Castle – delizioso, sostanzialmente un libro game dei bei tempi che furono;
    Mosby's Raiders – Point to point semplice e molto dinamico, capace di disegnare delle belle avventure;

    Con un po’ più di impegno:
    The 7th Continent – sostanzialmente un videogioco, ma funziona;
    Field Commander – per iniziare consiglio Rommel, ma il più completo è Napoleon: strategia, tattica e culo in un sistema un po’ astratto ma molto ben oliato;
    Gloomhaven – gioco disumano, enorme e ricco di colpi di genio. Per quanto mi riguarda una delle migliori esperienze degli ultimi anni;
    Nemo’s War – avventure in fondo al mare, navi da affondare, rivolte da fomentare, un bel sistema per mitigare un poco la fortuna… che vuoi di più?
    SpaceCorp – adrenalinica corsa allo spazio con una AI tentacolare;
    This War of Mine – una narrativissima discesa nell’abisso a colpi di sfighe subite;

    Ancora un po’ di più:
    Ambush! – IL gioco in solitario. Irraggiungibile, bellissimo, altri aggettivi sbrodolanti a caso.
    Conflict of Heroes Solo Exp. – bel tattico e bel colpo d’occhio sul tavolo, missioni interessanti e una AI che ben t’impegna;
    Patton’s Best – scampagnate in Normandia alla guida di uno Sherman… sente un po’ i colpi del tempo e ancor più quelli dei controcarri, ma se preso bene è ancora un gran bel pezzo;
    PAX – la serie Pax ha delle buone modalità in solo, al contrario di altri giochi di Phil Eklund… consiglio Pamir per iniziare ed Emancipation per la quadratura del cerchio;
    RAF – succedono cose e spesso non ci si può far molto… però coinvolge e interessa, e alla fine, nonostante le procedure e le tabelle, tirar giù un paio di Stuka è sempre fico;

    Se vuoi dare il massimo:
    D-Day at Omaha Beach – lo sbarco, il massacro, le operazioni. C’è tutto, e tutto ai massimi livelli. Giuoco incredibile.
    Enemy Action: Ardennes – probabilmente il miglior sistema in solitario attualmente sul mercato. Complesso e difficile da padroneggiare, con una AI sostanzialmente viva, è qualcosa almeno da provare.
    Magic Realm – ispirazione indiscussa per giochi come Mage Knight o anche Root, è un’opera gigante, epocale, pesantissima. Va capita e vissuta, e per tutta risposta può anche non restituire niente… se però ci si appassiona e la si prende bene, allora: ciao.

    Questo è quanto.

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    1. Innanzitutto, ti ringrazio TANTISSIMO per il tuo prezioso contributo! Sono davvero contento che questo articolo abbia suscitato un nutrito scambio di opinioni, ancor più se ben argomentate come la tua. In verità non gioco esclusivamente german (qualche testimonianza la trovi anche nella mia rubrica, direi un 30%)... ma dopo anni (tanti) di Warhammer (fantasy), gioco che nelle sue edizioni migliori per me rappresenta una vera eccellenza di genere, sugli american sono diventato molto esigente, ovvero, deve essere proprio un'esperienza molto coinvolgente e a tratti innovativa per attirare la mia attenzione. Oltretutto in solitario mi piace ancor di più far lavorare la testa mentre gioco... non mi appaga granché un lancio di dadi senza troppe pretese. Magari col gruppo può essere anche divertente, perché c'è l'aspetto "sociale" ad aiutare, ma in solitario un'esperienza del genere per me rasenta la noia. Aggiungo che il genere wargame, fatto salvo Twilight Struggle, per me rappresenta attualmente un mondo del tutto inesplorato... me ne rammarico ma d'altronde si devono pur fare delle scelte.
      Detto questo, ci sono diversi titoli tra quelli che hai elencato che sono già stabilmente in wishlist e che aspettano solo la giusta occasione per essere acquistati (tradotto: soldi!!!). In particolare: Nemo's war, 7th Continet, This war of mine. Altri, come ad esempio Gloomhaven o altri dungeon crawler non citati, sono già passati dal mio tavolo ma non ne ho parlato semplicemente perché li ho giocati in compagnia.
      Comunque se ti piacciono le esperienze oltreoceano, resta sintonizzato perché l'articolo di fine Novembre (non il prossimo, teutonico fin nel midollo!!!) sarà proprio dedicato ad un gioco squisitamente american, dove l'ambientazione probabilmente fa la parte del leone! ;)

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    2. Be', in effetti american non significa solo Zombicide. Quelli che ti ho citato sono per la maggior parte wargame disegnati per il solitario, quindi quel che si privilegia nel gioco è: coinvolgimento del giocatore, ricercatezza storica, sviluppo di una narrazione e ovviamente risoluzione di un conflitto (in un modo o nell'altro). Vero che alcuni sono molto sul versante rolla-e-leggi-le-conseguenze (tipo RAF, ma avrei potuto citare anche B-17 Queen of the Sky, The Hunters, Nightfigter Ace...), ma in molti altri il dado (o il chit pulling che sia) rappresenta solo il giusto ammontare di culo e sfiga che interviene anche nei piani meglio congegnati. Sta al giocatore prevedere, reagire o subire.
      In ogni caso hai selezionato i tre più giocodatavolosi... tra questi il mio preferito è senza dubbio Nemo's War: è dinamico, non troppo frustrante e in due ore o meno una partita te la chiudi.
      Ah, aggiungi anche Navajo Wars o Comancheria alla lista.

      Attendo comunque con impazienza l'articolo novembrino che citi.

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    3. Ok... allora scalo Nemo’s war in cima alla lista dei “non german”! 😉

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