Report

[Essen 2019 e dintorni] Tre brigranti in quel di Essen

Scritto da Diego & Mari (Interesse Ludico) e Valerio

Avremmo voluto scrivere sul reportone del prode Pinco (con cui ci siamo allegramente scambiati bacilli nei corridoi della Halle 2) ma purtroppo non abbiamo fatto in tempo. Lo facciamo adesso, integrando le nostre impressioni a quelle di Valerio. Come nel caso del suo report, anche noi iniziamo con delle premesse. Contrariamente a Pinco, che viene in fiera munito di Berna, secondo giocatore, ma soprattutto paziente (cosa vorresti dire?), con tutte le intenzioni di prendere posto nel banchetto più voluttuoso, noi preferiamo andare di pesi leggeri per vari motivi. Quindi non meravigliatevi se non parleremo dell’ultimo Pfister (anche perché al massimo lui scrive, io disegno e voi leggete, nessuno apre bocca qui!).


IL NOSTRO VIAGGIO

Passiamo quindi a rivelare come la Germania sia la terra in cui i suoi abitanti ci vedono uscire dai supermercati con alle mani sacchetti colmi di ogni schifezza, e più che un viaggio di piacere è un abbandono alla lussuria sfrenata (confermo. Ma non sono golosa, è che la cioccolata è buona!). I mezzi in Germania funzionano, e trascorsa la confusione di arrivare in un paese diverso, muoversi è abbastanza comodo, così come la città è piena di piccole aree verdi, a questo proposito, una bella visita all’immenso GrugaPark è caldamente consigliata. Per quel che riguarda lo Spiel invece i giorni perfetti per provare i giochi per noi sono gli ultimi due, dato che i primi due sono dedicati allo scambio di giochi, al ritiro di giochi preordinati e tanto altro (per me è visitare gli stand, uno per uno e scodinzolare con le pupille piene di meraviglia). 

Il giocatore tedesco, in attesa che apra lo Spiel
VAI DI RETORICA!

Partecipare allo Spiel è un’esperienza che ogni appassionato di board game deve fare almeno una volta nella vita. Magari lo avete letto da qualche altra parte, ma questo tanuki e questa panda possono confermarlo: soltanto vedere il sorriso sui volti di gente adulta è un’esperienza che si può provare solo in occasioni del genere (o ai concerti dei Pooh, dipende dall’età media). Grande rilevanza ha anche tutto il periodo che precede lo Spiel (il bravo Teooh lo spiega molto bene nei suoi video dedicati), quando nel comfort della propria casetta ci si dedica alla preview che si apre ad Agosto su BoardGameGeek e più tardi su Spiel Together, che permette di avere, giorno per giorno, sotto controllo (quasi) tutte le uscite della fiera. Inoltre, sempre su BGG è possibile accordarsi con altri partecipanti alla fiera per scambiarsi i giochi tramite Math Trade o comprarli direttamente, tramite la no-auction. Esiste anche un Mule thread, in cui si può chiedere a gente che arriva dall’altro capo del mondo di portare con sé qualcosa, o richiedere giochi nel thread The Hunt for 2nd hand game.

Tanti altri dolci ma quattro foto a caso
Un’esperienza che cercheremo di ripetere qualora dovessimo partecipare di nuovo allo Spiel, sarà sicuramente lo Snacks Exchange: porti cibo dal tuo paese, assaggi cibo da altri paesi. Noi abbiamo portato le italianissime galatine, tarallucci e cannoli/sfoglia con dentro crema alla nocciola, e hanno riscosso un gran successo (invece è stata una maledizione, adesso come farò a vivere senza i Celebration? COME?????). Ok, abbiamo rubato fin troppo tempo a quello che è l’argomento principale dei giochi, per cui adesso parleremo dei giochi che abbiamo provato, ma era per farvi capire come lo Spiel sia certamente una fiera in cui negozianti e publisher cercano di piazzare scatoline nelle nostre case, ma per noi sia una vera e propria festa, un Natale ludico al quale partecipare, se ovviamente lo si può fare, fa bene proprio all’anima (non proprio al fisico però, mi fanno ancora male i piedi!). Ma se noi eravamo al secondo Spiel, e siamo così entusiasti, figuriamoci Valerio! Passiamo la parola a lui!

 COSA VALE LA PENA PROVARE PER VALE

Above
Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare alla mia prima Essen, 3 giorni super intensi, 9 ore al giorno piene di giochi e poi ovviamente alla sera dopo cena qualche gioco tra gli acquisti per chiudere in bellezza la giornata. Ho avuto la fortuna di andare in gruppo con un veterano che va ad Essen da 10 anni che ha agevolato tutte le questioni logistiche come portarci in un ottimo posto dove fanno la colazione e dove si può prendere il pranzo da asporto da mangiare al volo in fiera e portarci in un locale tipico nei pressi della fiera per le cene. 




Block Go
La parola che meglio descrive la mia impressione sulla fiera è maestosa: abituato alla parte Games di Lucca e alla Play di Modena qua parliamo di un altro ordine di grandezza, 6 padiglioni enormi dedicati quasi esclusivamente al gioco da tavolo, una realtà enorme che si raduna in questa manifestazione unica al mondo! Io da buon appassionato di giochi astratti ho dedicato buona parte del tempo a questo genere, anche se ovviamente ho giocato e comprato anche titoli non astratti (tra questi cito Rune Stones di Rüdiger Dorn che tra tutti i titoli non astratti provati è quello che mi ha restituito le migliori sensazioni), ma in questo mini report mi concentrerò solo sui titoli astratti.

Moon Base
Quella che per me è la cosa unica e speciale di Essen non è tanto provare e comprare i giochi in anteprima sulla bocca di tutti, i giochi che sicuramente saranno localizzati in Italia o che si potranno facilmente reperire, ma di vedere, giocare e comprare giochi che altrimenti difficilmente riuscirei a vedere, giocare e comprare, questo è stato il mio focus per questa Essen ed è quello che per me rende davvero unica questa fiera! Come astratti nuovi delle case master in questo settore ho acquistato a scatola chiusa Quantik di Gigamic e Fenix di HUCH!, mentre il terzo Azul: Summer Pavilion, alla prova dei fatti si è dimostrato un ottimo titolo per me migliore del secondo che riesce a dare molte soddisfazioni risultando ancora gradevole da giocare con trovate innovative e sarà un mio acquisto sicuro quando uscirà in italiano a Play 2020 e farà la felicità di molte persone, un gioco particolarmente adatto da giocare in famiglia.

Orbit Battle
Ad esempio ho avuto l’occasione di andare dal mio editore tedesco di astratti preferito Clemens Gerhards provando novità e potendo acquistare ottimi titoli come Urbino o scoprire astratti sconosciuti dai padiglioni orientali o recuperare giochi che cercavo da tempo della Steffen-Spiele come Ringo e Kulami o incontrare la mente dietro Nestor Games in persona! Ho potuto anche incontrare l’editore Paco Ŝako acquistando i loro scacchi della pace, un idea geniale dove i pezzi invece di eliminarsi si uniscono insieme ognuno mantenendo il proprio movimento e potendo scambiarsi di compagno con mosse a catena con l’obiettivo finale di abbracciare il Re avversario.



CHE GIOCHI AVETE PROVATO INSOMMA?

Anche qui piccola premessa: non si tratta assolutamente di giudizi definitivi, ma di pareri ricavati da partite più o meno veloci, in un’atmosfera da trittico del Giardino delle delizie (nel mio caso anche sotto l’influenza dell’influenza). Quindi sono pareri che valgono quel che valgono, cioè relativamente poco (e ti stai pure allargando secondo me). Per ogni gioco troverete due opinioni, come al solito, quella scritta in blu è il parere di Mari Panda (senz’altro più affidabile). 

Cactpot Party
Ho scritto che nei primi giorni abbiamo avuto poco tempo per giocare, eppure qualcosina l’abbiamo provata. Il primissimo gioco provato allo Spiel è stato Final Fantasy XIV: Gold Saucer Cactpot Party, da 2 a 4 giocatori partecipano a quella che è una versione multiplayer del minigioco gratta e vinci tratto dal MMORPG di Squarenix (se non avete capito nulla, non preoccupatevi, è roba da videogiochi). In una gliglia 3x3 vanno posizionati gettoni con numeri che vanno da 1 a 9, senza avere tutte le informazioni necessarie ad avere la certezza, si scommette poi se ci sono combinazioni che fanno punti, in quale file e quante, si fanno due giri. Semplice semplice, funziona, penso che dopo una partita potrebbe finire nell’armadio. La scatola e la componentistica è di livello, il gioco lascia un po’ il tempo che trova, ma io punto sulla carineria e dallo stesso publisher ci sono giochi a tema Final Fantasy ancora più gradevoli alla vista.

Merlin's Beast Hunt
Per vicinanza di stand, abbiamo poi provato Village Attacks, ma di questo abbiamo già una recensione nel database. Venerdì abbiamo provato invece Merlin’s Beast Hunt. Si usano dadi che disposti nei buchi del tabellone, servono a reggere carte trasparenti che dovremo posizionare per rinchiudere in recinti le bestie ancestrali che Merlino vuole sottrarre al giogo degli umani. Concettualmente carino, mi ha lasciato più di qualche dubbio, perché ok che puoi rilanciare i dadi, ma se il giocatore non si riesce a fare ciò che si era prefissato, finirà col posizionare dadi e carte che facilitano il lavoro agli avversari nei turni successivi. Da provare di nuovo. Adoro le carte trasparenti, ma prepari le carte prima e speri che i dadi poi ti permettano di giocarle. Ha lasciato perplessa anche me, ad essere sincera, sebbene le carte trasparenti e i dadi mi mandino in brodo di giuggiole.

Firefly Dance
Passati dallo stand coreano per ritirare Queenz (di cui faremo recensione appena possibile), ci siamo fermati a provare Cat & Mouse e Firefly Dance. Si tratta di giochi di memoria per bambini di cui c’è poco da dire: nel primo guardi la plancia, copri i topi con i tappi e cerchi di far uscire dalla parte giusta i topi, spostandoli sul buco circondato dal colore giusto, nel secondo con una bacchetta magica si deve toccare il...ehm popò delle lucciole per vedere che colore fa, e poi andare a toccare in sequenza quelli richiesti dalle carte. Ovviamente si tratta di giochi troppo semplici, ma che sono validissimi per dei bambini di circa 5 anni. E quindi li abbiamo presi? Dai, sono graziosissimi! No. Uffa! Li ho citati solo perché se qualche genitore sta leggendo sappia che una volta spiegati in 10 secondi, potete lasciar giocare i bambini senza pericolo che vi vengano a cercare fino in salotto per sapere le regole.
Farm Rescue

Invece per la serie “gioco perfetto per il babbo che fa giocare il pargolo” (potevi dire nonsolopiccoli, abbiamo la rubrica!) citiamo Farm Rescue, alla fin fine è un memory collaborativo, ma il contadino che insegue il lupo fa troppo schiattare dal ridere. E il lupo entra pure nel recinto per papparsi tutto!

Deep Blue è il titolo più ciccioso che abbiamo provato (che è tutto un dire). Si tratta di un Days of Wonder che mi ha ricordato moltissimo Key Largo. Abbiamo due sottomarini, dobbiamo muoverli sulle tessere della mappa, immergerci per pescare dal sacchetto diamanti, sperando di non beccare quelli blu e/o neri che rischiano di far saltare il banco, magari dopo aver comprato carte che ci fanno fare più punti quando otterremo diamanti. Meccaniche deck building e push your luck per un titolo adatto a tutta la famiglia, davvero molto curato. Due partite fatte, e due partite in cui ho stravinto, davvero notevole l’utilizzo di più illustratori, gioco davvero carino.

Deep Blue
No Returns
Dekalko è un pictionary per chi non sa disegnare, e questo ci è bastato per convincerci dell’acquisto, ne leggerete a breve quindi. Finalmente un gioco dove si disegna e non è scontato che vinco sempre io! Voglio infine citare No Returns, un gioco fatto di tessere in 5 colori, ogni numero, da 1 a 11, ripetuto due volte. L’obiettivo è calare file di numeri discendenti, è possibile saltare numeri che però non possono poi più essere integrati in turni successivi (ad esempio, gioco 11-9-8 gialli, il 10 non potrà tornare. No returns infatti!). I numeri calati andranno poi ricomprati (e faranno punti) altrimenti se rimarranno, faranno punti negativi. Un gioco solido, che convince subito e che potrebbe rivelarsi il nuovo Qwirkle, chi lo sa! Nonostante la matematica implicata che odio, e la pesca delle tessere, lo trovo abbastanza cerebrale, mi sono divertita. 

Abbiamo altri giochi di cui scrivere, ma approfondiremo nei prossimi giorni, con le recensioni dei giochi che ci siamo portati a casa. Lanciamo la palla di nuovo a Valerio allora, per vedere a quali giochi ha giocato lui!

GIOCHI GIOCATI DA VALE DI VALORE

Come astratti nuovi che mi hanno sorpreso di più tolti quelli più “famosi” ne cito 4 di cui sono rimasto molto soddisfatto e di cui mi sono portato a casa una copia:

  1. Nova Luna di Uwe Rosenberg e Corné van Moorsel edito da Pegasus Spiele, la mia personale sorpresa di Essen, un astratto che ricorda Patchwork ma presenta una meccanica pulita e originale, che piacerà ad un sacco di persone per partite rapide e profonde da 1 a 4 giocatori e spero che qualche editore italiano lo prenda in catalogo perché il gioco merita davvero.
  2. Control V di JoyEnjoy Inc. gioco coreano scoperto per caso non essendo in lista tra i giochi in uscita ad Essen che permette da 2 a 4 giocatori di contendersi il territorio usando la simmetria per copiare e incollare le proprie parti di castello.
  3. Kai-Zen dell’editore Last Level, astratto spagnolo e primo gioco provato ad Essen, a tema artisti Zen giapponesi del 12° secolo, dove da 2 a 4 giocatori ad ogni round dovranno prelevare pezzi dalla pergamena centrale secondo il lancio dei dadi con l’obiettivo di completare nel modo più armonioso la propria pergamena personale.
  4. Garum dall’editore Pythagoras è un gioco portoghese a tema dell’omonima salsa di pesce fermentato degli antichi romani, di piazzamento tessere da 2 a 4 giocatori in cui ogni giocatore ha un set di tessere multicolore ma con prevalenza del proprio colore e dovrà piazzarle su una griglia e successivamente scegliere, piazzando i propri meeple, le righe o colonne che gli daranno punti a fine partita.


Skipp
Come curiosità essendomi prefissato un unico acquisto >= 50 euro, il titolo più costoso che ho comprato non è stato un astratto, ma un gioco che unisce la costruzione di città alla destrezza, si tratta di MegaCity: Oceania che è un gioco unico che restituisce mentre si gioca un colpo d’occhio mozzafiato! Poi ad Essen si possono fare molti affari trovando titoli a prezzi molto bassi e chicche difficilmente reperibili altrimenti, io ad esempio ho acquistato per 20€ l’edizione di legno di Junk Art, uno dei migliori giochi di destrezza sul mercato che si trova a prezzi decisamente più alti.

Concludendo questo report nonostante le 12 ore di macchina per me questa Essen è stata un’esperienza unica e consiglio a tutti gli appassionati di giochi da tavolo di andarci almeno una volta nella vita perché ne vale davvero la pena! Di seguito vi lascio qualche immagine di giochi astratti fatte ad Essen ed in fondo i miei acquisti di questa Essen 2019, ovviamente sono solo una piccola parte dei giochi astratti che erano presenti in fiera e serve giusto per dare un’idea di cosa si poteva scovare in fiera girando gli enormi padiglioni! Segue ultima carrellata di foto.

I miei acquisti
Papillon
Kai-Zen
Daedalus Maze 
Elementos 
Fillit
Towers of Am Harb 

Balance Duels
Cat and Mouse
Kung Fur Furry
Treasures of Cibola
Oila and something shiny
Sausage and BEERU
Village Attacks

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