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[Recensione] Primo Contatto

scritto da Chrys

Dopo avervene parlato brevemente a luglio in uno speciale sulle novità di MS Edizioni, torno con piacere su questo titolo, che nelle ultime due settimane ho letteralmente divorato, intavolandolo con molti dei miei gruppi di gioco.

Il titolo di questo gioco è Primo Contatto (2-7 giocatori, 15-40 minuti), ideato da Damir Khusnatdinov e portato in Italia dai ragazzi della MS Edizioni, che stanno ampliando sempre più il loro parco titoli, sia per generi che per quantità.

Primo Contatto si colloca nel filone dei giochi in cui vanno fatte indovinare delle carte dando determinati indizi, gruppo nel quale ricadono giochi come Radio Londra o il pluripremiato Nome in Codice di Vlaada Chvátil, titolo dal quale Primo Contatto parte (riprendendo la griglia di 25 carte), andando però a realizzare un'esperienza di gioco completamente diversa e molto originale... oltre che davvero ben tematizzata.

Siamo nell'Antico Egitto e gli alieni sono giunti sulla terra... sono interessati ad alcune cose per i loro misteriosi scopi, ma purtroppo noi e loro parliamo lingue diverse e tra l'altro la loro è solo scritta. Dobbiamo quindi riuscire a comprenderci, riuscendo a comunicare con loro e apprendendo i loro ideogrammi, così da offrir loro ciò che cercano.


NELLA SCATOLA
La scatola quadrata di medie dimensioni è stracolma di materiale. Al suo interno troviamo 4 schermi per i giocatori umani, uno schermo più grande per i giocatori alieni (normalmente 2 o 3), 5 pennarelli, quattro plance scrivibili con la griglia dei concetti (per gli umani), 12 plance fronte/retro con i concetti alieni associati ai simboli (per un totale di 24 varianti), quattro plancette scrivibili piccole per gli umani, 60 carte oggetto fronte/retro, 75 token ricompensa, 12 carte obiettivi alieni ognuna fronte retro e posizionabile in 4 modi (quindi 96 possibili schemi) e una grossa tavoletta cancellabile per i messaggi alieni. Tutto il materiale è molto bello e di qualità, con plance di cartone robustissimo e illustrazioni belle e a tema.

Unica nota dolente, che non inficia in alcun modo il gameplay, ma che con mio sommo spiacere temo danneggerà le vendite, è un retro che se da un lato è bellissimo e spiega il concetto del gioco (ve lo mostro in una delle foto) dall'altro NON mostra il contenuto della scatola. Questo per chi non ha letto una recensione o visto un video del gioco potrebbe essere un deterrente all'acquisto (spero di sbagliarmi, perché merita... tantissimo).


COME SI GIOCA
Iniziamo col dire che in questo gioco ci divideremo in due squadre, più o meno equilibrate: gli umani e gli alieni.
Prima cosa molto interessante è che, a dispetto di cosa potremmo pensare, NON è la solita situazione squadra contro squadra... a fine partita avremo invece 2 vincitori, uno in ciascuna squadra: questo significa che per ciascuno di noi gli avversari saranno i compagni di squadra e i nostri maggiori alleati saranno i membri dell'altra squadra.

Ogni giocatore alieno ha come obiettivo di aggiudicarsi 3 oggetti (o 5 nella modalità avanzata) tra quelli che cerca, definiti da una carta che gli alieni mettono dietro il loro schermo all'inizio. Il primo alieno che riuscirà a ottenerli vincerà e decreterà la fine della partita. A quel punto tra gli umani il vincitore sarà quel giocatore che nel corso della partità avrà dato agli alieni più oggetti corretti.

Scelti i ruoli, gli alieni staranno da un lato del tavolo dietro uno schermo comune, che nasconderà la carta con lo schema degli obiettivi (ogni alieno avrà un colore per identificare i suoi) e una plancia scrivibile presa a caso tra quelle con gli schemi di simboli+concetti.


Ogni umano riceverà invece un proprio schermo, una plancia scrivibile (con i concetti e lo spazio per i simboli da inserire durante la partita) oltre a 4 mini-plancette per indicare segretamente l'oggetto a offrire.


Tutti riceveranno un pennarello. In centro al tavolo verrà creata una griglia di 5×5 oggetti, presi a caso.


Ad ogni round prima giocheranno tutti gli umani, che in ordine cercheranno di capire di più sulla lingua aliena, e poi agiranno gli alieni, che a turno useranno i loro simboli per descrivere un oggetto che vogliono. Si procede in questo modo, finché un alieno non entra in possesso del numero di oggetti richiesto (3 o 5 in base alla modalità).

Turno di un umano (ogni umano fa quanto segue)
Al suo turno ogni umano potrà ruotare di 90° da 1 a 5 carte delle 25 in centro, per cercare di comunicare agli alieni uno dei 25 concetti riportati sulle plance. Ad esempio potrebbe girare gli oggetti mucca, gatto e farfalla per provare a trasmettere agli alieni il concetto "vivo"...  per esempio a una delle mie partite l'umano ha girato piramide, faraone e soldi: noi alieni abbiamo immaginato (correttamente) che volesse trasmetterci il concetto "potere".
I giocatori alieni possono commentare tra di loro fino a definire quale simbolo sta indicando loro l'umano; in questa fase possono parlare tra loro, ma non devono indicare le carte sulla plancia centrale o dire nomi di oggetti e concetti per non dare indizi involontari agli umani. Una volta che hanno deciso scriveranno sulla loro tavoletta il simbolo che per loro corrisponde al concetto: gli umani si segneranno quel simbolo in corrispondenza del concetto a cui lo abbinano.
Inutile dire che non è certo che gli alieni capiscano correttamente, né che gli altri giocatori umani (che hanno assistito, ma non hanno scelto loro cosa girare) comprendano cosa l'umano di turno ha scelto. Quando ogni umano ha fatto il suo turno tocca agli alieni.


Turno di un alieno (ogni alieno fa quanto segue)
Al suo turno ogni alieno prende la tavoletta e usa gli ideogrammi alieni per descrivere uno degli oggetti che deve recuperare... può anche mettere una barra sopra un simbolo, a indicare l'opposto di quel concetto. Ogni umano prenderà quindi la sua mini-plancetta, che contiene una griglia 5×5, e metterà una croce nello spazio corrispondente alla posizione dell'oggetto che vuole offrire all'alieno. Poi verranno tutte rivelate simultaneamente. Se almeno una corrisponde a un oggetto cercato da quell'alieno, allora l'alieno metterà su quell'oggetto un token ricompensa del suo colore e ne darà uno ad ogni umano che ha indovinato.
Ovviamente l'alieno non è limitato a usare solo i simboli che ha precedentemente comunicato agli umani durante la loro fase, ma può pure inserire quelli che loro non hanno mai visto... perché anche questo è un sistema per insegnare la lingua aliena. 
Per esempio nella griglia ci sono una banana, una palma e un melograno e l'alieno usa il simbolo per pianta, il simbolo per cibo e quello per tondo nonostante agli umani abbia fatto avere solo i primi due: se uno degli umani indovina il melograno potrà intuire cosa potrebbe essere il terzo simbolo (in questo caso potrebbe essere in dubbio tra tondo e piccolo), un indizio non da poco.


VARIANTE 2-3 GIOCATORI
La scatola prevede una variante per partite da 2-3 giocatori. In entrambe l'unico alieno dovrà riuscire a ottenere tutti gli oggetti entro nove turni (conteggiati con 9 gettoni ricompensa); in caso di fallimento la partita è quindi persa per tutti. In questo caso il gioco diventa un cooperativo totale.

Inoltre in questa modalità l'alieno deve individuare tutti e 8 gli oggetti verdi della scheda (lato B) e se gli umani dovessero scegliere una delle quattro caselle nere dello schema degli oggetti cercati, tutti perdono, cosa che avviene anche allo scadere del 9° turno.


CONSIDERAZIONI FINALI
Primo Contatto è davvero bello... lo avevo già provato addirittura a gennaio durante IDeAG Parma (ovviamente all'epoca non era ancora localizzato) e mi aveva lasciato tantissima voglia di rigiocarlo: da quando mi è arrivata la copia per la recensione l'ho praticamente fatto provare a quasi ogni persona che conosco, intavolandolo non so quante volte... devo dire che ha retto benissimo a questo "stress test", perché continuano a chiedermelo e io continuo a volerlo giocare. 

Va detto che gli alieni nelle riproduzioni egizie non sembrano poi
brillare di intelligenza... cosa vorrà dire? XD
Alcuni di quelli che lo hanno provato lo hanno trovato persino migliore di Nome in Codice; personalmente ritengo che al di là della griglia di 5×5 chiaramente ispirata da quel titolo, i due giochi hanno davvero poco in comune, nel senso che li vedo tranquillamente  assieme nella mia collezione. Per capirci meglio mi sono trovato davanti alla stessa sensazione che ho avuto quando ho scoperto Mysterium: sicuramente quel gioco parte dall'esperienza di Dixit, ma la evolve, la modernizza, la arricchisce di meccaniche e ci costruisce attorno una struttura e una narrativa completamente nuova, che ne fa un gioco diverso e forse più interessante, anche per un pubblico più scafato. La stessa identica situazione la trovo nel raffronto tra Nome in Codice e Primo Contatto.

La difficoltà delle regole è assolutamente approcciabile e, pur non avendo l'estrema semplicità dei titoli "gateway", si adatta benissimo anche a giocatori con pochissima esperienza, a condizione che ci sia comunque qualcuno al tavolo più scafato che possa spiegarlo bene (in una delle mie partite 2 dei giocatori avevano alle spalle solo 2-3 partite ad altri giochi moderni e se la son cavata senza problemi).


La scalabilità formalmente va da 2 a 7 giocatori, ma la modalità a 2-3 giocatori sinceramente non mi ha convinto... funziona e magari sarà più apprezzata da chi preferisce la cooperazione totale, ma il gioco dà chiaramente il suo massimo in 4-7 giocatori e in fondo va benissimo così (di giochi perfetti per 2-3 persone al tavolo ce ne sono già parecchi).

La durata della partita è molto variabile, perché come immaginate dipende sia dal numero dei giocatori, dato che tutti agiscono col loro ruolo ad ogni giro, sia dalla modalità scelta, che determina se si gioca per 3 o 5 oggetti... oltre naturalmente all'esperienza dei giocatori. Mi è capitato di sforare i 40 minuti dichiarati dalla scatola, ma direi che tuttavia non ho mai superato i 60 minuti a partita, che sono comunque volati.

Questo in quanto Primo Contatto è quasi totalmente privo di tempi morti, perché siamo sempre in gioco pure se non tocca a noi agire, in quanto otteniamo costantemente informazioni utili seguendo i turni altrui (anche se siamo alieni).

Dal punto di vista dei materiali ci troviamo con grafiche perfettamente a tema, oggetti chiari e facilmente identificabili anche solo dall'immagine (e comunque la scritta è presente in entrambe le direzioni) e materiali assolutamente ineccepibili. Sono pure molto ben pensati per altre ragioni: ad esempio il fatto che lo schema dei concetti alieni sia 5×5 come la griglia di carte, il che permette agli alieni di usarla per indicare la posizione delle carte di cui parlano segretamente senza puntare il dito sul tavolo.

Il prezzo di listino è 29,90 euro, che mi sembra assolutamente congruo con la quantità dei materiali e con l'esperienza di gioco che garantisce. Come al solito potete acquistarlo online su Egyp.it, dove al momento è anche leggermente scontato.

RINGRAZIAMO MS EDIZIONI PER AVERCI FORNITO UNA COPIA DEL GIOCO 


-- Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (MS Edizioni) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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