Punti di vista

[Punti di vista] Lucca Games 2019 e alcune riflessioni ...

scritto da Fabio (Pinco11), LucaCiglione e cogo71


Anche quest'anno sono oramai passate le fiere di punta che attraggono la nostra attenzione, ovvero Essen e Lucca. I due eventi in realtà sono estremamente diversi tra loro, in quanto il primo, lo Spiel (che stacca oltre 200.000 biglietti), è una fiera a livello internazionale dedicata in via pressochè esclusiva ai giochi da tavolo (i comics ed altro sono relegati in spazi periferici), mentre Lucca (che i 250.000 biglietti li supera ogni anno di slancio) è strutturata proponendo una disomogenea gamma di diversi punti focali, spaziando tra comics, videogiochi, cosplay, cinema, libri e, nella tensostruttura che da anni li ospita (assieme, ultimamente, ai libri), giochi da tavolo.
Mentre in passato cercavo, nei miei report dell'evento, di menzionare i titoli di maggior interesse visti in fiera, ultimamente ho realizzato che ciò comportava una sorta di duplicazione con la guida che annualmente pubblichiamo con le principali uscite, per cui mi sforzerò, più che altro, nel cercare di formulare alcune valutazioni d'insieme sul mercato, ad esito dei due eventi.
Fruirò poi dell'aiuto delle nostre balde nuove (e meno nuove) leve per fornirvi, sempre nel corpo di questo lungo post, anche le impressioni di gioco e di fiera tratte da altri nostri redattori.


LUCCA
La sensazione d'insieme tratta è sempre quella di una certa ressa, non quella degli anni tragici del pigiapigia (il fatto di regimentare i biglietti per giornate e di rendere pubblici i dati di vendita ha aiutato), ma di un afflusso di gente importante, complice, forse, il tempo non favorevolissimo che spingeva chi era nel dubbio ad entrare nel padiglione giochi.
Il risultato, dal punto di vista commerciale, credo sia ottimale, perché le facce degli espositori con i quali ho scambiato qualche parola erano tra il contento ed il felicissimo, tutti con il simbolino del $ che balenava a momenti nei loro occhi (in buona tradizione fumetto). Tanta gente, in buona percentuale persone che concentrano molti dei loro acquisti proprio in queste fiere (Lucca e Modena), fa si che agli stand ci fosse in continuazione gente a comprare e questo, per il movimento ludico, è sempre buona cosa.
Marco Polo II - In Uscita Giochi Uniti
Per chi, invece, in fiera ci va anche per provare cose e magari comprare (se sono piaciute), direi che oramai da tempo è chiaro come Lucca non sia il posto ideale, perché il numero dei tavoli demo non è (e non può essere, per una semplice questione matematica di spazi) adeguato. Se pensiamo al fatto che alla Modena Play ci sono spazi per circa 22.000 metri quadri e che di anno in anno, con l'aumentare dei visitatori, crescono le voci di chi si duole della difficoltà che sperimenta anche là nel provare cose, comprendiamo come i 9000 metri quadri del tendone, circa metà dei quali sono dedicati ai giochi da tavolo, siano del tutto inadeguati per una realtà di stand che devono prima di tutto vendere cose e nel contempo farle vedere e provare. 
L'avere 1/4 degli spazi di Modena fa capire come i tavoli demo possano essere utili, primariamente, per far vedere in tavola i giochi alle persone che acquisteranno, dandogli la possibilità, in sostanza, di tastare i materiali e magari di fermarsi a provare un paio di cosette piccole, mentre le prove ripetute di titoli di peso sono riservate a chi decida di passare una buona parte del proprio tempo in code o a chi appartenga al settore degli specializzati (blog, media, ...), che prendono appuntamenti prima dell'evento.
Nei commenti di amici e sodali, dunque, la frase ricorrente è quella dell'aver provato qualcosa (perchè la costanza paga), ma di essere rimasti con la voglia di giocare a diversi titoli che si erano segnati in lista. Il risultato, spesso, è quello di comprarli a scatola chiusa e questo, dal punto di vista del venditore, non è affatto male ;)
Ice Team
Per il core gamer, comunque, ho idea che l'ideale sia quello di rivolgersi, per le prove, verso la Play (che a sua volta sta iniziando a soffrire di carenza di spazi per provare i giochi, in proporzione al pubblico visitante) o addirittura ad altri tipi di eventi, meno mercato e più orientati sul lato convention, oppure monomarca.

I TITOLI IN USCITA
Premetto che a Lucca esce sempre nel complesso un sacco di roba e che quindi, a livello numerico, di cose se ne vedono sempre tante, ma da giocatore incallito quello che ho notato a questo giro è un rallentamento delle localizzazioni immediate. 
Tapestry
Facendo un rapido giro per gli stand degli editori specializzati in questo ambito, infatti, si trovavano già diversi titoli appena usciti ad Essen (cito, quali esempi, cose tipo Paladini, Paris la citè de la Lumiere e La Vina, Chakra e Jetpack Joyride, Obscurio, Dune, Dany, Undo, Tapestry, Coleurs de Paris, Rurik, Primo Contatto, Ishtar, Uxmal, Klask, Ice Team, Cartographer), che già erano venduti grazie ad accordi raggiunti evidentemente nel prefiera, ma nel contempo devo dire che l'abitudine che negli ultimi anni sembrava essere quella di sapere già ad inizio novembre che i 15-20 titoli di punta delle classifiche di gradimento di Essen erano già pronti per essere localizzati, con chiara mappatura degli editori di riferimento, sembra a questo giro essere un attimo disillusa.
Wacky Races
La mia personalissima sensazione è quella che nell'ultimo paio d'anni sia stato pescato tutto il pescabile, con una sorta di piccola corsa innescata dalla presenza sul nostro mercato di numerosi editori - localizzatori, ma che ciò non abbia necessariamente restituito, anche in considerazione del non ricchissimo raccolto dell'ultimo biennio in termini di titoloni usciti, i giusti margini di vendita.
A questo giro, forse forse, vediamo gli effetti della uscita di sin troppi titoli, con la conseguente piccola contrazione che potrebbe seguirne. Non so, per ora sono solo segni astrali che colgo, ma butto lì la cosa come spunto di riflessione, per vedere se si tratta di un trend effettivo o meno (cosa che verificheremo insieme entro Modena).
Così si spiegano commenti, in calce alla nostra guida, di chi si doleva per la mancanza di ciccia nelle uscite di Lucca e la mancanza di un vero e proprio hype prefiera da parte dei super appassionati.

Magnificent
LA VENDEMMIA 2019 COME E' STATA ALLORA?
Beh, direi che per ora, dal mio sempre personalissimo punto di vista da giocatore appassionato, i segni sono piuttosto positivi, perché nel bacino dei titoli di buon peso (che sono quelli che lo zoccolo duro dei gamers apprezza ai fini della valutazione della vendemmia) sembrano esserci diverse cose promettenti.
Personalmente ho provato, per ora (in questa fascia) Maracaibo, Paladini, Terramara, La Stanza, Magnificent e Cooper Island e tutti hanno riportato al tavolo sensazioni complessivamente più che positive, anche se ciascuno, ovviamente, come tutti i piatti dal gusto deciso, è stato osannato da chi gradisce quel sapore e lasciato un poco più interdetti i meno avezzi allo specifico tipo di lavorazione proposta.
Maracaibo, per spendere qualche parola in più, è un classico Pfister, costruito sulla logica del percorso di Western Trail, ma incentrando qui il gioco molto di più sulle carte personaggio (le quali fungono anche da edifici, con un accorgimento apposito), che rappresentano il vero motore del gioco. Paladini mi è a sua volta piaciuto a primissima vista, in quanto è un gestionale molto classicheggiante (ad interazione contenuta), con lavoratori di diversi colori che occupano spazi azione, di buon peso specifico e con un motore che può andare fuori giri, facendoti produrre anche cose che non riuscirai a sfruttare, spingendoti quindi a massimizzare non la produzione fine a se stessa, ma quella, focalizzata, che serve per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Terramara
Terramara è a sua volta molto classico, ma stretto, anzi direi stretto stretto, anzi forse meglio strettissimo. Non so se ho trasmesso l'idea di un gioco dove fai fatica a capire dove metterli sti lavoratori e che giocando ti fa percepire come la terra che ti stai disputando con gli altri giocatori sia poca e amara e non certo la sconfinata prateria di un paesaggio tipo quelli americani. A volte, quindi, non ti resta che mandare gli omini ad operare negli spazi azione futuri, restituendo ottimi risultati immediati, ma perdendo così l'uso della gallina domani a favore dell'uovo oggi.
Cooper Island
La Stanza mi si è proposto come assai anomalo e molto più leggero del previsto. I giudizi su di esso non sono stati per niente omogenei, ma devo dire che se si trova qualcosa che spezza i soliti schemi, si deve se non altro apprezzarlo per quello sforzo. Mi riservo di rigiocarci diverse volte ... ;)
Passando infine a Cooper Island, al netto di una certa logica da coltivare il proprio giardino senza rompiscatole, è stato apprezzato da tutti in modo omogeneo al nostro tavolo, come titolo indubbiamente di peso, molto articolato e che da soddisfazione. Qui si esplorano isole evolvendole in tridimensionalità, con una logica anomala di approvvigionamento risorse e con punti che si centellinano.
The Magnificent, infine, è un peso medio a base di gestione lavoratori e polimini, realizzato (al netto di quel simpatico colore nero su nero che secondo me sfina per il vestirsi, ma non è fichissimo ai fini del colpo d'occhio nei giochi) davvero bene, che si spiega rapido, si capisce subito e gira bene. Dallo stesso team di Santa Maria un titolo che il nostro buon Sergio, con occhio lungo, ha acchiappato al volo e che vorrei davvero rigiocare a breve.
Già questo drappello di roba meritevole mi fa ben sperare, ma poi ci devo aggiungere Barrage, Crystal Palace, Master of Renaissance, Trismegistus, Pharaoh, Coloma, Aqua Mirabilis, Black Angel, It's a Wonderful World, Hadara, La Cour des Miracles, Rune Stones, Yukon Airways, Res Arcana , Tiefen Thal e Sierra West, titoli già presi o in arrivo o anche quelli che saranno a breve acquisiti o in wishlist, come Tapestry, Marco Polo II, Neta Tanka, Megacity, Ecos, Coralia, Azul III, Space Gate Odissey, per cui direi che il parco dei titoli che possono entrare nel novero dei da tenere, vede stavolta un numero di candidati che lo scorso anno, onestamente, non avevo.
Da qui il mio moderato ottimismo sulla qualità della vendemmia 2019. Da rivalutare, ovviamente, quando tutto stà roba l'avrò messa sul tavolo ed espresso le mie valutazioni effettive.
Per ora, comunque, faccina sorridente!!!

Qui, o miei baldi amici lettori, quello che serve è decisamente il vostro riscontro, ossia le sensazioni che avete tratto sui titoli giocati o nlle vostre wishlist!!! Lasciate pure i vostri commenti e parliamone!!!

Passo la parola al nostro buon LucaCiglioneil quale si è recato a Lucca mercoledì, in compagnia di gentil consorte e di due figli (1 e 4 anni), rendendoci un rapido racconto della sua esperienza:

Quando ho deciso di andare al Lucca Comics con entrambi i miei figli, Gabriele di 4 e Luna di un anno, sapevo che non avrei potuto fare quello che amo fare e cioè  entrare nel padiglione Carducci ed incatenarmi dentro per non farmi sbattere fuori dopo la chiusura.
Dopo un arrivo abbondantemente oltre le nove, ho passato così la mattina al padiglione Family. Dopo aver girato in lungo in largo ed aver fatto qualche laboratorio tutti insieme ho applicato uno dei miei diabolici piani. Ho cosparso il pavimento del Real Collegio di lego creando un percorso irresistibile per mia figlia fino all’area dedicata appunto alle costruzioni. A questo punto ho chiesto a mia figlia: “con chi vuoi rimanere a giocare?”
“Mamma” (il fatto che sia l’unica parola che sa dire mi ha notevolmente  aiutato)
E così siamo andati con Gabriele a provarci un po’ di titoli per nongrandi. Tra i vari giochi proposti  abbiamo avuto la fortuna di provare anche
SLAPZI di Creativamente
Un gioco di carte a partire dai 6 anni che si può giocare fino a 9 giocatori e che strizza decisamente l’occhio agli adulti. Ogni giocatore ha in mano cinque carte con immagini sia sul fronte che sul retro.
Ad ogni turno vengono girate delle altre carte in cui vi è una scritta indizio.Il giocatore più veloce a trovare un'immagine che soddisfi la condizione descritta può scartarla. Chi rimane senza carte vince.
Ad esempio possiamo avere frasi del tipo: “Si può mettere dentro uno zaino; Può rotolare da una collina; Lo puoi suonare”
Un gioco rapido e veloce che ha a mio parere la sua forza nel fare abbinamenti discutibili e generare poi discussioni, e che è un filler ideale probabilmente anche per giocare in mobilità dato che siamo di fronte ad un mazzo di carte. Idea semplice ma vincente.
Io e Gabriele avevamo una ultima carta, come il dimostratore, quando l’indizio svelato diceva “Ha tante sillabe come il tuo cognome”. Istantaneamente guardo l'immagine del cane e la scarto.
Per fortuna Gabriele non sa cosa è una sillaba e il dimostratore non mi ha chiesto la carta d’identità; avrebbe scoperto che non mi chiamavo Rossi….

Dopo aver recuperato le donne di casa ho cominciato a scontrarmi con il fatto che mia moglie ed i bimbi volessero mangiare senza capire primo che non è necessario mangiare tutti i giorni, secondo che il padiglione Carducci poteva offrire loro ampi spazi per farlo.
Finalmente, alle 14 circa, sono riuscito a raggiungere la mia meta. 
Purtroppo, nel frattempo, entrambi i bambini si erano addormentati. Ho così recuperato alcuni cartoni e ho creato per terra un letto fantastico dove sdraiarli, promettendo alla mia consorte di tornare entro mezz’ora.
Dovevo andare allo stand della Gate on Games per provare A Sky of Stars che ha durata di circa 30 minuti, un incastro perfetto.
“Guarda ti aspettavamo un po’ prima ora se vuoi abbiamo in demo Tajuto dura un’ora circa”
Mi sono seduto lo stesso al tavolo e devo dire alquanto preoccupato dalla durata.
Tajuto di GoG (gioco che sarà distribuito da GateOnGames a breve, in italiano)
Gioco di Reiner Knizia per 2-4 giocatori della durata di 45-60 minuti.
I giocatori sono monaci buddisti che devono cercare di fare il maggior numero di punti spiritualità mentre costruiscono delle pagode di otto diversi colori  nel giardino dell’imperatore.
Il gioco si basa, cosa molto particolare, sul pescare da un sacchetto i piani delle pagode in modo che dovremo fare grande affidamento sul tatto per pescare i pezzi corretti da montare al momento giusto.
Quando costruiamo piani delle pagode (sei per terminarle) avanziamo su un percorso, la nostra posizione corrisponde al numero di punti che possiamo spendere per comprare carte con punti spiritualità e carte che ci permettono bonus o azioni gratuite.
Un secondo modo per avanzare nel percorso è fare delle offerte piazzando dei cubetti sulle pagode. Molto interessante è il fatto che anche chi costruisce un piano sopra quello in cui è presente un’offerta guadagna punti aggiuntivi. E’ perciò molto importante fare offerte al momento giusto senza agevolare l’avversario.
Il gioco ad una prima partita mi è sembrato molto scorrevole. I primi turni sono gioco forza solo di costruzione ma poi è necessario cercare di costruirsi un motore mediante le carte azioni gratuite per massimizzare la pesca di carte spiritualità.
Il fatto che le scelte al proprio turno siano poche permette di avere un ritmo serrato e poiché al termine della quarta pagoda costruita il gioco finisce la durata rimane contenuta.
Credo che il gioco sia orientato ai casual gamers che apprezzeranno sicuramente la bellezza dei materiali, l’originalità del meccanismo della pescata e la semplicità delle regole.
Per quanto mi riguarda ho apprezzato tantissimo la partita, che mi è volata e ne avrei fatta un’altra volentieri per fugare tra le altre cose alcuni dubbi che ho avuto.
Nella nostra partita per massimizzare i punti abbiamo costruito le pagode abbastanza in maniera lineare ed alla fine, avendo nel sacchetto tutti pezzi della stessa dimensione, quali pagode terminare è rimasto affidato al caso. Poiché tra le altre cose, per guadagnare punti si può scommettere su quali pagode verranno costruite interamente, non vorrei che questo, sia qualcosa che succede sempre e renda il tutto troppo aleatorio.
Eccetto questo dubbio la  prima impressione è stata assolutamente positiva per un gioco divertente, semplice, stretto e che pur avendo una certa profondità rimane rapido e frizzante.
In particolare mi è piaciuto il meccanismo di pesca, che raramente avevo sperimentato, ed il fatto che il gioco sia stretto e che ogni azione va opportunamente pianificata per ottenere il massimo ottenibile.
Dopo aver terminato la partita ho recuperato i miei figli, che si erano appena svegliati, ed insieme a loro abbiamo continuato a vagare per il padiglione games, provando principalmente giochi per bambini.

Jetpack Joyride
Andare a Lucca il mercoledì è decisamente la scelta giusta se si è accompagnati dalla famiglia, è stato possibile passeggiare ed entrare nei padiglioni senza troppa ressa, nel padiglione Carducci si ci poteva sedere ai tavoli senza troppi patemi e credo fossi stato da solo sarei riuscito a giocare in maniera continuativa.
Ringrazio gli editori che hanno lasciato degli ottimi cartoni in giro per il padiglione che hanno accolto in maniera egregia il sonno dei miei figli.


Infine la tastiera passa a cogo71 per un terzo punto di vista.


Per la serie non c’è due senza tre… terza edizione consecutiva di Lucca Comics and Games con la pioggia. Per fortuna ormai, ho preso le misure alla kermesse toscana e grazie ad un’organizzazione quasi impeccabile che ha coinvolto tutta la famiglia, siamo riusciti a goderci la trasferta. A dirla tutta la sfortuna le ha tentate tutte per mettermi i bastoni tra le ruote, infatti durante la giornata di sabato, quella che avevo deciso di dedicare al padiglione Carducci, sono stato poco bene dovendo lasciare anzitempo i tavoli, ma è stata comunque un’esperienza positiva. 

Prima di entrare nel dettaglio dei giochi da tavolo vorrei condividere con voi una riflessione sull’organizzazione: ho l’impressione che dopo tanti anni si stiano raggiungendo livelli di eccellenza assoluti, infatti faccio davvero fatica a trovare aspetti migliorabili, nonostante la mole incredibile di visitatori che hanno preso d’assalto la cittadina toscana. Per quanto riguarda il padiglione dedicato ai giochi da tavolo all’apertura si poteva circolare in maniera abbastanza agevole e anche quando la pioggia ha spinto al riparo della tensostruttura diversi visitatori in più ci si riusciva a muovere senza impazzire. I tavoli a volte un po’ troppo vicini, ma è una fiera e non si può pretendere di trovare lo stesso comfort della vostra ludoteca di fiducia.
 
La prima partita della giornata è stata quella ad Ensemble. Si tratta di un prototipo in versione pressoché definitiva del un party game edito da Ergoludo per 2-10 giocatori, della durata di 15-30 minuti. Il gioco sarà distribuito da Ghenos, ma io sono riuscito a provarlo grazie alla disponibilità di Alessandro Lanzuisi e di Luigi Ferrini, uno dei due autori che si è seduto al tavolo con me e la mia famiglia. Spiegazione veloce e facile come ci si aspetta da un gioco di questo tipo. Si tratta di un collaborativo in cui i giocatori devono riuscire ad associare un’immagine con quelle già in gioco senza parlare tra di loro. In caso di successo si progredisce di livello aumentando il numero di carte in gioco e di conseguenza la difficoltà di salire ulteriormente di livello. Se si raggiunge il nono si potrà accedere ad un ulteriore scenario che prevede delle carte speciali da scoprire solo in caso di successo. Noi ci siamo fermati al settimo livello, ma abbiamo trovato la partita molto divertente. Le illustrazioni delle carte sono tante e molto belle e la sfida non è per niente banale. Luigi mi ha anche rivelato qual è stato il processo per trovare disegni che avessero un collegamento tra loro. Secondo me una bella novità nel segmento dei party game e acquisto sicuro non appena sarà disponibile. 


Nel padiglione di GateOnGames invece ho provato altri due prototipi molto interessanti: 

A Sky of Star di Guido Albini: un party game del gene roll’n write della durata di 20 minuti che può far sedere al tavolo da 2 a 6 giocatori. Ero un po’ dubbioso visto che non amo i roll’n write, ma questo mi è proprio piaciuto! Ogni giocatore ha una plancia su cui sono disegnate una serie di stelle stilizzate di 4 colori diversi e di differenti forme a seconda del numero di punte possedute. Ad ogni turno (la partita si esaurisce alla fine del terzo) viene estratta una carta su cui sono presenti 5 differenti “figure”. I giocatori estraggono una carta dal proprio mazzo su cui è indicato un numero (dall’uno al cinque) che indica la figura che dovranno rappresentare, quindi scelgono una stella di partenza. A partire da questa dovranno cercare di raffigurare la figura che gli è capitata unendo altre stelle con linee rette secondo le indicazioni del dado sulle cui facce sono presenti i vari tipi di astri. Quando un giocatore pensa di aver completato la propria rappesentazione chiama la fine del turno; gli altri possono disegnare un ulteriore tratto. A questo punto ogni giocatore mostra il proprio “disegno” e gli altri dovranno cercare di capire quale figura tra le 5 della carta in gioco è stata raffigurata. Si segna un punto se si indovina la figura giusta ed anche quando gli altri indicano correttamente la figura che dovevamo rappresentare. Se tutti i nostri avversari hanno capito la figura che dovevamo riprodurre si ottiene un punto supplementare. Alla fine del terzo turno si sommano i punti ottenuti oltre ad un bonus in base al numero di stelle di un certo colore utilizzate per disegnare le nostre costellazione e ovviamente chi ha totalizzato il punteggio maggiore è il vincitore. 

Anche se i materiali non erano definitivi devo dire che ho trovato A Sky of Star molto piacevole da giocare divertente e alla portata di tutti e non è necessario essere dei novelli Giotto per divertirsi. Potrebbe diventare il primo roll’n write ad entrare nella mia collezione.

Il secondo prototipo è stato Afternova di Jeff Chin e Andrew Nerger un gioco di negoziazione e collezione set per 3-6 giocatori della durata di 45 minuti circa, ambientato in un ipotetico futuro in cui dovremo reclutare lavoratori per estrarre minerali necessari a completare i progetti che ci daranno punti alla fine del gioco oltre ad alcuni bonus durante il gioco. Le carte sono grandi e ben illustrate ed anche le icone sono molto chiare. Sul tavolo avremo un mercatino e ad ogni turno i giocatori potranno scegliere se assoldare un lavoratore, acquisire un nuovo progetto o andare a raccogliere i minerali. Purtroppo non ho potuto completare la partita, ma anche in questo caso siamo di fronte ad un peso leggero ben congeniato in cui i giocatori dovranno contrattare con gli avversari in quanto risulta quasi impossibile chiudere i contratti con le sole proprie forze, ma dovremo richiedere “ forza lavoro” agli altri in cambio di alcuni minerali. 

Il gioco, se ho capito bene, dovrebbe vedere la luce ad inizio 2020 e potete farvi un’idea più chiara andando a sbirciare la scheda del gioco su BGG. 

Ho provato anche 7, the Sins per i cui dettagli vi rimando all’articolo di Bernapapà, ma vi dico che è stato uno dei pochissimi titoli a finire nel mio zaino a questa edizione di LC&G. 

Parlando in generale ho trovato un evento in ottima salute, ma un mercato che soffre un po’ questa iperproduzione di titoli tra cui a fatica si riesce ad individuare un dominatore. Personalmente credo che Barrage che Cranio ha portato a Lucca senza troppi proclami è, al di là delle note vicende legate alla campagna KS, un gran bel gioco a cui darà filo da torcere Glen More II che può vantare materiali di prim’ordine ed anche Tapestry farà parlare di se. Stiamo parlando di scatole con un costo “importante”, ma in linea con la nuova tendenza del mercato. Ben poche le “vere” offerte che mi aspetto di trovare in un evento del genere: nei vari outlet si tenta di smerciare per affaroni, scatole dimenticate fino al giorno prima nei seminterrati dei magazzini e a volte a prezzi più alti rispetto ad altri stand a pochi metri di distanza. Personalmente mi sono limitato a prendere qualche scatola di giochi di 1 o 2 anni fa che avevo già provato e messo nel mirino approfittando del fisiologico calo del prezzo. E voi da cosa siete rimasti colpiti?

Tra tanti stand più o meno noti, il mio personalissimo "oscar" va ai ragazzi di Soulgivers Games il cui gioco omonimo sarà lanciato su KS nei primi mesi del 2020 (credo il 15 di febbraio). Il gioco era in demo e lo stand piccolo attirava l'attenzione grazie a due enormi cilindri riempiti con del liquido di colore arancio e azzurro (colori che riprendono la grafica del gioco). Non ho avuto modo di provarlo, ma seguirò attentamente l'operato di Luca Cervini, il giovane designer e autore anche delle illustrazoni. Il prototipo è di sicuro impatto scenografico e ad una prima e veloce spiegazione anche il gioco promette bene. Per i più curiosi lascio il link al sito e alla pagina Facebook.







El Dorado




Battlestar Galactica





Western Legends


Harry Potter Miniatures


5 commenti:

  1. Mi chiedo se LucaCiglione sia il padre dell'anno che porta i figli a Lucca o un pessimo padre dato che li parcheggia su dei cartoni =) =)
    Bel report anche io penso che Lucca sia un attimo da rivedere per gli appassionati perchè non si gioca moltissimo e non ci sono offerte, ma è sempre bello andarci.

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    1. In effetti é una domanda che mi faccio spesso anche io..
      =)

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  2. Io sono andato a Lucca giovedì 31. Sono stato quasi tutto il tempo al padiglione Carducci e ho notato due cose in particolare: la prima è che quest'anno, almeno giovedì, c'era molta più gente nelle zone dedicate a giochi, giochi di ruolo e librigame rispetto alle zone dedicate a Magic, Vanguard e c.
    La seconda cosa, conseguenza della prima, è che è sempre più difficile provare i giochi a meno che uno non stia ad aspettare il proprio turno in coda. Questo perchè ci si ostina a far fare la demo completa di una partita, anche per quei giochi che hanno durate importanti e i tavoli dedicati ai "gioconi più attesi" sono quasi sempre uno o massimo due.
    Detto questo ho provato Ocean Crisis, molto carino, ovviamente per il target familiare a cui è rivolto; non c'era la demo, ma mi sono fatto spiegare Paleolithic che dovrebbe essere una versione più leggera di Stone Age. Ho poi provato Throne - I guardiani di Kalesh, gioco di carte che ho poi comprato; Sine Tempore, grazie al fatto che permettevano di prenotare il posto e infine, dopo aver fatto la coda, Goryo che si è dimostrato un gran bel giochino per due.

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  3. Mia seconda Lucca (a fronte di 9 Essen).

    Non è la mia fiera. Sarà sicuramente un problema mio. Sono stato soltanto mercoledì (per fortuna), tutto il tempo al Padiglione Carducci. L'affollamento era già importante.
    Sono riuscito a provare diversi giochi (questo è un fatto positivo) anche se i "big" erano inavvicinabili.
    Per ciò che concerne le novità i prezzi erano assurdi (tenendo conto che i ribassi su alcuni giochi dello scorso anno sono da presa in giro: leggi Reef a 15 euro a fronte di un 45 euro dello scorso anno).
    Io concepisco una fiera come un luogo dove poter anche approfittare di qualche ribasso sul NUOVO, visto che pago un biglietto con l'intenzione di capire cosa circola sul mercato attuale. Invece non è così. Non solo i prezzi sono gonfiati ma in più alcuni "sconti" sono totalmente ridicoli.

    Per tale motivo passo. Basta. Le ho dato una seconda possibilità ma credo che non le concederò una terza. Mi rivolgerò altrove (fiere più piccole e più vicine a casa o magari addirittura in Francia, a Cannes).

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  4. Io sono stato sia a Modena che a Lucca, il sabato e la domenica di modena, pensare di provare i giochi è impossibile, a meno che non si facciano ore di coda.
    A lucca bene o male invece un tavolo per provare qualcosa lo trovi anche nei giorni di piena.
    questo credo dipenda anche dal fatto che Modena è solo una fiera del gioco, Lucca invece è eterogenea... non tutti quelli che vengono sono amanti del gioco in scatola.

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