[Boardgame & Cultura] - Odissea

scritto da Dedalus

Il Progetto Boardgame e Cultura questa volta torna indietro nel tempo e vi ripropone un argomento davvero molto interessante adatto sopratutto ai più giovani: la Mitologia. 
Dopo la nostra puntata su Mythomakya non potevamo non prendere in considerazione “Odissea”, il Family Game di Luca Feliciani che ancora una volta ci proietta in quella magica e solenne atmosfera della Grecia antica nella quale noi vogliamo immergerci grazie alla collaborazione di una giovane e frizzante compagnia teatrale: “I Baloons”. 


L’Odissea, il celebre Poema Omerico, racconta le disavventure di Ulisse, Re di Itaca, che alla fine della guerra contro la Città di Troia riprese il mare assieme ai suoi compagni per far rientro alla sua amata casa. Purtroppo il nostro eroe si inimicò Poseidone, Dio del mare, ed in balia delle onde provocate da questo venne spinto in lungo ed in largo per il Mar Mediterraneo scoprendo nuove terre, incontrando molte differenti culture e perdendo poco alla volta il suo equipaggio a causa delle insidie delle terre inospitali. 

L’Odissea è ricca di macro e micro temi che con grande passione ci piacerebbe approfondire (Il Viaggio, l’Ospitalità, la Famiglia, l’Ignoto, la Guerra, l’Inganno ) ma come un fulmine a ciel sereno il gioco di Feliciani ci serve su di un piatto d’argento un tema estremamente cruento ma avvincente: il tema della Vendetta. Lo so che forse il vostro pensiero sarà ricaduto sulla celebre trilogia della vendetta: “Mister Vendetta”, “Lady Vendetta” ed “Old Boy”; pensate veramente che l’odissea sia così diversa? Fra le bellissime e godibilissime carte di questo gioco un elemento ricorrente è proprio l’arco di Ulisse: strumento di morte, di vendetta, di potere da un lato ma anche portatore di pace e di salvezza dall’altro.

Gli attimi di terribile drammaticità preceduti da lunghi momenti di pensieri, rimuginamenti e minuziose pianificazioni portano il nostro eroe quasi sul piano dell’antagonismo e bisogna rimanere ben saldi per capire che la sua violenza non può che essere giustificata e conclusione di lunghi anni di mancanze e privazioni. Il tema della vendetta è quello che noi oggi vogliamo affrontare con una piccola rappresentazione teatrale che ci ha fatto, per la prima volta, riscoprire il teatro come bellissimo sistema di divulgazione culturale. Per quanto riguarda invece il gioco “Odissea” il primo impatto con la scatola è sicuramente degno di nota ma una volta intavolato ci si trova immersi in un tripudio di colori che addirittura sembrano illuminare il tavolo da gioco. 

Il cromatismo, che tanto prende e mai eccede, ci proietta nuovamente nel mondo di Mythomakya al tempo di Miti e Leggende ed è da qui che parte il nostro viaggio! Atena, Poseidone, Ermes, Eolo, Afrodite ed Helios non sembrano voler abbandonare la loro natura Divina per mischiarsi a noi: imponenti, statuari, irraggiungibili ma con uno sguardo umano che forse ci riporta ai vizi a cui sono avvezzi proprio per natura divina; saranno proprio loro a fare il bello ed il cattivo tempo nel gioco permettendo ad Ulisse di superare o fallire le prove in ognuna delle location che raggiungerà. 
A nostro parere, e ci soffermeremo come sempre su quello culturale, sono ancora una volta le carte a dettar legge, a farci rivivere momenti di ansia, di emozioni antiche come l’uomo: esempio eccezionale la carta “tela di Penelope” dalla quale emerge l’ansia di essere osservati durante il giorno da questi invasori, i Proci, che per lunghi anni insidiano Penelope pretendendone la mano e poi la notte, con la paura di essere scoperti in quell’inganno che ci porta a disfare quella tela al termine della quale si deve scegliere un marito. 

La potenza e la maestosità di Ulisse la vediamo nella carta “Tendere l’Arco” dove assume una posa quasi divina e che viene accentuata dall’ombra alle sue spalle. Astuto, forte, abile oratore e carismatico: ecco il nostro Ulisse! Solo grazie a queste sua qualità può superare le divine avversità ma non senza l’aiuto della “Fortuna”, Dea che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno agli Dei e che ritroviamo, bellissima, in una carta ad essa dedicata dove si crea una simmetria con la figura del nostro eroe rendendoci incapaci di comprendere se si tratti di complicità o addirittura sia un altro volto di ulisse, quello dell’uomo fortunato, che si guarda allo specchio. 

Ma è la carta “Itaca” il vero fulcro della nostra storia, e quell’ammasso di corpi privi di vita che copre lo sfondo di quella che è una carta ambigua, a cavallo tra crudeltà e felicità poiché il vero nemico, quello tra le mura domestiche, è stato finalmente sconfitto. Sullo sfondo, il tramonto! La fine del giorno, la fine del viaggio, la fine della vendetta e la speranza in un domani migliore. (Molto stile “Germinal”) Sarà però “Il letto nuziale” a dare un degno finale: la notte, la serenità del proprio letto ed il silenzio, interrotto solamente dallo scoppiettio del fuoco nei bracieri. “Odissea” è per noi anche questo: l’ingresso in un nuovo mondo tanto antico quanto attuale, tanto vero quanto crudele, tanto dolce quanto spietato; ma soprattutto è un perfetto punto di partenza per raccontare uno dei più grandi racconti di viaggio di tutti i tempi. 

Non guarderemo più il Mediterraneo con gli stessi occhi!

Vi lasciamo un link Egyp e auguriamo buona visione



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