[Retrospettiva] Feld

Scritto da Fabio (Pinco11)

Procedo ad aggiornare oggi questo mio articolo, andato online nell'oramai lontano 2014. 
Un lettore ci ha segnalato l'opportunità di completare la ludografia dell'autore , inserendo citazioni anche alla sua produzione più recente, per cui (spinto indirettamente anche dalla nostra Elena che mi ha chiesto consigli per acquistare un Feld d'annata) ho colto l'occasione per rielaborare il mio post del 2014, completandolo con i titoli ideati negli ultimi cinque - sei anni.

Stefan Feld  nasce a Gengenbach, in Germania, nel 1970 ed il suo nome diventa decisamente conosciuto nel mondo dei giochi da tavolo tra il 2008 ed il 2011, quando sono pubblicate le più memorabili delle sue ideazioni, divenendo forse l'autore di punta (o quasi) dell'intero game design mondiale.
E' da lui che ho pensato di partire (nel 2014) per questa nuova linea di articoli, che ho pensato di dedicare agli autori più noti, compilando per loro una scheda delle principali uscite e riproponendo ai lettori, nel corso della giornata dedicata all'autore, le recensioni a suo tempo uscite riguardo ai suoi titoli più noti.
In questo modo, un poco come accade nei cineforum, si può avere l'occasione di rivedere e magari riscoprire da uno scaffale polveroso titoli che l'ammucchiarsi dei nostri acquisti hanno da tempo coperto.

Gli esordi, la sfida dei "dadi non aleatori" e la "lotta contro le avversità"

Sicuramente la produzione di Feld è andata evolvendosi nel corso del tempo e non risulta del tutto omogenea, visto che l'autore compare sulla scatola di una serie di titoli che lo caratterizzano maggiormente, piuttosto complessi e studiati come il meccanismo di un orologio, con diversi sottogiochi che si intersecano, ma anche di titoli più 'rapidi' ed adatti ad un pubblico ampio, per cui non è così facile inserire la sua figura in un'unica scatola o classificazione.
Noi non possiamo essere sicuri, in realtà, del fatto ci sia stata in Feld una vera evoluzione creativa, partendo da titoli più semplici per andare verso i complessi, perché  anche tranquillamente possibile che l'autore, inizialmente, possa non avere trovato editori pronti a scommettere sulle sue idee più complesse, mentre con il tempo, vedendo che Feld vende, essi si siano aperti ad edizioni di prodotti che sulla carta sono destinati ad ultra appassionati.
Le prime cinque uscite di Feld si collocano, comunque, tra il 2005 ed il 2008 e rivelano le doti del creativo tedesco, tanto da preparargli un crescendo di pubblicazioni negli anni seguenti, tali da inflazionarne un attimo il nome nel recente.

Roma (2005) è edito da Queen Games (quindi già una grande casa) e rappresenta l'esordio di Feld ed è un gioco di carte e dadi per due persone, fruibile in partite di circa tre quarti d'ora. Propone già alcuni caratteri e sfide che saranno poi approfonditi dall'autore negli anni seguenti, perché il gioco è a base di carte e dadi, i cui risultati devono essere imbrigliati ed utilizzati a fini gestionali, e l'abilità del giocatore, come meglio sarà definito nelle seguenti creazioni, sta nel vincere la sua personale battaglia con la fortuna, avendo a disposizione, nelle regole, strumenti per combatterla. Per dirla più semplicemente le meccaniche sono tali che un numero uscito non è mai necessariamente, di per sè, buono o cattivo, essendo fruibile in diversi modi.
Il titolo ottiene un buon riscontro di pubblico, ma non esagerato (è poi solo per due e su BGG tuttora non raggiunge il 7 di voto medio), per cui ancora di Feld non si parla troppo. (qui la recensione del gioco)

Con Rum and Pirates inizia il rapporto, destinato a divenire piuttosto forte, tra Feld e la Alea, marchio del gruppo Ravensburger, che lo andrà ad identificare nel tempo come autore di riferimento per la propria linea dedicata agli esperti.
Il gioco in realtà (ai miei occhi) è tutt'altro che impressionante, sia come componenti (abbiamo un tabellone modulare che riproduce una serie di cunicoli a caselle ed un sacco di tesserine e di omini di plastica - bleah!!), sia come gameplay ed è proposto come titolo adatto anche ai più piccoli, campeggiando sulla scatola un 9+ ed ottenendo una nomination nel premio dei giochi per bambini 'esperti' dagli 8 ai 13 anni. Figlio dell'epoca di uscita (solo dieci anni fa, ma sembra un secolo, a vederlo sul tavolo) non supera ad oggi il 6,5 di voto su BGG, ma da tempo diversi utenti lo propongono come un 'piccolo classico'.

Il 2007 è l'anno della prima consacrazione del nostro Stefan, perché è l'anno di uscita di due titoli che tuttora sono venduti ed apprezzati, ossia Notre Dame e Nell'anno del Dragone, entrambi editi da Alea.
Il primo ottenne raccomandazioni allo Spiel des Jahres ed in numerosi altri premi e, pur proponendosi ancora come un gioco - ponte tra i classico e le idee più feldiane. E' infatti per certi aspetti un precursore, rappresentando titolo al quale molti in seguito si ispireranno, perché ha un tabellone modulare e non tradizionale (assomiglia ad una specie di fiore), propone una meccanica di drafting (scelta) di carte che ispirerà (forse a sua volta ispirato da qualcuno precedente, ma chissà ...) anni dopo anche 7 Wonders e diverse carte personaggio-azione (che vedremo poi nella serie di titoli dei quali I pilastri della terra diverrà uno dei maggiori esponenti). Nel contempo il gioco gira ancora su meccaniche di controllo territorio e posizione che erano propri dei primi anni '2000 e quindi non è visto come un titolo 'di rottura', ma piuttosto come un gioco bello, parzialmente innovativo, ma ancora 'classicheggiante'. 

Considero invece tuttora il secondo (Im Jahr des Drachen) come uno dei suoi migliori titoli, in quanto contiene, per diversi aspetti, uno dei principali fili conduttori del Feld - pensiero.
Il gioco infatti propone ai giocatori la sfida di pianificare, contendendosi tra loro di turno in turno le azioni disponibili, il proprio sviluppo cercando di costruire edifici e di accogliervi collaboratori, facendo fronte alle numerose calamità e disgrazie che il gioco gli destina contro.
Le prime partite in genere risultano terreno fertile per enormi devastazioni, con malattie, carestie ed invasioni che decimano i propri fedeli servitori, ma i germi del genio (parlo dell'autore, non dei giocatori ...) sono tutti qui, perché è in questo titolo che di sviluppa l'elemento di lotta contro le avversità (e non solo contro gli avversari, quindi, che sarà tipico di molti titoli di Feld. (qui la recensione)

Il 2008 - 2010: la diversificazione

Gli anni seguenti vedono uscire diversi titoli del nostro, che sembrano voler dimostrare la ecletticità dell'autore, in quanto diversi sono i generi toccati.
Abbiamo infatti tra di essi, in particolare, un nuovo titolo della Alea, ossia Macao, nel quale (qui la nostra scheda sul gioco) l'autore affronta la sfida dei dadi in modo massiccio, fornendone un set per giocatore. Le risorse che in ogni turno si ottengono sono del tipo del dado prescelto e nella quantità indicata dal dado, ma più alto è il numero prescelto, più tardi se ne potrà ottenere la disponibilità. In questo modo di inserisce un elemento di strategia idoneo ad inibire gli effetti della fortuna.
Altro elemento che compare nel gioco è la presenza di una gran quantità di carte, con vari effetti, aspetto che, ancora, rappresenterà uno dei suoi fili conduttori.

Con The Speicherstadt (qui il nostro articolo) Feld dimostra di essere in grado di proporre anche titoli adatti per il grande pubblico, ideando un gioco a base di carte e con un delicato meccanismo di asta. Tra le varie cose compare anche l'elemento della lotta contro le avversità, visto che periodicamente nei nostri 'magazzini generali' del porto scoppiano incendi, che provocano penalità in capo ai giocatori meno previdenti, ma nel complesso il titolo rappresenta uno dei prodotti più light con il nome di Stefan sulla scatola. Buono il successo ottenuto, tanto da meritarsi una espansione ed una versione deluxe con monete di metallo.

Luna (qui la recensionecostituisce invece un titolo che definirei il 'gestionale' più 'scacchistico' che abbia presente, perché ci si trova di fronte alla sfida di controllare efficacemente non solo le proprie azioni, ma anche quelle degli avversari, dovendo fare molti conti e sfruttare al meglio le occasioni da essi fornite.
Molto celebrale, per nulla attinente al tema di fondo prescelto (elemento, questo, a sua volta tipico di Feld), il gioco ottiene un bel 7.43 di media su BGG e gode di una versione online su Yucata.de.

Oltre ai titoli citati negli stessi anni escono anche Roma II, Il nome della Rosa, Il duello di costruttori dei Pilastri della Terra e il leggero It Happens .. (probabilmente il Feld che ha avuto il minor impatto sul pubblico).


2011: la fama

Dopo tutte le uscite descritte Feld si è oramai fatto un nome ed i titoli da lui ideati sono oramai tra i più attesi quando ne è annunciata l'uscita. A questo punto può proporre quello che vuole, perché è uno degli autori di punta del movimento del boardgame design, per cui si toglie qualche sfizio.

Trajan rappresenta proprio questo (qui la recensione), ossia uno sfizio dell'autore, che propone un gioco la cui ambientazione, nonostante gli apprezzabili sforzi di editore (la Ammonit Spiele, neonata casa, editrice solo di Trajan) ed illustratore, resta del tutto aliena alle meccaniche e che si rivela come una sorta di complesso orologio, con diversi percorsi potenzialmente da seguire per ottenere punti.
L'effetto complessivo  è  quello di un bruciacervelli che vince diversi premi e che si trova stabilmente nella top 50 di sempre do BGG.
Credo che fosse uno dei giochi più elogiati e meno giocati esistenti: l'uscita di una sua versione online ha però forse contribuito a rendere con il tempo meno veritiera questa affermazione.

The Castles of Burgundy (qui la recensione) è riconosciuto come il miglior titolo di Feld nella classifica di BGG, dove occupa la posizione numero 15. Del tutto assente l'ambientazione, qui si devono sfruttare ancora al meglio i dadi per riempire il proprio tabellone composto da esagoni, facendo attenzione ai numeri e colori indicati su di essi ... Veloce (intorno ai 90 minuti a partita), non troppo difficile da imparare, per molti rappresenta uno dei migliori modi per capire Feld senza perdersi in sue ideazioni troppo complicate.

Strasbourg si colloca invece nel filone Speicherstadt, proponendo una forma più strutturata di dinamiche di asta, piazzamento e controllo territorio (qui l'articolo ad esso dedicato).

2012-2013 : l'inflazione

Quando un pittore è 'scoperto' ed acquista notorietà una delle tentazioni alle qual dovrebbe cercare di fuggire è quella di cominciare a dipingere quadri 'a nastro', però si deve anche riconoscere che la tentazione di monetizzare la notorietà è forte ...
Per il nostro Feld non è andata esattamente così, perché i suoi titoli tendono a rimanere coerenti con i filoni delineati nelle precedenti uscite, ma la qualità media (nel periodo 2012-16), a mio modestissimo parere, è andata in discesa, tenendo conto che i titoli (a mio modestissimo parere) di pregio restano in questo lasso temporale giusto tree (Bruges, Bora Bora e Aquasphere).

Rialto
Abbiamo infatti sugli scaffali, oltre a diverse espansioni, Rialto, Amerigo, Bora Bora e Bruges, ben quattro titoli, editi rispettivamente da quattro degli editori tedeschi più noti, ossia Pegasus, Queen, Alea e Hans im Gluck.
Dei primi due non vi parlo molto, rinviandovi alle recensioni comparse sul blog, perché li ritengo di qualità onestamente più bassa rispetto agli altri (tenete però conto del fatto che in genere gli utenti di BGG li hanno mediamente apprezzati, con voti tra il 7 ed il 7,5 di media!!).
Dico solo che Rialto (qui la recensionesi colloca nel filone dei titoli più 'per tutti', con meccaniche di aste, uso di carte e controllo territorio e che Amerigo rappresenta una estrema semplificazione dei suoi giochi 'orologio', abbellito con la presenza di una simpatica torre lanciadadi (qui la recensione).

Bora Bora è invece uno dei suoi classici titoli sul bruciacervello, proponendo ancora una variante sul tema 'uso dei dadi' e si avvicina maggiormente ad una esperienza di gioco più propriamente 'feldiana'. L'ambientazione è quindi (pur gradevolissima la grafica) del tutto pretestuosa ed i calcoli da fare si sprecano. (qui trovate un articolo su di esso)



Chiudo la carrellata con Bruges, gioco (qui la recensione) che rappresenta una sorta di ponte tra i titoli complessi e quelli per tutti.
Esso riprende i temi dell'uso delle carte che già avevamo visto in Macao, potenziandolo però in modo significativo, visto che esse recano maggiore quantità di testo ed interagiscono molto tra loro, nonché il 'pallino' di sempre dell'autore, ovvero i dadi, come al solito del tutto alieni alla loro originale logica di decenni fa, ossia quella del "rolla e muovi". C'è, infine, anche il tema della lotta contro le calamità che lo sviluppo del gioco ti spinge ad affrontare, oltre ai tuoi avversari.
A me il gioco è piaciuto molto, ma segnalo che sono stato il più entusiasta dei miei compagni di gioco: in seguito è stato anche tradotto in italiano, eliminando così la barriera linguistica che a lungo ne ha impedito la fruizione anche ai non tedesco o anglo parlanti (o non patiti di collage).


L'evo recente


Nel 2014 esce un altro dei prodotti dell'autore che personalmente valuto come di assoluto risalto, ossia Aquasphere. Lo acquistai direttamente ad Essen, per intavolarlo una delle sere della fiera in albergo, venendo in sostanza respinto, complice l'ora, dalla non limpidezza del manualino (e dalla scarsa limpidezza del mio pensiero ad orari notturni). Al di che si tratta, quanto ad ambientazione, mi limito a dire che siamo all'interno di una ipotetica stazione sottomarina e mi fermo qui, visto che l'attinenza con le meccaniche resta contenuta.
Ciò che lo distingue, però, dagli altri suoi titoli è in particolare la forte interazione che qui abbiamo, spesso nemmeno volontaria, ma legata alla natura stessa, claustrofobica (qui si che il tema è trasmesso) del tutto. Nel compiere le proprie mosse ci si aggira infatti per i settori della stazione, andando ad incidere sugli equilibri complessivi e la presenza, nel contempo, di logiche di maggioranza rende il tutto decisamente all'insegna del 'pestati i piedi più che puoi'.
Ottimo per chi si lamentava della natura poco interattiva di alcune sue interpretazioni, molto meno per chi ama sviluppare con calma il proprio motore produttivo, ma sempre e comunque in Feld a tutti gli effetti, con i suoi meccanismi da orologio.
Qui ne trovate una recensione: sottolineo, per trasparenza, che il gioco gode su BGG di un voto medio di 7.3, che non è altissimo, ma che secondo me conferma la natura peculiare del gioco.
Dello stesso anno è poi La Isla, altro frutto della collaborazione la Alea. per coerenza con il loro marchio di fabbrica i componenti sono quasi da dimenticare ed il gioco, un peso medioleggero, non lascia una gran traccia di se, non raggiungendo neppure il 7 di voto medio su BGG. Personalmente ne serbo una memoria assai sfumata e rinvio i curiosi alla recensione presente sul blog.


Il 2015 è un anno di carestia (le espansioni, come mio uso, non le considero nemmeno nell'elenco dei titoli), per cui è solo nel 2016 che riabbiamo il nome del Nostro su ben TRE scatole, anche se, in tutta onestà, anche qui il risultato non ebbe poi ad eccellere.
Il primo titolo di quell'anno, infatti, fu una semplice reimplementazione del suo ottimo Speicherstadt, stavolta ambientata nel mondo dei vichinghi ed etichettata sotto il nome di Jorvik. al quale rinvio i curiosi.
Rimanendo il gioco sostanzialmente invariato non trovai (dopo averlo provato) nessun reale stimolo per prenderlo, per cui anche sul blog l'unico riscontro è il video del nostro Teo,
Il secondo titolo è invece uno spinoff, ovvero il Gioco di Carte dei Castelli di Borgogna. Qui ne trovate una recensione , mentre per il mio commento posso andare sul sintetico, dicendo che l'ambientazione del predecessore rimane, ma pensare di giocarlo in sua sostituzione è come sostituire il caffè con il te, ossia due cose del tutto diverse. Alla fine dei conti un gioco leggero che ho comprato e lasciato a casa di un amico che lo apprezzava più di me ;)
L'unica uscita 'nuova' dell'anno resta quindi L'oracolo di Delphi. Anche qui (ecco il link alla recensione) siamo di fronte ad un titolo che nel mi personalissimo cartellino dei Feld si colloca a fondo classifica e che ha suscitato diverse perplessità tra i fan dell'autore. Ciò che resta però apprezzabilissimo è il fatto che comunque il Nostro ha cercato il Delphi di percorrere ancora strade diverse rispetto a quelle già battute, proponendo qui una sorta di 'corsa' per completare per prime le millemila fatiche del vecchio mondo. Alcuni lo hanno apprezzato, come conferma il 7.3 di voto medio su BGG.

Nel 2017 è la volta del Gioco di Dadi dei Castelli della Borgogna, del quale mi limito a riportare il voto che ha su BGG (6.9) e che è stato ideato dal Nostro.
Al suo fianco abbiamo poi Merlin, ritorno del buon Stefan sotto il marchio Queen Games con il quale aveva già lavorato con Amerigo. Il gioco, stavolta, qualche profilo di interesse lo ha, con cavalieri che frequentano un tabellone circolare, mescolando gestione dadi, una rielaborazione feldiana della rondella ed una componentistica di buon livello.
Ben presenti anche i diversi centri di interesse intorno ai quali sviluppare le proprie strategie: il titolo colpì a suo tempo i miei fidi scudieri Sergio e Berna al punto da spingerli ad acquistare due copie e del gioco e me talmente poco da giocarlo giusto un paio di volte ... ;)

2018 - L'inversione di tendenza

Avrete intuito, leggendo i miei commenti ai titoli inseriti nell'aggiornamento (usciti dal 2014 in poi), come di tutta la produzione feldiana del periodo personalmente serbi assai poche memorie da conservare, spiccando a mio parere forse il solo Aquasphere (per Merlin ammetto che, nel parlarne non bene, mi sono ripromesso di rigiocarlo finita l'emergenza COVID, per dargli una meritata nuova chance).
Il 2018 rappresenta, quindi, una piacevole inversione di tendenza, grazie all'uscita della coppia Forum Trajanum e Carpe Diem.
Il primo (qui trovate la recensione) è una sorta di piccolo ritorno ad un Feld classico, con diversi ambiti tra i quali dividere la propria attenzione e la costruzione di una sorta di puzzle centrale, che ricorda alcune delle sottoplance di Trajan (al quale è però accomunato solo dal nome, non avendo per il resto alcuna parentela).
Macro genere piazzamento tessere, con un occhio allo sviluppo armonico di una teorica città, si colloca su di un livello di difficoltà medio (con tendenza all'alto) nella produzione feldiana, visto che  la quantità di cose da tenere d'occhio e di strade intrecciate da percorrere è significativa, incidendo ciò sullo spessore del gioco e quindi anche sul tempo a partita, che non a caso arriva agevolmente a raggiungere (in 4) il paio d'ore. Nel complesso un prodotto di reale buon livello e peso specifico, che non a caso ha raggiunto su BGG un più adeguato (per Feld) 7.4 di voto medio.

Carpe Diem, invece, mi è comparso sul tavolo come una assoluta sorpresa. Celebra il ritorno di Stefan sotto la bandiera della Alea - Ravensburger ed a prima vista è dotato, come spesso accade per l'editore, di una componentistica tutt'altro che entusiasmante. Nel contempo, però, non a caso il marchio Alea con altrettanta frequenza una garanzia di qualità del gameplay e sotto questo profilo non ho dubbi nel considerare Carpe Diem uno dei migliori titoli ideati da Feld, anche se si colloca, quanto a difficoltà, in un ambito più leggero rispetto alla media dell'autore.
Per approfondire davvero non posso che rinviarvi alla recensione del gioco (qui la trovate), limitandomi qui a dire che siamo di fronte ad uno stuzzicante piazzamento tessere, che stimola a costruire sulla propria plancia quadrettata una sorta di quadro rispettando il più possibile gli obiettivi posti. Tante microdecisioni, ma anche la necessità di proporsi un indirizzo di sviluppo, il gioco prova che si può affrontare il tema del piazzamento tessere in forma di puzzle anche senza ricorrere ai polimini alla Tetris tanto di moda nel recente.
A mio avviso un must, anche per il livello di difficoltà non eccessivo che lo rende un Feld di spessore, ma proponibile anche ad utenti poco più che occasionali (non a caso ha ottenuto una nomination per il kennerspiel 2019).

Nel 2019 registro l'uscita a nome Feld del solo Revolution of 1828, gioco per due, assai leggero, passato in assoluta sordina. Dopo una semplice occhiata, ho passato e lo registro per completezza.

Il 2020 dovrebbe essere invece l'anno di uscita (annunciato, ma chissà che accadrà ...) di due potenziali nuovi gioconi del buon Stefan, ovvero Bonfire, che è edito dalla stessa Hall Games che gli aveva commissionato Aquasphere e Castles of Tuscany, della stessa Alea di Burgundy. Poco so aldilà dei nomi, ma già il peso specifico mi sembra più consono al Feld d'annata.

Due parole per chiudere

Tanti anni fa avevo la passione dei fumetti ed avevo imparato con il tempo che all'inizio si acquista e legge un fumetto in modo distratto e casuale, giusto perché si vuole leggere un Nathan Never o un X-Men , attratti dal personaggio. Poi, gradualmente, scopri che, per quanto il protagonista sia lo stesso, tutto cambia una cifra a seconda di chi lo disegna e di chi è l'autore della storia. Capisci, insomma, qual'è il valore dei creativi che stanno dietro.
Lo stesso, mutatis mutandis, vale anche per i giochi da tavolo, perché ti trovi con il tempo a verificare quanto sia facile che diversi titoli dello stesso autore ti piacciano, non tanto perché è bello allinearli sullo scaffale, quanto perché ti trovi ad essere attratto dal tipo di sfida che lui sa proporti.
Per questo ho pensato a questo articolo, dedicato ad uno dei miei autori preferiti, ossia Stefan Feld.

Non tutti i suoi titoli mi sono piaciuti allo stesso modo ed alcuni (pochi) non li ho nemmeno comprati, perché so abbastanza cosa mi può piacere e cosa si colloca fuori dal mio ideale di gioco, ma so che l'autore produce, mediamente, ottime cose.
La sua produzione è stata nel tempo discontinua, visto che, come avrete notato, a mio modesto modo di vedere per alcuni anni la sua stella è parsa essersi un attimo offuscata, con una sorta di 'buco' creativo tra il 2015 ed il 2017, annate rivelatesi, per la vendemmia Feld, decisamente poco convincenti.
Il 2018, però, ha segnato una netta ripresa dell'autore, con il valido Forum Trajanum e l'ottimo Carpe Diem, per cui ora guardo con maggiore ottimismo al 2020 (o poco dopo ...) in cui dovrebbero arrivare due nuove creazioni del Nostro.

Spero nella carrellata proposta di essere riuscito a mettere in luce i principali filoni che caratterizzano, nel mio pensiero, la sua produzione e dei quali vado di seguito brevemente ad accennare.
Il primo è il tema dei dadi, componente che a lui piace utilizzare in gran quantità, quasi a voler dimostrare ripetutamente come essi, di solito simbolo dell'aleatorità, possano essere imbrigliati ed efficacemente utilizzati come semplice elemento randomico, senza privare in alcun modo i suoi giochi della possibilità per il giocatore di controllare appieno e pianificare con strategie profonde il proprio destino.
Il titolo più esemplificativo al riguardo è Castelli di Borgogna.
Il secondo è l'uso delle carte ricche di effetti, quasi una sorta di ponte tra il german  e l'american. Le combinazioni tra molteplici carte (vedi Bruges) restano abbastanza immediati ed ogni carta può essere fruita in diversi modi, ma la complessità delle loro interazioni è significativa: l'effetto finale (vedi anche Macao) resta tipicamente german, perché quello che si è spinti a fare in ogni turno è il risolvere una specie di puzzle, ma non siamo poi così sideralmente lontani da esperienze come quelle dei giochi di carte collezionabili. Ancora mondi diversi, ma non irraggiungibili.
Poi abbiamo la lotta contro le avversità, perché a Feld non piace che si lotti solo tra giocatori, proponendo, quando può, anche delle sfide che possono tagliare le gambe ai partecipanti che non si attrezzino adeguatamente. A volte la sfida è stata il succo del gioco (l'anno del dragone), altre solo un elemento di contorno (Speicherstadt o Brugge), ma questo aspetto compare spesso.
Interessante è anche la capacità di proporre puzzle da risolvere, che nei giochi di maggior peso sono proposti sotto forma di  diversi 'sottogiochi', ovvero diversi ambiti, a volte anche fisici della mappa, sui quali ci si può concentrare per 'fare punti'. Alla fine tutto fila sorprendentemente in modo equilibrato, proponendosi di fronte ai giocatori diverse strade per la vittoria: riprendendo il paragone da me fatto più volte il bello è vedere come le ruote degli ingranaggi girano, cosa che rappresenta, per certi aspetti, il vero marchio di fabbrica dell'autore. Per altro nel recente Carpe Diem il Nostro ha dimostrato di saper proporre il medesimo gusto per l'incastro anche in una forma più snella e liofilizzata.
L'ambientazione, in genere, nei giochi di Feld tende a latitare, lo so, ma se ti piace guardare un orologio attraverso un vetro Feld è quello che fa per te .. ;)

Chiudo, anche per rispondere in anticipo a diverse domande di questo tipo che ho ricevuto, proponendo due top ten dei giochi dell'autore, la prima tratta direttamente da BGG e la seconda mia personale.

BGG (voto - posizione assoluta nella top di sempre)
1. Castles of Burgundy 8.1 - 15°
2. Trajan 7.8 - 82°
3. Bora Bora  7.6
4. Bruges  7.4
5. Notre Dame  7.4
6. L'Anno del Dragone  7.4
7. Macao  7.4
8. Amerigo 7.5
9. Carpe Diem  7.6
10. Aquasphere  7.4

Pinco11 Top Ten
1. Castelli di Borgogna
2. Carpe Diem
3. Bruges
4. Anno del Dragone
5. Bora Bora
6. Aquasphere
7. Luna
8. Trajan
9. Speicherstadt
10. Forum Trajanum - Macao

Beh, cosa ne dite? Se siete feldofili condividete i mie gusti? Se non lo siete, vi ho un pochetto incuriositi?
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Rating: 5

7 commenti:

  1. non ancora letto l'articolo ma non posso che dire una cosa: GRANDE FELDONE!!!
    niconiglio

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  2. Da assoluto estimatore di Aquasphere (non ti ringrazierò mai abbastanza per avermelo fatto provare!) ho un hype assurdo per Bonfire :)

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  3. In effetti per un appassionato di Feld l'aggiornamento è un po più doloroso da scrivere,con quel grosso buco nero post Bruges :)
    Anno del Dragone e castelli sono nella mia top assoluta (e da toscanaccio e medievista attendo a gloria la versione toscana anche se l'ambientazione sarà chiaramente appiccata con il vinavil come sempre).
    In ogni caso grazie per l'aggiornamento, apprezzatissimo!

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  4. Molti titoli di Feld per me sono di assoluto valore! I castelli della borgogna, nell anno del dragone, luna, bora bora, jorvik e il mitico aquasphere fanno parte della mia collezione e vado fiero di averli! Grazie Feld!!!

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  5. Apprezzo moltissimo queste retrospettive, questa in particolare !! ^_^
    Spero anche in una di Kramer e Kiesling.

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    1. Ma allora non mi vuoi per niente bene ... Kramer ha 238 titoli in elenco ...

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    2. Una retrospettiva molto, molto, molto compressa, praticamente zippata:-)

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