[Retrospettiva] - Lacerda

scritto da Fabio (Pinco11)

L'ispirazione a scrivere un articolo dedicato a Vital Lacerda l'ho avuta ad esito di quello del nostro White Winston dedicato al suo recente On Mars, essendosi sviluppato un approfondimento, lanciato dal buon Andrea, legato alla natura un pelo barocca dei giochi dell'autore portoghese.
Siccome, in bene o male, mi ritrovo ad aver provato una discreta parte (?!) della produzione di Vital, eccomi a dedicargli uno dei nostri post di approfondimento sugli autori di spicco.
Portoghese, classe 1967, gode su BGG di una lista di titoli da lui ideati relativamente contenuta, visto che le sue uscite conteggiate sono solo 29, compresi i 4 record relativi a titoli in uscita e le varie espansioni e/o add-on, arrivando alla fine a meno di una decina di titoli diversi prodotti.
Nonostante ciò Lacerda è sicuramente un autore che suscita attenzione, per il modo in cui interpreta il proprio lavoro ... ;)


Vital - Immagine pubblicata da lui stesso su BGG
CINGHIALI BAROCCHI ALL'ARREMBAGGIO!!!
Ok, la premessa è d'obbligo: stiamo parlando di un autore che si è conquistato la propria notorietà operando nel settore, di nicchia, dei giochi di peso, quelli che noi chiamiamo amichevolmente cinghiali.
La nota caratterizzante della sua produzione è quella di proporre meccaniche complesse, con diversi elementi di gestione da tenere in considerazione, che normalmente si incastrano tra loro, dando vita ai classici minipuzzle e alle molteplici fonti di punteggio (quelle che sentiamo definire spesso come insalate di punti).
Nel contempo i suoi giochi sono ricchi di regole, sottoregole e regolette, con le varie azioni che richiedono, usualmente, di essere svolti in numerosi comodi passaggi, cosa che stimola in modo pazzesco la capacità di scordarne sempre almeno uno,  tanto che la preparazione di alcuni suoi giochi (complici dei manuali, diciamo, non sempre chiarissimi) è stata catalogata di sovente alla stregua di quella di un piccolo esame universitario.
Da qui si è sviluppato un dibattito all'interno del segmento dei fan del cinghiale, con da una parte i fan dell'autore, che apprezzano la sua capacità di dar vita a titoli di peso, che oltretutto, grazie alla partnership con i giusti editori, sono anche dotati di una componentistica davvero di livello ed i suoi detrattori, che additano la sua tendenza a perdersi in troppe sottoregole, parlando di una sua incapacità di sfrondare i meccanismi meno utili.
L'etichetta applicata ai titoli di Vital, quindi, è di barocco, per dare l'idea della sua attenzione ai dettagli.
Sin d'ora sottolineo che diversi dei titoli dell'autore hanno ricevuto riedizioni, rielaborazioni, o miglioramenti vari, soprattutto ad esito dell'uscita dei titoli più recenti editi dalla Eagle Games. Questi ultimi, infatti, proposti inizialmente grazie a progetti kickstarter , hanno in sostanza fissato un nuovo standard qualitativo per la categoria dei cinghialoni (oltre che una fascia di prezzo più alta per la vendita), stimolando di conseguenza anche la rivisitazione in formato deluxe delle sue uscite precedenti. 
In particolare Co2, Kanban e Vinhos, con modalità diverse di caso in caso, sono stati di conseguenza in vario modo revampati.

L'ELENCO
Alla fine, togliendo i due titoli previsti per l'uscita futura, abbiamo solo otto giochi di cui parlare, per cui faccio prima a proporvi la classica carrellata di essi, andando per ordine di uscita.

2010 - Vinhos
Leggi i dati essenziali e scopri che è un 2-4 giocatori con tempo a partita di 60-135 minuti e ti chiedi perchè, già a suo tempo, se ne parlasse tanto.
Nella scheda di BGG poi noti il numerello della difficoltà, che gli utenti valutano in un simpatico 4.21/5 e si capisce come il gioco sia uscito, dichiaratamente, con l'idea di proporsi come adatto ai duri e puri (per capirci un Twilight Struggle è classificato come 3.58 su base 5, per capirci ed un Twilight Imperium è 4.22/5).
Lo pubblica la What's Your Game, editore destinato a diventare di riferimento per il mercato degli amanti del cinghiale ed ottiene una distribuzione di rilievo (per il peso del gioco), grazie ad accordi con editori come Huch, Iello, ZMan ed in Italia la Red Glove.
Di esso si parlerà abbastanza a lungo, tanto da giustificarne la riedizione deluxe nel 2016.
Il suo oggetto è quello della produzione di vini in Portogallo e propone, come intuirete già vedendo il tabellone, una serie di riquadri interconnessi tra loro, richiedendo un bello sforzo di gestione del tutto.
L'immagine a lato (per chi legge su pc) propone un riepilogo dei componenti della versione del 2016 e lo propongo anche per dare l'idea della quantità di roba presente da gestire ...
Il gioco è poi riproposto, nel 2016, in Versione Deluxe (quella di cui all'immagine).

2012 - Co2
Passa un pochetto di tempo ed ecco un nuovo titolo, dedicato stavolta al tema dell'inquinamento e dotato di un corredo di materiali che all'epoca valutai come già di buon livello, colpito come fui dalla linea grafica moderna prescelta e dal tabellone circolare.
La difficoltà complessiva, pur rimanendo sull'elevato (1-5 giocatori - 120' ottimistici a partita), scende qui ad un più confortevole 3.87/5 ed infatti nelle sfumate memorie del periodo che serbo non ricordo una difficoltà estrema ad intavolarlo la prima volta.
Rinvio i più curiosi alla nostra recensione sul blog, ma sintetizzando posso dire che in CO2 occorre massimizzare la propria mossa in funzione delle azioni gratuite (cioè giocare l'azione obbligatoria in funzione della carta obiettivo / carte lobby / carte Onu che abbiamo in mano / sul tavolo) e al tempo stesso collaborare in qualche modo con gli avversari per non fare salire troppo il livello delle emissioni (ovviamente di CO2....).
Essere i leader di conoscenza nelle varie tecnologie conferisce dei bonus in denaro all'inizio di ogni turno e probabilmente (in funzione della carta obiettivo) punti vittoria alla fine del gioco.
Inoltre in funzione del livello di inquinamento bisogna prestare attenzione al continente potenzialmente interessato ad una calamità naturale.  La necessità di tenere sotto controllo tutti questi aspetti fanno sì che CO2 sia destinato esclusivamente ad una platea di gamers e anche la durata è per giocatori motivati, essa si attesta sui 30 min/giocatore.
Il gioco è riedito nel 2018, nella versione Co2 Second Chance.


2014 - Kanban
Eccomi al gioco che ha rappresentato, per me, una vera e propria piccola impresa, che sintetizzai nella mia recensione del gioco (eccovi il link).
Premetto, per chi ci avvicinasse, che il manuale non riuscì proprio come il proverbiale buco della ciambella, in quanto era decisamente poco esplicativo, tanto che l'autore di fatto lo riscrisse commentando ed ampliando i suoi contenuti su BGG, per rendere il tutto almeno comprensibile. Se dovete impararlo, quindi, magari fate prima una capatina per la rete, guardando video o documentandovi. Superato lo scoglio, comunque, tutto gira con le sue logiche e l'attinenza al tema è nel complesso ben trasmessa.
Già scritto all'epoca che Kanban alla fine è un bel gioco, davvero. E' profondo, è strutturato e sicuramente è di una complessità tale da renderlo un qualcosa di apprezzabile di per sè, perché in effetti di titoli di quel tipo in giro non ce ne sono tanti.
Se siete alla ricerca di qualcosa che vada controcorrente, perché di recente la tendenza è invece quella di semplificare, ovvero rendere le meccaniche il più streamlined possibile,  Kanban dovrebbe sicuramente fare al caso vostro.
Vi dovrete sentire prima di prenderlo, concordare che volete investirci sopra qualche serata e non infilarlo nel vostro 'tritacarne dell'usa e getta', capire che siete tutti massicci e motivati e dopo prenderlo con il progetto di dedicarvici.
Sembra banale dire che dovete comprarlo con la reale voglia di giocarlo, ma sapete bene che non sempre è così e sin troppo spesso (da gamers) ci sediamo sapendo che la durata media di un gioco è intorno alle due partite. Questo, se lo prendete, sappiate che non ha senso che studiate e provate se non volete dedicargli almeno 4-5 serate ed in un breve torno di tempo, perché è di quelli che se lo lasciate lì sei mesi alla fine dovrete ripartire da zero o quasi.
Il titolo è stratificato, con tante strade per fare punti che si intersecano tra loro: a volte vedrete la luce ed intuirete una via, tanto da farvi sembrare di correre, ma poi vi assicuro che vi impantanerete schiacciati dagli altri (se saranno abbastanza liberi mentalmente da alzare lo sguardo oltre a ciò che stanno facendo loro ...). In poche parole: bello e complesso, ma non per tutti.
E' prevista l'uscita in questo periodo (o meglio vedo che alcuni segnano di averla già ...) della versione Kanvan EV.


2015: The Gallerist
Eccoci giunti al titolo che, nel mio personalissimo tabellino, occupa la prima posizione della ludografia lacerdiana.
Il tema di fondo, stavolta, è quello del ricoprire il ruolo di mercanti d'arte, impegnati a scoprire e lanciare nuovi autori, lucrando poi sulla vendita delle loro opere (qui intanto vi inserisco il link della mia recensione).
Le varie azioni da compiere rispecchiano effettivamente le logiche tipiche di quel mondo e mercato, ma il tutto è proposto, Lacerda style, ovvero inserito all'interno di un complesso agglomerato di enti interconnessi tra loro e di un bel pacchettone di regoline stratificate.
La sensazione è quella che, come tutti i Lacerda, alla fine, in un modo o nell'altro, nel meccanismo ci entri, anche se certo non è, volutamente, user friendly.
Le regole partono teoricamente lineari (scegli un'azione tra otto disponibili, che ci vorrà mai?), ma ben presto ti rendi conto come in ogni cosa la scelta compiuta non sia stata quella di semplificare (quella che impera oggi), bensì quella di introdurre variabili, restrizioni e microbonus, cose che fanno la felicità di chi ama avere il processore impegnato da mille sottocalcoli e la frustrazione di chi si trova al lato opposto dello spettro delle preferenze.
Diciamo che tutto è molto carico, baroccheggiante, con tante regolette e vincoli, che si risolvono nel paradiso di chi ama addentrarsi negli anfratti della manualistica, per uscirne con tesori virtuali, sotto forma di impensabili combo tra azione principale, esecutiva e esterna.
Alla fine Gallerist restituisce, probabilmente, né più né meno di quello che promette, ovvero una esperienza di gioco complessa, spessa, solida e stratificata. Non elegante (quello richiede linearità e semplificazione), ma massiccio. A mio parere, inoltre, il migliore per materiali ...



2017: Lisboa
L'idea è che siate costruttori che collaborano alla riedificazione di Lisbona, appena distrutta, nel 1755, da una catastrofe (tsunami+terremoto+ incendio) ed il tema, ad onor del vero, è ben sviluppato, sia graficamente che richiamando i personaggi storici dell'epoca.
Essendo il gioco un gestione azioni, l'idea è che al proprio turno il giocante scelga una delle 5 carte che ha in mano e la giochi, svolgendo, a seconda della modalità di utilizzo della carta prescelta, una o più azioni collegate.
Diciamo che le cose fattibili sono nel complesso nove (oltre alla possibilità di ottenere varie e numerose forme di bonus), prevedendo una parte di produzione e vendita di merci, una di acquisizione di obiettivi per fine partita, una di costruzione di un motore di punti vittoria / influenza ed una di edificazione, in una griglia, di ipotetici edifici pubblici e negozi che caratterizzano la vostra crescente nuova Lisbona. A seconda dell'azione che deciderete di svolgere, scegliendo tra 4 astratte opzioni (oltre alla quinta, che è di prendere un oro, in totale disperazione, e passare il turno), metterete su una serie articolata di comodi passaggi, da eseguirsi in simpatico ordine.
Per dar l'idea di quanto il tutto sia lineare è fornito ad ogni giocatore il classico aiuto, che consiste, significativamente, in un libretto di maxi formato di otto pagine :)
Il tutto è quindi apertamente barocco e va volutamente controcorrente rispetto al trend odierno che è quello di puntare alla linearità ed al razionalismo (qui mi sposto nell'architettura).
Il sistema operativo è sempre quello caro all'autore ed i suoi fan saranno lieti di trovare alcune logiche che lo contraddistinguono, con tracce sulle quali, muovendosi, si possono ottenere due risorse (vedi influenza e denaro), con la possibilità di giocare a certe condizioni anche nel corso del turno degli altri (i favori reali) e così via.
In pratica ognuno gioca con la sua bella sintesi del regolamento in mano e già questo dà l'idea di un gioco che non ci pensa nemmeno lontanamente a fare dei compromessi e che vuole la tua incondizionata attenzione per circa tre ore (quattro la prima partita) della tua vita.



2019: Escape Plan
Qui devo premettere che non possiedo il gioco e che nessuno del gruppo del blog lo ha, per cui non sono nelle condizioni di andare troppo nello specifico.
Il tema di fondo è quello di una rapina andata a segno dei classici uomini d'oro dei film di una volta: ora tutti stanno godendosi la loro meritata (?) pensione da mille e una notte, quando la polizia irrompe e tutti i presenti, nei panni dei criminali, devono cercare di fuggire da essa, influenzando i movimenti dei tutori dell'ordine , mentre i ladri si muovono su di un tabellone modulare, cercando di fuggire e, nel farlo, di recuperare il bottino nascosto.
Il livello di difficoltà è un confortevole 3.71/5 , mentre il voto medio si colloca su di un valido 7.7 (sempre su BGG)



2019: Dragon Keepers
Lo inserisco per completezza, ma sta nell'elenco dei giochi di Lacerda come un gruppo di vegani a pranzo da Burger King, perchè si tratta di un fillerino, coideato dal Nostro e dalla sua figlioletta.
Si tratta di un gioco di carte a tema draghetti, illustrato da The Mico, che ha suscitato marginale interesse nella community dei fan, tanto che su BGG gode di un risicato 6.7 di voto medio ed è posseduto da 1/10 dei proprietari di titoli che costavano quattro-cinque volte tanto, tipo Escape Plan.

2020: On Mars
Non esattamente ingolosito dal prezzo di listino (di qualche spanna sopra i 100 euro), ho deciso di attendere tempi migliori per avvicinarmi a questo titolo, ma mi è venuto in aiuto il nostro White Winston, il quale, attratto invece dalla modalità solo player ed ancora vergine in materia di Lacerda, ha scelto proprio il gioco dedicato alla esplorazione del pianeta rosso per provare il suo primo Vital.
Qui trovate la sua recensione del gioco, alla quale vi rinvio per approfondimenti, con il caveat, però, che leggerete le opinioni di un non believer, ovvero di un giocatore che era curioso di provare il gioco, che lo ha gradito, ma che ha scelto, alla fine, di schierarsi nel gruppo dei non fan del Nostro (ed il gioco ha lasciato casa sua poche ore dopo l'uscita della recensione ...). Reader discretion is advised, dunque :)



Weather Machine - immagine da BGG postata da Vital
2020-
Per il futuro, più o meno prossimo, vedo che sono previsti:
Mercado de Lisboa, un ritorno di Vital al banco dei filler.
In se la sensazione resta quella di entrare in un negozio di computer e chiedere consigli su che tipo di rubinetti acquistare per il bagno di casa, ma l'editore è la Eagle, che sa dare un tocco davvero di qualità ai propri titoli, per cui uno sguardo in più lo darò.
Weather Machine, invece, ambientato in un teorico mondo steampunk con tema la produzione di energia elettrica, pare essere una nuova prova d'autore nel settore cinghiali. Poco altro si sa per ora, ma so che i fan saranno già con le orecchie al vento ...
I TRATTI CARATTERIZZANTI DELLA SUA PRODUZIONE
Lasciando da parte il fillerino, devo dire che la produzione lacerdiana è piuttosto omogenea, per cui se ne provi uno, in un certo senso, dovresti capire subito se sei di fronte ad un gusto a te congeniale o meno.
Chiaramente, poi, se parti da un titolo più recente, beneficerai del netto miglioramento della qualità dei materiali, frutto della collaborazione tra l'autore e la Eagle Games, la quale ha sviluppato uno standard qualitativo assai elevato per i suoi titoli, con tabelloni e segnalini di generoso spessore, una grafica molto pulita e curata ed in generale materiali che possono essere considerati nel complesso IL riferimento per la categoria.
Di pari passo, chiaramente e purtroppo, va anche il prezzo, perchè dai 50-70 euro di un Kanban o dai 40-50 di Vinhos siamo saliti ai 100 e fischi dei titoli più recenti. Belli, belli, ma anche cari cari. L'amico White Winston poi mi osserva che si tratta di giochi che tengono il prezzo come i Rolex, perchè rivenderli usati sembra essere molto più facile della media, ma resta il fatto che per molti l'idea di investire certe somme su di un gioco che potrebbe anche essere rigettato come un virus dal proprio gruppo potrebbe risultare poco gradita.

Vabbè, lasciando da parte considerazioni legate al prezzo, direi che un Lacerda in genere ti propone un tema di fondo che poi il gioco in qualche modo rispetta, trasmettendo una discreta aderenza alla ambientazione, mediamente superiore alla media del settore.
In Gallerist, per esempio, vai prima alla ricerca dell'autore, ne promuovi le opere presso i media, lo vendi e gestisci le meccaniche dell'acquisto, così come in Lisboa curi la ricostruzione della città dopo un terremoto o in Kanban ti devi districare tra gli upgrade delle varie componenti dei tuoi veicoli e le alchimie della gestione del personale.

Le logiche di partenza, poi, in genere sono anche sufficientemente chiare da capire, tuttavia poi, da quella base, si parte per voli iperbolici, con le regole che mano a mano che le leggi sembrano sfuggirti di mano, proponendosi come articolate e complesse. Il numero di azioni tra le quali scegliere (i suoi giochi sono tutti di gestione azioni), infatti, è sempre abbastanza limitato, quello che poi complica la vita o la rende più interessante e variegata (a seconda dei punti di vista) è il modo in cui ogni azione si svolge, interagisce ed impatta sui vari ambiti e settori del gioco e del tabellone.
A volte questa meticolosità diventa un pelo soffocante e ti ritrovi, soprattutto nelle prime partite, a doverti controllare uno con l'altro, non per sfiducia, ma per essere sicuri di non dimenticare niente. Nello stesso Gallerist, per esempio, il mio incubo erano gli omini nell'anticamera della mia showroom ed il doverli muovere in certe azioni (se non rimembro male ...), ma praticamente in ogni gioco ti devi tenere l'aiuto giocatore a portata di mano, perchè altrimenti uno dei 7-8 comodi passaggi nei quali si articola ogni mossa finisci per dimenticarlo. Per capire che intendo l'immagine che segue riproduce la descrizione di una azione di Lisboa, con i suoi comodi 7 passaggi ...
Se questa pastosità può un attimo rallentare l'esperienza di gioco, nel complesso, tra giocatori sensibili al genere, è altrettanto vero che è difficile alzarsi dal tavolo senza aver avuto la sensazione di aver sperimentato qualcosa di impegnativo e di soddisfazione.

Sta qui, ragionevolmente, la chiave di lettura del dibattito che vi avevo introdotto nelle premesse, con da una parte chi apprezza di essere di fronte ad un gioco spesso, profondo ed articolato e che in sostanza ringrazia che ci sia qualcuno che produce una cosa di questo tipo ("questo si che è un vero cinghiale di peso, con il suo bel gusto di selvatico!"), che altrimenti non ci sarebbe e chi, invece, si sofferma sugli aspetti negativi, rappresentati dalle mille regole e regolette che ti fanno perdere il sonno ("eleganza, questa sconosciuta, pastoso come un dolcetto al cocco, miele e carote").
A mio avviso, da che parte sarai lo capirai, grosso modo, dopo aver provato il primo Lacerda e da lì capirai se puoi diventare un suo follower o meno.
L'ideale, chiaramente, è farlo con una guida esperta, ossia mettendoti comodo al tavolo, con il tuo bel Gallerist o Lisboa magari già preparato dal padrone di casa e farti spiegare da lui in 45' circa come il tutto funziona. Qualcuno, in questo modo, avrà digerito per te le regole e te le avrò illustrate da amico, permettendoti di iniziare a giocare senza troppi fronzoli.
Se invece sei tu, purtroppo, quello che dovrà fare l'anfitrione, invece l'unico approccio che può salvarti e quello di vivere il tutto come una sorta di sfida, perchè altrimenti non potrai che vederlo come un simpatico esame universitario da superare.
Ah, consiglio personale: non iniziare, in tal caso, con Kanban (leggi la mia rece per capire che intendo ..) ... ;)

Personalmente devo dire di considerare l'autore come sicuramente personalità di spicco e, amando i gestionali, non ho potuto sottrarmi a provarne più titoli e reputo che un gamer appassionato del settore non possa prescindere dall'aver provato almeno un Lacerda
Attualmente ne ho conservati due (Gallerist e Lisboa) nella mia collezione personale ed un terzo lo ha il Berna (Vinhos), tuttavia il problema ricorrente che mi si pone è che il loro peso medio scoraggia dal metterli sul tavolo, anche per via del gioco dei veti incrociati (a Tizio non piace Gallerist, Caio non sopporta Lisboa e Mevio gioca un Lacerda all'anno al massimo ...) e quando passa troppo tempo tra una partita e l'altra si deve ristudiare tutto quasi daccapo... Alla fine, quindi, bello bello, ma anche giocato alla nostra mensa, purtroppo, assai meno di quanto probabilmente meriterebbe ...




LE CLASSIFICHE
Eccomi ora qui a proporre le classifiche dei titoli ideati dall'autore, ovvero sia quella di BGG che la mia personale.
Preciso che lo scopo qui non è quello di valutare e pesare i singoli titoli, ma di proporre ai lettori che magari vogliano approfondire uno spunto per le proprie ricerche.



BGG
A lato il voto medio registrato al momento in cui scrivo. La posizione in classifica rispecchia il rank nella classifica di sempre dei giochi da tavolo (Gallerist è il 57°, Lisboa il 67°, Vinhos il 116° e così via).

1 Gallerist 8
2 Lisboa 8,2
3 Vinhos (+deluxe) 7,5-8,2
4 On Mars 8,4
5 Kanban (+ driver's edition) 7,9
6 Escape Plan 7,7
7 Co2 (+ second chance + EV edition) 7,2-7,7-8,6
8 Dragon Keepers 6,7
9 Weather Machine (2021)
10 Mercado de Lisboa (2020 – filler)

Pinco11's list

Mi limito sono a segnalare i titoli per me più meritevoli, nell'ordine con i quali sceglierei di metterli sul tavolo stasera .. ;

1 Gallerist
2 Lisboa
3 Kanban
4 Co2
5 Vinhos
ng (non giocati) Escape Plan - On Mars

Ok, arrivati in fondo, la parola sta a voi.
Da che parte dello steccato vi ponete?
Lacerda Lovers o Haters?  :)

14 commenti:

  1. Nonostante le sue produzioni pornografiche e le ambientazioni davvero molto accattivanti, trovo Lacerda inutilmente ridondante per l'esperienza di gioco che ne viene fuori. Con i 100+ euro di uno qualsiasi dei suoi titoli, si riescono a comprare ben 2 titoli altrettanto profondi, complessi, bruciacervelli ma complicati la metà (se non 1/3). Quindi mi verrebbe da dire... cosa offre Lacerda in più ripsetto agli altri, oltre alle sopracitate produzione e ambientazione? Secondo me la risposta è una sola: complicazione. Quindi per amare Lacerda bisogna essere amanti della complicazione, altrimenti, meglio starne alla larga. Questo non vuol dire che i suoi giochi siano "brutti" o "non divertenti"... semplicemente secondo me soffrono il paragone con tanti altri titoli dello stesso livello. Oltretutto, se non si intavolano di frequente, il rischio è che diventino presto "morti nell'armadio" in quanto la voglia di leggere il regolamento, generalmente, viene una volta soltanto...
    Un pregio che li distingue indiscutibilmente dagli altri? Mantengono il loro valore economico nel tempo, quando addirittura non lo accrescono. Ergo, sono titoli che possono prendere la porta di casa con una certa facilità... :P
    Comunque, sempre bvelle queste retrospettive! ;)

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    1. Se ci pensi la funzione di un orologio, che è quella di darti l'ora, la svolge ugualmente un Seiko da 100 euro, un Casio da 25 o un Rolex da 5000.
      E' facile che in senso assoluto ti piacciano di più le lasagne, ma una serata all'indiano la fai comunque volentieri, non fosse altro per provare qualcosa di diverso... ;)

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    2. Lacerda è il Rolex da 5000 dove però per leggere l'ora devi ogni volta decifrare un codice alfanumerico e risolvere un'equazione di terzo grado. E ovviamente insieme all'ora esatta a quel punto ti fornisce come effetto secondario uno a scelta tra il tempo atmosferico, l'umidità e la geolocalizzazione!!! XD
      Comunque capisco perfettamente anche il tuo punto di vista. On Mars l'ho venduto principalmente perché ero certo che a distanza di tempo non lo avrei più intavolato... e naturalmente anche perché ho ripreso una balla di soldi (come effeto secondario! :P)!

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  2. Devo confessare che devo ancora provarne uno, più che altro per mancanza di gruppo con cui intavolare veri e propri cinghialoni.
    Ho CO2 Second chance ottenuto in uno scambio ma ancora non sono riuscito a metterlo in tavola

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    1. .. vediamo che effetto ti fa ... secondo me il migliore, come hai visto, è Gallerist, ma averlo ottenuto in uno scambio è una gran cosa :)

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    2. Alla lettura del regolmento mi è piaciuto, ed era tanto che cercavo un Lacerda a prezzi decenti, di base i giochi arzigogolati mi piacciono (anche se la semplice efficenza e profondità di un feld è sempre apprezzabile); ma poi valutato meno di 40€ in uno scambio con vecchi ciruciti di forumla dè (inutilizzati da 10 anni) mi è parso un regalo

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  3. Non ragioniam di lor, ma guarda e passa ...
    unico commento che posso fare ai giochi di Lacerda, ce ne fosse uno che ho trovato che mi piacesse, conservo solo VInhos, ma più per il tema che non per altro.

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    1. non so perché ma non mi ha inserito la firma e mi dispiace non metterla.
      Cmq come in tutte le cose c'è chi apprezza e chi no!

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  4. Io trovo tutti questi articoli su Lacerda un tantino pretestuosi, e sempre scritti da chi l'autore non lo apprezza tout-cour, ma bensì mette le mani avanti e dice che è complesso barocco ecc ecc. Io personalmente con il mio gruppo di gioco lo intavolo sempre volentieri (sono lo spiegatore e possessore di tutti i Lacerda usciti per la Eagle-gryphon, e non perché navighi nell'oro, ma bensì perché a fronte di 100 euro spesi per quella ca****tona di Tapestry, una tabellone chiaro e ben fatto come quella di vinhos o the gallerist, o bellissimo e esplicativo come quello di on mars ne vale il triplo, e anche gli splotter costano un occhio della testa e non hanno nemmeno il retro della scatola eppure nessuno si lamenta, basta sapere quello che compri) e li spiego anche molto facilmente. Ci sono sempre poche azioni, (vinhos ne ha nove di cui due ripetute, the gallerist otto, on mars 10 divise in due macrogruppi) e un po' (da due a 7/8) azioni secondarie da descrivere e ricordare. Dove sta la complicanza? Non so che esami universitari siete abituati a sostenere ma queste possono essere le informazioni scritte nella prefazione di un libro, non una cosa da mal di testa. Che il gioco poi intersechi tutto in maniera tematica lo si capisce giocandolo. Mi spiace avere un tono da saccente, ma questi articoli mi sembrano più gridare "stategli lontano per il vostro bene" che un "provatelo e capite". Trovo molto più macchinoso (e noioso) un alta tensione, che pure adoro, che io di solito descrivo come "il gioco dei ragionieri" per la quantità di conti che uno si deve fare. Il fatto è che questi giochi necessitano di molte partite per filare lisci, e ormai siamo tutti un branco di giocatori mordi e fuggi che non ha tempo e voglia di provare un gioco per dieci volte prima di giocarlo al meglio.

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    1. Parlando di Kanban, uno dei suoi giochi con il manuale peggio scritto, ho detto:
      "Già scritto all'epoca che Kanban alla fine è un bel gioco, davvero. E' profondo, è strutturato e sicuramente è di una complessità tale da renderlo un qualcosa di apprezzabile di per sè, perché in effetti di titoli di quel tipo in giro non ce ne sono tanti.
      Se siete alla ricerca di qualcosa che vada controcorrente, perché di recente la tendenza è invece quella di semplificare, ovvero rendere le meccaniche il più streamlined possibile, Kanban dovrebbe sicuramente fare al caso vostro.
      Vi dovrete sentire prima di prenderlo, concordare che volete investirci sopra qualche serata e non infilarlo nel vostro 'tritacarne dell'usa e getta', capire che siete tutti massicci e motivati e dopo prenderlo con il progetto di dedicarvici."
      Mi sembra di aver descritto, a leggere tutto, anche gli aspetti positivi dell'esperienza Lacerda, ma nel contempo dovevo anche dare atto della presenza di una corrente di pensiero opposta.
      Bene, comunque, hai fatto a commentare con la tua opinione, che fungerà da spunto di riflessione per i lettori nonchè da utile punto di vista a favore di Vital, visto che i commentatori che ti hanno preceduto non ne sono certi suoi fan :)

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    2. Infatti di Kanban parli bene perché lo conosci e lo apprezzi, corroborando la mia tesi che tutti quelli che bollano Lacerda come un cattivo game designer, lo fanno dopo appena una partita di uno dei suoi giochi. Però l'inizio dell'articolo è tutto un mettere le mani avanti, e ogni volta che leggo dell'autore portoghese sorridente è così! Attenti, gioco tosto in arrivo. E chi magari pensa di non essere in grado di giocare un cinghiale passa oltre ancora prima di leggere di cosa si parla. Bada bene non critico il tuo lavoro, anzi ti/vi leggo sempre con attenzione, però una volta vorrei leggere un articolo sul buon Lacerda che non sia solo "non ha eleganza, è barocco, è ridondante" quanto piuttosto "è attento, giustificato, gratificante". E chi accusa i suoi giochi di mancata tematicità non ha mai provato a spiegarli. Grazie per la risposta, e buon lavoro :)

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    3. Condivido la tua analisi, Momarone. Assolutamente!

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  5. Adoro Lacerda.
    Lisboa e The Gallerist su tutti, ma anche Vinhos.
    Non mi ha convinto troppo On Mars che tengo per puro collezionismo assieme agli altri suoi titoli.

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    1. Dai che la colonia di fan del portoghese cresce!!!

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