[Due per tutti] Unearth

Rivendica. Ricostruisci. Ricorda.

Questo l'evocativo e misterioso sottotitolo di

UNEARTH

gioco dalle atmosfere quasi (?) escheriane, che ci porterà dentro un filler semplice, ma non troppo immediato.

Questo gioiello di grafica ci cala in un mondo di costruttori che si contenderanno rovine di un glorioso passato per costruire meraviglie utili a riportare tutti a quella gloria di un tempo.
Se guardando la copertina della scatola qualcuno avrà pensato a un gioco per cellulare di qualche anno fa, troverà la motivazione nella sezione del CURIOSIAMO.




SCHEDIAMO
Da 2 a 4 giocatori al tavolo
Da 8 anni in su di età
Da 30 a 60 minuti di durata
Autori – Jason Harner (Unearth: The Lost Tribe), Matthew Ranson (Unearth: The Lost Tribe)
Illustratore – David Pietrandrea (Unearth: The Lost Tribe), Jesse Riggle (Unearth: The Lost Tribe, Godspeed)
Editore – Brotherwise Games (Asmodee per l'Italia)
Costo – 29,00 € circa
Tipologia – Competitivo, collezione set, gestione mano, gestione dadi

AMBIENTIAMO
Tanto tempo fa antiche civiltà formavano un impero stupefacente, che abbracciava il mondo intero. Un gioiello di ingegno e di saggezza ammirato da tutti che poi, non si sa perché, cadde in rovina. Ora, noi e la nostra piccola tribù dovremo cercare di rivendicare ciò che andò perduto, di ricostruire ciò che crollò e di ricordare da dove tutto ebbe origine.


PREPARIAMO
Si collocano tutti i segnalini pietra nel sacchetto. Si distribuiscono a ciascun giocatore due Carte Costruttore e una Carta Rovine, mettendo i relativi mazzi al centro del tavolo, rimuovendo (in due giocatori) 10 carte dal Mazzo delle Rovine. Si sceglie a caso una Carta Fine dell'Era da mettere in fondo al Mazzo delle Rovine. Si rivelano al centro del tavolo 4 Carte Rovine, mettendoci sopra il numero di segnalini pietra indicati e pescati a caso. Si rilevano sul tavolo un numero di Carte Meraviglia pari al numero di giocatori più due. Si mescolano i segnalini Meraviglia maggiore e Meraviglia Minore impilati a faccia in giù sopra le relative carte. Ogni giocatore infine prende una serie di dadi del proprio colore.

Ogni giocatore comincia pure con due Carte Costruttore (assenti in questa foto)

GIOCHIAMO
Il turno di ogni giocatore è composto da due Fasi, di cui la prima facoltativa.
Esempio di Carta Costruttore
Fase dei Costruttori: si possono giocare carte costruttore dalla propria mano. Alcune carte costruttore fungeranno da modificatori ai lanci del dado.

Fase degli Scavi: si tira un dado dalla riserva personale e lo si colloca su di una Carta Rovine al centro del tavolo (prima di farlo bisogna dichiarare il tipo di dado e la carta specifica su cui lo si collocherà).

Ogni tiro che abbia come risultato 1, 2 o 3 consentirà di prelevare un segnalino pietra, dalla Carta Rovina dichiarata se presenti oppure dal sacchetto della riserva.
I segnalini ci serviranno per costruire le meraviglie. Ogni meraviglia, che sia epica, maggiore o minore, potrà essere costruita solo se disporremo sei segnalini pietra in cerchio per contenerle, rispettando i vincoli dati da quanto indicato sulle relative carte meraviglia (le meraviglie maggiori, ad esempio, potranno essere costruite in un cerchio fatto da sei segnalini pietra dello stesso identico colore).


Tornando ai dadi posizionati sulle Carte Rovina, questi serviranno per rivendicarle una volta che la somma delle facce presenti raggiunga o superi il valore indicato in alto a sinistra della carta. Solo però il proprietario del singolo dado con il valore più alto rivendicherà la carta o, in caso di parità, quello che ha posizionato il dado con più facce (se ad esempio su una carta che vale 9 ci sono due D6 blu, uno con un valore di 4 e uno con un valore di 2, più un D8 rosso con un valore di 4, la carta viene assegnata al giocatore rosso). Se dovesse persistere la parità la carta viene scartata e non assegnata. I giocatori che non rivendicano alcuna carta pescano un numero di Carte Costruttore pari al numero dei loro dadi presenti sulla carta "sfumata".

La Carta a destra verrà reclamata dal giocatore rosso che ha il dado col valore più alto

Fine Partita
Quando viene rivelata la Carta Fine dell'Era, ovvero l'ultima presente nel mazzo delle Carte Rovina, si applicano le istruzioni indicate e si innesca la Fine dell'Era e la partita termina quando tutte le carte Rovina rimaste scoperte vengono rivendicate.

In base ai punti dati dai differenti set di carte rovina rivendicate (colori uguali o diversi) e in base ai punti dati dalle meraviglie costruite, il giocatore con più punti vince.

Esempi di Carte Rovina (sinistra) e Fine Era (destra)
COMMENTIAMO
Questo gioco mi aveva stregato fin dalle prime immagini viste nel 2018, facendomelo acquistare quasi a scatola chiusa, anche perché se ne leggeva (e legge) davvero poco in rete. Effettivamente stando a quanto hanno commentato gli editori italiani, pur amandolo loro stessi, il titolo non ha avuto il successo sperato e purtroppo è finito presto nel dimenticatoio, impedendo quindi l'uscita italiana della sua  unica espansione. Ho voluto però ridargli lustro e onore con questa recensione, perché anche io credo in questo meraviglioso gioco di carte e dadi che fa dei materiali il suo punto di forza (anche se, a ben guardare, diviene un punto di forza altamente soggettivo in relazione alle scelte grafiche). Scelte grafiche che pescano a piene mani dalle visioni paradossali dei disegni di Escher, visionario incisore e grafico olandese. Credo quindi che non tutti saranno stati catturati, come me, dalle particolarissime immagini e che più di qualcuno avrà avuto diffidenza nel guardare carte che non rimandavano a più familiari e conosciute ambientazioni fantasy o fumettistiche. Mettiamoci poi che l'apprendimento delle pur semplici meccaniche non è di immediata comprensione e questo spiega un po' i mancati rumors attorno al titolo. L'utilizzo dei dadi per la presa delle carte, infatti, è tutt'altro che facile da fissare,  nel senso che bisogna tenere sempre presente sia il numero uscito dal lancio che il numero delle facce del dado utilizzato. Nulla di complicato, per carità, ma comunque un qualcosa che rende questo filler un tantino più ragionato di altri, dove un tiro di dado è solo un tiro di dado. Questi credo siano gli aspetti che hanno potuto rallentare il successo di un titolo che reputo unico nel suo genere: un filler con una grafica particolare e, a mio parere, pazzesca, dove ogni carta sembra davvero una piccola stampa d'autore.
La scalabilità è garantita dal diverso numero di carte meraviglia (numero di giocatori più due) e carte rovina in gioco (in 2 giocatori si mettono al centro solo quattro carte rovina e non cinque carte come per le altre configurazioni). In 2 si sente molto la contesa delle carte in gioco e l'utilizzo dei dadi per reclamare le rovine diviene molto più tattico, visto che non si potrà attendere che più giocatori puntino su di una carta per raggiungere il prima possibile il numero di reclamo della carta (indicato, ricordo, in alto a sinistra).
Anche se si compete col posizionamento dei dadi per reclamare le Carte Rovina al centro del tavolo, l'interazione non risulta molto alta. Durante il gioco ci si concentrerà molto di più sul prelievo dei segnalini pietra e quindi sul lancio di dadi più sfortunato, che con risultati da 1 a 3 ce li farà prelevare per la composizione della giusta sequenza utile alla costruzione delle tre tipologie di meraviglie.
Le sempre utili carte riepilogo
Il regolamento presenta un forte aspetto negativo, dato dalla poca chiarezza e linearità della sua stesura, rendendo ancora meno immediata la comprensione delle meccaniche di gioco, e un aspetto positivo, dato invece dai molti esempi e da una sezione dedicata di F.A.Q. volta a risolvere l'ambiguità di alcuni effetti speciali attivati da Carte Costruttore, Carte Meraviglia o Carte Fine Era (e già la necessità di aver inserito questa sezione rimanda al primo aspetto negativo).
Alla fine Unearth è un titolo che consiglio di acquistare a chi vuole in collezione un gioco veloce, ma che non faccia rilassare troppo il cervello e che appaghi anche il senso estetico del giocatore-spettatore. 

Favorevoli saranno...
  • i giocatori che hanno amato la scala di Penrose e i paradossi grafici di Escher;
  • i giocatori che amano giochi competitivi senza troppa interazione;
  • i giocatori che vogliono una gestione dadi diversa dal solito.

Contrari saranno...
Retro della scatola
  • i giocatori che vogliono filler con meccaniche immediate;
  • i giocatori che vogliono giochi lunghi e complessi;
  • i giocatori che cercano alti livelli di interazione.

CURIOSIAMO
Tra illusioni ottiche ed enigmi, la Ustwo nel 2014 ci ha regalato uno dei puzzle game più belli di sempre del panorama mobile: Monument Valley.
Nei panni di una principessa triste e silenziosa in cerca del suo amore, attraversando 10 livelli, abbiam dovuto ruotare e spostare singole strutture e interagire con l'ambiente in realtà liberamente ispirate alle opere di Escher e Penrose, due dei più grandi creatori di illusioni ottiche fatte in carta e matita.

Il fatto che Unearth ricordi Monument Valley è semplicemente perchè Jesse Riggle è l'illustratore di entrambi!





Anche questo titolo puoi trovarlo online su Egyp.it.
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Rating: 5

5 commenti:

  1. Acquistato inizialmente per la grafica super accattivante. Ma anche perché mi incuriosiva molto la meccanica legata all'uso dei dadi. Poi finito purtroppo (colpevolmente) in fondo alla ludoteca.
    Un'unica partita all'attivo (non con la mia copia) a Lucca in 4. Ricordo che la critica mossa dagli altri giocatori fu: "il gioco risulta un po' incontrollabile". Ma è così?

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    1. Quando si lanciano dei dadi è difficile parlare di controllo, mettici poi che in quattro accaparrarsi le carte dipende ancor di più da un tiro giusto. Se si cerca il controllo in questo gioco allora bisogna di sicuro scegliere altro. Se si cerca,invece, un filler non banale questo è il gioco giusto.

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    2. magari in due è più controllabile nonostante la presenza di dadi direi, no?

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    3. Il controllo maggiore ce l'hai sulle carte che vuoi perché in un modo, anzi, in un tiro o nell'altro riesci sempre ad ottenere almeno una delle carte che hai puntato. Si ci pesta meno i piedi in soli due giocatori.

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  2. L'ho giocato un volta sola in 4: ho vinto, ma con la sensazione di non aver meritato la vittoria per il mio cervello, bensì per i miei tiri di dado. Nessuna voglia di riprovarlo. Al tavolo tutti parlavano della grafica e dei materiali: son d'accordo, molto belli.
    Grazie per avermi svelato il collegamento con Monument Valley, che adoro. Durante il lockdown cercavamo un gioco per tablet con cui impegnare Ambra in modo intelligente per una mezz'oretta, mentre io lavoravo e Monica addormentava Alice. La scelta è caduta su di lui e ci ha conquistato al punto da acquistare anche il secondo capitolo e tutti i livelli extra. Top!

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