Punti di vista

I miei Underdog

scritto da Fabio (Pinco11)

Una delle cose che spesso spingono i blogger  nella scelta dei temi da affrontare è la potenzialità di utenti che quell'argomento potrà attrarre, per cui normalmente, nel nostro settore, troverete anteprime o recensioni dei titoli più attesi o i classicissimi clickbait con le top xxx di ogni genere.
Stavolta, però, voglio fare dell'introspezione ed andare controcorrente, perchè qui non vi parlerò di nessun titolo attesissimo, bensì di alcuni titoli sostanzialmente dimenticati dai più e che non hanno lasciato un gran segno nella community dei giocatori.
Perchè? Semplicemente perché, nonostante tutto, questi titoli sono nella mia collezione da anni e li rigioco periodicamente e li ritengo delle piccole perle o, per fare una metafora culinaria, dei brutti ma buoni ...
Vabbè, bando alle ciance ed andiamo insieme a scoprirli ... ;)


PONTE DEL DIAVOLO
Parto, volutamente (nella logica inversa che mi ha mosso in questo post), dal gioco che ragionevolmente può avere meno appeal , ossia Ponte del Diavolo, di Martin Ebel, edito nel 2007 da Hans im Gluck, che altro non è se un classico astrattone solo per due giocatori, che gode su BGG del non iperbolico voto medio di 6.5
Ho parlato di classico astrattone, perchè qui le regole sono davvero basiche. Abbiamo infatti un tabellone a griglia quadrettata ed ogni giocatore riceve ad inizio partita una dotazione di quadratini in legno e di ponti ed il gioco prevede che ad ogni turno, semplicemente, si piazzino due quadratini o un ponte. Lo scopo del gioco è quello di formare delle isole composte da 4 quadratini adiacenti collegati tra loro da ponti (si ottiene 1 punto per un'isola non collegata, 3 per 2 isole, 6 per 3 isole e così via) e la chiave del gioco è quella che NON è ammesso costruire isole più grandi di 4 caselle e che quadratini che si toccano in diagonale NON potranno mai diventare isole.
Ho sintetizzato moltissimo il tutto, ma il fascino del gioco è quello di essere incentrato sulla sola logica del controllo territorio e creazione di collegamenti (nasce come una sorta di omaggio  a Twixt di Alex Randolph) e di offrire ai giocatori una sfida appassionante e tanto spessore. Ponte del Diavolo mi fu proposto per la prima volta da un amico giocatore di Go, che ne apprezzò l'eleganza e da allora ci ho giocato saltuariamente nella versione fisica (con discreti materiali per i pezzi, ma dotata di un tabellone in cartoncino piuttosto deludente) e relativamente più spesso in quella virtuale, visto che il gioco è disponibile sia su Yucata.de che su Boardgamearena.
Se vi ho incuriosito, un'occhiata là potete darcela ... ;)

SIX
Rendo ancora felice il nostro Valerio menzionando il secondo astratto nella mia lista, che è Six, di Stefen Mulhauser, edito dalla Steffen Spiele. Altro astratto per due (stavolta del 2003), lo considero il fratello molto più affascinante di Forza 4.
Qui i giocatori ricevono ad inizio partita una dotazione di esagoni del proprio colore (rosso e nero) e ad ogni turno ne piazzano uno, adiacente (condividendo un lato) con almeno un esagono già sul tavolo (non c'è scacchiera: si gioca nel vuoto). Scopo del gioco è quello di formare delle linee (o un triangolo o un cerchio) composte da sei pezzi del proprio colore. Una volta finiti i pezzi da piazzare, si procede a spostare un proprio pezzo dal tavolo, piazzandolo altrove (nel farlo è possibile staccare dalla massa dei pezzi qualcuno di essi, che viene perduto).
Six  è di una semplicità ed immediatezza impressionante, tanto da essere giocabilissimo anche da bambini (l'età consigliata è 7+) ed infatti un paio di compagni di mio figlio, giocatolo al mare, se lo fecero ordinare da me in Germania dall'editore. Nel contempo offre una giocabilità affine a quella del menzionato Forza 4 (è un gioco di allineamento) ma, a mio modestissimo parere, superiore sia come impatto visivo che come spessore.
Periodicamente lo tiro fuori, normalmente in estate per il mare ...
Anche questo lo trovate giocabile su Yucata.de, se volete provarlo. Ah, quasi dimenticavo, il voto medio su BGG è qui un assolutamente immeritato 6.3 (è inutile dire che i titoli che sto citando sono dei soggettivi 9 o 10, per me ...).

EINE FRAGE DER AHRE
Qui il nome, che dovrebbe essere l'equivalente di un gioco di parole tedesco, certo non ha contribuito alla diffusione del gioco (infatti venduto negli States come Heartland). Jeffrey Allers l'autore, 2-5 i giocatori, Pegasus l'editore, Eine Frage der Ahre (2009) è un piazzamento tessere che ha anticipato le logiche fatte proprie poi nel recente da titoli come Gingerbred House .
Qui i giocatori ricevono e piazzano sul tabellone (griglia quadrettata) tessere tipo domino che raffigurano diversi tipi di coltivazioni, cercando di costruire dei campi di terreni collegati il più ampi possibili e prenderne, eventualmente, il controllo a la Carcassonne. Ad ogni turno si sommano punti per i campi ampliati e per quelli controllati.
Il flusso del gioco è ottimale, con mosse rapide, poco tempo di attesa ed lo stuzzicante twist della tridimensionalità del paesaggio che si viene a creare ed il bonus di essere fruibile sino a 5 giocatori. Le meccaniche sono solo quelle del piazzamento tessere e controllo territorio, quindi molto lineari.
Anche qui siamo di fronte ad un titolo negletto dal grande pubblico (6.8 su BGG), ma a livello editoriale l'idea evidentemente piacque, tanto che il gioco è stato reimplementato con diversa ambientazione dalla Renegade in Gunkimono (stesso gioco, ma 7.1 di voto) e la Eagle Games cercò a sua volta di riproporlo in versione pimpata con pezzi in plastica, fallendo però il suo tentativo di kickstarter. Di recente l'idea alla base del gioco, strippata, è stata implementata in Gloomy Graves.

CITRUS
Il buon Jeffrey Allers non sarà uno degli autori più noti del panorama internazionale, ma in questa mia minilista gode di due hits, visto che anche il suo Citrus , del 2013 (editore dlp, per 2-5 giocatori), compare tra i miei preferiti meno noti.
Anche qui piazzamento tessere, con i giocatori che utilizzano allo scopo tesserine quadrate colorate, andando ad ampliare, di turno in turno, le proprie piantagioni che controllano tramite appositi omini. Ad ogni turno, però, si deve scegliere se acquisire pezzi e piazzarli o, in alternativa, fare un raccolto, guadagnando denaro, ma perdendo il controllo di essa. 
Aggiungiamo al mix qualche logica di maggioranza, qualche tessera bonus ed otteniamo un gioco che gira ottimamente (c'era anche scritto sulla scatola) in due e che periodicamente rifinisce sul mio tavolo, come devono fare i veri classici.
Voto medio su BGG? 7.1. Anche qui, però, qualcuno devo averlo notato, visto che il gioco ha goduto di una ristampa qualche anno fa.

HANGING GARDENS
Siamo nel 2008 e la Hans im Gluck produce questo gioco di Din Li Tsan (nella ludografia del quale compare solo, oltre ad esso, Amerigo). E' un piazzamento tessere (le tessere in realtà sono carte, ciascuna delle quali è divisa in sei quadretti colorati) nel quale ognuno sceglie dall'offerta una carta e la piazza di fronte a se, costruendo un ideale 'giardino'. Scopo del gioco è quello di sviluppare i classici cluster di caselle contigue dello stesso colore, che vanno controllati piazzando appositi segnalini.
Più grande è il cluster quando si toglie il segnalino, maggiore è la ricompensa. Anche qui c'è la sovrapponibilità delle carte ed il gameplay è lineare e rapido.
Il gioco è fruibile anche online su Yucata.de ed è da anni tra i miei preferiti (anche se lo tiro fuori solo sporadicamente). Voto medio su BGG: 6,8. Avviso ai potenziali interessati: gira bene quasi solo in due giocatori, ma in quella versione è davvero moooolto avvincente!

LEGACY: TESTAMENT OF DUKE DE CRECY
Eccomi al gestionalino del gruppo. Qui l'editore è la Portal, l'anno è il 2013 e l'autore è l'ignoto (ha ideato solo questo ed un microgame) Michiel Justin Elliott Hendriks ed i giocatori sono da 1 a 4.
Siamo qui di fronte ad un gioco a base di carte, ciascuna delle quali reca l'illustrazione di un personaggio (uomo e donna) che idealmente rappresentano nostri potenziali avi od eredi nella costruzione di un albero genealogico.
Lo spirito del gioco è quello di costruire (o ricostruire) la nostra discendenza (o ascendenza) cercando di combinare adeguatamente gli effetti delle carte tra loro, ponendo attenzione alle peculiarità dei singoli personaggi (nazionalità, professione, sesso) ed ai loro effetti speciali, così come ai bonus forniti. Sullo sfondo c'è una logica di gestione azione e (pur contenuta) di gestione risorse (denaro).
Giocato qualche volta con amici, lo ho addirittura italianizzato traducendo ed imbustando le carte, ma il maggior numero di giocate qui le ho fatto solo sul mio tavolo , visto che il gioco offre una modalità solitario che si presenta come una versione gestionale del freecell per gamers.
Su BGG il gioco è stato appena un filo più apprezzato, con un 7.2 di voto medio, ma l'editore lo ha premiato con una espansione nel 2015.

ALTRE CITAZIONI?
Vabbè, direi che i principali titoli, più o meno passati sotto il radar del grande pubblico, ma che finiscono tuttora con frequenza sul mio tavolo, li ho analizzati.
Mi resta però ancora la voglia di citare qualche altro titolo, che a sua volta permane nella mia collezione, che saltuariamente gioco o che vorrei giocare più spesso, ma non ci riesco per la mancanza di partner disponibili (in questo caso l'apprezzamento per il gioco è stato davvero molto soggettivo, ossia piace quasi solo a me ...).
Ok, in rapida successione ricordo qui: 
Medina, altro astratto, dotato di componenti davvero molto, molto belli ed uno dei pochissimi astratti che conosco che giri meglio in 3-4 che in due ;
New Haven, un piazzamento tessere con elementi di drafting e da puzzle game che pare essere piaciuto quasi solo a me ;
Junk Art, probabilmente il miglior gioco di abilità manuale che possieda (impilamento pezzi senza farli cadere), che propone la classica sfida di impilare cose, ma con materiali in legno da urlo ;
Arboretum, un gioco di carte che propone la sfida, aggiuntiva rispetto al classico collezione set, di piazzare le carte prelevate sul tavolo costruendo una sorta di puzzle. E' uno dei miei favoriti che gira benissimo sia in 2 che in più giocatori e non l'ho inserito nella lista dei titoli da approfondire maggiormente solo perchè al limite della categoria degli underdog, visto che il suo 7.4 di voto medio lo ha preso, godendo anche di una dozzina di edizioni locali. Lo ricordo quindi solo perchè per me è un top 100 (mentre su BGG è al 249, comunque ottima posizione in senso assoluto)
Origami ed Hamsterbacke, due giochi di carte diversissimi tra loro, ma molto molto carini, entrambi ideati da amici (il primo dal nostro Chris ed il secondo da Francesco Berardi).
Vabbè, per ora la memoria non mi aiuta con altri titoli (so che ce ne sarebbero..) e potrei forse proseguire con una lista di giochi che, pur apprezzati, non sono riuscito a rigiocare perchè proprio non sono piaciuti (abbastanza) a nessun altro del mio gruppo. Qui cito ora, ma sono solo alcuni, cose tipo Patchistory, North American Rails, New Amsterdaam, Stick to Colors, ma questi sono solo alcuni dei miei vorrei giocarli ma non posso...

Ok, chiudo con un paio di domandine per voi:
1. quali sono i vostri underdog, ovvero giochi che piacciono molto a voi o al vostro gruppo ma che non godono di gran fama tra il grande pubblico?
2. quali sono i vostri 'vorrei giocarli ma non posso', ovvero i giochi per i quali davvero non trovate qualcuno con cui intavolarli?

I miei Underdog I miei Underdog/>
Rating: 5

17 commenti:

  1. Underdog: Safranito, l'ho scoperto grazie a Recensioni Minute e l'ho recuperato usato, ma in ottime condizioni, tramite un'amica tedesca. Una divertente combinazione di dexterity e trading economico.
    Vorrei ma non posso: ho difficoltà a convincere il mio gruppo a giocare a Big Shot; amo i filler con poche regole e grande profondità.

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  2. CITRUS e ARBORETUM top anche per me! Il primo comprato ancora incelophanato da un ragazzo che non si sa perché voleva disfarsene (follia!), il secondo scovato in un negozietto a Budapest. Ah, gli affari inaspettati!

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  3. Underdog: Il Castello del Diavolo; Intrigo a Venezia. Giochi per più giocatori che ho giocato un sacco appena acquistati e che poi sono rimasti un po' nell'armadio. Li adoro comunque.
    Vorrei ma non posso: Venice Connection. Purtroppo non è scattata la scintilla con la mia moglie di gioco.

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  4. Tra i vari underdog segnalo Travelin che ha chiuso in bellezza diverse serate tra amici, il Portale di Molthar che è un gioco veloce e semplice che intavolo spesso con neofiti ma non solo.
    Per i Vorrei ma non posso: Ponzi Scheme non ha entusiasmato mia moglie e quindi lo gioco raramente solo con gli amici che sono entrati nel meccanismo. Stesso discorso per Food Chain Magnate.

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    1. Ponzi è nella mia collezione da anni. L'ho sempre considerato un gioco assai divertente e tenuto da parte, ma alla lunga sta diventando anche uno dei miei 'vorrei ma non posso' ...

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  5. Grazie ragazzi per il feedback ed in particolare un abbraccio virtuale a meeple che condivide due titoli che mi sono cari ;)

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  6. ciao Fabio,
    i miei underdog sono Port Royal di Pfister e Coloretto di Schacht, che mi hanno regalato sempre enormi soddisfazioni, pur non godendo di eccellenti voti su bgg.
    Il mio "vorrei giocare ma non posso" è senz'altro Dungeon Lords di Vlaada, che adoro e trovo simpaticamente tematizzato ma che oggettivamente è per me difficilissimo da intavolare (ed è un gioco che non perdona).
    Un caro saluto a tutti

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    1. Due ottimi underdog! Coloretto l'ho portato per anni al mare. Port Royale è il miglior push your luck tascabile che abbia in mente.

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  7. Medina e Gunkimono (introvabile la vers. precedente) sono anche nella mia lista ;-)
    Aggiungo Glux per gli astratti, Venezia 2099 e Riverboat tra quelli più sostanziosi.

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  8. 1) High Society (secondo me, per restare ai titoli del Dottore, meglio di Modern Art per dire); Roll Through the Ages: The Bronze Age (ancora tra i migliori roll & write mai creati - categoria che ha contribuito peraltro a riportare in auge - specie con l'espansione "The Late Bronze Age", eppure sembra un po' caduto nel dimenticatoio); Rajas of the Gange (il migliore dei coniugi Brand secondo me, ed è dir tanto); BarenPark (per immediatezza e divertimento lo considero il miglior gioco simil-tetris nella categoria multiplayer family - tolti insomma Patchwork e A Feast for Odin :D - però è un po' sparito nel cono d'ombra di tanti giochi simili); Friday (rimane forse il mio solitario preferito tra quelli "veloci"); Targi (capolavoro di eleganza per due giocatori, non ha riscosso il successo che meritava, per me è un mistero); Inside (forse il mio astratto 3D preferito, lo trovo geniale, molto meglio di giochi simili tipo Pylos sempre della Gigamic, eppure a differenza di quest'ultimo mi pare sia andato fuori produzione, altro mistero); Penguin Trap (il gioco più divertente mai creato tipo :D)

    2) Mage Knight (giocato molto, ma SEMPRE in solitaria); Through the Ages (MAI riuscito a intavolarlo!); Twilight Struggle (giocato un solo round, mai riuscito a re-intavolarlo da allora per il rigetto della mia compagna XD); The Resistance: Avalon (raramente ospito gruppi abbastanza numerosi :/); Terra Mystica (questo lo gioco anche abbastanza, solo che vorrei giocarlo SEMPRE :D)

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  9. Underdog: Cherokee , un giochino di carte e bluff che ci ha sempre divertito e Richard I (non so se sia tra gli underdog però, so solo che non ce l'ha nessuno in zona tranne me)

    Vorrei ma non posso:

    Battalia the creation perché al momento la sua complessità (in senso di tante meccaniche tutte insieme) diverte solo me

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  10. Non so se è da intendere come underdog in senso assoluto, ma secondo me Hawaii (Hans im Gluck) è il titolo più underrated che io abbia. Variabilità fantastica, interazione indiretta a volte spietata, ogni round è una corsa alla sopravvivenza sgomitando contro gli altri. Per me su BGG dovrebbe essere diverse centinaia di posti più in alto.
    Vorrei giocare ma non posso Dungeon lords con tutte le espansioni per motivi di tempo e Power grid, per motivi di voglia... Di tedesconi belli e lunghi ce ne sono tanti più recenti!
    Ciao. Morf

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    1. Power Grid la voglia te la fa venire appena apri una mappa! Non mi stancherò mai di dire che Alta Tensione è un gioco lineare che si fa giocare da solo, un po' lunghe le partite (anche in due) ma la condizione di vittoria finale, senza punti, regala sempre un teso e soddisfacente fine partita.

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  11. Underdog:
    - THE BOSS (2010): giochino di carte di una cattiveria inaudita. L'ho sempre trovato bellissimo. Le partite avvincenti con poche regole.
    - ARTIFACTS, Inc (2014): uno dei giochi di Laukat passato quasi inosservato ma in realtà molto ben costruito e con una meccanica particolare.
    - H.I.D.E. (2015): gioco coreano che su BGG gode di un poco lusinghiero 5.8 eppure la sua meccanica di deduzione mi è sempre piaciuta. L'alea è piuttosto presente ma non fa nulla, il gioco mi ha cmq divertito.

    Vorrei ma non posso:
    - FIEF: mi viene mal di pancia ogni volta che devo approcciarmi al regolamento che è tra i peggio scritti che conosca. Gioco pieno di regolette e eccezioni mal presentate nelle regole (almeno nella mia edizione). Peccato perché il gioco vale...
    - LA GUERRA DELL'ANELLO: per questioni di tempo è difficile intavolarlo, ma il gioco è uno tra i più ambientati che ho. Magnifico.

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  12. Matteo Cesco Frare31 luglio 2020 12:05

    Mi piacerebbe contribuire, ma avrei bisogno di qualche parametro in più sulla definizione di "Underdog" perché potrei pensare che un titolo non sia conosciuto ai più e poi magari è nella Top10 di qualche categoria di Bgg: cosa distingue un "Underdog" da un non-"Underdog"? Arboretum è borderline, perché?
    Forse è una pedanteria, ma davvero mi trovo in difficoltà a catalogare la mia collezione in quest'ottica ^^'

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    1. L'Underdog è un titolo che consideri molto meritevole ma che, per un motivo o per l'altro, il grande pubblico ha in larga parte ignorato o sottovalutato. Arboretum l'ho definito 'borderline' perchè ha avuto comunque un discreto riscontro, godendo di due edizioni ed entrando nella top 250 di BGG, mentre l'underdog 'puro' ha voti bassi o pochi voti su BGG ... ;)
      Spero di esserti stato di aiuto in qualche modo ...

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  13. Underdog di casa mia:
    Airlines Europe, di Alan R. Moon, surclassato in popolarità da Ticket to Ride, ma ugualmente valido;
    Shakespeare, da appassionata del Bardo di Avon non poteva mancare nella mia collezione;
    La Casa dei Sogni, lo propongo a tutti e piace sempre.

    Vorrei ma non posso:
    per questioni di tempo, al momento è difficile per me intavolare giochi che durino anche solo un paio d'ore, tipo Imperial 2030.

    Elena P (Infinite Jest)

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