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[nonsolograndi] Smarty Puzzle Pytagora

scritto da
Simarillon (Davide)

Il nome Pytagora, affiancato dalla parola CreativaMente potrebbe suggerire qualcosa a chi legge i miei articoli visto che, nel tempo, ho già parlato sia di Pytagora, Numbers in Puzzle (qui) sia di Pytagora Rolling Cubes(qui). Oggi parliamo dell’ultimo nato di questa trilogia, ovvero di Smarty Puzzle Pytagora.
Il gioco è pensato da Luigi Regoliosi ed Emanuele Pessi, ed ha una complessità via via crescente che permette di giocarlo già a partire dai 4 anni e lo lascia interessante anche per i ragazzi e adulti (se hanno predisposizioni matematiche); le illustrazioni sono di Anita Barghigiani e la parte grafica è di Domenico Monforte. Come suggerisce già il titolo, è basato sui numeri e prova a far diventare divertenti le operazioni, insomma insegna a giocare con i numeri stessi.
Il gioco si può giocare da uno a quattro giocatori (anche se in realtà di può giocare in quanti si vuole), a partire dai quattro anni in partite di una quindicina di minuti circa, ma in realtà non essendoci clessidra, una partita dura quanto la farete durare.


I MATERIALI
Scatola quadrata, a dire il vero un po’ sovradimensionata, si possono trovare:
Duecentocinquantadue tessere puzzle divise in:
  • quarantadue numeri da 0 a 9 a sfondo azzurro chiaro;
  • ventuno simboli addizione o sottrazione a sfondo arancione chiaro;
  • trentacinque numeri da 0 a 9 a sfondo azzurro scuro;
  • ventuno simboli moltiplicazione o divisione a sfondo arancione scuro;
  • diciannove numeri frazionari;
  • tredici simboli per costruire numeri (virgole e periodicità);
  • cinquantasei simboli di operazioni con radici ed elevamenti a potenza;
  • sette parentesi aperte;
  • nove parentesi chiuse;
  • diciannove simboli di uguaglianza;
  • un dado azzurro a sei facce di buone dimensioni;
  • un dado azzurro a sei facce di buone dimensioni;
  • un sacchetto di cotone.
Materiali esattamente come ce li si aspetta, con l'unica nota sull'iconografia dei dati nel complesso abbastanza chiara anche se non sempre intuitiva.

IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ogni gioco è accumunato dal fatto che tutti i giocatori,  all’inizio  della  partita  ricevono  una  propria  dotazione  di  numeri  e  simboli,  e con  questi si devono creare delle uguaglianze, guadagnando tanti punti quanti sono i pezzi usati, oltre a eventuali bonus. Alla fine di ogni turno la dotazione di pezzi viene riportata allo stesso numero di pezzi. Vince la partita il giocatore che per primo raggiunge o supera il punteggio stabilito come traguardo. Ecco qualche dettaglio in più sui due giochi che preferisco oltre ad un piccolo accenno su ogni singolo gioco (qui potete trovare il regolamento completo):
PYTAGORA
Il giocatore lancia il dado blu e segue le indicazioni del dado (che potete vedere qui affianco), successivamente crea la propria uguaglianza, come riga o come colonna, avendo cura di seguire alcune piccole regole:
  • ci si deve agganciare ad una uguaglianza già presente sul piano di gioco;
  • l’orientamento dell’uguaglianza creata determina anche il fatto che non si possano toccare pezzi con lo stesso orientamento, insomma bisogna incrociare quanto presente sul piano di gioco;
  • non sono ammesse moltiplicazione e divisione per zero e, similmente, non è ammesso l’utilizzo di zero non significativi.
L’uguaglianza così composta ha un valore che viene così calcolato:
  • ogni pezzo vale un punto, con l’eccezione del simbolo di uguaglianza che non vale nulla;
  • quando una cifra viene usata come decina vale due punti, come centinaia tre, come migliaia quattro e così via;
  • il pezzo con la moltiplicazione vale due punti e la divisione vale tre punti;
  • il primo incrocio (usando un pezzo già sul tavolo) vale un punto, il secondo incrocio vale tre punti, il terzo vale cinque, il quarto sette e così via;
  • se vengono usati tutti i pezzi della propria dotazione si guadagna un premio di tre punti.
Vince la partita il giocatore che per primo raggiunge o supera il punteggio traguardo, deciso ad inizio partita, una volta che tutti i giocatori hanno fatto lo stesso numero di turni.
Con la versione ‘PRO’ si aggiungono simboli matematici più difficili da usare, ma più premianti in termini di punteggio (ad esempio frazioni, elevamento al quadrato e radice quadra valgono due punti, radice cubica elevamento al cubo valgono, virgola per la composizione decimale valgono quattro punti, periodo ed altre radici o elevamenti valgono cinque punti).

IL NUMERO
Ogni giocatore pesca cinque numeri tra quelli azzurri (uniche tessere presenti in questa versione del gioco) e viene pescato dal sacchetto un numero con cui si inizia il gioco.
Al proprio turno il giocatore lancia il dado azzurro e mette uno dei propri pezzi supera il numeroseguendo le indicazioni del dado (che vedete nell’immagine qui riprodotta). Se non riesce a rispettare la consegna del dado allora pescherà un nuovo pezzo dal sacchetto. Vince chi per primo riesce a giocare tutti i propri pezzi. 

Ci sono poi IL QUADRATO in cui i giocatori devono costruire un quadrato con i numeri in sequenza, LE TABELLINE in cui i giocatori devono costruire le tabelline con i fattori delle tabelline che vengono pescati dal sacchetto e i giocatori ce devono ‘consumare’ i propri numeri facendoli corrispondere al risultato della moltiplicazione, PYTAGORA BASIC simile a quanto scritto sopra per Pytagora, ma senza l’uso del dado e con un numero predeterminato di turni in base al numero di giocatori.


CONSIDERAZIONI PERSONALI  /  IMPRESSIONI
AVVISO IMPORTANTE: astenersi dalla lettura del paragrafo sia gli amanti della calcolatrice sia gli ‘haters’ della matematica, ma, probabilmente, nessuno della categoria sarà arrivato sino a qui. 

"Pytagora è stato il secondo gioco pubblicato da CreativaMente, nel 2003. A seguito del magico incontro nel 2014 con il Prof. Luigi Regoliosi, dopo anni di sperimentazione, Pytagora è diventato nel 2018 una delle colonne portanti del Concorso Matematica per tutti ed è stato giocato da decine di migliaia di bambini e ragazzi in tutte le scuole d’Italia. Abbiamo così deciso di realizzare un gioco per una più ampia fascia di età, sia per far divertire anche i più piccoli, a partire dai 4 anni, sia per sfide più complesse per i ragazzi delle superiori e, naturalmente, per gli adulti, introducendo parentesi, potenze, radici, frazioni e numeri decimali. Per fare ciò abbiamo raddoppiato il numero di pezzi di puzzle (da 126 a 252) e abbiamo anche introdotto due dadi speciali, uno per allenare i più piccoli con la numerazione e l’altro per rendere più avvincente e interattivo ogni turno di gioco."

Mi sembrava opportuno iniziare le considerazioni partendo da quanto scritto nelle primissime righe del libretto delle regole del gioco, che rendono bene cosa è questo gioco, diciamo che darwinianamente lo possiamo interpretare come l’evoluzione della specie, il suo avo Pytagora. Numbers in Puzzle e ora lui con le sue roboanti frazioni, radici cubiche, elevamenti a potenza e periodi ... per andare ancora oltre cosa ci aspetta? Al prossimo giro vedremo i logaritmi?

Ribadisco qui quanto scritto in entrambe le precedenti versione di Pytagora, confermando in qualche modo la stretta parentela tra i tre giochi: “Sicuramente positivo il fatto che il gioco abbia la possibilità di crescere con il crescere dei bambini e aiuti a sviluppare sin da piccoli l’attitudine alla logica e al ragionamento. Un altro dei vantaggi di Pytagora è quello di essere anche appassionante per gli adulti, da soli, che possono sfidarsi in gare di abilità matematica combinando al meglio i propri pezzi con quelli già presenti sul tavolo, ottimizzando al massimo tutti i componenti in gioco, naturalmente per gli adulti a cui piacciono la logica e la matematica.

C’è poi una possibilità, evidente, di rendere il gioco una sorta di cooperativo in squadre, ovvero è possibile aggregare i giocatori in modo che possa risultare più semplice comporre delle operazioni in modo che, tutti insieme, si arrivi ad ottimizzare le proprie scelte con operazioni maggiormente premianti.
Molto carina l’idea di creare più versioni di gioco e tutte interessanti per diversi motivi, soprattutto per il fatto che si accompagnano alle diverse età in cui si può giocare al gioco. Forse avrei aggiunto la possibilità (se non l’obbligo) di modulare il tempo, anche se è vero che qualora se ne sentisse l’esigenza tutti abbiamo un cronometro a casa, soprattutto perché c’è il rischio che un’eccessiva ottimizzazione porti a downtime un po’ lunghi, anche se è vero che mentre il nostro avversario gioca noi possiamo pensare alla prossima equivalenza da fare.
Credo che non sia casuale che i due giochi su cui mi sono dilungato un po’ di più nella spiegazione delle regole siano quelli che prevedono l’utilizzo del dado. Il dado introduce un pizzico di imprevedibilità e di fortuna, che rendono il gioco non solo strettamente legato alla matematica, diciamo che sono le ‘bollicine’ di questa scatola. 



Ma quindi quale Pytagora scegliere? La versione Rolling Cubes rimane, nettamente, la più
sbarazzina, veloce, portatile ed anche simpatica da vedere, mentre la versione Smarty Puzzle è la più completa ed allo stesso tempo la più fruibile come arco temporale di età, considerando che la si può giocare già dai quattro anni e comunque alcune scelte si possono prendere e capire solo dai dieci anni in su; la versione Numbers in Puzzle è la più ‘didattica’ e probabilmente risente anche un po’ degli anni trascorsi; a voi la scelta, tanto a casa ho tutte e tre le scatole! Ma se dovessi regalarne una probabilmente propenderei per Rolling Cubes, a meno che non sappia di un folle amatore della matematica, allora mi orienterei verso Smarty Puzzle.

Quanto scritto mi permette anche di raccontare un simpatico aneddoto su Lorenzo, in tempi di ‘quarantena’ si sono susseguite le lezioni on-line, con tanta matematica in molte sue sfaccettature (algebra, statistica, geometria … in quarta elementare) e Lorenzo che mi dice: “papà, ma si possono prendere due lauree da grandi?”
L’ovvia risposta “certo Lorenzo perché?”
“dopo la laurea in matematica, voglio prendere quella in geometria”
“OK”, con il mio pensiero che va avanti di dieci anni per vedere se questa predisposizione alla matematica si confermerà e questa scelta si avvererà. Insomma non per tutti i nongrandi la matematica è un ostacolo insormontabile, basta avere la maestra giusta!
Il regolamento indica diverse età a seconda della tipologia di gioco. Si parte dal 4 + de IL NUMERO e IL QUADRATO per arrivare al 10+ di PYTAGORA PRO. Giusto? Direi complessivamente di sì, anche se ancora d più che in altri giochi qui conta la soggettività e la predisposizione del nongrande giocatore alla matematica.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, anche se in questo caso è davvero quasi superfluo ricordarlo visto che traspare da ogni riga scritta sino ad ora e che come scriveva Platone: “nessuna disciplina formativa ha una efficacia così grande come la scienza dei numeri; ma la cosa più importante è che essa sveglia chi per natura è sonnolento e tardo di intelletto e lo rende pronto ad apprendere, di buona memoria e perspicace, facendolo progredire per arte divina oltre le sue capacità naturali” … oggi rubo la citazione dalle regole del gioco”.

Ecco quindi in elenco le cose che Letizia e/o Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Smarty Puzzle Pytagora:
  • il primo insegnamento è quello delle sequenze numeriche e dei numeri maggiore e minori di;
  • si continua con le operazioni aritmetiche e alle loro proprietà;
  • un gioco può crescere con noi e le abilità richieste sono differenti a seconda dell’età a cui ci approcciamo allo stesso;
  • Pytagora in generale dimostra come il mondo della matematica sia molto più divertente di quanto di solito ci si possa immaginare e che con i numeri è anche possibile giocare e divertirsi.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Eccoci qui al paragrafo, come sempre abbastanza difficile da scrivere di fino a quando ci posso giocare; oggi più che sino a quando ci ‘posso’ giocare lo trasformerei, in fino a quando ci ‘devo’ giocare, dal momento che questo è un gioco che aiuta – sempre, in qualsiasi età – a tenere allenata la mente e che non ci vedo particolari motivi per non giocarlo da adulti, se non quello che non per tutti la matematica è divertente.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA, SOPRATTUTTO, CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Perché mamma odia la matematica, perché mamma non ha avuto ‘la maestra giusta’, perché mamma quando vede i numeri inizia subito ad andare in confusione … così o vinciamo facile, oppure insegniamo, anche a lei, che con la matematica ci si può divertire … e sin da piccoli.



Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.

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