prime impressioni

Miyabi - Un giardino giapponese in salsa Kiesling ..

scritto da Fabio (Pinco11)


Azul ha avuto l'indubbio merito di sdoganare alla attenzione collettiva, ossia al pubblico anche di stampo più o meno familiare, gli astratti, a lungo confinati in una nicchia di appassionati ed i suoi due seguiti hanno rinfocolato la sensazione che ci fosse ancora spazio per una ampia diffusioni di titoli di questa categoria.
Quale migliore scelta ci può essere come autore, quindi, per una grande casa come la Haba, se non chiedere proprio allo stesso Kiesling di ideare un bell'astrattino anche per loro?
Ecco, quindi, sul nostro tavolo Miyabi, titolo nel quale da 2 a 4 giocatori (8+ di età, indipendente dalla lingua, salvo il manuale) si confrontano in un piazzamento tessere ambientato ipoteticamente in Giappone a tema costruzione di un simpatico giardino.
Ciambella col buco o senza? Scopriamo insieme ... ;)
COME FUNZIONA
Ogni giocatore riceve una scheda personale, che altro non è se non una griglia quadrettata 6x6. Al centro del tavolo di predispone l'offerta, ossia un certo numero di tesserine da una, due o tre caselle e si parte.
Al proprio turno, semplicemente, il giocatore a cui sta sceglie una tessera e la piazza nella propria scheda, totalizzando punti pari al prodotto tra il numero di oggetti  decorativi raffigurati su di essa (da uno a tre) per il livello al quale si è collocata la tessera. Già, il livello, perchè le tessere si possono anche sovrapporre, introducendo l'elemento tridimensionale del gioco.
Altra cosa da considerare è la regoletta di piazzamento alla Sudoku: in ogni turno ciascuno giocatore (alternandosi con gli altri nelle scelte) finisce per poter piazzare sei tessere ed il vincolo è quello di doverle collocare in modo tale da inserire un elemento decorativo per ogni colonna (ci sono, per ricordare, appositi segnalini in legno).
Ci sono poi bonus per chi per primo arrivi, con ciascun elemento decorativo, al quinto livello ed alcune tesserine aggiuntive che riconoscono bonus vari a fine partita.
Svolti un tot di turni la partita finisce, si aggiungono i bonus per le maggioranze di ciascun elemento decorativo e chi ha più punti vince, come d'uso.



COME SI PRESENTA
Mmmmm.... Diciamo che visivamente non è che il gioco faccia poi tutta 'sta impressione.
Le schede giocatore sono sottiline e raffigurano praticamente solo una griglia. Le tessere da scegliere e piazzare sono di spessore standard e, pur solide, non è che restituiscano subito con chiarezza il livello al quale si trovano (quando sei al 3°-4°), per cui a volte ti trovi a sfruculiare sulla tua scheda per capire il livello al quale sei arrivato in certe aree.
La grafica, a sua volta, è utile per cogliere abbastanza a colpo d'occhio gli elementi decorativi, ma non è che sia poi così esageratamente evocativa. Ci aggiungi che certe cose (tipo il numero di pesci nei laghetti) non le vedi neppure così distintamente ed arrivi alla fine a valutare i componenti come leggermente sotto il par.

COME GIRA?
In sintesi?
Il gioco gira discretamente. E' di un livello di spessore leggermente inferiore a quello di Azul, per cui è anche più fruibile nei contesti familiari. Con le regole complete (ossia aggiungendo un paio di tessere obiettivo) diventa anche più stuzzicante per i giocatori più scafati, mentre con la versione base è una sorta di Azul per tutti.
Preferite invece la risposta lunga? Ok, eccola ...

Devo dire di essere stato attratto, come da intro, dal connubio Kiesling - Haba e dalla lettura delle regole, che mi ha dato la sensazione di essere di fronte ad un gioco intrigante e simpatico.
Messo sul tavolo, lo ho sottoposto alla attenzione degli amici ed essi mi hanno dato riscontri piuttosto positivi, tanto che ho dovuto rispondere di no, per poterlo rigiocare ai fini recensione a chi mi chiedeva di lasciarglielo per provarlo in famiglia (le nostre scatole tendono a formare una sorta di ludoteca collettiva di gruppo). I primi feedback, quindi, sono stati positivi.
Si tratta, infatti, come nella miglior tradizione astratti, di un gioco dalle regole facili (sceglie una tessera e piazzala) e l'unica restrizione (un elemento per colonna a turno) si digerisce tutto sommato rapidamente, anche se spesso si tende a dimenticarsi di mettere il segnalino promemoria. Come fruibilità direi che l'immediatezza c'è tutta.
Qualche dubbio, invece, si è fatto strada in me di partita in partita sullo spessore del gioco. In effetti il primo paio di turno (sono 4 in totale se si gioca in 4, mentre sono 6 per il gioco a 2) vede i giocatori pedinarsi nelle scelte, nel senso che per prima cosa di esauriscono le tessere da 3 caselle, poi quelle da 2 e poi quelle da uno, per cui anche i punteggi filano via con tutti attaccati.
E' grosso modo dal terzo turno che si inizia invece a seguire, ciascuno, la propria tattica, puntando alcuni sui punti diretti da piazzamento (coprendo senza troppe remore cose per salire veloci) ed altri che invece si concentrano sull'armonia (qui esce, se vogliamo l'ambientazione) e cercano di espandersi solo o quasi sugli spazi vuoti o di prato (saranno premiati dalle maggioranze di fine partita). Entrambe le tattiche possono pagare ed entrambe possono essere afflitte dall'alea dell'uscita delle tessere, anche se l'ampia quantità di esse presente nell'offerta di inizio turno tende a mitigare la fortuna.
Aggiungendo al mix anche le tessere obiettivo si arriva, alla fine, ad avere uno spessore adeguato anche per i giocatori più esigenti, perchè di cose da fare finiscono per essercene abbastanza e ci sono spazi per costruire cose. La modularità del set di regole, quindi, aiuta a poter apprezzare il gioco anche con diverse compagnie.



Scalabilità? Direi meglio in due, perchè semplicemente si piazzano più tessere e quindi c'è più margine per costruire cose. In linea di principio in 3-4 il gioco è uguale, ma si conclude in meno mosse.
Tempo di gioco? Rapido il giusto (salvo pensatori seriali).
Fruibilità? Abbastanza immediata.
Profondità? Una mezza spanna sotto Azul.
Longevità? Dipende da cosa cercate ... Se volete una sfida serrata, potrebbe esaurirsi più rapidamente. Se cercate una versione più easy di Azul da giocare in modo un filo più casual, potrebbe  durarvi decisamente più a lungo.

CONCLUDENDO
Miyabi è un astratto made in Kiesling (quello di Azul) che propone la sfida della selezione e piazzamento tessere (in questo caso da 1-2-3 caselle) in una scheda che idealmente rappresenta un giardino giapponese, da arricchire con elementi decorativi.
Semplice nelle regole di base, appare indirizzato ad un pubblico ancor più familiare di Azul , puntando sulla possibilità di sovrapporre tessere per introdurre un elemento tridimensionale (come accadeva anche, per esempio, in Gingerbred House). Stuzzicante anche per i giocatori più esperti, grazie ad alcune regole addizionali, ma non impressionante quanto a materiali, può interessare gli appassionati del genere, alla ricerca di alternative ai classici del settore.
Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram!
Miyabi - Un giardino giapponese in salsa Kiesling .. Miyabi - Un giardino giapponese in salsa Kiesling ../>
Rating: 5

2 commenti:

  1. Recensione come sempre ottima... ma con un piccolo appunto. Il continuo riferimento ad Azul mi pare fuorviante: sono due giochi con target parecchio distinto (non per niente Miyabi è edito dalla Haba). Per il suo target, Miyabi è un gioco davvero ben fatto (tra i migliori usciti nel 2019).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao,
      effettivamente riconosco di aver citato Azul sin troppo ;)
      Miyabi è molto differente nelle sue meccaniche, come dici tu, ma è accomunato ad esso dal fatto di essere un piazzamento tessere ed un astratto. Le affinità tra Miyabi ed Azul sono quindi molto maggiori rispetto ad altri titoli dello stesso autore, come Tikal, Heaven and Ale o Palazzi di Carrara, per citarne alcuni. Nel contempo ho sottolineato come Miyabi sia molto più immediato rispetto ad Azul e verta più sul piazzamento e con elementi tridimensionali (che mancano in Azul).
      Dello stesso autore è uscito poi un altro piazzamento tessere (con Ravensburger), per cui la sensazione è che gli editori abbiano cercato di sfruttare il successone ottenuto da Azul per proporre dei titoli che in qualche modo avessero attinenze con esso, almeno quanto a meccaniche.
      Per il resto devo dirti che per me la scintilla , però, non è scoccata, per cui l'ho trovato interessante, ma non tanto da imporsi regolarmente sul mio tavolo ... ;)

      p.s. sono riuscito a parlare di Azul anche in questo commento

      Elimina

Powered by Blogger.