recensione

[Recensione] COFFEE ROASTER - Alla Ricerca dell'Aroma Perfetto

Scritto da MeepleOnTheRoad (Valeria)


2019, Stabilimento di Tri An, provincia di Dong Nai, Vietnam
"Guarda che chicchi, Lan. Rotondi, scuri, perfetti. Terzo stadio di tostatura. Negli anni '60 ce li sognavamo" disse Nguyen Chi Thanh, lo sguardo perso nel vapore che saliva dalle macchine di smistamento dei grani.
"Negli anni '60 erano altri i nostri sogni, Thanh. Eravamo giovani. Volevamo solo che la guerra finisse..."
"Certo, e intanto compravamo sottobanco il caffé solubile proprio da quegli americani che volevamo cacciare! Pensa a quante cose sono cambiate, Lan! Ora il nostro Paese è il secondo produttore di caffé al mondo! Al mondo, capisci?! Tutti invidiano la nostra varietà Robusta! E l'abbiamo creata noi! Noi!"
L'entusiamo di Nguyen Chi Thanh era contagioso, ma Phan Dao Lan non riusciva a sorridere. Qualcosa le impediva di gioire, dopo decenni passati a smistare chicchi verdi e bruni, uno per uno, rimestandoli in cisterne rivestite di bambù. "Il bambù potenzia l'aroma," le avevano detto. Lei in quelle enormi cisterne ci vedeva solo il potere delle multinazionali, un eterno sfruttamento. Di terra, di persone, di passione.
Thanh era sempre stato un compagno premuroso. Mezzo secolo di vita passato insieme a raccogliere e tostare il caffé, condividendo ogni secondo del processo di torrefazione che, ormai, non aveva più segreti per loro. Eppure in cuor suo Phan Dao Lan sapeva che quell'aroma pieno, quel gusto rotondo e avvolgente, quella combinazione che rende la varietà perfetta... era una sfida che avrebbe affrontato e vinto da sola.

COFFEE ROASTER è un'avventura in solitaria ideata nel 2015 da Saashi, fondatore della casa editrice ludica giapponese Saashi&Saashi. Nel 2019 la DLP Games le dà una nuova veste grafica e la fa conoscere al grande pubblico. Pensato per un unico giocatore dai 12 anni in su, questo titolo terrà impegnato il cervello dai 10 ai 30 minuti a partita, tenuto conto che può essere giocato "one shot" (versione Single Choice) oppure sommando i punteggi di tre partite a difficoltà crescente (versione Roast Challenge).
 
In COFFEE ROASTER vestiremo i panni di professionisti specializzati nella torrefazione del caffé. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a creare una tazza di caffé perfetto in termini di Aroma, Corpo, Acidità, Dolcezza e, naturalmente, grado di tostatura dei singoli chicchi che lo compongono. Ogni tipologia di caffé ha dei requisiti particolari che dipendono dal Paese di provenienza e dalla varietà – Robusta o Arabica, per esempio – e presenta, quindi, una difficoltà diversa nel raggiungere la perfezione... o nell'andarci il più vicino possibile. Solo così potremo aspirare, partendo dal grado di Apprendista, a diventare un vero Mastro Tostatore!
Le due meccaniche principali alla base di COFFEE ROASTER sono il Bag Building e il Push-Your-Luck. Per quanto riguarda la prima, più che un vero Bag Building, lo definirei un “bag manipulation”, nel senso che è un lavoro di pulizia e affinamento del nostro sacchetto più che di costruzione vera e propria. La seconda farà forse storcere il naso ai devoti del controllo totale, ma così è: il fattore fortuna è presente e si può contrastare solo fino a un certo punto. Dopotutto, non potete aspettarvi che in un impianto di torrefazione fili sempre tutto liscio: basta un aumento dell'umidità o qualche chicco bruciacchiato e il nostro caffé sarà da buttare.

Nonostante gli anni trascorsi a lavorare in un impianto, Phan Dao Lan si stupiva ancora dinanzi all'imponenza dei forni che irradiavano calore tutt'intorno scaldandole la pelle, alla grandiosità delle cisterne che rimestavano chicchi di continuo facendoli sbattere come una pioggia incessante e all'abbondanza di profumi che riempivano le narici e inebriavano il cervello, dall'odore pungente dei grani ancora verdi all'aroma avvolgente e zuccherino di quelli al quarto grado di tostatura.
Era proprio questo arcobaleno di sensazioni che le aveva impedito di lasciare la piantagione prima e lo stabilimento poi. Era questa ricchezza di stimoli che le aveva fatto amare il caffé come nient'altro al mondo.

MATERIALI
La scatola di COFFEE ROASTER è ricca di materiali, per essere una “rapida avventura in solitaria”. Troviamo una plancia per la torrefazione, una tazza sagomata per la degustazione e un termostato, tutti di un bel cartone spesso. Ci sono poi 103 gettoni-chicchi in vari gradi di tostatura, 35 gettoni di diverso tipo tra varietà, umidità, fumo e chicchi difettosi e 5 gettoni quadrati che rappresentano i bonus da usare in fase di degustazione. Tutti belli pesanti e ben rifiniti. Completano i materiali di gioco un sacchetto nero di stoffa e un paio di segnalini rossi di legno.
C'è poi una bella quantità di carta, contando che ogni elemento è presente in doppia lingua, Inglese e Tedesco (il gioco, nel momento in cui scrivo, non esiste in Italiano e non so se verrà mai localizzato): il regolamento, un foglio illustrativo che ripercorre la storia del caffé, 22 carte fronte-retro che spiegano come nasce e quali sono le caratteristiche della varietà di caffé che dovremo di volta in volta ricreare, una carta riassuntiva del punteggio e un blocchetto segnapunti.
Come già detto, il gioco è una riedizione e la grafica è cambiata molto dalla prima versione, passando da un artwork un po' USA Anni Settanta a uno stile più fine e moderno che personalmente apprezzo di più.
 
COME SI GIOCA
Giocare a COFFEE ROASTER è davvero semplice... una volta digerito l'ostico regolamento. Giuro, è davvero inutilmente complesso, pieno di rimandi, suggerimenti, riquadri rossi che non fanno altro che aumentare la complessità di un meccanismo che è, di base, molto fluido. Meno male che c'è una carta riassuntiva delle fasi che semplifica ogni cosa.
Il setup è velocissimo. Si posizionano casualmente sulla plancia principale i gettoni-degustazione e il gettone varietà-jolly. Sul termostato mettiamo i segnalini di legno e i gettoni-fumo in corrispondenza del disegno. Si sceglie poi una delle 22 carte che corrisponde alla varietà di caffé che vogliamo provare a creare (le varietà hanno difficoltà crescente in base al grado di tostatura e alla complessità generale della composizione degli elementi; il gioco suggerisce di provarli in modo consecutivo, dalla meno alla più difficile). La carta stessa ci dirà quanti e quali gettoni-chicchi, umidità e varietà costituiranno il nostro sacchetto iniziale che andremo a ripulire dagli scarti per salvare solo i grani migliori.
 

Ogni partita si compone di un numero di round variabile, da un mimino di 1 a un massimo di 9. Com'è possibile? direte voi Il grado di umidità del sacchetto ci dice qual è il numero massimo di round per ogni varietà, ma avremo sempre la possibilità di interrompere la prima fase, quella della tostatura, a nostro piacimento per passare subito alla degustazione, anche dopo un solo round, se lo desideriamo.
 
La fase di tostatura consiste nel pescare un numero preciso di gettoni dal sacchetto e decidere di volta in volta cosa farne. I gettoni-varietà ci servono sia per attivare degli effetti immediati (come aumentare la pescata o eliminare i chicchi difettosi, per esempio) o per sbloccare i bonus degustazione che verranno utilizzati alla fine. In quest'ultimo caso, però, l'azione non è gratuita e prevede di combinare i chicchi di caffé in un certo modo. Fortunatamente tutti gli effetti, immediati e non, sono riassunti bene in fondo al regolamento. I gettoni-chicchi, invece, rappresentano il cuore del gioco: se non li utilizziamo nel round per attivare gli effetti, aumenteranno il loro grado di tostatura di 1 (o di 2 se siamo in un round con tanto fumo) e finiranno nel sacchetto al posto di quelli meno maturi. I round si susseguono in modo analogo, attivando effetti e tostando grani. Dobbiamo tenere d'occhio quanta umidità rimane nel sacchetto, di quanto fumo o chicchi difettosi riusciamo a liberarci e quanto avanza il nostro livello generale di tostatura per capire quando è apportuno fermarsi per passare alla fase di degustazione.

Phan Dao Lan sognava di creare un caffé con Corpo, Acidità e Aroma in proporzioni simili. Non voleva sbilanciarlo troppo. Nguyen Chi Thanh, invece, era per i gusti più decisi. Dopotutto, Thanh veniva dal profondo sud. Chi cresceva sul Delta del Mekong veniva temprato dal grande fiume. Lan, dal canto suo, era nata ad Hanoi. L'occupazione giapponese degli Anni Quaranta aveva messo in ginocchio la città, che aveva perso gran parte dello splendore acquisito in poco più di mezzo secolo di dominio francese. Da piccola Lan sognava di andare in Europa. Passeggiava per le strade e sognava l'architettura classica... ma poi aveva incontrato Thanh. E lui l'aveva trascinata in quella piantagione e poi... e poi...
Lan si stava perdendo nei ricordi. Alcuni facevano più male di altri. Non dava la colpa a Thanh per la vita che aveva vissuto. O forse sì. Forse l'unico modo per riscattarsi, per dare un senso a tutto, era davvero riuscire a creare il caffé perfetto. Thanh aveva ragione: il Vietnam era diventato col tempo il secondo produttore di caffé al mondo e lei ormai percepiva la sua impresa come una missione.
Un'ape le ronzava pigra sulla testa. “Che strano, non ci sono tante api qui. Ti sei persa, piccolina?” Lan aprì la finestra e provò a farla uscire. L'insetto le si posò qualche istante sul dito prima di prendere il volo. Le ali le brillarono al sole e in quel luccichio Lan ebbe la sua illuminazione.


Per la fase di degustazione entra in gioco la nostra bella tazza fumante. Uno alla volta si tirano fuori i gettoni dal sacchetto, decidendo di volta in volta se vogliamo metterli nella tazza o se invece vogliamo scartarli (abbiamo una pattumiera con 3 spazi di default, ma possiamo sbloccarne un'altra con 2 ulteriori spazi). Quando abbiamo riempito tutti e 10 gli spazi presenti sulla tazza, si passa al conteggio finale. Il punteggio che abbiamo totalizzato è composto dal livello di tostatura raggiunto, dalla combinazione delle varietà, dagli eventuali aromi e dall'essere riusciti a mettere nella tazza tanti chicchi con lo stesso grado di tostatura. Avremo dei punti negativi se nella tazza c'è del fumo o ci sono grani difettosi o se non ci sono abbastanza chicchi. I punti dati dalla varietà dipendono da quanti ingredienti esatti siamo riusciti a tirare fuori dal sacchetto.
Il punteggio ottenuto andrà scritto sul blocchetto segnapunti. Si procederà quindi a una seconda partita di difficoltà crescente e poi a una terza. La somma dei tre punteggi ci dirà qual è il nostro piazzamento sul Roast Rank. Quanti riusciranno a diventare Mastri Tostatori al primo tentativo?

IMPRESSIONI
COFFEE ROASTER rappresenta una bella sfida in termini di Push-Your-Luck a cui si accompagnano scelte che non è sempre semplice fare. Come utilizzare i diversi gettoni pescati, quali chicchi investire come pagamento, se e quali effetti immediati o bonus di degustazione attivare, quando fermarsi. Tutte decisioni che richiedono un minimo di ponderazione. Poi, è vero, il caso decide cosa tiriamo fuori dal sacchetto e se qualcosa non vuole proprio uscire non possiamo farci niente.
L'alea c'è e la fa da padrona. Questo non toglie che possiamo metterci nelle condizioni di mitigarla e riuscire a ottenere un ottimo punteggio nonostante tutto. Ecco, via il dente via il dolore: se siete maniaci del controllo totale, questo gioco non fa per voi. Se vi disperate se continuate a pescare solo gettoni negativi e inveite contro il mondo, questo gioco non fa per voi.
E allora per chi “fa”?
COFFEE ROASTER è un peso medio-leggero che vi tiene compagnia per un'oretta (se optate per la sfida completa a 3 partite) e vi impegna la mente quanto basta per non ridurvi a tirare fuori dal sacchetto gettoni a caso senza sapere che farvene. Inutile dire che potete farvi una strategia di massima su quali bonus volete sbloccare in base agli obiettivi della varietà, ma poi sarà tutta una questione di tattica e di adattamento di volta in volta a quello che pescate.
È adatto ai fanatici del tema. Nel senso che l'ambientazione è davvero ben fatta e tutte le descrizioni sulle carte contribuiscono a farvi immergere nel fantastico mondo del caffé, della sua lavorazione e del suo commercio. È tutto studiato nei dettagli e a chi piace imparare sempre qualcosa di nuovo mentre gioca, questo aspetto non può che far piacere. Per veri intenditori.
La rigiocabilità è limitata, ahimé, al numero delle carte varietà: 22. Già dopo qualche partita vi sembrerà di fare sempre le stesse scelte e di optare sempre per gli stessi bonus, ma almeno 22 partite le giocherete. Se non altro per la soddisfazione di aver provato tutte e 22 le varietà e aver “ammortizzato” il gioco. Dopotutto, di quanti titoli potete dire di aver fatto più di 20 partite? La longevità va di pari passo.
Per una volta non posso parlarvi di interazione e scalabilità (mi fa quasi strano, ahahah!), ma posso esplicitarvi qualche piccolo difettuccio che ho riscontrato e che però non preclude la giocabilità del titolo e la sua piacevolezza. Le 22 varietà, nonostante un apprezzabilissimo tentativo di scegliere tipologie di caffé diverse, non sono poi così differenti. Personalmente mi intriga di più leggere la descrizione sul retro delle carte che cercare di capire perché una inizia con 4 chicchi verdi e una con 2. Misteri dell'agricoltura. I 5 gettoni-degustazione non sono molto equilibrati: ce ne sono un paio palesemente più potenti di altri (non voglio rovinarvi il gusto del gioco, quindi non spoilero), perciò si tende a cercare di sbloccare sempre quelli per ottenere un punteggio decente. Il termostato per tenere traccia del livello di tostatura raggiunto è poco funzionale: spesso ci si dimentica di aggiornarlo a ogni round e si gioca tranquillamente lo stesso. Infine, proprio perché sono antipatica, vi dico che il bellissimo inserto di plastica per tenere separati tutti i gettoni è assolutamente inutile se siete “verticalisti” come me: appena metterete il gioco sullo scaffale, i token si mischieranno tutti, non c'è verso.


Non sapeva come, ma ce l'aveva fatta. Phan Dao Lan aveva trovato la varietà perfetta. Una lacrima le scese lenta lungo la guancia. Non parlava. Nguyen Chi Thanh la vide da dietro la cisterna n.3. Era stanca, ma sempre bella.

“Cosa c'è, Lan?” le chiese quasi timoroso.
“Il miele, Thanh. Una goccia di miele.”
“Miele? Nel caffé?! Ti sei abbrustolita il cervello nel tostatore?”
“Ne basta poco. Una lacrima. E tutto cambia. Assaggia.”
Thanh appoggiò il bicchiere alle labbra. Prima ancora che la lingua toccasse il liquido scuro, l'aroma dolce gli invase il canale olfattivo. Una predominanza di chicchi a tostatura 3. Ma anche qualche grano più scuro e forse una piccola quantità di chicchi quasi verdi. Quando il caffé gli inondò le papille gustative, Thanh era in estasi. Percepì la punta di miele, così inaspettatamente perfetta. E poi quell'equilibrio di cui Lan gli parlava sempre. Allora capì.
“La scala che sale all'equilibrio ha sacrifici come gradini, pazienza come cemento e la riflessione come balaustra” disse Lan. Prese Thanh per mano e si incamminarono insieme nel sole caldo e arancio del tramonto.

CONCLUSIONI
Da buona teinomane, non bevo caffé e non me ne intendo. Inutile dire che saprei distinguere un'Arabica da una Robusta perché mentirei spudoratamente. Eppure entrare nel mondo di COFFEE ROASTER mi è piaciuto un sacco. Forse per la mia innata curiosità e la tendenza a prendere la vita come un processo di apprendimento continuo. Non lo so, ma mi sono divertita a leggere le descrizioni e a cercare di capire come funziona la lavorazione di una bevanda che ha estimatori in tutto il mondo.
Inoltre, non gioco quasi mai in solo. Anzi, togliamo il quasi. Per me il gioco di “società” deve tenere fede al suo nome, quindi pressuppone la presenza di almeno un'altra persona. Ciononostante, sono contenta di aver intrapreso questa avventura in solitaria. Mi ha fatto sorridere vedere quanto sfidavo la sorte oppure quanto me la facevo sotto se, arrivata all'ultimo round, sapevo di non avere abbastanza chicchi tostati per un punteggio dignitoso.
 
Se dovessi descrivere il gioco con un unico aggettivo, direi “piacevole”. Mi piace il tema, la meccanica, l'artwork, il decision-making, la possibilità di manipolare la fortuna. Non mi piace la ripetitività. Forse il gioco si prestava anche a un 1vs1, del tipo “chi crea il caffé migliore” o “chi si avvicina di più alla varietà obiettivo”. Forse la penso così solo io: è che mi piace mettere un po' di interazione in tutto. Ho fatto provare il gioco a un amante del caffé e l'ha adorato. Può essere perché capiva la differenza fra Corpo e Aroma. L'ho invidiato, lo ammetto.
Al netto di tutto, io questo COFFEE ROASTER me lo tengo sullo scaffale ancora per un po'. Fosse anche solo per finire le 4-5 varietà che mi mancano. O per mettere alla prova qualche amico che fa tanto l'intenditore quando mi chiede se gli offro un Colombia o un Roma... e un punto di domanda mi si dipinge sulla faccia.
Va beh, a questo punto direi che per una volta rinuncio al tè e vado a farmi un caffé. Alla prossima e GAME ON!

“E l'ottavo giorno, Dio creò il caffé. E vide che non solo era cosa buona e giusta, ma era di gran lunga la migliore che avesse fatto fino a quel momento.” [Anonimo]
 
COFFEE ROASTER è solitamente disponibile sul sito di giochi online Egyp.it

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Rating: 5

9 commenti:

  1. Ti piacciono proprio i giochi a tema cibo e libagioni? Dal Ramen al caffè mi hai spiazzato però. Apprezzo sempre cmq quei titoli che cercano di approfondire il tema in cui spaziano, sono titoli che ti lasciano sempre qualcosa in più, al di là dell'esperienza di gioco intendo. Grazie per avermelo fatto conoscere.

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    1. I giochi sono per me il cibo dell'anima ^_^ Se non mi nutrono in qualche modo non c'è gusto... okay, la pianto con le metafore culinarie :'P

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  2. Interessante, davvero interessante.
    Grazie.

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  3. Testo fine e ricercato, come il tema del gioco. Il gioco non mi entusiasma alla lettura... in compenso mentre leggevo il tuo pezzo la mia mente creava l’inebriante profumo del caffè. Missione compiuta. Bravissima! :)

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    1. Direi obiettivo raggiunto! Non voglio per forza che tutti condividano le mie opinioni su un gioco, ma se sono riuscita a tenerti incollato alla storia fino alla fine sono super soddisfatta! :)

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  4. Bravissima Valeria, un ottimo acquisto per il BLOG.
    Il gioco mi ha detto poco o nulla, ma ho letto tutto con piacere.
    E finalmente ho trovato una teinomane (a casa avrò almeno una trentina di the e una ventina di tisane) che non beve il caffè (io odio il caffè e non capisco come possa piacere XD ).

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    1. Grazie mille! ^__^
      Quando è difficile conquistare con un gioco, conquista con la storia!
      Ormai casa mia è definita da alcuni "La Ludoteca", da altri "Tea Shop"... e va bene così! Tè bianco con limone e mango il mio preferito!

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  5. Molto bella la tua recensione, mi piace molto il tuo modo di raccontare i giochi.
    Da "teista" ti consiglio il Prince Vladimir della Kusmi, io non riesco più a farne a meno.
    Elena P. (Infinite Jest)

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