sabato 19 dicembre 2009

Il mio gioco dell'anno: Chicago Express

Abbiamo assistito di recente ad un vero e proprio fiorire di un gran numero di premi e concorsi per giochi da tavolo: una volta si parlava praticamente solo dello Spiel des Jahre, mentre oggi, forse anche grazie al diffondersi della cultura ludica, in ogni paese sono state costituite giurie più o meno rappresentative per conferire premi per titoli originali, per traduzioni, per distribuzioni e quant'altro. Spesso la parte del leone la fanno sempre i soliti noti, visto che l'esito dei primi concorsi influisce poi inesorabilmente su quelli successivi, così come le prime votazioni positive riportate su BGG tendono a far lievitare verso l'alto i titoli emergenti: di fatto quindi la pletora di concorsi perde sempre più di significato, affermandosi tra l'altro, nei più importanti, titoli che tutto sommato hanno più di un motivo per non piacere ai veri core gamer.

Per fare un esempio, tornando proprio allo Spiel des Jahre, si nota come i titoli che sono entrati nella cinquina siano stati scelti in buona misura avendo presente il mercato - famiglie, inserendo tra di essi prodotti come Fits o Fauna, dei quali nei mesi successivi abbiamo decisamente sentito poco parlare, mentre il vincitore, Dominion, era sul mercato da parecchio tempo e rappresenta titolo che in verità, in quanto gioco di carte 'puro' sembrerebbe poco adattarsi ai classici standard valutativi del concorso in questione, sembrando essersi quindi imposto più pe rmancanza di reali alternative che per meriti propri (vedi il Keltis dell'anno precedente, semplice riedizione di un titolo già uscito ..).

Il titolo dell'articolo quindi sta diventando, lentamente, il pretesto per alcune considerazioni sulla reale portata e significato dei numerosissimi premi che sono distribuiti a piene mani dalle varie giurie: il valore degli stessi, nell'inflazione generale, direi che è divenuto oramai assai limitato, perlomeno dal punto di vista del significato, mentre rimane alto il valore pubblicitario e promozionale. Se infatti un titolo entra nella cinquina dei candidati allo Spiel, per esempio, esso godrà nel periodo immediatamente precedente al premio di un riscontro di vendite importante (non da noi, ma in Germania, è chiaro), perchè su di esso si concentreranno i riflettori degli appassionti e ciò porterà a molte vendite, indipendentemente dal suo valore intrinseco. Il vincitore poi avrà garantite, grazie anche al 'timbro' che porterà da quel momento sulle scatole un bel numero di copie vendute.
In conclusione ritengo che per i veri core gamer questi premi siano un qualcosa del tutto inutile, nel senso che certamente i gusti delle giurie non andranno a coincidere con i propri, così come il target delle stesse è più di massa e quindi a sua volta vi sarà una tendenza a premiare titoli meno innovativi ed adatti al mercato famiglie, spesso senza troppe pretese.

A margine di quanto ora detto segnalo, miseramente, quello che nella mia personalissima scala di gradimento ha rappresentato il mio 'gioco dell'anno', premio del tutto privo di significato, molto più di quelli citati prima, ma che mi sono sentito, avvicinandosi la fine d'anno, di proporre.

Il vincitore è per me, come premettevo nel titolo, appunto Chicago Express, del quale parlavo diffusamente in un precedente articolo (alluvionale, nel senso che l'ho modificato più volte ad esito delle successive partite fatte ed al quale rinvio per approfondimenti), titolo della Queen Games che rappresenta un restyling grafico dell'identico Wabash Cannonball, della Winsome Games, casa specializzata in titoli di stampo 'ferroviario'.
Si tratta, in breve, di un gioco nel quale sono riprodotti, in modo semplificato, ma non per questo annacquato (anzi!) le dinamiche proprie della storica serie di titoli 18xx e propone ai giocatori la sfida di costruire linee ferroviarie, superando però la logica classica dell'abbinamento tra un giocatore - una compagnia ferroviaria, per proporre invece un divertente e per nulla banale meccanismo di acquisto di azioni, grazie al quale ogni azionista diviene in grado di influire sulle scelte della propria compagnia, partecipandone alla divisione degli utili. Il titolo è inesorabile, nel suo sviluppo, perchè migliori scelte nelle prime fasi portano a redditi superiori, grazie ai quali si riesce ad imporsi nella successive aste e così via. Il bello qui, nella cornice di un set di regole che proporrebbe la possibilità di eseguire rigidi calcoli matematici, sta nel fatto che poi tutti i ragionamenti, di fronte alla profonda interazione tra i giocatori che si verifica, spesso saltano, tanto che più di una volta ho visto i 'cervelloni' enunciare un valore massimo aldilà del quale 'matematicamente' non si poteva offrire, da loro stessi poi sconfessato nell'eccitazione dell'asta pochi secondi dopo ...


Nel contempo, avendo proposto il gioco a vari gruppi di amici, ho notato come anche assoluti neofiti del mondo dei boardgames, trovatisi per caso in mezzo a compagnie di gente più 'scafata', abbiano senza difficoltà navigato nel pelago dei 'baroni' delle ferrovie, arrivando vicini alla vittoria. Le alleanze mutevoli rappresentano infatti il nucleo del gioco, per cui i classici 'vasi di coccio' sono sempre privilegiati come 'compagni di avventura' nella divisione di quote e contro di essi le aste risultano spesso meno virulente, con l'effetto di bilanciare in questo modo le possibilità di vittoria di tutti.
In ogni caso credo che Chicago Express sia un titolo godibilissimo, profondo il giusto e quindi adatto ai core gamers), ma non per questo inaccessibile ai neofiti ed è questo il motivo che mi ha portato, in luce anche della positiva esperienza di gioco, alla sua scelta come mio 'titolo dell'anno'. Segnalo come il gioco dia il suo meglio tra i 4 ed i 5 giocatori, sia comunque adeguato in 3, mentre perda di significato in due, dove diviene decisamente più 'arido' (le aste del resto, in due, han poco senso ..) e come sia stata resa disponibile di recente una espansione, che raccoglie due diverse aggiunte al gioco (Erie e Narrow Gauge) e che non mi farò di certo scappare. Nel contempo pure una 'star' del settore come Wallace, nel suo ultimo 'Steam Barons' (vai alla recensione), espansione di 'Steam', ha dimostrato di gradire molto le dinamiche di Chicago, che di fatto importa massiciamente nel nuovo set di regole (completamente stravolgente quelle base) che propone per i 'baroni' delle sue ferrovie, i quali dovranno scontrarsi tra loro con aste e quote azionarie...

Nei negozi specializzati lo si può trovare abbastanza facilmente (normalmente con un prezzo al pubblico di 49,00 euro nella versione multilingua (contenente anche l'italiano); la stessa edizione è inoltre in offerta anche sul sito Egyp ad oltre al 30% di sconto (35,90); segnalo anche che sempre su quel sito è disponibile un bundle di scatola multilingua + espansione a 49 euro.

Ok, finito: lascio a voi ogni ulteriore valutazione, ringraziando per la vostra attenzione e lettura !!

-- Le immagini sono tratte dal regolamento, da BGG (postate da Bernd Dietrich, Henk Rolleman e Garry Clarke) o dal sito della casa produttrice (Queen Games), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. ---

8 commenti:

  1. Lo possiedo anche io e devo dire che è un ottimo gioco, non ho molte partite all'attivo, l'unico dubbio rimane sulla strategia da svolgere verso la fine del gioco, che mi rimane un po' confusa.
    Buon gioco a tutti.
    Spock

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  2. Beh, non è facile dare delle indicazioni univoche per la fine gioco, perchè dipende dalla situazione. La Wabash (nera), se presa al momento giusto, può garantire quasi da sola la vittoria, però se lo intuiscono anche gli altri, l'asta può essere sanguinosa .. ;) Per il resto i 'finali' richiedono calcolo e capacità di intuire le mosse altrui (fa un pò poker ..)

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  3. Affascinante, voglio provarlo!

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  4. Avevo gìà letto le tue parole verso questo Chicago,ti dirò...lo possiedo nella mia pur limitata collezione...oltre a questo motivo...dammene almeno altri 5 per cui lo dovrò proporre mercoledì sera agli amici (cui non piace molto far calcoli)...

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  5. 1. Le aste lo rendono un titolo 'per tutti'
    2. Si può stare lì a fare i conti, ma alla fine contano molto l'intuito e le alleanze
    3. è moooolto interattivo
    4. ci sono i treni (può essere però anche un punto negativo, per qualcuno)
    5. lo consiglio io ;)

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  6. Aggiudicato per mercoledì sera !!!

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  7. Ciao Pinco, prendo lo spunto dal titolo di quest'articolo...E il tuo gioco dell'anno per il 2010 qual è ???
    Ciao !!!

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  8. Beh, ti dirò che ho in preparazione un articolo per annunciarlo .. ;) entro gennaio lo vedrai dichiarato online !!! :)

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