sabato 27 novembre 2010

Quattro Chiacchiere con Ghenos Games

La chiacchierata di oggi è dedicata alla presentazione di una casa editrice italiana, la Ghenos Games, nota  per essersi dedicata, negli ultimi anni, soprattutto al difficile settore dei titoli ad ambientazione sportiva, proponendo non solo giochi astrattamente legati ai vari sport, ma investendo anche in modo importante nell'acquisire le licenze ufficiali di varie federazioni od organizzazioni di eventi, come quella ciclistica per il Giro d'Italia, utili a donare grande visibilità ai loro titoli.
L'editore in questione inoltre ha ricevuto, lo scorso anno, anche una segnalazione in un articolo del Corriere della Sera, nel quale si dava atto del fatto che due dei responsabili della casa, Alfredo Genovese ed Ari Emdin, ingegneri che hanno deciso di cambiare impiego per la crisi della società loro datrice di lavoro, facendo del loro hobby la propria nuova occupazione, dedicandosi anima e corpo, appunto, alla Ghenos.
Come in tutte le conversazioni, iniziamo quindi dalle presentazioni, lasciando allo scopo la parola agli amici Ghenos ..
La Ghenos, come detto sopra, nasce come casa editrice dedita ai giochi in scatola di simulazione sportiva nel 2005. Il salto con maggiore visibilità avviene a cavallo del 2008-2009 con la pubblicazione di un gioco di simulazione del ciclismo (Leader1) successivamente scelto dalla Gazzetta dello Sport come gioco ufficiale del Giro d’Italia del centenario. E’ un gioco che ha riscontrato il favore sia dei gamers che del grande pubblico. Al termine dell’avventura di questa licenza, c’è stata l’avventura lavorativa citata che ha permesso un maggiore impegno veramente aziendale in Ghenos.  

Ok, partiamo dal catalogo della casa: con il passare del tempo siete andati 'coprendo' tutti gli sport 'maggiori', visto che oggi come oggi avete un gioco sul calcio (Uefa Champions League), uno sulla pallacanestro (NBA ALL-stars), uno sul Rugby, 'uno' sul ciclismo (Leader1 e la sua localizzazione Giro d'Italia), uno sulla vela (Race the Wind) ed addirittura due sulle corse automobilistiche, visto che al 'vecchio' Bolide si è ora aggiunto F1. In passato si è sempre pensato che quello sportivo fosse un filone 'difficile' da rendere e poco fruttuoso, visto che pochi vi si sono buttati, per quanto il pubblico di appassionati sia potenzialmente sterminato. Avete trovato il classico uovo di Colombo o mi confermate che ci sono comunque difficoltà a 'sfondare' ?

Nasce dalla passione di Alfredo per tutti gli sport e per i giochi. Pensa che già ad 11 anni aveva inventato un gioco strategico da fare con i cugini. Un giorno mi ha raccontato che pensava ad un gioco sulla F1 e mi ha mostrato i concetti. Dato che dopo anni ha visto sullo scaffale un gioco simile a quello pensato più di 20 anni prima, gli ho proposto di scrivere il regolamento e depositarlo.
Ma poi, informandoci e vedendo che il gioco piaceva molto, si è deciso di pubblicarlo. Era Bolide che hai citato sopra. Si tratta quindi, anche per i giochi successivi, di una scelta dettata anche dalla conoscenza e dal desiderio di vedere giochi sportivi simulativi. Per quello che riguarda Race the Wind, c’era l’America’s Cup e c’era il gioco Velagiochiamo e abbiamo unito le due cose. Rugby World: doveva essere sul Football americano, ma anche qui c’erano i mondiali… Credo che i giochi sportivi attraggano, almeno per vedere come sia possibile riprodurli in gioco in scatola. Poi subentra il tipo di sport, il meccanismo, il fatto che ci siano miniature o meno,...

Dei vostri titoli 'di catalogo', ovvero del passato, i più noti sono sicuramente Bolide e Leader1- Giro d'Italia. Quest'ultimo ha rappresentato, se non erro, il vostro primo tentativo di produrre un titolo con licenza ufficiale: vedendo ora che state ripetendo l'iniziativa delle licenze ufficiali con addirittura tre titoli, uno dei quali va ad 'invadere' il campo di uno dei prodotti già a catalogo, immagino che le cose siano andate bene .. Cosa mi dite?

Noi abbiamo un sogno ambizioso: portare il grande pubblico a conoscere i giochi del nostro mercato specializzato. E poiché il grande pubblico italiano, purtroppo, vede solo i marchi, perché non mettere del contenuto in quelle scatole? E’ possibile, inoltre, trovare una congiunzione tra il gamer e il grande pubblico? Secondo noi sì e passa attraverso i brand.

Una delle tendenze di questo periodo è quella dello sviluppo di moltissime piccole case, rendendo il mercato dei giochi da tavolo molto 'Indie', con un lento ma progressivo perdere campo da parte delle case 'storiche'. Di conseguenza la maggior parte degli operatori del settore risultano essere (anche nel caso di case che producono titoli di un certo successo) non professionisti, ossia persone che svolgono altri lavori come primo impiego e che si dedicano alla produzione di giochi solo per divertimento o con lo spirito, se le cose vanno particolarmente bene, di mettere in tasca qualche migliaio di euro. La vostra storia (vedi l'articolo del Corriere della Sera) sembra invece suggerire che ci sia spazio per un impegno full-time, con soddisfazioni. L'acquisizione di licenze del resto normalmente presuppone investimenti, per cui l'impressione è che stiate cercando di fare le cose 'in grande'. Come stanno andando le cose?
Anche noi siamo stati a suo tempo accusati della stessa cosa: piccoli che rubano il mercato. Un caro amico ci ha detto che chi resisteva per 5 anni, poi andava avanti, non era solo una meteora. Eccoci qui. In questo momento stanno poi avvenendo molti cambiamenti nel panorama italiano: lo scenario continua a cambiare. Molti è vero non sono professionisti e mangiano fette di mercato, ma quello che dà fastidio è la non professionalità che, tuttavia, si riscontra a tutto tondo. Noi veniamo da un mondo aziendale e abbiamo da sempre voluto dare questa impostazione alla Ghenos.

A livello di distribuzione come vanno le cose? State riuscendo ad inserirvi anche in circuiti di vendita più da grandi numeri (tipo supermercati, ...) oppure siamo sempre il solito paese dove i giochi sono un prodotto di nicchia? All'estero invece come va la Ghenos? Tiratura prevista per gli ultimi tre gioielli di quest'anno?
Siamo riusciti ad aumentare i nostri circuiti di vendita entrando in alcune catene della GDO. E questo proprio per quella grande ambizione di cui ho detto sopra. Purtroppo solo con i tre giochi che stanno uscendo adesso, ma ci auguriamo sia solo l’inizio

Bene, andando ora nello specifico dei singoli titoli, parto da Leader1, che era un gioco da voi prodotto, se non erro, su licenza della casa originaria e poi 'rivisto e corretto' per diventare 'Giro d'Italia'. Per prima cosa mi chiedo come sia andato il gioco, che dall'esterno mi sembrava avesse riscosso un buon successo. Poi altro interrogativo è su come sono stati accolti i meccanismi di gioco, visto che era stata dedicata una grande attenzione perché non fosse un gioco da 'tira di dadi e muovi', ma una vera e propria 'simulazione sportiva'. Difficoltà nei casual gamers? Ho visto poi che alcuni si sono cimentati pure nella creazione di nuove squadre et similia ...
Colgo l’occasione per chiarire una cosa che in questo periodo sta creano confusione. La Ghenos è il main editor di Leader1. Abbiamo conosciuto il suo autore Alain Ollier a Cannes che ci ha mostrato un bellissimo prototipo del gioco. Alfredo se ne è subito innamorato e abbiamo subito deciso di pubblicarlo. Ritorno alla domanda. Il gioco è stato subito accolto bene quando l’abbiamo presentato nel 2008 a Modena e poi ad Essen. Molti appassionati giocatori lo hanno trovato geniale con le sue meccaniche di spostamento legate alla caratteristica del ciclista (leader, velocista e scalatore) su di un dato percorso (pianura, collina, montagna, discesa). Non manca una equilibrata dose legata all’esito del dado, ma solo per le reali imprevedibilità del ciclismo. Il gioco ha riscontrato successo all’estero ma anche in Italia. Anche i casual gamers l’hanno molto apprezzato; e ciò ha avuto conferma nella versione rosa legata al Giro d’Italia nella quale abbiamo aggiunto carte speciali, la regola della cronometro e come creare tutte le tappe del Giro 2009 con gli esagoni nella scatola.

Veniamo invece agli ultimi tre titoli che avete in uscita, dedicati a calcio, F1 e basket. Anche qui avete cercato di proporre meccaniche che riproducano lo spirito del gioco al quale si ispirano: siete liberi di esporre qualche dettaglio utile a far venire l'acquolina in bocca ai lettori, che spesso partono da pregiudizi quando si tratta di giochi ambientati nel mondo dello sport, pensando che gran parte di questi titoli puntino troppo sulla ambientazione e poco sulle dinamiche ...
Si tratta di tre giochi con meccaniche diverse.
Incomincio dal giorno del calcio. E’ iniziato con Alfredo e Ari (gli autori) che si sono guardati e domandati se fosse possibile riprodurre la rapidità delle azioni del calcio in un gioco in scatola. Dopo aver giocato per decenni a Subbuteo, il confronto era piuttosto evidente. Le meccaniche di Bolide e Rugby avrebbero appesantito il gioco. Ecco allora che il dado (tanto odiato dai hard gamers) è qui stata la soluzione giusta. Il suo esito determina di quanti quadretti, di cui è composto il campo, un giocatore (il portatore di palla oppure un altro) si può spostare. La squadra in difesa risponde con un movimento alternativo di 2 caselle cercando di arrivare il più vicino possibile al portatore di palla cercano di limitargli spostamento e calcio del pallone.
Il gioco dell’NBA è più ricercato. Ciascuna miniatura ha dei valori di velocità, passaggio e lancio da 2 e 3 punti legati alla loro specialità. La squadra in attacco lancia 2 dadi (rosso e verde) per spostare con uno il portatore di palla e con l’altro miniature senza palla. Ad ogni singolo spostamento dell’attacco, la difesa replica con uno spostamento. Quando l’attacco ha esaurito di suoi spostamenti, la difesa replica lanciando un solo dado per riposizionare i suoi uomini. Il gioco si svolge in shot clocks, ovvero 3 turni. Giocare sul piano di gioco che rappresenta il campo in parquet con le miniature che si avvicinano al canestro verticale con la palla che si riesce ad infilare vicino alla mano è davvero affascinante!
Last, but not least, come dicono gli inglesi, è il gioco della Formula 1. A differenza degli altri due giochi, qui è bello giocare in più persone per riempire la pista di macchine ed essere costretti a rischiare di tamponare… Le vetture hanno un treno di gomme rappresentate da 6 carte che devono saper gestire al meglio. La scelta di forzare l’andatura della macchina porta all’usura delle gomme che possono essere sostituite (nuove 6 carte) fermandosi ai box. In stile Ghenos, le vetture non si muovono con i dadi. Ciascuna macchina inserisce gradualmente le marce per aumentare o ridurre la propria velocità a seconda delle caratteristiche dalle piste. Infatti, solo affrontando la curva alla velocità ottimale si riesce a percorrerla seguendo la traiettoria migliore, altrimenti si può anche rischiare di uscire di pista!

Progetti per il futuro? Qualche ulteriore 'puntata' in ambiti non sportivi (magari in collaborazione con la Giochix - a proposito, che rapporto c'è tra le due anime della Gamesinitaly?) oppure altri sport (tiro al piattello , curling e ping pong sono ancora 'liberi' ...  ;)   ).
Attualmente stiamo andando in stampa con un gioco di corse anche se non prettamente sportive: la corsa dei tori a Pamplona. Ciascun giocatore gestisce un corridore, un toro ed un manzo. Il corridore deve uscire indenne dai settori di cui è composta la gara; i tori devono cercare di incornare gli avversari e i manzi calpestarli. Attenzione! Vince chi è stato più coraggioso, non il primo che arriva. Stiamo lavorando sulla prima espansione di Leader1 con nuovi esagoni, ciclisti e regole. Altri sport… di preciso non c’è niente anche se nel cassetto ce ne è uno che potrebbe essere definito “libero” come dici tu. E poi una sorpresa non sportiva; ma di questo parleremo in un’altra occasione.
Con Giochix, oltre ad aver prodotto insieme, uniamo i cataloghi per aumentare i nostri singoli.

Bene, ringraziando per la disponibilità gli amici della Ghenos, li saluto augurandogli il miglior successo per le loro prossime uscite e dandogli appuntamento, magari, per una futura nuova chiacchierata !!

Grazie a te ed ai tuoi lettori ed a presto !

-- Le immagini sono tratte dal sito della casa o scattate su scatole dei giochi. Alla casa produttrice (Ghenos Games) appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

5 commenti:

  1. Ho giocato alla simulazione ciclistica ma, sarà per la scarsità di contenuto tecnico del gioco che è veramente basilare, sarà più semplicemente perché io con gli sportivi non ci azzecco proprio, non è che ne ricavai una grande impressione.

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  2. I titoli in questione sono destinati ad un target ampio e possono essere visti come una sorta di 'gateway' per i neofiti: i meccanismi devono essere quindi necessariamente immediatamente comprensibili a tutti. I giocatori più smaliziati, abituati alla complessità degli euro games gestionali, possono quindi trovarli un pò semplicistici, ma non per questo non è detto che con il giusto gruppo non possano garantire anche a loro un pò di divertimento .. ;)

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  3. bello anche questo articolo sui retroscena di questa casa editrice. hai in programma anche qualche articolo con editori maggiori?

    rompo ancora una volta chiedendoti di dare voce anche a noi autori e aspiranti autori che ti seguiamo e che accettiamo sempre di buon grado consigli dalle case editrici.

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  4. Tieni conto che le case 'maggiori' hanno meno interesse per questo tipo di articoli, per cui è difficile coinvolgerle ..
    Quanto al secondo aspetto la settimana prossima le quattro chiacchiere saranno proprio con un autore che partecipa all'area autoproduzione .. ;)

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  5. attendevo l'uscita del gioco sul calcio , ma l impatto visivo è stato deludente , incredibile la sproporzione tra i giocatori e le dimensioni del campo , il realismo della scena è determinante , mi sarei aspettato giocatori con sembianze più vere e magari con possibilità di espansione , con squadre storiche ad esempio

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