mercoledì 10 agosto 2011

Anteprima - The Forgotten Planet

scritto da Fabio (Pinco11)

Probabilmente non ricorderete Robbie il robot, per cui vi rinfresco la memoria dicendo che si tratta del robot 'protagonista' del film Il pianeta proibito del 1956, classico della fantascienza d'antan considerato come uno dei precursori della sci - fi del giorno d'oggi. E' a quel contesto classico che si ispira, come ambientazione, il titolo programmato dalla Giochix per l'uscita alla prossima fiera di Essen, ideato dal patron Michele Quondam, ossia The Forgotten Planet (qui il pianeta è 'dimenticato', non 'proibito' ...).

Si tratta di un titolo basato su meccaniche di piazzamento tessere e controllo territorio adatto per giocatori dai 12 anni in su, indipendente dalla lingua (non vi è testo aldilà del manuale, che comunque troverete in italiano, essendo produzione nostrana), per 2-4 giocatori, con tempo medio stimato a partita da 30 a 75 minuti. Idealmente i partecipanti, imprenditori minerari, piomberanno sull'inospitale pianeta dimenticato cercando di ottenere da esso le maggiori risorse possibili, che saranno estratte utilizzando appositi robot automatizzati: essendo la superficie del pianeta non percorribile, le macchine tappezzeranno il pianeta di percorsi costruiti con lastroni di metalli, oltre che con muri, posti allo scopo di bloccare il percorso degli altri robot.

Nella presentazione del gioco ci aiuterà proprio l'autore, gentilissimo, che si è prestato ad aiutarmi nella stesura dell'anteprima: un saluto quindi all'amico Michele Quondam !

Ciao Fabio, hai centrato l'origine del gioco! Pensa che nel mio salotto c'è sempre stato il poster gigante di the Forbidden Planet, con Robbie the robot in primissimo piano (ora è stato retrocesso in ingresso, la moglie non perdona, si sa). Da cultore della fantascienza anni 50-60 (e anche film horror) non potevo non dedicare un gioco a questa mia passione. Purtroppo abbiamo dovuto modificare il titolo, visto che il nome è registrato e che è previsto un remake del film per il 2013 e da qui il pianeta è diventato "dimenticato". Ma da appassionato giocatore di ruolo, nonché di D&D, non mi posso lamentare.

Cosa troviamo sul pianeta dimenticato ?

La scatola conterrà, per cominciare, 116 tessere, divise nei vari tipi, ossia quelle standard (72), le basi (16), le miniere (24, 8 per colore) e le miniere speciali (4). A loro si aggiungono i trippoli 'robot', che saranno 7 per giocatore, i segnalini per tenere traccia delle tessere controllate (35 per ciascuno), nonchè una manciata di cubetti risorse (20x3 colori). Completano la dotazione i 24 'bastoncini' da utilizzarsi per rappresentare altrettanti muri, un dado a sei facce e degli utili demarcatori e misuratori per le mappe iniziali (nell'immagine sotto una partita di playtesting, con componenti del tutto provvisori !)

I componenti sono moltissimi, cosa inusuale per un gioco di questo tipo. Tra tutti dovrebbero far la loro bella figura i robottini (o robottoni come li chiamiamo noi in modo amichevole, del resto è il nickname del gioco) che sono stati disegnati apposta e scolpiti in legno, un po' come i meeple di Carcassonne tanto per darvi un'idea. Impresa non facile, perché il legno ha tantissimi vincoli e limitazioni che ti impediscono di dar sfogo alla fantasia liberamente.

Come si raccolgono minerali sul pianeta ?
L'idea di base del gioco (in questa pagina trovate le regole) è quella che i giocatori partano su di un tavolo vuoto, posizionando su di esso, all'interno di una griglia immaginaria (delimitata, a seconda dello scenario di partenza prescelto, dagli appositi delimitatori) la propria base di partenza, un robot e le eventuali miniere speciali presenti. Il gioco da quel momento si sviluppa a turno: ogni giocatore quindi procederà prima a controllare quali propri robot siano attivi (solo quelli posizionati in terreni controllati da lui), poi ad eseguire le varie azioni disponibili, quindi a controllare quali territori controlli e quali risorse produca (una per ogni robot posizionato su di una miniera). Il gioco termina quando sono finite le tessere o è stata riempita l'area di gioco: a quel punto ognuno riceve punti vittoria sulla base delle tessere e basi controllate e/o altri bonus, che aggiunge ai punti ottenuti nel corso del gioco: chi ne ha di più .. vince.

Quanto alle dinamiche delle azioni da compiere, che rappresentano il fulcro del gioco, si parte dal presupposto che ad ogni turno siano disponibili 3 punti azione (energia) da spendere (nel corso del gioco se ne otterrà uno in più per ogni 7 tessere controllate) e che sia possibile utilizzarli per piazzare tessere (standard, miniera o base) vicino ad un proprio robot, così come per costruire muri o per spostarne uno esistente, per costruire robot o per farli autodistruggere. E' inoltre possibile vendere cubetti risorsa per ottenere punti vittoria o convertire energia in cubetti. Si noti che le azioni hanno costi diversi e talvolta è richiesto l'uso, assieme all'energia, anche di cubetti risorsa.
Passando invece al concetto di controllo territorio lo spirito è quello che al termine di ogni turno il giocatore deve controllare l'effetto che le proprie azioni hanno provocato, ponendo sotto il controllo di ciascun giocatore (apponendovi sopra un tondino del proprio colore) tutte le tessere che sono più vicine ad una sua base piuttosto che a quella di un avversario, mentre quelle equidistanti restano libere. Nel corso del turno varie sono le azioni che possono incidere su ciò, tra le quali la costruzione di una base o di un muro (il quale può allungare le distanze, visto che ci si deve idealmente girare intorno ed in gran parte il successo nel gioco dipende dalla capacità di tenere conto di questa competizione.

La meccanica ad azione-consumo energie intrecciata con il piazzamento/controllo dei tasselli e l'uso/consumo di risorse fornisce una grande varietà di possibilità e di strategie da scegliere durante una partita. Oltre a questo un aspetto da non trascurare è la possibilità di variare in modo pressoché infinito gli Scenari di gioco. Si può farlo in modo calcolato o in modo casuale. Tanto per capirci, un po' come per le mappe degli RTS (videogame tipo Starcraft per chi non lo sapesse), dove si possono editare e cambiare a proprio piacimento.

Quanto è divertente fare i minatori ?
Siamo alle impressioni finali, per le quali come da tradizione esordiamo con la valutazione su ambientazione e componenti. La prima appare a prima vista accennata, limitandosi la scelta del background ad ispirare la grafica del gioco, visto che per il resto siamo dinanzi a meccaniche di gioco piuttosto asciutte, che lasciano meno spazio per la tematica di quanto non accada, per esempio, in giochi gestionali di un certo tipo.  I materiali per ora sono invece solo elencati, visto che la produzione è in corso, comunque devo dire che per un titolo di questa categoria di cose nella scatola ce ne saranno parecchie, visto l'insieme di tessere, cubetti e segnalini proposti, anche se poi sotto il profilo grafico la scelta è quella della linearità.
I materiali sono tanti, tutti in legno, tra cubetti, dischetti, muri, robottini, ci sono più di 200 componenti di legno. Più un 145 e rotti tra tasselli e marcatori. Essendo i tasselli in più copie (principalmente si tratta di tasselli pavimentazione, poi le basi e le miniere), la grafica ovviamente non spicca per varietà, ma la cosa più importante era per noi quella di favorire il gioco, permettendo ai giocatori di capire lo stato della partita con un solo sguardo.

Passiamo quindi alle meccaniche del gioco, dicendo che si tratta di un titolo che si regge su regole molto ben definite e che poggia principalmente sul concetto di controllo del territorio: ciò che lo fa deviare dall'ambito dei classici titoli 'da scacchiera' è quindi il relativamente ampio ventaglio di azioni disponibili, nonchè la presenza di risorse di vario tipo, cosa che vale a far divenire il gioco un ibrido tra i gestionali ed i titoli da scacchiera. Vi è poi, addirittura, la presenza di un dado, anche se alla fine il suo unico effetto è quello di determinare il colore della miniera che si può scavare (in un caso su tre però non si troverà nessun metallo ...), per cui si può dire che il titolo sia da considerarsi ampiamente deterministico e basato su calcoli matematici. Chiaramente il gioco a due è quello che consente maggiormente di tenere sotto controllo le cose e ciò è confermato dal cenno che nelle regole è fatto circa l'opportunità, nel gioco a 4, di provare la modalità 'a coppie'. Il gioco in se tende a svilupparsi, dopo i primi turni quasi obbligati, con ampia riflessione sulle singole mosse e con l'aumento dei robot a disposizione le variabili possibili diventano assai numerose e devono tenere conto anche della possibilità che essi possano cadere, a seguito delle mosse degli avversari, nei territori da loro controllati, spegnendosi. Il brain burning può essere quindi notevole, anche se poi ragionevolmente si tenderà a cercare di sviluppare strategie consolidate (tipo le aperture degli scacchi ..): è anche possibile inventarsi nuovi scenari e quello della 'customizzabilità' è uno dei punti forti sul quale l'autore so che punta molto.

Qui si consuma la sfida principale :-)
Credo che il gioco abbia uno sviluppo estremamente profondo e a seconda dei propri avversari di gioco e dello scenario scelto una variabilità notevole. Questa forse è un po' una costante dei miei giochi: è estremamente difficile (direi impossibile, ma non voglio dare nulla per certo) individuare una strategia vincente rispetto alle altre: ogni partita ha un po' una storia a se.

Per chiudere quindi possiamo dire che Forgotten Planet si propone come titolo piuttosto astratto, ibrido dei giochi da scacchiera con elementi di piccola gestionalità, basato su diamiche di piazzamento tessere e controllo territorio. Il target potenziale al quale si rivolge è quello dei giocatori un minimo esperti di questi generi e richiede sicuramente la voglia di riflettere nel giocatore che ci si applica. L'uscita è prevista per Essen ed il prezzo sarà di 39,95 euro, mentre è proposto per ora in offerta, così come gli altri titoli Giochix in uscita, a 29,95 euro in preordine sul sito della casa.

Ho giocato nei miei test a Forgotten Planet anche con molti "babbani", le persone "normali" insomma. Intendo gente che non gioca mai a nessun gioco da tavolo se non nella fanciullezza a monopoli o a risiko. Ebbene il risultato è stato estremamente positivo! il gioco è stato trovato profondo, intrigante e facile da capire (20 minuti di spiegazione a voce bastano e avanzano). I gamers ci si sono divertiti, spingendo molto sull'aspetto competitivo tra i giocatori, in stile un po' da torneo. Insomma, certamente non si tratta di un gioco caciarone, ma se amate il ragionamento e la profondità, Forgotten Planet fa per voi!

Bene, chiudiamo con un saluto a Michele Quondam ed a tutti voi, dandoci appuntamento alla prossima recensione dell'ultimo titolo Giochix che manca ancora all'appello (tra le novità di quest'anno), ossia Upon a salty ocean. 
-- Le immagini sono tratte dal manuale o dal sito della casa (Giochix) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco o (le locandine) dal sito Mymovies.it. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

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