lunedì 1 agosto 2011

Anteprima - Uchronia

I boardgamers più incalliti ben conoscono Glory to Rome, un gioco di carte edito da una piccola casa editrice fondata alcuni anni fa da un gruppo di amici, ossia la Cambridge Games Factory ed ideato da Carl Chudyk: si tratta di un titolo uscito nel 2005 che ha riscosso un grande entusiasmo, proponendo effettivamente varie meccaniche interessanti (alcune delle quali abbiamo visto per altro implementate in titoli successivi, come anche il recente 7 wonders) nonchè una buona profondità strategica. Ora la casa editrice francese Iello propone Uchronia, titolo per 2-5 giocatori ideato dallo stesso game designer , tempo per partita indicato in 75 minuti medi, il quale di fatto raccoglie il testimone del precendente successo, del quale rappresenta un restyling. Riguardo a questo aspetto è sorta appunto una controversia tra i due editori, della quale darò notizia nel corso dell'articolo.  
Tornando al gioco i partecipanti qui si troveranno a competere tra loro, nel contesto di un mondo alternativo (l'ucronia è appunto un filone della fantascienza che tratta di mondi e storie parallele), per espandere il proprio dominio, cercando di guadagnare, nel farlo (e nel costruire vari edifici), il maggior prestigio possibile. Quanto alle meccaniche siamo nel campo dei giochi di carte, con elementi di gestionalità e di scelta delle azioni da compiere.


I materiali
Essendo un gioco 'di carte' è naturale riscontrare la presenza di 160 carte nella scatola, divise nei sei colori di base (a ciascuno dei quali corrisponde un tipo di azione), assieme alle quali abbiamo cinque schede, una per giocatore ed il manuale di gioco. Le carte sono qui quadrate e ciascuna di esse (salvo le peculiarità specifiche) ha normalmente quattro caratteristiche, ovvero nel corso del gioco può essere utilizzata in quattro modi diversi. Il primo uso che si può fare di essa è infatti come 'edificio' / punti prestigio (in questo caso si utilizzerà anche il testo presente, il quale descrive gli effetti prodotti dalla carta), il secondo per la professione (alla quale corrisponde un tipo di azione che può essere compiuta), poi come materia prima ed infine per il suo colore (ai fini di alcune dinamiche di maggioranza). Le schede del giocatore invece fungono da supporto per le carte, nel senso che esse sono collocate SOTTO alla scheda, lasciando visibile, a seconda del lato sul quale si colloca la carta, uno dei suoi lati, al quale corrisponderà un certo tipo di beneficio fruibile nel corso del gioco (es. si potrà vedere un materiale, oppure una professione)

Come si gioca
Vado per sintesi (qui trovate il manuale, che per ora è solo in francese, oui) , dicendo che ad inizio partita ognuno riceve cinque carte e la sua scheda giocatore e che alcune carte sono poste sul tavolo a formare il 'piatto': al suo turno ognuno potrà scegliere tra giocare una delle sue carte sulla propria scheda, eseguendo l'azione - professione corrispondente (per esempio una consente di prelevare una carta dal piatto e porla sul lato sinistro della propria scheda (varrà da quel momento come 'collaboratore', mentre due incidono sulla costruzione di un edificio).


Egli potrà eventualmente ripetere quell'azione tante volte quanti sono i collaboratori di quel tipo che ha sul lato sinistro della propria scheda (le può aver messi lì in una mossa precedente utilizzando l'apposita azione). In mancanza della carta azione che si desidera si potranno giocare anche due carte diverse, dello stesso colore. Ultima alternativa è quella di 'copiare' la professione utilizzata da uno degli altri giocatori nei turni precedenti (la carta in questione è ancora sulla loro scheda) se si possiede un seguace di quel tipo e/o pescare una carta (o carte fino a reintegrare le 5 della mano).
Il fulcro del gioco sta, chiaramente, nella costruzione degli edifici, che si realizza sfruttando le professioni relative (architetto ed artigiano) ed ottenendo in cambio i benefici effetti che essi garantiscono: ve ne sono qui di due tipi, ossia quelli base, che producono effetti e punti vittoria solo quando costruiti e quelli 'evoluti', attivi sin da subito, ma privi di punti vittoria.
 Sono inoltre previsti bonus sulla base della maggioranza delle carte possedute (in particolari posizioni della plancia) di quel colore ogni volta che si costruisce un edificio. Alla fine della partita vince chi, avendo costruito almeno 7 edifici, ha più punti vittoria.



Impressioni sul mondo parallelo
Il gioco rappresenta una rivisitazione di un titolo già esistente, ossia il prima menzionato Glory to Rome, per cui è inevitabile far riferimento anche al suo progenitore. L'ambientazione resta, grosso modo, quella di Roma antica,  con edifici che in gran parte ricordano quelli di GtR e si ispirano appunto alla classica capitale imperiale, con l'aggiunta, qua e là, di dinosauri e simili amenità, utili a far capire il concetto di 'parallelismo' del mondo di riferimento. L'idea sembra essere stata introdotta solo per differenziare in qualche modo il background di Uchronia da quello del suo ispiratore e la cosa è già stata criticata dai primi commentatori su internet, ma in realtà non sembra fare troppo la differenza.
La grafica è invece, finalmente, all'altezza del gioco: con questo intendo che una delle maggiori critiche rivolte al titolo edito dalla Cambridge era legata proprio ai disegni vagamenti fumettosi che lo caratterizzavano, tali da allontanare, a primissima vista, potenziali acquirenti ed il problema sembra essere stato risolto brillantemente mantenendo sempre uno stile grafico da cartoon, ma affidando il compito a grafici ispirati (Raynal - Swal).
Anche la scelta di utilizzare carte quadrate appare logica, tenendo conto del fatto che ogni lato delle carte contiene informazioni utili e può essere lasciato nel corso del gioco scoperto. Per far capire quanto i fan del gioco desiderassero un restyling segnalo che ho reperito almento tre versioni home made di GtR realizzate da appassionati rivoluzionando integralmente la grafica originale (una addirittura con tema Guerre Stellari!).

Quanto alle dinamiche del gioco direi che allo stato attuale il titolo non gode più della carica di innovatività che poteva avere sei anni fa: oramai il concetto di carte 'multifunzione' è piuttosto invalso, così come quello legato alla eliminazione dei cubetti - risorsa a favore della esposizione di parti delle carte (vedi anche 7 wonders), per cui il titolo non gode più di quella brillantezza che lo contraddistinse e fece apprezzare a così tanti appassionati.


Uchronia però può essere ancora considerato oggi un titolo interessante e brillante (soprattutto se non avete mai giocato a GtR), il quale si svolge intorno a dinamiche gestionali, ad altre di scelta azioni e personaggi ed altre ancora di effetti speciali prodotti da carte. Il mix risulta astrattamente piacevole e l'interazione è garantita, oltre che dal fatto che tutti pescano da un pool comune, anche dall'azione del legionario, il quale 'requisisce' carte agli avversari. La giocabilità è garantita per tutti, visto che le regole non sono poi così profonde, ma le scelte possibili sono numerose e gli effetti degli edifici contribuiscono al divertimento: la sensazione è quindi quella di un gioco aperto a tutti, ma non per questo banale o privo di profondità !

Ma cosa dicevamo all'inizio sulla 'originalità' dell'idea ?

Riprendo ora il discorso legato alla parentela tra Uchronia  e Glory to Rome, per segnalare che la casa editrice del secondo ha iniziato una campagna su internet di cease and desist, ossia sta invitando la IELLO a non pubblicare Uchronia, ritenendolo prodotto violando i suoi diritti su GtR, del quale Uchronia sarebbe una sostanziale copia. Tra l'altro la casa americana ha anche recentemente ceduto in altri paesi il diritto di ristampa di GtR ed in alcuni casi (vedi l'edizione polacca) sono state apportata diverse migliore grafiche al gioco, per cui i potenziali profitti di GtR non si sono certo ancora esauriti.
Guardando dall'esternola questione devo dire che la parentela tra i due titoli è evidente, potendosi tranquillamente affermare che Uchronia rappresenti una reimplementazione del suo ispiratore, con alcuni seri miglioramenti grafici (a lato vedete una immagine delle carte di GtR ...) e con una più lieve integrazione e modifica delle regole. Per capirci alcuni si sono già applicati nel verificare le differenze tra i due titoli e le stesse, per quanto influiscano effettivamente sulle meccaniche di gioco, stanno tutte in dieci righe. Per gli appassionati di Gtr segnalo che le principali differenze stanno nel fatto che ora l'azione - personaggio, che prima tutti svolgevano insieme (tipo Puerto rico) , è svolta solo dal giocatore di turno, che non ci sono più i jack - jolly , che sono cambiati gli effetti di molti edifici e che le carte sono scartate nel pool ad inizio del turno successivo e non alla fine. Vista la aleatorietà della protezione dei diritti sui giochi da tavolo non so onestamente se le pretese della Cambridge svaniranno nel nulla o se almeno otterrà qualche indennizzo. Ad oggi comunque c'è anche qualche possibilità che semplicemente il progetto Uchronia naufraghi, e la cosa sarebbe un peccato, perchè si tratta comunque di un titolo piuttosto interessante.

Per chiudere

In definitiva Uchronia si presenta come titolo di indubbio interesse ed attrattiva, presentando, in un gioco di carte, una bella profondità e meccaniche rodate ed inteligenti, che consentono di giocarlo sia a neofiti che a core gamers, dando a questi ultimi la possibilità di esprimere più di qualche riflessione sulle tattiche di gioco.
In quanto frutto di una rivisitazione  di un titolo esistente che ha già riscosso molti consensi tra gli appassionati è ragionevolmente molto atteso: ricordo però che è dipendente dalla lingua, in quanto le carte contengono del testo e che ne sono annunziate due versioni, ossia una inglese ed una francese.

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BoardGameGeek (postate da Itai Perez, Jerome Morel, Francesco Turri)    o dal sito della casa produttrice (Iello) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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