mercoledì 21 settembre 2011

Anteprima - Santiago de Cuba

Scritto da Fabio (Pinco11)

Tempo di revival quest'anno: dopo Tournay, che torna metaforicamente sulla scena del delitto percorsa con Troyes ecco a noi anche Santiago de Cuba (edito da Eggertspiele, per 2-4 giocatori, ideato da Michael Rieneck, tempo medio a partita 50 minuti, del tutto indipendente dalla lingua), titolo che si ispira palemente alla grafica ed ambientazione del suo predecessore Cuba del 2007.
Siamo qui ancora nell'isola dei Caraibi, ma nella città di Santiago, dove (in un periodo non meglio definito) i giocatori saranno chiamati a sfruttare le occasioni di commercio offerte, con scambi di tabacco, zucchero, frutta esotica, rum, sigari e legno per rifornire al meglio le navi trasporto sempre presenti nel porto. Il genere al quale appartiene il gioco è 'gestionale', ma molto 'leggero', visto che si prescinde dalla costruzione di una filiera produttiva e propone dinamiche legate all'uso di un maxi 'rondella' virtuali.


Cosa commerciamo a Santiago de Cuba ?

Oltre al classico tabellone di gioco, destinato ad ospitare gli altri componenti, abbiamo innanzi tutto 12 tessere edificio, le quali sono collocate in ogni partita a formare una specie di percorso sul tabellone e sono divise in tre colori di riferimento. 
Stessa cosa (del percorso) vale per le nove tessere personaggio, su ciascuna delle quali è raffigurata una persona che i giocatori potranno visitare ogni turno grazie ad un'apposita auto (ovvero un trippolo di tal forma), ottenendo dei precisi vantaggi o bonus. Ogni giocatore ha poi un unico trippolo del proprio colore (che muoverà sulle tessere edificio) e 3 segnalini 'proprietà', utili a prendere possesso (anche se non uso esclusivo) di edifici nel corso del gioco). Completano la dotazione uno schermo per ogni giocatore, 56 cubetti (o meglio prismini ottagonali) di legno colorato, a rappresentare  i sette tipi di merci disponibili nel corso del gioco, 60 segnalini punti vittoria, 36 monete di vario taglio, qualche token sparso e 5 dadi colorati che serviranno nel corso della partita per determinare la domanda di merci.

.. e ora vediamo COME commerciamo a Santiago de Cuba ..

Vado come al solito per sintesi, rinviando i più curiosi alla lettura del manuale, per ora disponibile in inglese su BGG. 
Lo spirito è quello che le tessere edificio sono disposte ad inizio partita a formare un percorso, così come quelle dei personaggi, che ne formano un secondo. Ad ogni turno il giocatore al quale sta ha la possibilità di muovere il trippolo 'auto' sul percorso dei personaggi: il primo spazio è omaggio, mentre ogni spazio extra costa 1 peso. Ogni personaggio consente di ottenere effetti diversi, ossia 'prendi 2 tabacco, o 2 zucchero, 2 limone, 2 legno, 3 pesos, 2 punti vittoria, o 'ruba qualcosa ad un altro' (oppure vai dall'avvocato ed acquista un edificio o usa un tuo edificio). 
Dopo aver scelto un personaggio il giocatore dovrà muovere il proprio trippolo su di uno dei tre edifici del colore indicato dal pallino presente su ogni persona ed otterrà il relativo beneficio (prendi pesos, punti vittoria, scambia certe risorse per altre - es. trasforma zucchero in rum, tabacco in sigari ...). In alternativa a questa coppia di azioni è possibile invece andare solo con l'auto al 'porto' e dare il via , ottenendo tutti punti vittoria, ad una sorta di round di spedizione, potendo in quella fase ognii giocatore a turno spedire un cubetto, a patto che vi sia ancora richiesta, sui dadi di quel colore, di quella merce (ogni volta che se ne consegna una il dado scende verso lo zero).
Periodicamente la nave nel porto 'parte' e ne arriva una nuova: alla partenza della settima nave il gioco ha termine e si contano i punti ottenuti, con un piccolo extra per le merci non spedite (in rapporto di tre a uno).

Quanto è bello tornare a Cuba ...

Anche in questo caso è stata compiuta la precisa scelta di ispirarsi al predecessore in modo palese per attrarre l'attenzione dei giocatori fidelizzati, per cui, per quanto le dinamiche del gioco siano in buona parte diverse da quelle di Cuba, abbiamo in Santiago la stessa medesima grafica, affidata ancora all'efficace Michael Menzel, comunque uno dei disegnatori più efficaci in circolazione. 
L'occhio quindi, salvo la delusione per non aver minimente soddisfatto il desiderio di novità, ha comunque la sua parte, con una componentistica di buon livello e classica, con cubetti, tessere, denaro e tokens vari, in quanttà adeguata ma non sovrabbondante.
Quanto alla aderenza delle dinamiche al tema la connessione è assicurata principalmente dalla grafica, nonchè dal senso logico che ispira molti degli effetti prodotti, per quanto non si respiri necessariamente con questo l'aria dei Caraibi ...

Passando alle dinamiche di gioco confermo la mia sensazione che quest'anno siamo a tutti gli effetti nell'Essen del dopo 7 Wonders, avendo lasciato il gioco acchiappatutto dello scorso anno un segno chiarissimo sulla produzione del 2011. Un pò tutti infatti hanno colto come principio ispiratore quello legato alla opportunità di alleggerire le regole di gioco e le dinamiche, ottenendo l'effetto di avere in giro un sacco di titoli 'gestionali' che si spiegano ora in poche paginette e vivono su di un paio di dinamiche ben oliate.
E' questo anche lo spirito di Santiago, il quale in buona sostanza contiene al suo interno una maxi rondella (i fan di Mac Gerdts, finora monopolista o quasi del genere, dovrebbero essere contenti), rappresentata dal 'circuito' dei personaggi di Cuba, sulla quale (semplifichiamo!) si muove un unico trippolo per tutti: ad ogni azione personaggio poi può corrispondere un'azione edificio a scelta tra solo tre ed anche il prendere 'possesso' definitivo di un edificio porta come vantaggio solo l'essere pagati da chi lo userà in futuro e dal poterlo usare due volte se si visita un particolare personaggio.
Nelle regole sono state inserite poi delle piccole specificazioni ed eccezioni, utili a mantenere una certa varietà ed a consentire l'elaborazione di piccole strategie, ma il tutto resta nei binari di una difficoltà tutto sommato limitata, tale da rendere il gioco adatto anche ad utenti del tutto occasionali.


Santiago de Cuba si propone quindi come titolo introduttivo al genere gestionale in quanto semplice, immediato nelle spiegazioni e dotato di una componentistica di buon livello. Se fosse uscito in altro periodo lo avrei considerato quasi un potenziale al vecchio Spiel des Jahre (quello prima dell'introduzione della categoria 'per esperti') e con questo spero di aver indicato a quale categoria il titolo appartenga. Potenziali aspetti negativi possono stare nella longevità, garantita solo dalle diverse catene di azioni che i giocatori scelgano, nonchè nella progressiva minore controllabilità che le partite multigiocatore dovrebbero riservare con l'aumento dei partecipanti. La semplicità alla base delle regole (in sostanza basta imparare le 12 azioni edifco e le nove personaggio, molte delle quali sono estremamente intuitive, tipo prendi 'x' merci del tale tipo) può, infine, incentivare o scoraggiare a seconda del giocatore di riferimento. In ogni caso un titolo da tenere in considerazione nella folla della prossima Spiel.

A sua volta l'amico Faustoxx ha messo le mani sulle regole del gioco e mi ha trasmesso le sue impressioni sul gioco, che riporto di seguito, per darvi così due punti di vista ..
Innanzitutto anche se il gioco richiama i sapori e l'atmosfera del fratello maggiore, Santiago de Cuba è molto differente dal primo. Infatti la meccanica è quella della rondella, il gioco è molto più tattico e non ha la profondità strategica di Cuba: questo fa sì che il gioco sia anche più veloce e leggero, ma non per questo meno piacevole. Il modo principale per ottenere punti vittoria è quello di consegnare le merci alla nave, ma non è l'unico. Utilizzando l'avvocato si potranno acquistare gli edifici presenti sul gioco e se questi saranno utilizzati dagli altri giocatori guadagnerete un PV ogni volta che sarà utilizzato. Inoltre la tessera della ballerina Maria vi darà altri 2 PV.L'utilizzo di alcuni edifici può mettere i bastoni tra le ruote ai piani degli altri giocatori per esempio facendo partire anticipatamente la nave oppure inibendo per qualche turno una tessera personaggio. L'interazione tra i giocatori dovrebbe essere ben presente nel gioco visto che tutti concorrono a riempire la stiva del mercantile e chi primo arriva, prima imbarca le merci.
Il gioco è indipendente dalla lingua e spero di postare il regolamento tradotto tra qualche giorno. Il regolamento è semplice e come tipologia di gioco può anche essere giocato da giocatori non abituali . E' superfluo sottolineare la bellezza grafica del gioco e delle tessere illustrate da quel mago di Menzel.

Il gioco è per 2-4 giocatori e la durata di una partita dovrebbe essere di un'ora e aspetto interessante proposto ad un accattivante prezzo di 20 euro. In conclusione forse Santiago de Cuba non sarà il “gioco” di Essen 2011 ma è senz'altro un gioco che ha attirato la mia attenzione e che non vedo l'ora di giocare.

Grazie al lavoro di Faustoxx, ecco a voi anche il regolamento, tradotto in italiano !




-- Le immagini sono tratte da BoardGameGeek (postate da Cristian Cano, Eric Martin, dal manuale di gioco oppure dal sito della casa produttrice (Eggertpsiele), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

6 commenti:

  1. grandi ragazzi. questa cosa delle traduzioni sta diventando un bel punto di forza.

    RispondiElimina
  2. Un pò tutti infatti hanno colto come principio ispiratore quello legato alla opportunità di alleggerire le regole di gioco e le dinamiche, ottenendo l'effetto di avere in giro un sacco di titoli 'gestionali' che si spiegano ora in poche paginette e vivono su di un paio di dinamiche ben oliate.

    Come non quotarti... Hai espresso in maniera inequivocabile il mio pensiero.
    Condivido ogni singola parola!

    RispondiElimina
  3. L'ho appena preordinato. Personalmente sono un fan di Cuba, ma mi sono trattenuto dall'acquisto perchè il gioco in due (la modalità con cui sono costretto a giocare...) non gira molto bene (almeno su BGG si dice così). Leggendo le regole di Santiago invece ho avuto la sensazione di un gioco leggero ma non banale. Cosa che poi non guasta è il prezzo meno di 20 euro...

    RispondiElimina
  4. @ Anonimo: la partita a 2 dovrebbe essere molto tattica; essendo le risorse limitate sai quante ne ha l'avversario e quindi puoi giocare anche in questa ottica. Sotto questo punto di vista il gioco mi ricorda Finca.

    RispondiElimina
  5. @ Fausto e siccome Finca mi piace particolarmente, allora spero di averci visto giusto... :-)

    RispondiElimina
  6. @ Anonimo: allora abbiamo gusti simili. Anch'io ho già preordinato la mia copia di Santiago de Cuba e anche a me piace Finca

    RispondiElimina