lunedì 12 settembre 2011

Anteprima - Tournay (con traduzione del manuale)

Scritto da Fabio (Pinco11)

Pochi giorni fa verificavamo insieme come ancora non sia spuntato all'orizzonte un sicuro dominatore della rassegna di Essen, ma identificavamo in Tournay (e Kingdom Builder) due dei potenziali candidati al ruolo di protagonista. Varie erano le riserve che le prime immagini hanno suscitato in qualche lettore, preoccupato dalla sensazione di eccessivo deja vu che esse procuravano ai fedeli giocatori di Troyes , suo predecessore (ideato dallo stesso team creativo ed illustrato dallo stesso disegnatore), ma ora sono uscite anche le regole del gioco, per cui è possibile superare molte delle precedenti speculazioni basate sull'indovinare, per poter passare a più solide impressioni.

Il gioco, per 2-4 partecipanti, 60 minuti di durata media a partita, indipendente dalla lingua (per quanto sia dato vedere non ci sono scritte sui componenti di gioco) è ideato, come si accennava, dal trio Dujardin, George, Urbain ed è illustrato da Alexandre Roche. La storia alla base del tutto è quella della omonima cittadina, già costruita dai romani (così recita la presentazione del gioco) e conquistata nel IX secolo dai Normanni: alla distruzione della città avvenuta in quell'occasione fa seguito ora la sua ricostruzione, alla quale i giocatori, nei panni di altrettanti maggiorenti dell'epoca, sono chiamati a collaborare, coordinando la costruzione di altrettanti distretti dell'insediamento.
A livello di meccaniche si tratta di un gioco di carte con meccanismi di gestione azioni e manodopera, di livello di complessità che sembra attestarsi sul medio - basso.


Con quali componenti ricostruiremo Tournay

Per quanto Tournay sia dichiaratamente un 'gioco di carte' in realtà, oltre ai tre mazzetti che rappresentano il fulcro del gioco (ossia 90 carte 'attività' per il gioco di base,  18 per le regole avanzate e 15 carte 'evento'), nella scatola troveremo anche 33 trippolini (ometti) divisi nei tre colori corrispondenti alle tre categorie di cittadini (civili, religiosi e militari), un set di monete (denari), uno di segnalini / trippolini danno e qualche ulteriore segnalino vario. Completa la dotazione un mini 'tabellone' utile per il piazzamento di carte evento e per tener traccia dei punti.
Accenno sin d'ora al fatto che le carte 'attività', nella fase di setup del gioco, sono disposte divise in 9 mazzetti, rispettando il colore del dorso (giallo, blu - bianco e rosso) ed il numero (I, II o III) che recano. Ad ogni giocatore sono poi attribuiti una coppia di trippoli per ognuno dei tre colori (quindi sei in tutto) e sei denari. Sono infine poste sul tavolo in vista le prime tre carte del mazzo 'eventi'.
Le singole carte attività recano quindi un costo in alto a sinistra che deve essere pagato per piazzarla sul tavolo,gli eventuali punti vittoria (prestigio) che riconosce e l'effetto che produce, riassunto da un disegno. Le carte poi si dividono, oltre che per colore, anche per tipo, tra gli edifici, i quali producono, quando attivati, determinati effetti, personaggi, i quali interagiscono con le altre carte piazzate nella medesima fila o colonna, potenziandole ed edifici prestigiosi i quali forniscono solo punti vittoria a fine partita.


Come si ricostruisce la città

Semplifico come al solito, ma su BGG della casa trovate il manuale in inglese.
L'idea di partenza è semplice, ossia ogni giocatore ha davanti a se una propria griglia 'virtuale' 3x3 che potrà riempire nel corso del gioco con le carte che deciderà di collocare davanti a se (è possibile rispettando certe regole sovrapporre carte, oppure sostituirle) e nel fare ciò dovrà nel contempo cercare di costruire una sorta di 'filiera produttiva' che incrementi le sue possibilità di guadagno dell'unica materia prima disponibile, ossia il denaro, nonchè di edificare edifici che gli riconoscano il maggior numero di punti vittoria, il tutto fronteggiando gli eventi negativi che il fato (sotto forma di pesca delle carte 'town criers', una per ognuno dei nove mazzetti) gli fara fronteggiare.
Ogni turno prevede due fasi. La prima è quella, opzionale, di piazzamento di una carta che si ha già in mano (al primo turno quindi si salta): il giocatore sceglie in quale delle nove caselle virtuali possibili piazzare e paga il costo indicato dalla carta.
La seconda è quella, obbligatoria, che consente di compiere un'azione tra:
1) pescare una carta da uno dei mazzetti (si può scegliere tra le prima due coperte, lasciando quella non scelta scoperta, o prendere la prima carta scoperta di quel mazzetto): si usano (mettendoli sdraiati) i trippoli (in numero pari al numero indicato sul dorso della carta, quindi per esempio 2 se la carta ha il numero romano II) del colore corrispondente al mazzetto dal quale si pesca. E' possibile tra l'altro usare anche trippoli altrui, pagando al proprietario il prezzo di due denari ;  
2) attivare un proprio edificio (nel proprio 'distretto') usando (sdraiandolo) un trippolo del colore corrispondente ;
3) combattere un evento attivo, usando due trippoli del colore corrispondente all'evento e pagando i denari indicati sulla carta ;
4) guadagnare semplicemente 2 denari per cittadino attivo (non quelli sdraiati) ;
5) riattivare i cittadini sdraiati.
Il gioco procede a turno sino a che non siano stati rivelati un tot di city criers (ogni volta che si pescano è possibile attivare carte evento da fronteggiare, co i relativi 'costi' per i giocatori) ed un giocatore non abbia costruito un distretto intero con almeno due edifici prestigio visibili: a quel punto si contano i punti e, indovinate un pò ... chi ne ha di più vince !
Sono poi proposte varie regole addizionali, il primo piccolo set che propone una partenza 'più lenta' ed il secondo legato alla introduzione delle carte 'avanzate' nel mazzo, il tutto per un'esperienza di gioco più completa.

Impressioni

 Parto come al solito, nel commento, dall'aspetto visivo, per dire che il titolo non suscita eccessivo entusiasmo, non perchè la grafica sia inadeguata, ma solo per il senso di ripetitività che chi già conosce Troyes avvertirà. Per certi aspetti la scelta è comprensibile, in quanto il team creativo del gioco, grafico compreso, è lo stesso del fortunato predecessore, per cui forse si è voluto dare una sorta di continuità logica alla produzione della casa (Pearl Games) da loro fondata, tuttavia in un mondo, quello dei giochi da tavolo, dove escono centinaia di titoli all'anno, un pò di innovatività è sempre gradita. Non mi esprimo per ora tra l'altro sulla comprensibilità delle icone illustratrici degli effetti delle carte, le quali in Troyes erano state oggetto di qualche critica, limitandomi a sperare che siano riusciti a migliorare leggermente nella cosa. Intelligenti appaiono, invece, le scelte compiute in ordine alla componentistica, non sembrando mancare nulla di essenziale, pur non essendoci nella scatola nemmeno uno dei nostri amati cubetti di legno colorati ...


Quanto alle dinamiche di gioco direi che lo sforzo compiuto dagli autori è quello di incidere fortemente sulla giocabilità del titolo da parte di un pubblico molto ampio e ragionevolmente, salvo le piccole riserve di cui parlerò tra poco, è probabile che ci siano riusciti.
La lezione, o meglio la strada, indicata da 7 wonders pare essere stata seguita, per cui sono stati messi bando i numerosi cubetti colorati che rappresentano la gioia dei core gamers e la disperazione degli occasionali, seguendo l'idea di limitare i componenti; nel contempo pure le materie prima sono limitate al genere universale di scambio (denaro) e le azioni disponibili sono in astratto poche, ossia 5, facilmente memorizzabili ed eseguibili in modo intuitivo. E' stata per altro mutuata da 7 wonders l'idea di pagare uno degli avversari per utilizzare qualcosa di suo (in questo caso un trippolo), cosa che inciderà sulla interazione, che altrimenti sembrerebbe ridotta, consistendo più che altro nella 'lotta' per accapparrarsi una certa carta, piuttosto che un'altra.
In se le idee che la lettura delle regole trasmette sembrano tutte interessanti, così come la sensazione è quella di poter trovare del divertimento 'leggero' (ma non troppo) nel giocare più volte questo titolo, che anche a livello di durata sembra attestarsi su limiti del tutto ragionevoli. Se a questo aggiungiamo che sono proposte anche regole e carte addizionali, utili a rendere l'esperienza di gioco più profonda, sembra di essere dinanzi ad un titolo ottimo, adatto sia agli occasionali (nella veste base, almeno) che i più esigenti strateghi.

Innesto qui, al termine di uno sproloquio nel complesso positivo, qualche elemento di perplessità che mi resta, che è legato principalmente al gran numero di carte coinvolte nel gioco, ciascuna con il proprio effetto specifico prodotto: per prima cosa è evidente che ci vorrà qualche partita per memorizzare bene il tutto (ma l'alternativa era quella di avere delle scritte, cosa che per altro non avrebbe troppo velocizzato le cose nelle prime partite) e poi la cosa porterà con sè un bell'elemento fortuna, legato alle carte che si andranno a pescare. Presupponendo che gli autori abbiano fatto un bel playtesting e che quindi le carte dello stesso costo abbiano effetti paragonabili, resta il dubbio che si possano impostare 'strategie' davvero a lungo termine, visto che ad ogni 'pescata' si dovrà rimodulare il proprio piano di gioco, per massimizzare gli effetti di ciò che si ha e non so quali meccanismi evitino che, semplicemente, chi ha 'imbroccato' la giusta sequenza di carte abbia un certo margine sugli altri, che magari saranno costretti a 'sovrapposizioni' o a gettare carte già piazzate.

Nel complesso quindi posso dire, sulla base dell'esame approfondito delle regole, che Tournay conferma le aspettative di chi lo vedeva come possibile protagonista alla fiera di Essen, rivelandosi titolo ambizioso, basato su meccaniche in gran parte consolidate, ma con il giusto livello di innovatività, se non altro nel 'mix' complessivo. In ogni caso si tratta di un titolo che, grazie al regolamento 'modulare' può essere proposto a diverse fasce di giocatori e che mira a sostituirsi nel cuore dei fan di 7 Wonders come gioco 'da acquistare' quest'anno. Qualche perplessità minore (fugabile non appena si vedrà e proverà il lavoro finito) resta sulla immediata leggibilità dei numerosi effetti delle carte e sulla possibile profondità di programmazione delle proprie mosse (nonchè sulla reale interattività).
In ogni caso quindi, tirando le somme, un titolo da tenere molto sott'occhio e che sono sicuro che entrerà nelle valigie di moltissimi visitatori della fiera, con un potenziale da erede designato di 7 Wonders (e non è poco..) !!!


Le mie impressioni (Chrys)
Come chiestomi da Fabio aggiungo in calce le mie impressioni sul prodotto; condivido a grandi linee le osservazioni sopra ma dubito fortemente che questo gioco possa imporsi come fece 7 Wonders l'anno scorso e se era questo l'obbiettivo temo sia stato toppato di brutto.

Premetto anzitutto che sono un fan di Troyes che ritengo essere un gioco splendido, ben bilanciato e con una profondità strategica enorme, e ritengo che anche dal punto di vista estetico sia stato fatto un ottimo lavoro (escluse le carte evento) e questo stile medioevale di Roche, adottato anche in Rattus, a me piace molto. Lo trovo però poco adatto se si mira ad un target allargato (Faccio fatica a far giocare Troyes a chi non lo conosce perchè non ne sono attratti, poi una volta convinti ne sono entusiasti): la forza di 7 Wonders era anche la bellezza delle illustrazioni che lo rendevan facilmente proponibile a neofiti o giocatori occasionali. Qui abbiamo invece una grafica che a mio parere rischia di allontanarli.

Inoltre gli effetti in simboli delle carte, che lette le regole per chi ha giocato Troyes risultano quasi comprensibili, mi sembrano troppo complessi per un pubblico ampio (e anche quelli di Troyes richiedono un certo periodo di svezzamento per entrare nell'ottica).

Per chiudere ritengo personalmente uno scivolone commerciale legarsi in modo così forte a Troyes al punto che la prima volta che ho visto le carte ho pensato ad una espansione per lo stesso e non ad un gioco a se: mantenere la stessa accoppiata game-designer/grafico non significa per forza creare un clone del vecchio prodotto. Tutto questo non significa che non possa essere un bel gioco (magari provatolo me ne innamorerò) ma anche da fan di Troyes avrei preferito un qualcosa che mi trasmettesse novità.

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Grazie al lavoro dell'amico Khoril ecco a voi, per chiudere, una rapida traduzione delle regole del gioco, in totale anteprima !!! Naturalmente è messa online precisando che tutti i diritti spettano alla casa editrice Pearl Games e che sarà rimossa su semplice richiesta, come al solito.



-- Le immagini sono tratte da BGG (postate da Eric Martin) o dal sito della casa (Pearl Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplie richiesta. --

1 commento:

  1. D'accordissimo con Chrys. Resta il fatto che credo che mi lascerò tentare da questo gioco... lo stile mi piace davvero un sacco.
    Un grazie (oltre a quello della Tana) a Khoril per il lavoro di traduzione.

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