venerdì 6 marzo 2015

[Riscopriamoli] - Monopoly

scritto da Fabio (Pinco11)

Sistematicamente, quando parlo a qualcuno per la prima volta del mio hobby dei giochi da tavolo, la domanda che mi viene posta è: " ma cosa intendi ... tipo Monopoli?"
E la mia risposta è che il Monopoli (perché io mi ricordo sempre la vecchia edizione con la i finale invece che la y) è un po' il trisavolo dei titoli di oggi, visto che anche i giochi da tavolo si sono, in questi decenni, evoluti parecchio e che in pratica "il Monopoly sta ai giochi da tavolo moderni come Pacman sta ad Assassin's Creed".
Fatto sta che tuttora il Monopoly (ora venduto nella edizione con la y, dopo che la Hasbro, titolare dei diritti sul gioco, ha ripreso i diritti di commercializzazione in Italia, che in passato erano della EG) credo sia uno dei titoli più venduti nel nostro paese (se non IL PIU') e che qui sul blog una sua recensione (fino ad oggi) non la avevamo, per cui ho pensato potesse essere carino, spronato dall'ennesima domanda di quelle alla riga due, proporre una recensione del titolo forse più noto ai più, sottoponendolo però ai parametri di valutazione che utilizziamo normalmente per recensire i nostri più moderni ed usuali compagni di serate ludiche, per vedere cosa ne esce fuori ... ;)

I COMPONENTI ED I PRESUPPOSTI DEL GIOCO

Il Monopoly, edito da Hasbro, ed ideato da Charles Darrow (forse coadiuvato da altri) nei lontani anni '30, è un gioco a sfondo gestionale, nel quale i partecipanti sono chiamati ad investire nell'acquisto di proprietà immobiliari, cercando di migliorarle (costruendovi case ed alberghi) e di elevare in questo modo le loro capacità reddituali, il tutto nella speranza di riuscire a mandare gli avversari in bancarotta.
Quanto alle meccaniche alla base c'è un tira i dadi e muovi, ma poi ci sono, come accennato , elementi di gestione ed il pubblico di riferimento è piuttosto ampio, anche se il titolo non sarebbe esattamente un entry level.
Poiché del gioco sono state proposte nel tempo decine (se non centinaia) di versioni e reimplementazioni, nella recensione mi riferirò a quella 'classica', ovvero quella, per gli amici nostalgici, che aveva Vicolo Corto e Stretto, Parco della Vittoria e Viale dei Giardini.

A livello di materiali la scatola contiene un tabellone, sulla cornice del quale sono ricavate 40 caselle, alle quali corrispondono una serie di tessere 'contratto', attribuite a chi ne diverrà proprietario, od alcuni effetti speciali (es. pesca carte o paga multe ...).
Abbiamo poi una riserva di casette verdi ed alberghi rossi (a suo tempo in legno, ora non so), destinati ad impreziosire le nostre proprietà, nonché una bella dotazione di banconote in diversi tagli.
Completano la dotazione i segnalini, di diverso materiale a seconda dell'edizione, ed i dadi, utili per il movimento.

Quanto alle regole esse sono presto dette (come al solito anche per il Monopoly mi limito a pochi cenni), visto che il gioco si svolge alternandosi i giocatori nello svolgere il proprio turno, che consiste nel tirare i due dadi e muoversi di un numero di caselle pari alla somma dei numeri usciti: se la casella di arrivo corrisponde ad un contratto che ancora non è di proprietà di nessuno il giocatore potrà comprarlo dalla banca al prezzo indicato su di esso (o, se rinuncia, sarà venduto all'asta tra i giocatori), altrimenti, se già è di qualcuno, dovrà pagare al titolare la rendita indicata sul contratto (ci sono poi alcune caselle 'neutre', che producono effetti diversi, come la pesca di carte imprevisti e probabilità). 
Nel corso del gioco è possibile che i giocatori acquisiscano la proprietà di tutti i terreni dello stesso colore (sono divisi a coppie o terne), cosicchè la rendita raddoppierà e/o sarà possibile costruirvi sopra, ad un prezzo prefissato, case e/o alberghi, aumentando vertiginosamente la rendita da versarsi a cura degli sfortunati avversari che ci faranno visita.
E' previsto (anzi è fondamentale per il divertimento) che si possa trattare con gli avversari per scambiare proprietà.
Il gioco ha termine quando tutti i giocatori, tranne il vincitore, finiscono i propri denari (ma poi ci sono infinite varianti sul tema).


COME GIRA IL GIOCO (impressioni)

Parto come d'uso da ciò che ci si presenta all'occhio, per dire che Monopoly risente, almeno nelle sue versioni più classiche, del tempo passato dalla sua originaria uscita, visto che il tabellone risulta essere in gran parte inutilizzato.
Rispetti ai gestionali ai quali siamo abituati, dove ogni centimetro è spesso sfruttato per ospitare materiali o tessere qui infatti ai fini del gioco è sfruttata, di fatto, la sola striscia della cornice, sulla quale si muovono i segnalini. Se pensiamo per esempio, per rimanere su titoli classici (tra i moderni) dello stesso macrolivello di complessità, ad Ticket to Ride o Catan, riscontriamo che il tabellone è in essi sfruttato per accogliere treni per costruire un percorso, oppure vari tipi di edifici e strade, essendo il controllo del territorio (caselle o percorsi) una specifica meccanica di gioco. Lo stesso Metropoli, della EG, che ripercorre le idee di base del Monopoly, inserisce al centro del tabellone una grande quantità di cubotti componibili.
I materiali, a loro volta, sono ridotti abbastanza all'osso, visto che abbiamo un solo tipo di risorsa, ovvero il denaro (mentre in titoli moderni, come per esempio Stone Age, ma anche Agricola o Caverna, abbiamo diversi tipi di risorse da assemblare per costruire), che è fornito in banconote piuttosto sottili (oggi abbiamo di solito dischetti in cartoncino).
La grafica, infine, a meno di non voler ricorrere alle versioni celebrative di questo o quel film o supereroe, è molto lineare, con un colorino tinta unita di sfondo, che tende un poco a scomparire di fronte alle ricche illustrazioni tipiche, per esempio, dei giochi illustrati da un Menzel, come i Pilastri della Terra, per esempio, dove compaiono disegni che possono essere paragonati a veri e propri dipinti.
Nell'insieme, però, a voler essere equilibrati si deve riconoscere che a partita avviata la sua figura sul tavolo il gioco (pur soccombente di fronte agli standard odierni) la fa ancora, grazie al multicolore delle banconote, alla presenza scenica donata dalle casette ed alberghi ed ai segnalini, più o meno ricchi a seconda delle versioni del gioco (io li ricordo ancora in legno, ma ci sono anche in metallo ed in plastica).

Passando invece a come il tutto gira diciamo che la meccanica di base è quella già vista in titoli come Il gioco dell'oca, ovvero tira i dadi e muovi di tot caselle, applicando poi gli effetti della casella visitata: qui le innovazioni rispetto all'avo storico stanno nel fatto che il percorso è circolare e che con il procedere del gioco le caselle che lo compongono sono in gran parte acquistate dai giocatori, cosicché i proprietari ricevono rendite dagli altri giocatori che visitano le loro caselle.
Innestata su questa base molto semplice c'è poi la meccanica gestionale, ovvero il fatto che, una volta completato un set di contratti dello stesso colore (due o tre a seconda dei casi) è possibile iniziare a costruirvi sopra case ed alberghi, ottenendo rendite moltiplicate di molto. I giocatori dovranno quindi comprendere quale sia l'equilibrio ideale tra lo spendere più denari possibile per costruire subito il massimo di edifici (correndo però il rischio di dover poi svendere se finiranno i soldi prima che qualcuno passi sopra i loro alberghi nuovi di zecca) o se adottare approcci più conservativi.
Nel contempo è prevista la possibilità di avviare trattative con i compagni di gioco, ovvero mettersi a scambiare contratti, con o senza conguagli in denaro e questo, a ben vedere, costituisce la parte più vivace del gioco, perché consente di donare al tutto un bel livello di interazione. Tra i giochi moderni ricordiamo quanto un gioco come Catan benefici proprio della fase di trattativa nello scambio di merci.

Qualche scelta strategica quindi Monopoly consente sicuramente di porla in essere, perché il giocatore accorto ed esperto si troverà alla fine quasi sempre a prevalere su quelli meno addentro alle meccaniche, tuttavia un peso davvero forte lo ha il fattore alea, perché, in bene o male, il motore del gioco sta nel tiro dei dadi, che qui non è modificato da nessun fattore.
Tra i giochi moderni abbiamo visto invece come molti autori si siano sbizzarriti nell'imbrigliare i dadi all'interno di meccaniche tali da renderli solo una specie di generatore casuale di numeri, limitandone al minimo l'effetto sul gioco. Per avere alcuni esempi si possono vedere titoli come I Castelli della Borgogna (Burgen von Burgund) o Bruges di Feld, Troyes o anche solo Yspahan, nei quali si tirano anche molti dadi, che sono sfruttati non per muovere, bensì per l'acquisto di risorse o edifici o altro ancora.
L'interazione proposta è, ovviamente, forte, tuttavia si deve anche dire che, passata la fase degli scambi (che i giocatori più esperti potrebbero anche decidere di saltare del tutto o quasi, soprattutto in partite nelle quali loro hanno ottenuto una o più terne e gli altri sono titolari solo di contratti spaiati), il gioco tende ad appiattirsi sul thrilling del tiro del dado, ovvero sull'attesa, turno per turno, del fatto che lo sfortunato giocatore che tira capiti su caselle particolarmente costose, avvicinandosi mano a mano alla bancarotta.
E qui si arriva ad uno degli aspetti potenzialmente più negativi, ovvero la durata del gioco (comunque accorciabile a piacimento con regole personalizzate), perché quando le proprietà sono abbastanza distribuite e magari diversi set sono spezzati (con un tabellone, quindi, non troppo pieno di alberghi), è ben possibile che i giocatori continuino a girare instancabilmente per il tabellone, senza avvicinarsi alla agognata eliminazione degli avversari. Ricordo personalmente molte di queste partitone, potenzialmente infinite, che trovavano poi termine nella chiamata a cena o per la notte dei genitori ...
Altro aspetto per il quale il gioco risente un poco del tempo è quello legato alla mancanza di meccanismi idonei a dare reali chance di ritornare in partita a chi rimanga indietro ed al fatto che resta un gioco ad eliminazione, dove uno potrebbe uscire dopo una mezz'ora e rimanere poi per un paio d'ore a dormire nell'attesa che gli altri finiscano (quello che chiamiamo problema del runaway leader).
Nei giochi moderni esistono infatti, di norma, dei correttivi tesi a fornire a chi resti indietro un piccolo vantaggio, tipo il giocare per primo (cosa che nel Monopoly non ha grande senso, ma che in titoli nei quali si acquistano cose sul mercato attribuisce una appetibile facoltà di prima scelta) o godere di una piccola rendita. Pensando al Monopoly si potrebbe pensare, per fare un esempio, a qualche regola che consenta di edificare anche su terreni singoli (magari con penalità), per rimettere in gioco chi resti privo di set completi di terreni.

Passando alla scalabilità, ovvero a quanto il gioco sia adatto ad essere proposto a gruppi di diversa consistenza numerica, direi che in due il gioco è forse ai suoi livelli più bassi, perché chiaramente, avendo un solo avversario, non è che ciascuno sia così invogliato a fare scambi (o meglio non lo è chi è capitato sulle caselle più ricche, acquistandole subito), crescendo invece nelle versioni multigiocatore. Per contro, con troppe persone al tavolo, l'aspetto negativo diventa quello del 'cosa fare quando metà dei presenti sono fuori e gli altri hanno ancora due ore?' e qui la mia risposta diventa 'andatevi a leggere l'articolo di introduzione sui giochi da tavolo moderni e compratevi qualcos'altro per giocare mentre aspettate che i vostri amici finiscano' (l'articolo lo trovate qui).
Direi che probabilmente il numero ideale è intorno ai quattro o cinque presenti.

Chiudo dicendo che il gioco, grazie al fatto di essere universalmente noto, è pensato come proponibile praticamente a chiunque (che ne abbia voglia), ma nel contempo non presenta, soprattutto avendo riguardo alle schede dei singoli contratti, piene di numeri, quella semplicità che contraddistingue, invece titoli introduttivi veri e propri come quelli che concorrono annualmente per il premio del Gioco dell'Anno.
Pensiamo per esempio ad uno Splendor, ad un Carcassonne, Thurm und Taxis, Ticket to Ride o Dixit e scopriamo come essi godano di regole molto più semplici ed immediate, abbinate ad una potenziale profondità che si rivela maggiore di quella di Monopoly, perché a ben vedere meno  pesantemente influenzata (anche se non del tutto, a seconda dei titoli) dalla sorte.
Diciamo quindi che non lo vedo esattamente come un titolo 'introduttivo', o almeno lo è molto meno di quelli che ho citato nell'articolo di guida ai giochi da tavolo di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente.

CONCLUSIONI

Monopoly resta nell'immaginario del grande pubblico IL gioco da tavolo per antonomasia ed il suo mito continua ad essere alimentato dall'editore, grazie ad un attiva opera di marketing e pubblicità, oltre che dalla continua uscita di edizioni speciali tematiche.
Anche i giocatori più esperti, pur non avendolo ragionevolmente messo sul tavolo da decenni, lo ricordano spesso con la nostalgia tipica di tutti i ricordi dell'adolescenza e finiscono poi talvolta, così come nonni e parenti medi poco fantasiosi, per regalarlo a nipotini e figli di amici.
In se il gioco è tutto ciò che un mito di solito rappresenta, ossia il fatto di essere un progenitore e porta con se, oltre all'alone di storia sullo sfondo, anche i limiti legati agli anni che passano, nel corso dei quali, come dicevo in premessa i giochi da tavolo (specie negli ultimi 3-4 decenni) hanno conosciuta una forte evoluzione.
Di conseguenza, pur conservando il fascino del suo passato, oggi come oggi è un titolo un pochetto 'superato' e forse sarebbe l'ora che il grande pubblico quantomeno gli affiancasse, nelle proprie scelte di 'regali facili', anche qualche titolo più moderno (l'articolo con una guida ai giochi moderni lo trovate qui), visto che in giro c'è disponibile un sacco di roba che si propone come più ricca nei componenti, più elegante nelle meccaniche e più curata nella confezione.
Tutto questo però vale solo se avete voglia di andare a scavare un attimo più in profondità prima di scegliere il prossimo regalo, per voi o per i vostri familiari ed amici ... ;)

-- Le immagini possono essere tratte anche dal sito della casa (HASBRO) - alla quale appartengono tutti i diritti su di esse e sul gioco stesso (così come sul suo nome e su tutti i marchi ad esso connessi) e sono riprodotte ritenendo la cosa gradita forma di diffusione. Esse saranno comunque rimosse a prima richiesta ove ritenuto diversamente --

26 commenti:

  1. Ora aspettiamo la recensione di Risiko...;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò che su quello potrei essere anche un attimo meno critico ;)

      Elimina
  2. Il problema di Monopoly e' il fatto di essere VECCHIO. Dato in mano a un grande nome nel settore, ad una community o altro, si potrebbe svecchiarlo inserendo meccaniche molto piu' moderne.

    Aggiungendo un secondo tabellone al centro, qualche token e qualche carta in piu', si potrebbe creare quindi un "Monopoli Professional", con l'appeal dell'originale e la complessita' di un ottimo entry level.

    E il colpo di genio sarebbe includere questo poco materiale in piu' (regole avanzate e token/card/seconda plancia) nelle scatole classiche non celebrative, dando ad ogni acquirente quello che vuole. Dal piu' "semplice" dei giocatori che troveranno il gioco base (o quello che le regole tramandate oralmente gli fara' giocare) e gli bastera' , a quello che affamato di novita' provera' la nuova sfida ("c'e' la versiona avanzata... proviamo!") a noi che potremmo trovarlo un maxi-fillerino.

    E se la cosa avesse successo, la Hasbro potrebbe creare una linea di giochi "avanzati", dal riadattemento di suoi classici a nuovi giochi piu' corposi.

    Non mi sembra una cosi' cattiva idea!

    RispondiElimina
  3. Ieri sera uno di noi l'ha proposto..
    Ci abbiamo giocato talmente tanto che abbiamo declinato. Abbiamo passato la serata con Kemet e Ticket to Ride.
    Ieri sera è andata così, ma siamo sicuri che tornerà a chiedercelo ehehehe

    RispondiElimina
  4. Qualche sera fa lo avevo sul tavolo aperto perchè dovevo farci le foto per l'articolo. Non vi dico la faccia atterrita di chi arrivava pensando che quella sera poteva toccargli di doverci giocare ;)
    Uno aveva già la faccia del tipo: "è sera, sono stanco da una giornata di lavoro e sono uscito dovendo lottare in casa per strappare una serata libera e mi fate perdere tempo con quello, ma siete impazziti"? Poi gli ho detto che era uno scherzo e avremmo giocato a Strasbourg e si è rasserenato facendo una faccia placida e felice ;)
    Quello dopo è entrato e ha detto solo: "nnnnnoooooooooooooooiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaa" ... ;)

    RispondiElimina
  5. 1) "credo sia uno dei titoli più venduti nel nostro paese (se non IL PIU')"

    Puoi tranquillamente scrivere "il più venduto".

    2) "Il Monopoly, edito da Hasbro, ed ideato da Charles Darrow (forse coadiuvato da altri) nei lontani anni '30."

    Mi ricordo che l'idea era venuta per prima ad Elizabeth Magie, circa 30 anni prima. Cercando velocemente conferma in rete, cito wikipedia "Il meccanismo di base del gioco era stato infatti ideato nel 1903 da una donna di nome Elizabeth Magie (si pronuncia "McGee") la quale creò un gioco da tavolo intitolato The Landlord's Game."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. aggiungo due piccole curiosità,
      il gioco, inizialmente, era un gioco che aveva due modalità una con l'obiettivo il bene di tutti e
      una con il vicitore 'con il monopolio'
      L'idea era di vedere come fossemeglio il bene comune Elizabeth era dichiaratamente comunista, ma il gioco risultava divertente solo nella seconda modalità.
      All'inventrice furono riconosciuti 500 dollari per evitare problemi legali, mentre Charles Darrow divenne milionario a volte non basta avere una buona idea, bisogna saperla valoriizare ;)...

      Elimina
  6. Quantomeno merita rispetto, è stato senz'altro ispiratore dei giochi successivi, una tappa del gioco da tavolo. Non giochiamoci ma non maltrattiamolo troppo!

    RispondiElimina
  7. Su una sola frase non sono d'accordo: "il Monopoly sta ai giochi da tavolo moderni come Pacman sta ad Assassin's Creed."

    Nel senso che Pacman è molto più divertente da giocare di un Assassin's Creed :-D Mentre lo stesso non si può dire di Monopoly.

    Non vedo però menzionata una delle regole base del Monopoly che spessissimo viene dimenticata (e che accorcia di molto la partita): quando un giocatore decide di non comprare una proprietà la stessa viene messa all'asta.

    Per chi invece vuole una versione più "seria" di Monopoly c'è Metropoli, qualcosa di più di un clone a mio avviso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. .. no, no, non l'ho dimenticata: in mezzo all'articolo c'è menzionata anche la mitica regoletta ("o, se rinuncia, sarà venduto all'asta tra i giocatori") ...
      .. sta però poi tutto a vedere se accorci 'a sufficienza' il gioco ;)

      Elimina
    2. Hai ragione, non l'avevo vista! Scusa!

      Elimina
  8. fino ad un mesetto fa facevo parte anche di quelle persone che credeva che i giochi da tavolo si fermavano a monopoly, risiko e cluedo, ma grazie al vostro sito (e un pizzico di tana del goblin asd) ho visto la luce


    più che altro non pensavo esistessero così tanto giochi per famiglie o cmq "leggeri", credevo che oltre ai blasonati di qui sopra ci fossero solo i cinghialoni con eserciti di miniature ed elenchi del telefono per istruzioni, credo che il problema principale sia la mancanza di visibilità, molti giochi con anche solo una piccola campagna pubblicitaria potrebbero conquistare il pubblico facilmente ma se rimangono confinati ai soli giri degli addetti ai lavori le cose non cambieranno di certo


    appofitto di questo mio primo intervento per complimentarmi per il vostro sito, fatto molto bene è le recensioni sono chiare ed esaustive, mi hanno aiutato molto a scegliere un paio di giochi per iniziare la mia nuova vita

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non hai idea del piacere che mi fanno commenti (o mail) come la tua, ovvero di persone che anche grazie a noi stanno entrando in contatto con il mondo dei giochi da tavolo moderni, perché in effetti questo è uno dei fini ultimi per i quali scriviamo ;)
      Grazie a te, quindi, per essere nostro lettore!

      Elimina
    2. de nada :)

      la cosa difficile all'inizio è stato non affogare nella moltitudine di titoli che si sono materializzati all'improvviso, ma la tua guida ai giochi da tavolo moderni è stata letteralmente un'ancora di salvezza e naturalmente le varie recensioni hanno finito il lavoro


      poi ti butto li un'ideuzza, che ne pensi di una classifica di 2-3 titoli divisi per fascie di prezzo?

      Elimina
    3. Carina l'idea, però i giochi da tavolo risentono spesso di una volatilità del prezzo, nonché di differenze significative di costo a seconda degli editori (più è bassa la tiratura, più costano), cosa che rende difficile orientarsi su parametri fissi. Sto però pensando ad altri articoli di 'riepilogo' ;)

      Elimina
  9. Un articolo semplicemente "dovuto" per la nave scuola che ci ha svezzato un po' tutti...
    C'è poi sempre la speranza che qualche attempato giocatore nostalgico scriva MONOPOLY su google, arrivi qui e scopra "tutto il resto".

    Mi unisco al Monopoly-Tribute.
    Io prendevo la candela.

    RispondiElimina
  10. Io giocavo con il cactus... Bell'articolo, molto intelligente e bilanciato. Hai espresso alla grande tutto quello che penso quando mi chiedono "ma giochi tipo il monopoly?" . sarebbe davvero interessante una recensione del genere anche su Risiko! avere recensioni di questi vecchi vecchi pilastri può davvero portare qualcuno a scoprire il nuovo mondo o aiutare noi a trovare le parole adatte!!!

    RispondiElimina
  11. ... a me avevano perso quasi tutti i segnalini, per cui mi ricordo che usavo un soldatino di quelli dei Kinder ;)
    Per gli altri giochi, penso che prima o poi un articolo devo dedicarlo anche al Risiko, che per certi versi ritengo abbia risentito del tempo meno rispetto al Monopoly: in ogni caso la mia speranza è quella che qualcuno che capiti qui possa percepire che c'è anche altro in giro, senza con questo voler seppellire un 'grande vecchio' come quello :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora, senza rubare il lavoro al latitante magocharlie, puoi mettere in coda anche Mastermind, Indovina chi, Pachisi-Non t'arrabbiare-Ludo, Forza 4, Taboo, Trivial Pursuit e.... il gioco dell'oca? Sai quanti accessi al sito se fai un articolo sul gioco dell'oca :)
      A proposito di "ma è un gioco tipo Monopoly?", una volta me l'ha chiesto una signora davanti ad una scatola di 7 Wonders...

      Elimina
    2. ... tu dici che il gioco dell'oca farebbe accessi?? Mmmm ... ci devo pensare ... ;)
      Per quelli che hai citato probabilmente meriterebbero sia Taboo che Trivial Pursuit, per gli altri avrei onestamente dei dubbi ...

      Elimina
  12. se questo è il gioco da tavolo più venduto in italia si può benissimo capire quale sia il livello di intelligenza medio degli italioti.

    RispondiElimina
  13. Tika (Filippo)14 marzo 2015 14:47

    Articolo interessante, e carina l'idea di provare a scrivere una recensione come se fosse un gioco moderno. Il rischio, però, è di stravolgere un po' il significato del monopoli.
    Forse la mia sensibilità storica non mi concede di relazionarmi ad un titolo senza considerarne il periodo storico di pubblicazione e creazione (la quale, leggendo qui sopra, sembra essere addirittura di parecchio antecedente).
    Monopoli è stato un capolavoro. Parliamo del 1935, forse dovremmo renderci conto di come questo gioco possa essere stato ancora moderno negli anni '60-'70 e forse '80. E' uno dei capostipiti dei nuovi giochi da tavolo. Chi ora userebbe un Commodore64? Eppure a questi primi modelli di computer vanno riconosciuti limiti ma anche pregi.
    Come sottolinei, abbiamo a che fare con alcune caratteristiche che ora diamo per scontate ma che per i tempi erano davvero all'avanguardia. Gestione contratti, gestione soldi, compravendita. Forse dovremmo considerare il livello di alfabetizzazione e di familiarità con l'economia delle persone medie negli anni '30-'40 per capire di cosa stiamo parlando.

    Monopoli continua a produrre un incredibile fascino sui ragazzi, e anche molti di noi, pur forse non concludendo mai una partita, lo hanno apparecchiato mille volte in gioventù. E' il fascino della ricchezza, dei soldi, dei mazzi di banconote da usare come ventaglio per sbeffeggiare i nostri poveri avversari.
    Miliardari per qualche ora, questo è il sogno che monopoli ci ha regalato e che magari tutt'ora regala a molti bambini.


    Detto questo IO non lo regalerò mai a nessuno heheheheh!

    RispondiElimina
  14. Il Monopoly lo trovi anche al supermercato e in cartoleria, Ticket to Ride e Catan no. Quando lo saranno, ci giocheranno tutti.

    RispondiElimina
  15. Ci ho giocato ieri sera. L'aspetto negativo che è quello che caratterizza il gioco è la sofferenza nel giocarci, e non la piacevolezza. Le sorti del giocatore si definiscono dopo 1/3 della partita e lo sfortunato che ha solo terreni di serie B a causa dei dadi incontrerà solo piccole rendite e tante vie crucis. Inoltre, il meccanismo della prigione è ridicolo, finire in prigione nei primi 10 turni è praticamente un suicidio. Mentre dopo è quasi una manna per via del fatto di non pagare più affitti ma ricevere solamente guadagni. Il fatto di essere vecchi non lo giustifica, l'essere umano è più o meno lo stesso da 100 anni :)

    RispondiElimina
  16. "I giocatori dovranno quindi comprendere quale sia l'equilibrio ideale tra lo spendere più denari possibile per costruire subito il massimo di edifici", non sono d'accordo. L'unica strategia vincente è comprare il più possibile nelle fasi iniziali, perchè altrimenti lo farà qualcun altro. Sul lungo periodo, la differenza la faranno i terreni e non i soldi risparmiati.

    RispondiElimina