lunedì 2 gennaio 2017

Odino - il Signore del Tetris

scritto da Pinco5 e Pinco6

"... occhio ragazzi, che 'Dino è andato in trip per il Tetris."
"... e allora?"
"... e allora da domani a caccia si prendono solo prede lunghe esattamente tre quadretti e solo di colore verde."
:-O
"... ed è appena partita una spedizione per lo Jutland con l'obiettivo di portare a casa il mitico crocifisso, grigio, con i ventaglietti, da 12 quadretti, che si incastra a perfezione ..."
:-O
"... e alla sua festa, mi raccomando, tutto va messo in fila, rigorosamente a colori alternati e MAI mettere due piatti di piselli uno di fianco all'altro, che altrimenti a 'Dino gli salta la mosca al naso e sono guai per tutti!!!"
:-O
L'AMBIENTAZIONE CHE SI SENTE ...

[Pinco5] Siamo Vichinghi e come tali la nostra attività principale è notoriamente quella di mettere in ordine le cose, senza lasciare un minimo spazio vuoto, altrimenti sono teste che saltano. Forte l'ambientazione dell'ultimo gioco di Uwe Rosenberg, eh?

[Pinco6] Ma stai scherzando? La Festa per Odino (A Feast for Odin) è il punto di arrivo della carriera da game designer del grande Rosenberg, efficace sintesi del suo genio creativo e quindi dei suoi più grandi successi. 
Nel gioco trovi, come è naturale che sia per Uwe, un distillato delle meccaniche di gioco che lo hanno reso famoso e, nell'occasione, ti dimostra di essere in grado di fondere, addirittura, la gestionalità tipica dei suoi più grandi successi (Agricola, Caverna, ...), con l'idea dell'unione di polimini alla base di Patchwork e quest'anno di Cottage Garden.
Il risultato?
Uno dei migliori titoli in assoluto dell'autore!!!

L'ambientazione stessa è una delle più azzeccate, visto che ti è proposto, ad ogni turno, di scegliere tra le millemila incombenze tipiche di un vichingo, quali l'andare a caccia con arco e frecce, tendere le trappole, coltivare (un poco), costruire navi, andare a caccia di balene, andare (molto) a saccheggiare e riportare a casa tesori, colonizzare isole e continenti. Le risorse sono, ovviamente, pietre, legno e metalli e il tutto è armonizzato, nella logica della migrazione dei vichinghi dai paesi del nord di loro origine verso il sud Europa, esattamente come è accaduto nella realtà ...
Im-pec-ca-bi-le!!!



[Pinco5] Uau! Sono tutto un fremito ... e adesso che me lo dici comincio a contare i giorni che ci separano dalla prossima Essen, dove magari magari arriverà l'ultima efficace sintesi di Rosenberg. Dai che magari, stavolta, inventa Le Havre + Mamma Mia o Bohnanza + Caverna ... ;)
Non vedo l'ora di infornare pizze direttamente nei container o di far partire un contest per il fagiolo colorato più bello in mezzo a nani ed elfi in festa ...

[Pinco6] Dalle tue battutine ti sento scettico. 
Non capisco come sia possibile, visto che se giri un attimo per Internet è tutto un fiorire di recensioni positive, con il gioco che su BGG gode di un eccellente 8,4 di voto medio e veleggia, a un paio di mesi dall'uscita, già comodamente nella top 100 di sempre.
Ti cito solo qualche giudizio che ho raccolto senza andare tanto lontano:
  • "Il miglior Rosenberg di sempre" (amico #1 di Matteo);
  • "Grazie di avermi consigliato Odino, da quando l'ho preso non gioco che a quello" (amico #2 di Matteo);
  • "Bello bello" (Sergio);
  • "Di un bello più bello" (Berna);
  • "Odino semplicemente fantastico, aspetto con ansia una recensione qui per confrontarci (il nostro lettore Jack).
Mi sembra che tu sia in netta minoranza e più fai lo scettico, più si capisce (il gioco di parole è voluto) che di giochi da tavolo non capisci niente ...

[Pinco5] Aggiungici il mio: "Paragonabile alla Corazzata Potemkin" (Pinco5)  e quello di un nostro affezionato lettore: "Il fastidio più grosso per me si materializza a fine partita: sono 2 ore che piazzo cose, sposto gente e non mi sento realizzato, non ho costruito niente se non un sacco di tessere messe una vicina all'altra." (Andrea) e hai completato la raccolta di pareri ... ;)



FACCIAMO UN ATTIMO I SERI ...

La Festa per Odino, edito in Italia da Cranio Creations, che ha curato la traduzione del gioco (il quale recava effettivamente del testo in lingua, anche se non in misura sovrabbondante), è l'ultima fatica di Uwe Rosenberg. 
Propone, come d'uso per l'autore, anche una versione in solitario, oltre che alle classiche possibilità di fruirne in 2-4 giocatori. Il tempo medio a partita è quindi proposto nell'ampio spettro del 30-120 minuti, tenendo, naturalmente, conto del fatto che la prima volta che lo metterete sul tavolo a fatica, tra una spiegazione e l'altra, ci caverete via le gambe da una partita completa.

Per chi volesse approfondire la lettura delle regole ecco il link al manuale in inglese (qui), il quale conta 24 simpatiche paginette, due delle quali belle piene della descrizione grafica dei materiali, dove spicca la presenza di 346 tesserine merce, le quali si presentano in diversa misura e colore.
L'idea di base del gioco, infatti, è quella che i partecipanti dovranno alternarsi, come nei più classici gestionali made in Rosenberg, nello scegliere al proprio turno uno dei (circa sessanta o giù di lì) diversi spazi azione, collocandovi sopra il numero di propri trippoli (omini) richiesto ed eseguendo l'azione corrispondente.
La particolarità in questo caso sta nel fatto che la gran parte delle azioni, in modo più o meno diretto, tende a farvi approvvigionare tessere merce (o gioielli, il tutto di varia forma e dimensione) e/o a migliorarle (seguendo la scala dei colori che va, agli estremi, dall'arancio al blu, passando per il rosso e il verde intermedi), per poterne quindi fruire o in vista delle feste (ad ogni fine turno) che si tengono in onore di Odino, oppure (fondamentale) per riempire la propria plancia quadrettata, utilizzando le tessere a mo' di Tetris, incastrandole in modo tale da coprire il maggior numero possibile di spazi segnati dal -1 di penalità (che vi porterete a casa a fine partita se non li coprirete).

Parecchie sono poi le cosette di contorno e, senza stare ad elencarle tutte nel dettaglio, vi tranquillizzo dicendo che c'è la classica riproduzione degli animali e che ci sono i mazzetti di carte (alcune sono le armi, fruibili per certe azioni, altre invece – ben 190 – rappresentano le occupazioni, dagli effetti più complessi).
La struttura del turno, inoltre, è arricchita, al di là della selezione azioni, pure da una sequela di simpatici passaggi, su ciascuno dei quali gli amanti del cinghiale potranno adeguatamente riflettere e trarre i migliori risultati susseguenti a una accorta pianificazione di ogni cosa.
Nel corso della partita, inoltre, è possibile anche acquisire territori ulteriori da esplorare (i quali forniscono occasioni di guadagnare delle rendite, ma inizialmente forniscono altri spazi da coprire e i relativi punti di penalità), così come diversi edifici e/o navi, le quali, da ultime, dovranno essere inviate nelle nuove lande da colonizzare, per ottenere anche goduriosi punti (finalmente positivi) vittoria.
I denari qui, nota di colore, si spendono, valgono punti vittoria, ma si possono a loro volta piazzare sulla propria scheda personale, valendo quali utilissimi copribuco da 1x1 ;)

OK, TORNIAMO ALLE NOSTRE VALUTAZIONI E PARTIAMO DAI MATERIALI

[Pinco6] Sin dal primo contatto fisico con il gioco la scatola trasuda complessità e te lo dice direttamente il peso e la quantità di roba che ci tiri fuori quando la apri per la prima volta.

[Pinco5] Vabbe', se ci mettevano dentro direttamente un mattone pesava anche di più, ma non credo avrebbe giovato alla giocabilità ...

[Pinco6] ;)
Sì, sì, hai strappato un sorriso, ma la realtà è che la dotazione è di prim'ordine, con centinaia di tessere (ben distinte per colore e tipo di merce raffigurata) e di carte. Le risorse legno e pietra godono dei loro bei segnalini in legno con forma personalizzata e dimensione generosa e, addirittura, ti è fornita una bella coppia di vassoi in plastica con gli appositi alloggiamenti dove mettere le tesserine, evitandoti quindi un setup troppo lungo di inizio partita, completati pure, per evitare che tutto ti si rimescoli nella scatola, da appositi coperchi in plastica trasparente.

[Pinco5] Sì, è vero che il setup sarà anche (relativamente) rapido, ma il dismantle, ossia il mettere via tutto alla fine della partita, richiede un vero lavoro di squadra, perché devi anche dividerli tutti per forma e colore, i millemila tesserini che hai raccolto durante la partita.
Non ti dico poi la fatica che si fa, per chi ha mani leggermente più grandi della norma, nel non fare casini mentre giochi quando piazzi i tesserilli sulla plancia, per evitare di coprire spazi indesiderati e incastrare alla perfezione cubetti, monetine (davvero microbiche) e ammenicoli vari ...
Dai, vuoi dirmi che il gioco è talmente bello e geniale che anche questo è programmato per poter aggiungere "abilità manuale" alle meccaniche di gioco?

[Pinco6] No, è semplicemente che la dimensione scelta per le tessere è quella ideale nel rapporto tra manualità e spazio occupato sul tavolo dal gioco.
Dovrai convenire sul fatto che srotolato il tutto sul tavolo, a partita in corso, la componentistica la sua porca figura la fa, eccome.
Questo è uno dei classici casi nei quali non compri una scatola piena a metà di aria e ogni cosa che ti danno ha dietro una funzione e una potenziale riflessione.
Quando hai preparato il tutto, non puoi che desiderare di provarlo ...

PASSIAMO A COME GIRA, IL GIOCO ...

[Pinco6] La prima cosa che noti, quando apri il tabellone centrale, quello dove si piazzano gli omini per compiere le azioni, è il numero sfolgorante di spazi disponibili, ciascuno dotato della propria specifica azione corrispondente e la memoria, per i fan dell'autore, va a Fields of Arle e al suo ampio ventaglio di opzioni.
Il piccolo smarrimento che proverete, però, è destinato a scomparire rapidamente perché, come tipico poi delle creature del geniaccio tedesco, tutto risulta rapidamente intuitivo il giusto (per chi abbia un background dell'autore, ovviamente, mentre chi è alla prima esperienza si prepari tanta pazienza e dei bei tazzoni di caffè per arrivare a fine partita), con un comune denominatore, rappresentato dal fatto che si tende, in ultima analisi, a collezionare tessere di varia forma, colore e ingombro, per assemblarle poi (come accadeva in Patchwork) sulle proprie plance personali.
La genialità sta, qui, nella sintesi operata tra due mondi che a prima vista potevano apparire lontani anni luce, ossia tra le meccaniche tipiche di un cinghiale setoloso fatto di gestione azioni, lavoratori, materiali, risorse, carte azione e via dicendo e quelle di un piazzamento tessere che fino ad oggi avevi pensato solo come adatto a giochi per computer o a family.


[Pinco6] Le regole, infatti, partono prevedendo una rigida scala di colori per le tessere che si vanno ad acquisire, con quelli di partenza (arancio e rossi) che identificano le risorse di minor pregio (cibi, bevande, ...) e di (relativamente) più facile reperibilità immediata e quelli di arrivo (verdi e soprattutto blu) che identificano le merci frutto di lavorazioni più complesse (o di razzie).
In ogni caso, le merci meno pregiate le ottieni piuttosto facilmente (piazzi l'omino e il gioco è fatto), mentre le altre richiedono, a livello logico, una lavorazione ulteriore (utilizzando allo scopo le caselle upgrade-miglioramento) o addirittura una conversione (restituisci certe tessere per ottenerne altre).
Ci aggiungi poi che solo le tessere merce verdi e blu le puoi usare per riempire spazi sulla plancia di partenza e che, mentre le blu le puoi assemblare come vuoi, quelle verdi non puoi metterle a diretto contatto ortogonale l'una con l'altra ed ecco che inizi a capire come questo "megaTetris" proponga in realtà diverse sfide e livelli di complessità.
Al passo successivo ti concentri poi sul meccanismo di ottenimento delle rendite in denaro (importante per l'acquisto diretto di navi, ma anche come essenziale tappabuchi) e verifichi some sia necessario cercare di riempire le caselle in modo graduale, andando a incrementare un poco alla volta la dimensione dei quadrati coperti, perché solo dei quadrati integralmente occupati da tessere rendono monete nell'apposita fase del turno.
Ci metti poi la presenza di spazi speciali, che devi, invece, lasciare scoperti e circondarli integralmente con tessere e comprendi anche come l'acquisire tesseroni territorio addizionali da colonizzare non sia poi una pazzia, ma debba essere vista come occasione per ulteriori rendite e profitti.
Prima ancora di arrivare a capire per intero come ogni cosa si incastri con l'altra, ovvero di considerare le carte, le risorse, l'emigrazione e così via, intuisci che qui di spessore ne trovi davvero tanto e dietro a un'attività che pensavi come facile (prendi polimini e li incastri) ci si possa costruire un motore produttivo a dir poco imponente.
Nel corso della partita, poi, mano a mano che si gioca, si comprende come si sposti in modo graduale anche il centro di attenzione dei giocatori sulla plancia, ovvero le zone nelle quali si va a confrontarsi e diventa più densa la presenza di omini, visto che nelle prime fasi si combatte in spazi che danno grosse rendite immediate (sotto forma di tesserozze delle dimensioni più generose possibili) o su quelle delle navi, mentre dopo la competizione sta sulle caselle miglioramento, dopo ancora sulle razzie e verso la fine sull'emigrazione.

Gli oltre 50 spazi azione, quindi, che all'inizio ti sembravano così tanti, alla fine ti sembreranno, ancora, la classica coperta corta, ad onta del fatto che di turno in turno avrai un omino a giro in più da utilizzare.
Il tutto, quindi, si armonizza in modo mirabile e non può che attrarre gli amanti di Rosenberg e del cinghiale d'autore.

[Pinco5] Anche al cinema non hanno dimenticato l'importanza di un Minority Report, ovvero di una opinione contrastante e anche per Odino non è difficile, in verità, esprimere anche un potenziale parere del tutto opposto, essendo probabilmente, in ultima analisi, il classico gioco che "o lo ami o lo odi".
Se si ama scorrere un attimo tra le centinaia di commenti lasciati su BGG, si scopre come ai numerosi passaggi di aperto elogio e applausi in piedi si alternino dei clamorosi giudizi, anche ben motivati, che vanno del tutto controcorrente.
Ne prendo uno a caso (Verandi - Wow, this is one of the most boring games I have played in recent memory; whatever mild interest the spatial puzzle holds is dwarfed by the banality of resource collection and conversion. Feast for Odin is an unrepentant sandbox game with almost no tension or interaction; the amount of fiddling with chits is outrageous- so much process and so little that is intriguing or exciting) e da lì parto per due riflessioni.
La prima è che è sicuramente facile che il giocatore medio che ha amato in passato più o meno senza riserve il classico Rosenberg possa amare ugualmente anche Odino, apprezzando in particolare il fatto che, stavolta, sia cambiato il focus della ottimizzazione richiesta, superando la classica (!?) costruzione di filiera produttiva tradizionale a favore di un minigioco di incastri nel quale l'autore ha incastonato livelli di profondità.
La seconda è che è anche possibile che, altrettanto semplicemente, il compito che l'autore affida ai giocatori, stavolta non vi attiri affatto.
Così come diversi amici che mi circondano sono rimasti entusiasti dal gioco, tanto, per capirci, da comprarlo ad Essen in inglese, nonostante le mie raccomandazioni contrarie (è per questo che le foto a corredo dell'articolo si riferiscono alla versione in lingua d'Albione) pur sapendo che due settimane dopo lo avrebbero potuto avere in italiano, e da programmare ripetuti incontri per approfondirlo, altri invece, che lo hanno preso magari per puro spirito da collezionista, mi hanno confessato senza esitazioni di non aver nessuna voglia di metterlo sul tavolo.
Perché?
Perché, come dicevo, l'idea di doversi spremere per ore in un gestionale per acquisire polimini, non li acchiappa. L'ibrido Tetris-cinghiale, insomma, può non essere la ricetta giusta per tutti.

Al di là di qualche battuta che ho sparso qua e là, direi che il fan medio di Rosenberg, che lo ha apprezzato e seguito sinora, è facile che questo Odino lo apprezzi e lo faccia anche senza riserve, apprezzando l'ingresso di Patchwork quale ventata di novità (finalmente) in una produzione che stava realizzando, di anno in anno, una evoluzione forse sin troppo lenta del Rosenberg-pensiero, con ogni gioco che fatalmente ricalcava il lavoro pregresso dell'autore.
Se invece l'idea di un Tetris con gli steroidi vi convince poco sin dall'inizio, forse è meglio che lasciate perdere, perché è altrettanto facile che il gioco vi sembri un improbabile ibrido, più che una genialata.

Ah, dimenticavo.
Longevità? Tanta, se vi piace l'idea ... pochissima, se non vi piace ...
Interazione? Indiretta, ma elevata, perché, ad onta delle quasi 60 caselle azione, spesso si finisce per picchiarsi per avere tutti insieme le solite allo stesso momento, come le partenze di ferragosto di una volta.
Meglio in 1, 2, 3 o 4? Se non vi annoiate nei solo play questo potreste gradirlo come efficace preparazione all'arena del multigiocatore. Per il resto più si è, più si sente la lotta per le caselle azione. In 4 pensatori nelle prime partite potreste non sopportare il downtime.
Da ultimo vi segnalo che c'è anche qualche spicciolo di alea, visto che in alcune azioni si tira un dado (!?) per vedere che tipo di successo (e di tessera) si otterrà!!!

CONCLUSIONI

Odino è nello stesso tempo un classico Rosenberg, perché a ben vedere dentro c'è tutta l'evoluzione del suo concetto di gestionalità, già vista nell'ultimo Fields of Arle, e contemporaneamente è però anche qualcosa di diverso, grazie all'innesto di Patchwork sulla matrice da cinghiale.
Il risultato può essere qualcosa di assai gradevole e almeno un poco innovativo per gli standard del buon Uwe.
Se l'idea di dovervi impegnare a fondo per procurarvi polimini da assemblare tipo Tetris non vi convince, però, potrebbe non essere il gioco per voi ... ;)

Sperando di aver dato un quadro sufficientemente chiaro del tutto, aspetto ora i vostri commenti, primo fra tutti quello del nostro lettore Jack che mi ha dato involontariamente il la per scrivere questa recensione :)

Ricordo che il gioco è disponibile, per chi fosse interessato, anche nel negozio online Egyp.it

15 commenti:

  1. :-D
    Pinco primo e Pinco quarto, "Ho scritto Odino sulla sabbia".

    Personalmente lascio; ma bella recensione. :-)

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  2. È come la Recherche di Proust. Chiunque ami la lettura non può non averla nella propria biblioteca e fa un sacco figo citarla. Leggersela è un altro paio di maniche...
    Io per ora ce l'ho in libreria e l'ho defustellato. Non ho osato ancora affrontarlo...

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    1. ... ah, la Recherche, il famoso cinghiale a base di piazzamento tessere ... l'ho giocato spessissimo ;)

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    2. Mi manca il gruppo di pastori adatto a portare al pascolo i cinghiali di questo tipo, di cui la mia collezione è piena.

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  3. Preso a Lucca, provato qualche giorno dopo, e mai più reintavolato... ma la voglia di farlo è tanta. Sono rimasto piacevolmente stupito dei due contenitori in plastica per i segnalini, nonchè dei 3 manuali, di cui uno che spiega ciò che ogni elemento del gioco rappresentava per il popolo vichingo.

    Al di là dei materiali, su cui penso nessuno abbia nulla da ridire, mi riservo il diritto di intavolarlo più volte prima di esprimermi, ma per il momento il parere è estremamente positivo.

    -Carisma20

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  4. Un sincero applauso... questa recensione è una piccola opera d'arte. ^__^

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  5. Grazie per i complimenti :)
    ... ma qualcuno che lo stia giocando furiosamente, tra i nostri lettori, c'è?

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    1. Rispondo solo ora perché era da tanto che non entravo...ip e i miei amici l abbiamo preso appena uscito, e da li almeno una volta al mese (se non due) ci giochiamo! Appuntamento fisso (ormai ci avremo fatto una ventina di partite), per noi è splendido e lo adoriamo

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  6. Noi lo stiamo giocando molto , già fatte 5 partite in due settimane ! Beh cosa dire , il gioco è molto bello , diverte , e dura il giusto ( in tre giocatori mai più di due ore ) tutti coloro che amano i titoli di rosenberg lo adoreranno .
    Non lasciatevi spaventare dalle 64 azioni perché in realtà sono 9 azioni che cambiano di potere in base a quanti omini decidete di utilizzare per effettuare quella azione .
    Dotatevi di pazienza , fate la prima partita di prova magari a carte scoperte e sicuramente vi innamorerete di questo titolo come sta succedendo a noi

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  7. mi sento più affine a Pinco5 :)
    ho difficoltà a farmelo piacere, lo ritengo un buon gioco, profondo (ma sinceramente con un gozziliardo di azioni disponibili difficile fare di meno) però;
    Componenti:
    Ottimo quasi tutto, ho una nota di demerito per la plancia principale che è piccolina e di difficile lettura.
    Altra nota di demerito per il regolamento, che ho trovato veramente organizzato "ad cazzum", soprattutto nella parte di spiegazione degli spazi azione, sinceramente la carta utilizzata per stampare l'almanacco (carino eh, ma totalmente inutile) forse era meglio usarla per altro...
    Il Gioco. aka Meccaniche:
    Qui c'è solo un problema, però è macroscopico.
    In questo titolo a mio avviso non c'è crescita. Non c'è Motore. Non c'è personalizzazione.
    Tutto ruota attorno a coprire malus in plancia. poco male se lo fai con raid oppure con upgrade delle tessere. I bonus che forniscono le plance sono si carini ma sono uno al turno, pochi e uguali per tutti. Il lavoratore in + lo guadagnano tutti al tavolo. L'allevamento degli animali è si importante ma è abbozzato e sinceramente poco soddisfacente come esperienza di gioco. le carte occupazione sono date e pescate a caso, avrei di gran lunga preferito un draft ed una mano di occupazioni da gestire, almeno avrei potuto crearmi un motore di bonus.
    Quindi ogni turno mi ritrovo a pensare solo a "okei, qual è la via migliore per prendere più tessere possibili? occaz ok mi hanno fregato la caccia alla balena, farò questo....è meno efficiente ma tanto ho mille opzioni". A mio avviso questo rende il gioco molto ripetitivo, effettivamente ogni turno farò azioni diverse, ma per un singolo target.
    Il fastidio più grosso per me si materializza a fine partita. sono 2 ore che piazzo cose, sposto gente e non mi sento realizzato. non ho costruito niente se non un sacco di tessere messe una vicina all'altra. troppo poco per me e troppo poco per considerare questo (carino) titolo un capolavoro.

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    1. Pinco5 ti ha nel cuore :)
      Una buona parte della crescita potenziale forse sta nelle carte (sono casuali, ma puoi giocare sul prenderne tante) e nelle schede addizionali. Le puoi prendere, infatti, anche solo per ottenere (relativamente) facili rendite, più che per riempirle.
      Poi molto dipende da come tutti giocano, ovvero dalle fasce di azioni che restano di volta in volta disponibili ed a volte è meglio rimanere indietro (prendendo tante azioni da poco) per avere la prima scelta dopo.
      Fermo restando questo, la sintesi resta quella delle ultime tre righe del commento, che inserisco tra le citazioni di Pinco 5 nell'articolo :)

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    2. Prova a buttarti su isole e case, Andrea, abbandonando subito la tua plancia, e poi vedrai se non hai crescita.
      Ti lamenti di avere un singolo target e non ti accorgi che Uwe ti dà tessere invece dei punti vittoria (molto più piatti) che ti danno altri giochi. Qui prendi cose scommettendo su quanti PV farai e copri poi le scommesse con le tessere.

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    3. Prova a buttarti su isole e case, Andrea, abbandonando subito la tua plancia, e poi vedrai se non hai crescita.
      Ti lamenti di avere un singolo target e non ti accorgi che Uwe ti dà tessere invece dei punti vittoria (molto più piatti) che ti danno altri giochi. Qui prendi cose scommettendo su quanti PV farai e copri poi le scommesse con le tessere.

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  8. Io, dopo la deriva "insalata di punti" di Caverna, ero molto scettico.
    L'ho provato e mi è molto piaciuto. Non riuscendo ad intavolarlo poco dopo per eccesso di giocatori american alle sedute me lo sono fatto prestare per le vacanze e ci ho giocato in solitario... fin quando i figli si sono interessati ed uniti, apprezzandolo "come agricola, anche se all'inizio sembra più difficile". Ormai sono alle 8 partite e non mi sono stancato c'è un sacco da sperimentare. Anche se pare tutto simile in realtà ci sono diverse strade da prendere. A partire da che navi compri e che isola vuoi esplorare: a seconda della forma certe tessere sono più adatte di altre a riempirla e le risorse prodotte sono più o meno adatte a certe strategie a seguito. Le mie partite sono state tutte diverse. Io mi faccio ispirare dalle carte che pesco e calo per scegliere cosa provare.
    Un consiglio per tutti: se volete esplorare una o più isole limitatevi a mettere solo UNA tessera in basso a sx della plancia base per regalarvi la rendita di 2 monete. Poi concentratevi sulle nuove plance che ottenete e solo verso la fine ributtatevi sulla plancia base per coprire solo i malus in altro (schivando e rendite che non potrete coprire). Vedrete che avrà senso fare molte più cose.
    Per me è un gran gioco.

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    1. Pienamente d'accordo con Linx, gran gioco. Io lo gioco spesso in solitaria e mi da davvero tante soddisfazioni :)

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