venerdì 7 luglio 2017

[nonsolograndi] Bla Bla Bla

scritto da
Davide (simarillon)

Eccoci nuovamente ad affrontare qui a nonsolograndi un gioco Djeco, ma per la prima volta ci dimentichiamo dei giochi di carte (be', più o meno visto che anche qui le protagoniste assolute sono le carte): si parla di Bla Bla Bla, il cui autore è Eric Héliot ed è illustrato dal gruppo Babayaga. Si può giocare a partire dai 7 anni da tre a cinque giocatori in partite di una trentina di minuti massimo.

Si tratta di uno story telling per piccoli giocatori, che personalmente ho trovato interessante, se volete sapere il perché… ovvio, continuate a leggere!
  

I MATERIALI
Nella scatola del gioco, di medie dimensioni, troviamo:
  • un dado a 6 facce con tre immagini che si ripetono due volte;
  • 240 carte.
Ottimi i materiali, le carte sono splendidamente illustrate ed evocative, mi sembrano anche un po’ più resistenti rispetto alla standard dei giochi di carte Djeco e nel complesso tutto molto carino e compatto; gioco promosso.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Le regole del gioco sono molto semplici: prima di iniziare ad ogni giocatore vengono distribuite cinque carte e si determina il punteggio da raggiungere per vincere la partita.
Il giocatore di turno, che sarà anche il giudice della manche, tira il dado e verifica cosa appare sulla faccia: in base a questo si effettua la manche, che può svolgersi così:
  • STORIA: il giudice gira la prima carta del mazzo e i giocatori scelgono due carte dal proprio
    mazzo per creare una storia con la carta girata dal giudice. I giocatori raccontano la propria storia, il giudice sceglierà la storia migliore e quel giocatore vincerà una carta;
  • RITRATTO CINESE: ogni giocatore sceglie tra le proprie carte quella che meglio lo rappresenta; le carte vengono mischiate e il giudice attribuisce a ciascun giocatore una carta motivando la sua scelta. Per ogni carta indovinata il giudice guadagna una carta e anche i giocatori che sono stati bravi a farsi riconoscere guadagnano una carta;
  • ASSOCIAZIONE: il giudice gira la prima carta del mazzo ed ogni giocatore sceglie una carta tra quelle della propria mano che meglio si accoppia con quella girata dal giudice e spiega la propria associazione. Il giudice sceglie l'associazione più pertinente e quel giocatore vincerà una carta.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Bla Bla Bla si inserisce nel filone di successo dei giochi di story telling sia per adulti (e ovviamente penso a Dixit), sia per nongrandi (e qui mi vengono in mente Raccontami una Storia e I Racconti del Libro della Giungla) che è molto presente in questo periodo. Tra i giochi narrativi per non grandi è quello che, personalmente, mi è piaciuto di più; pur non essendo esente da qualche aspetto che mi ha lasciato piuttosto perplesso.

Quello di positivo del gioco è che ci sono ‘tre giochi differenti’ in un'unica scatola e in un’unica partita, in modo che tutti possano esprimere la propria creatività: se può essere difficile raccontare una storia è molto più semplice, per chi è un po’ più timido, scegliere una carta che lo rappresenta o scegliere una carta che abbia attinenza con la carta già in tavola. Un aspetto di sicuro interesse è nello scegliere una carta che ci rappresenta: questo vuol dire avere (o progressivamente acquisire) una buona consapevolezza di sé.  Uno dei problemi più evidenti di questa tipologia di giochi è che le carte possano tendere ad esaurirsi, rischiando di rendere il gioco un pochetto ripetitivo se affrontato dallo stesso gruppo di giocatori: diciamo che la longevità è soprattutto nei mini giochi e nell’affrontare con le stesse carte giochi differenti.
La figura del ‘Giudice Giocatore’ è interessante e se ne possono cogliere sia aspetti negativi, come quello che in una certa mano il giocatore sarà al di fuori del gioco, sia aspetti positivi, come quello che i giocatori saranno costretti a interagire e, magari, anche a confrontarsi, per determinare a chi attribuire la posizione di vincitore della mano.

Il sistema di punteggio mi lasca un po’ perplesso, dal momento che è possibile avvantaggiarsi a seconda della tipologia di mini gioco che si andrà ad affrontare: è vero che nei giochi, in particolare quelli di story telling, il punteggio è un aspetto marginale, ma potrebbe non essere facile per i piccoli giocatori vedere (e accettare) che a un turno un giocatore riesca a fare punti, magari anche sbagliando, in più di quelli che sono stati fatti al turno precedente senza aver sbagliato nulla.
I disegni sono sufficientemente suggestivi per poter sia raccontare la storia sia trovare analogie tra uno e l’altro sia per trovare qualcosa che ci rappresenta, il fatto di avere cinque carte nella propria mano aiuta, ma sicuramente si può essere anche più o meno avvantaggiati a seconda dei momenti di gioco, così se sono uno che suona la chitarra e mi viene la carta con la chitarra sarà facile prevedere quale sarà la carta che mi rappresenta. Dei tre mini giochi questo è quello che può lasciare qualche dubbio in più, sia perché è quello che permette di fare più punti, sia perché, se ci si conosce, sarà un po’ più facile e descriverci e indovinare come ci siamo descritti.

Le regole dichiarano che si può giocare da tre a cinque giocatori: personalmente credo sia possibile aggiungere senza problema anche un sesto giocatore; sicuramente il numero ideale di giocatori è 4/5, rendendo le fasi di scelta e associazione della carta maggiormente interessanti, anche se non ancora troppo complesse. La scatola indica un 7+ come età per iniziare a giocare, con i giochi di story telling è particolarmente complicato (ancora di più che con le altre tipologie di gioco) individuare l’età giusta per cominciare a giocare, quindi diciamo che in questo caso ci fidiamo ciecamente dell’editore.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che come diceva A. Einstein “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) ha imparato giocando al gioco Bla Bla Bla… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • fare da giudice e giudicare imparzialmente;
  • assumere in momenti diversi del gioco ruoli diversi e a giocare in più modi durante lo stesso gioco;
  • rapportarsi con gli altri superando la timidezza nel raccontare la propria storia;
  • mettere in parole emozioni e idee;
  • acquisire coscienza di sé attraverso rappresentazioni anche simboliche.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Questo paragrafo prima o poi lo elimino (ma perché l’ho aggiunto???), visto che è quello che mi dà maggiori difficoltà e mi lascia sempre un po’ perplesso. Anche oggi, infatti, sono in difficoltà. Djeco individua con una certa precisione il suo pubblico tra i giovanissimi, eppure il gioco può essere piacevole ben al di là dell’età che sarebbe il target del gioco stesso. I disegni sono, evidentemente, destinati a un pubblico giovane, ma può essere divertente vedere le associazioni fatte da degli adulti come vedere in cosa ci rappresentiamo; quindi alla fine potrei dire un titolo essenzialmente per giovanissimi che, se preso con lo spirito giusto, può avere longevità infinita.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Innanzitutto perché a questo gioco bisogna essere almeno in tre e, quindi, senza mamma non si gioca. Personalmente non conosco donna (adulta o meno) che non abbia apprezzato Dixit e quindi Bla Bla Bla è il primo passo per quello che è il vero e proprio apripista verso il mondo del gioco moderno per le donne tutte!

2 commenti:

  1. Ciao,
    tra i difetti, pensavo avresti segnalato il fatto che il giudice conosce chi gioca una carta o racconta una storia. Quindi per determinare il vincitore bisogna affidarsi all'onestà dei giocatori.
    Mi dirai che è un gioco di narrazione e chi vince passa in secondo piano, ma allora meglio giocarlo alla Rory's Story cubes, senza determinare un vincitore.
    Che ne pensi?

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  2. se vuoi l'ho visto in posritivo come uno degli insegnamenti del gioco: essere un giudice imparizale (e quindi onesto).
    Per il fatto dei giochi di narrazione senza determinare un vincitore pienamente d'accordo, gioco spesso a Dixit e il segnapunti per noi è solo un timer per determinare la fine della partita.
    Tutti i giochi di narrazione andrebbero giocati senza punteggio.

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