lunedì 14 agosto 2017

[Recensione] - Capital Lux

scritto da Fabio (Pinco11)

Una cosa della quale sono sempre alla ricerca ed apprezzo particolarmente sono i filler di carte, giochi che propongo nelle nostre serate appena finito un bel giro ad un titolo pesante, alla stregua di bicchiere della staffa o sorbetto al limone da gustare dopo un piatto pesante.
Capital Lux, della coppia Ostby - Svensson ed edito da Aporta (recentemente la rumena Ludicus ne ha realizzato una propria edizione, che è quella alla quale si riferiscono le foto a corredo dell'articolo) è uno di questi giochi, che ha attratto tutti per il suo gameplay fresco e stuzzicante (per 2-4 giocatori, età 10+, 20 minuti circa a partita, indipendente dalla lingua, salvo il manuale).
Vediamo di approfondire insieme .. :)
GLI AUTORI E L'EDITORE

Kristian Amundsen Ostby è un autore norvegese che ha ideato già un bell'elenchino di titoli, tra i quali spicca il successone light di qualche anno fa Escape: The Curse of the Temple. Non vi lasciate però fuorviare dalla leggerezza di quel suo gioco, perchè nel suo palmares troviamo anche titoli di vario peso, dei quali avrete sentito sicuramente parlare o che, comunque, hanno raccolto un certo interesse.
Tra loro cito Automania e Doodle City  della Aporta, ma anche Hotel Samoa, Perfect Alibi e Mammut.
Su diversi di questi titoli il lavoro è stato a quattro mani con Elif Svensson, che è coautore anche di Capital Lux, oltre ad aver ideato pure l'ottimo Mangrovia.
L'editore originario, la Aporta è norvegese ed è al suo quarto anno di vita, ma ha riscosso un ottimo interesse con i sui primi cinque titoli (Doodle City, Avenue, Capital Lux, Automania e Doodle China), per cui le due uscite programmate per il 2017 (Santa Marta e Destination X) sono già nel mio radar del pre Essen 2017.
La localizzazione rumena è invece opera della Ludicus, editore collegato alla Mind Fitness dell'amico Dorsonczky, il quale ha così reso nuovamente disponibile questo titolo, che era sinora poco reperibile (il nome nell'edizione rumena diventa Capitala Delux ed i materiali sono leggermente modificati, per rientrare nello standard delle edizioni pocket  dell'editore).


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

Il mazzo contenuto nella scatola comprende 72 carte professione (con valore da 2 a 6), divise in 4 colori (giallo, verde, blu e rosa) e 4 carte capitale, oltre a 4 tessere modificatore e 8 dischetti oro.
Le regole di base del gioco sono immediate, perché ad inizio partita ognuno riceve 5 o 6 carte (a seconda dei giocatori) e (dopo un draft iniziale alla 7 Wonders) si procede, giocando ognuno una carta al proprio turno e passando poi la mano.


La scelta è solo tra due opzioni, ovvero 1) giocare la carta di fronte a se, formando set di carte divisi per colore ; 2) giocare la carta al centro del tavolo (sotto le 4 carte capitale) e svolgere l'effetto consentito da quel colore (i verdi fanno pescare una carta in mano, i rosa fanno prelevare dal centro del tavolo la carta più bassa non rosa per metterla di fronte a chi ha giocato, i gialli danno un gettone oro ed i blu fanno piazzare una tessera modificatrice).
Finite le carte si attribuiscono i punti.
Per prima cosa ognuno verifica se la somma dei valori delle carte che ha di fronte a se supera il valore delle carte di quel colore presenti nella capitale (al centro del tavolo). Se ciò accade, hai sballato e devi scartare tutte le carte di quel colore. Chi ha la maggioranza dei valori di un colore preleva dal centro del tavolo la carta più alta presente di quel colore e la mette da parte (varrà come punti a fine partita).
La cosa è ripetuta per tre mani (tra una mano e l'altra le carte che si hanno davanti e quelle al centro del tavolo rimangono) ed a fine partita il valore delle carte prelevate nei tre turni è sommato a quello delle carte che ciascuno ha di fronte. Chi ha più punti, vince.

COME GIRA

Si tratta del classico gioco di carte dalle regole semplici (due sole alternative da considerare ogni turno), che però suscita un sacco di riflessioni e che si colloca quindi a pieno titolo nel filone dei classici card game alla tedesca (anche se è norvegese ...).
Diciamo che per certi aspetti è una specie di sette e mezzo ultraevoluto, nel senso che si deve cercare di ottenere la somma di valori più alta possibile, per ciascun colore, senza però superare il banco, che è costruito a sua volta dagli stessi giocatori.
Di turno in turno le cose cambiano, perché grazie alle azioni bonus si incide anche togliendo carte e modificando il valore del banco (le tessere che fanno piazzare i blu cambiano, segretamente, la somma dei valori da -3 a +4) e le giocate altrui incidono, eccome, sugli equilibri.
Alta interazione, tattica fino all'ultimo ed ovviamente, un pizzico di fortuna (non sempre si può predire ogni cosa e la pesca di carte incide ...), mescolate insieme per un gameplay, quindi, diverso dal solito.
La controllabilità resta, grazie in buona parte al meccanismo del draft iniziale (ognuno sceglie tra le 5 carte ricevute due da tenere e passa le altre al vicino e poi si ripete la stessa cosa sulle tre ricevute, passandone una) ma, nel contempo, si deve essere cercare di fare il massimo con quello che si è ricevuto. Essenziale è il drafting, soprattutto verso fine partita ...


Il gioco esce, quindi, dai binari classici dei trick taking (giochi nei quali ogni giocatore gioca una carta al centro del tavolo e quindi si risolve la mano con certe regole), per diventare un qualcosa di diverso, con dinamiche di maggioranze, che sono però mediate dal concetto dello sballare, tipico di titoli come sette e mezzo e black jack.
L'idea di rendere il limite variabile e di consentire agli stessi giocatori di incidere su di esso è un qualcosa di simpatico e qualcosa di (solo concettualmente) simile lo avevo visto quest'anno solo in Eternity, dove i giocatori incidono nel corso del gioco sulla briscola piazzando carte al centro del tavolo.
A livello pratico il tutto gira bene in tutte le combinazioni di giocatori, anche se le meccaniche di maggioranze premiano, naturalmente, il gioco a 3 e 4, mentre in due tutto è molto più tattico e un poco meno dinamico.

Quanto all'aspetto visivo devo dire che le scelte grafiche compiute sono ottime, con dei disegni sulle carte gradevoli (tinte acquarellate) e vagamente scifi, senza eccedere. I materiali sono a loro volta più che adeguati allo scopo, con i gettoni di cartoncino (e le tesserine modificatrici, che sostituiscono le carte) introdotti dalla versione rumena (al posto dei gettoni di legno) che incidono probabilmente sul prezzo in senso contenitivo, senza nulla perdere sull'impatto visivo.

CONCLUSIONI

Capital Lux (o Capitala Delux nell'edizione rumena) è un gioco di carte simpatico ed intelligente, che si rifà alla tradizione di titoli nei quali i giocatori accumulano carte confrontando i valori con quelle del banco (che qui non si deve superare), svecchiandola ed introducendo i giusti spunti per ottenere un mix intelligente, che suscita riflessione.
Interattivo, grazie agli effetti (azioni bonus) concessi da chi gioca le carte nel banco, propone equilibri variabili e la possibilità di elaborare tattiche anche a medio termine (si gioca sulla base di tre mani), proponendosi come un potenziale classico dei giochi di carte  alla german.
Una bella scoperta, che sottopongo alla vostra attenzione (ad Essen 2016 era andato esaurito prima che lo potessi prendere, anche se lo avevo segnato tra i titoli da tenere d'occhio ..). Se qualcuno lo aveva già provato nella versione originale, si faccia vivo con le sue impressioni !!!

Si ringrazia l'editore (Ludicus) per la copia di review inviataci.

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