prime impressioni

[Prime impressioni] Ilôs

scritto da Fabio (Pinco11)

Piazzamento tessere? C'è.
Tabellone modulare? C'è.
Gestione risorse? C'è.
Meccanismo azionario? C'è.
Gira in poco più di mezz'ora? C'è.
Trippolini (meeple) in quantità? C'è.
Sembra esserci davvero tutto quello che può venire in mente in Ilôs, di Frederic Guerard, edito da La Boite de Jeux (distribuzione Blackrock), per 2-5 giocatori, età 10+ (indipendente dalla lingua, salvo il manuale), tempo a partita intorno ai 45 minuti, per cui andiamo a vedere meglio, insieme, di che si tratta :)


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

I giocatori vestono i panni di ipotetici esploratori che nel corso della partita scoprono progressivamente i contorni di un arcipelago ricco di risorse, stabilendo su di esso avamposti, prendendone il controllo e, addirittura, dandosi occasionalmente alla pirateria.
Il tutto gira utilizzando carte azione, che si ricevono in numero di 5 a inizio partita, che si pescano ad ogni giro in buona quantità (ai primi turni 3-4, ma rapidamente si arriva a 7-8) e le quali consentono, combinate tra loro, di svolgere diverse azioni. 
L'idea è quella che si possa scegliere tra sei tipi di azioni, ossia: esplorare, piazzando una nuova tessera (tipo Carcassonne) sul tabellone modulare centrale o spostando una delle proprie navi (eventualmente facendola diventare pirata), collocare un insediamento produttivo su di uno degli spazi idonei per produrre una delle tre risorse, scavare una miniera d'oro, costruire una fortezza o un mercato, esplorare delle rovine (per ottenere oro) o incidere sul mercato, aumentando il valore di una merce.


Al proprio turno si potranno eseguire tutte le azioni che si desidera, ma il concetto è che ogni azione, per essere svolta, richiede che si scarti la carta azione corrispondente e (quasi sempre) un certo numero di altre carte (es. per esplorare una rovina se ne devono scartare ben 7) e la presenza, spesso, di proprie navi sulle coste dell'isoletta nella quale si agisce, per cui è possibile in un turno svolgere magari una singola azione, come invece, combinarne diverse più economiche (es. per muovere una nave o inserire una nuova tessera basta scartare la carta in questione e una sola addizionale).
Ogni giocatore ha a disposizione 5 navi e una decina di omini: mentre le prime si possono muovere liberamente, i secondi sono contati e una volta piazzati non si spostano più, garantendo però (se utilizzato in questo modo), ad ogni turno, un introito di risorse del tipo corrispondente alla risorsa occupata.
Alla fine di ogni turno si riceve un flusso di risorse corrispondente agli spazi produttivi occupati da propri omini e a fine partita (che giunge al termine del giro nel quale un giocatore abbia terminato di piazzare i suoi 10 pionieri) ogni risorsa avrà il valore indicato dal mercato (sul quale i giocatori avranno agito in corso di partita) e chi avrà il valore di beni più alto vincerà.

COME SI PRESENTA

Ilôs è un giochillo che, rapido e sbarazzino quanto a meccaniche e flusso di gioco, gode di una componentistica davvero ben studiata, tirando fuori un'ottima presentazione da un prodotto che si presenta come un peso medio-leggero e che sta in una scatola di dimensioni contenute.
La grafica è infatti molto colorata e allegra: penso alle illustrazioni d'effetto della scatola, ma anche alle tessere, sulle quali gli spazi produttivi si identificano abbastanza bene a colpo d'occhio,  ma anche alle carte, mentre i trippolini dei giocatori hanno ricevuto una forma molto caratteristica, distinguendosi nettamente dai meeple d'antan. Srotolando il tutto sul tavolo nel corso della partita l'effetto d'insieme diventa, quindi, davvero molto gradevole e il tutto nel giro di una mezz'oretta di gioco o poco più.
Altro segno di un confezionamento curato è dato dall'interno rivestito della scatola, per cui in tutta questa cura ai dettagli le uniche possibili osservazioni possono essere legate a minuzie, come le rovine, che tendono un filo a perdersi tra i mille colori degli altri centri di interesse, e forse alle risorse, che sono rese con dischetti di cartoncino e non in legno, ma qui devo dare atto che una produzione più spartana li avrebbe addirittura eliminati, inserendo magari una plancetta apposita con una traccia numerata e un cubetto per tenere il conto.



COME GIRA

Questo Ilôs è il classico jolly che vai a pescare in mezzo al mare di novità che escono ad Essen e del quale vi parlo oggi anche con il gusto tipico che un recensore ha nel parlare di qualcosa che è sfuggito all'attenzione della massa.
Provandolo, già ai primi giri si capisce che il gioco miscela diverse cose al suo interno e se la prima sensazione è quella di essere di fronte a un Carcassonne dei mari, visto che il tabellone è modulare e che ai primi giri un poco tutti sono portati ad espanderlo e a colonizzare ciascuno la propria nuova isola (anche perché ogni nave garantisce una carta pescata a turno in più), ben presto le cose cambiano.
Non appena, infatti, uno dei giocatori inizia a pompare una risorsa, costruendo magari un paio di stabilimenti, tutti gli altri si buttano, immediatamente, all'inseguimento, cercando di pareggiare subito la capacità produttiva, perché la chiave è quella di non far scappare nessuno. 
Partono così le prime gomitate, sia sotto forma di navi che pirateggiano (aumentando così il costo degli altrui insediamenti) nelle isole nelle quali ci si aspetta che il leader si insedi, sia cercando di sottrargli il monopolio della sua risorsa privilegiata.
Le tessere isola, poi, si esauriscono abbastanza rapidamente e a quel punto ognuno gode già di un bell'introito in termini di numero di carte e la partita si avvia alla sua maturità, con ognuno che cerca di influire sui prezzi di mercato delle risorse. Anche qui è tutto volutamente stretto, perché ad ogni giro ciascun giocatore può influire una sola volta e perché ad ogni intervento si deve sacrificare una risorsa del tipo che si vuole valorizzare e in un gioco distillato come questo sacrificare 2-3 risorse può equivalere a rinunziare a un bel margine di punti.
Passata la prima partita, quindi, già alla seconda si entra nella logica di un gioco nel quale la dimensione dell'arcipelago è volutamente contenuta e dove si deve tenere strettamente d'occhio ciò che fanno gli altri, marcandoli come i migliori catenacciari del calcio di una volta.
Resta sempre la possibile lamentela, legata al giro di carte che non escono, ma in realtà il giocatore accorto, visto che ne pesca uno stonfo ad ogni passaggio, cercherà almeno di non scartare proprio la carta vitale per la sua strategia del turno seguente e in ogni caso la forte interazione (quasi solo indiretta) rende il tutto molto acceso e combattuto, con potenzialità di giocarsi ogni match sul filo dei punti.



Tirando le somme il tutto fila liscio ed abbastanza rapido, tanto che di sovente (ma da noi non siamo troppo pensatori seriali) ti trovi al tuo turno che non hai ancora risolto il dilemma di cosa vorresti giocare, ma nel contempo realizzi che il gioco ti ha coinvolto, che è stretto e avvincente e alla fine, data un'occhiata all'orologio, capisci che in tre quarti d'ora (o meno, a seconda dei giocatori) sei riuscito a portare in fondo una partita tirata.
Per caratteristiche definirei quindi Ilôs una sorta di filler per gamers, perché le meccaniche che propone, pur essendo in ultima analisi abbastanza semplici (sei pagine di manuale), sono davvero frutto di una grande sintesi e il contesto nel quale si svolge il tutto è di quelli congestionati, come la tangenziale nell'ora di punta, per cui il giocatore occasionale potrebbe sentirsi come il classico vaso di coccio.
Alla fine, però, le cose da capire non sono così tante, per cui credo che il target del titolo possa essere trovato sia tra i giocatori accaniti alla ricerca di un qualcosa di più leggero da alternare ai soliti cinghiali, così come a chi abbia passato i primi gateway e sia alla ricerca di qualcosa di un pelo più sostanzioso dei classici Ticket to Ride o Carcassonne.
Sulla scalabilità direi che il numero variabile di isole, incidendo sulla dimensione dell'arcipelago, vale a ricostruire in ogni configurazione le medesime sensazioni, ma il gioco, tenendo conto che le azioni di influenza sul mercato restano sempre otto complessive, tende a divenire più controllato nelle versioni a 2 o 3 partecipanti e più acceso in quelle a 4 o 5. Nota di merito, per altro, è il fatto di essere fruibile anche in 5, visto che il 4, per i boardgame di oggi, sta diventando uno standard per il numero massimo.

CONCLUSIONI

Ilôs è davvero un bel giochino, che ho gradito molto. Mescola diverse meccaniche, tra le quali la gestione della mano di carte, la speculazione sul valore delle merci, qualche spunto di gestionalità spicciola e un poco di piazzamento alla Carcassonne. Ne esce un titolo rapido e sbarazzino, che consente di portare via partite (piuttosto strette come sensazione di gioco sul tabellone modulare) in 30-45 minuti, senza che ciò incida negativamente sulla qualità di gioco.
Richiede forse per i primi approcci di non essere giocatori assolutamente occasionali, ma per il resto di controindicazioni non ne trovo e ve lo segnalo come un classico underdog.

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.

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Rating: 5

3 commenti:

  1. Sembra davvero un gioco molto carino, si sa verrà tradotto in italiano?

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    1. Il gioco è indipendente dalla lingua, salvo il manuale. Per una edizione italiana so che l'editore (francese) era alla ricerca di partner e non ho idea se qualcosa si concretizzerà o meno a breve ...

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    2. Grazie Fabio per la risposta, speriamo e incrociamo le dita allora ;)

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